Via Francigena

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Valle d’Aosta: tratto interrotto a Etroubles, il percorso alternativo

La pista poderale lungo la via Francigena, nei pressi del cimitero di Etroubles che conduce alla località les Aguettes è stata chiusa al transito sia pedonale che veicolare a causa di una frana che si è verificata domenica 7 luglio.

Il percorso alternativo è stato individuato lungo l’asse della S.S. 27 nel tratto dalla stazione di pompaggio all’intersezione con rue Saint Roch.

 

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Valle d’Aosta: section disrupted in Etroubles, an alternative route available

The farm trail along the Via Francigena close to the Etroubles cemetery, which leads to Aguettes, has been closed to both pedestrian and vehicular access due to a landslide on Sunday 7th July.
An alternative passage has been located along the S.S. 27 route, along the section from the pumping station at the crossroads with rue Saint Roch.

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Vallée d’Aoste : tronçon interrompu à Etroubles, la déviation

Le chemin le long de la Via Francigena, à proximité du cimetière d’Etroubles qui mène au hameau « les Aquettes » est fermé autant aux piétons qu’aux voitures à cause d’un éboulement qui a eu lieu dimanche 7 juillet.

Le parcours alternatif se trouve le long de l’axe SS27 du tronçon de la station de pompage à l’intersection avec la rue Saint Roch.”

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Festival Vie Francigene: la parola alla testimonial Sofia Bracalenti

L’edizione 2019 del Festival europeo “Vie Francigene, Cammini, Ways, Chemins 2019” è dedicato al tema “La Via femminile. Sensibilità nei paesaggi umani e naturali”. Il viaggio con le testimonial di quest’anno continua con Sofia Bracalenti.

Appassionata fin da bambina del mondo animale, incantata da sempre dalle bellezze della natura e dell’arte, emozionata dalla meraviglia dell’andar per monti e innamorata sempre più delle Marche dove è nata e vive tutt’ora in campagna, Sofia ha trovato nell’incontro con gli asini, avvenuto 20 anni fa, l’anello perfetto per unire tutto ciò: è infatti Accompagnatore di Media Montagna iscritta al Collegio delle Guide Alpine delle Marche e porta in escursione a passo d’asino chi vuole scoprire le bellezze di Madre Terra.

L’asino infatti si rivela uno straordinario compagno di viaggio che con la sua personalità rende unica la camminata: l’intelligenza, la curiosità, la mitezza e la pazienza di questo animale fanno si che il camminatore possa essere sollevato dal peso dello zaino e proceda con un andamento lento ed armonico che permette ancor più di osservare e godere del circostante. Oltre che camminare in compagnia degli amici dalle lunghe orecchie, Sofia vive insieme a loro e li accudisce ogni giorno nutrendo così sempre più la relazione di fiducia che arricchisce ogni esperienza di attività con gli Asini.

“Guardare il territorio con occhi asinini durante le escursioni porta inevitabilmente a scoprire lungo i sentieri l’infinita varietà di erbe spontanee e di fiori variopinti! Camminando con loro ci si troverà ben presto a scegliere di sostare su di un prato ricchissimo per regalare agli Asini il piacere di un buon pasto e concedersi così un buon tempo in cui il suono dolce del loro brucare farà da sottofondo alla bellezza dei luoghi da ammirare intorno a noi…” spiega Sofia – lentezza e ragli per tutti!”.

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Vie Francigene Festival: Sofia Bracalenti’s Experience

The 2019 edition of the European Festival “Vie Francigene, Cammini, Ways, Chemins 2019” is dedicated to the theme of “The Feminine Way. Sensitivity in Human and Natural Landscapes “. Our journey with this year’s accounts continues with Sofia Bracalenti.

Passionate about the animal world since she was a child, always enchanted by the beauty of nature and art, thrilled by the wonder of going into the mountains and evermore in love with the Marche where she was born and still lives in the countryside; Sofia found the perfect link to combine all this through meeting donkeys 20 years ago. A Mountain Guide registered with the Marche Alpine Guides College takes travellers on an excursion in the footsteps of donkeys, discovering the beauty of Mother Earth.

Donkeys are, in fact, extraordinary traveling companions who, with their personality, make the walk unique: the intelligence, curiosity, gentleness and patience of this animal means walkers can be relieved from the weight of their backpacks to proceed along a slow and harmonious course to really observe and enjoy their surroundings. In addition to walking in the company of our long-eared friends, Sofia lives with them and looks after them every day, thus increasingly nurturing the trusting relationship between humans and donkeys, which enriches every experience with them.

Absorbing the area from a donkey’s perspective during excursions inevitably leads to finding an endless variety of wild herbs and colourful flowers along the paths! Walking with them you will soon find yourself choosing to stay in a rich meadow to give the donkeys a good meal and allow yourself to enjoy the beauty of the places surrounding you with the sweet sound of their grazing in the background…- explains Sofia – a slow pace and braying for all!“.

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Festival Vie Francigene : la parole à la représentante Sofia Bracalenti

L’édition 2019 du Festival européen « Vie Francigene, Cammini, Ways, Chemins 2019 » est consacré au thème « la Via au féminin. Sensibilité dans les paysages humains et naturels ». Le voyage avec les représentants continue, cette année avec Sofia Bracalenti.

Passionnée depuis enfant par le monde animal, enchantée depuis toujours par les beautés de la nature et de l’art, émue par les merveilles de la montagne et amoureuse de la région des Marches où elle est née et vit encore aujourd’hui, à la campagne, Sofia a trouvé dans la rencontre avec les ânes, qui a eu lieu il y a 20 ans de cela, la boucle parfaite pour unir le tout : elle est Accompagnatrice en Moyenne Montagne inscrite au Collège des Guides Alpins des Marches et elle organise des randonnées avec les ânes pour ceux qui veulent découvrir les beautés de sa Terre Mère.

L’âne est un compagnon de voyage extraordinaire qui, avec sa personnalité, rend la marche unique : l’intelligence, la curiosité, la douceur et la patience de cet animal font que le marcheur peut être allégé du poids du sac à dos et procède à pas lent et harmonieux, ce qui permet d’observer et de profiter des alentours. En plus de la marche avec les amis aux longues oreilles, Sofia vit avec eux et s’en occupe tous les jours, elle a une relation de confiance qui s’enrichit à chaque activité avec les ânes.

« Regarder le territoire avec les yeux des ânes durant les randonnées amène inévitablement à découvrir le long des sentiers l’infinie variété d’herbes et de fleurs de toutes les couleurs ! En marchant avec eux, on se retrouvera bien vite à choisir de s’arrêter dans des prairies pour se reposer avec les ânes qui broutent en bruit de fond, avec la beauté des paysages à admirer autour de nous – explique Sofia – Lenteur et braiment pour tous ! ».

 

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Via Francigena, alla scoperta dei cani San Bernardo

Punto culminante della Via Francigena, il passo del Gran San Bernardo (2476 m.) è inscindibile dai celebri cani che hanno contribuito alla sua fama e sono associati all’im- magine della Svizzera.

La loro presenza è attestata all’ospizio del Gran San Bernardo dalla seconda metà del XVII secolo e hanno aiutato i canonici nei loro compiti di assistenza ai viaggiatori che attraversano il passo. Il motto dell’ospizio, fondato da San Bernardo di Mentone attorno al 1050, testimonia della vocazione di luogo preposto ad ospitare: “Qui Cristo è adorato e sfamato” (Hic Christus adoratur et pascitur).

I cani di razza San Bernardo si sono guadagnati la fama di cani da salvataggio, specialmente in caso di valanghe. Si ritiene che il famoso Barry, nato all’inizio del XIX secolo, abbia salvato una quarantina di persone. In una lettera, un soldato dell’esercito di Napoleone Bonaparte, che attraversò il Passo nel 1800, scrisse: “presso questo convento vi sono grandi cani che cercano i viaggiatori dispersi nella neve; li individuano, presentano loro l’acquavite che portano in una fiaschetta appesa al collo e li riportano a casa; li ho accarezzati. Sono molto docili”.

Potrete scoprire questa testimonianza, unitamente alla storia del Colle, del suo ospizio e dei suoi cani al Barryland di Martigny, dove si perpetua l’allevamento di questi cani leggendari e dove troverete anche un allestimento dedicato alla Via Francigena. Nelle vicinanze, un tratto dell’antica via romana testimonia dell’attraversamento delle Alpi seguendo la via del Colle del Gran San Bernardo dall’Antichità. https://www.barryland.ch/

Christian Schülé

President – Président – Presidente Association du Chablais

L’articolo è tratto dall’ultimo numero della rivista ufficiale AEVF “Via Francigena”. La rivista, edita dallo Studio Guidotti è consultabile gratuitamente online al sito www.rivistaviafrancigena.it. Tante notizie, informazioni e testimonianze da leggere a passo lento in inglese, francese e italiano.

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Via Francigena: the St. Bernard Dogs

The Great St. Bernard Pass (2,476 m.), the highest point of the Via Francigena, is inseparably linked to the famous dogs that contributed to its popularity and are related to the image of Switzerland. Their presence has been attested at the Great St. Bernard hospice since the second half of the 17th century and they have really helped the monks to assist travellers who climbed the pass. The motto of the hospice, founded by St. Bernard of Montjoux around 1050, bears witness of the commitment of this place to hospitality: “Here Christ is adored and nourished” (Hic Christus adoratur et pascitur).

St. Bernard dogs have acquired a reputation of rescue dogs, especially in case of avalanche. The famous Barry, born in the early 19th century, is estimated to have rescued nearly forty people. A soldier of Napoleon Bonaparte’s army, who crossed the Pass in 1800, wrote in a letter: “ there are big dogs at this monastery, which seek travellers missing in the snow; they locate them and give them the eau de vie contained in a keg around their neck and bring them back home; I caressed them. They’re very tame”.

You can learn more about this story, the history of  the Pass, the hospice and its dogs at Barryland in Martigny, where these legendary dogs are still bred today. And where you will also find a section dedicated to the Via Francigena. In the vicinity, a section of the ancient Ro- man road still shows evidence that the Alps have been crossed via the Great St. Bernard Pass since ancient times. http://www.barryland.ch/

Christian Schülé

President – Président – Presidente Association du Chablais

The article is taken from the latest issue of the official AEVF magazine “Via Francigena”. The magazine, published by Studio Guidotti, can be consulted free of charge online at www.rivistaviafrancigena.it. Lots of news, information and interviews to read at a slow pace in English, French and Italian. 

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Via Francigena: les chiens du Saint Bernard

Point culminant de la Via Francigena, le col du Grand- Saint-Bernard (2476 m.) est indissociable des célèbres chiens qui ont contribué à sa réputation et sont associés à l’image de la Suisse.

Attestés à l’hospice du Grand-Saint- Bernard dès la seconde moitié du 17e siècle, ils ont aidé les chanoines dans leurs tâches d’assistance aux voyageurs franchissant le col. La devise de l’hospice, fondé par saint Bernard de Montjoux vers 1050, témoigne de la vocation hospitalière du lieu: «Ici le Christ est adoré et nourri» (Hic Christus adoratur et pascitur).

Les chiens de la race du Saint-Bernard ont acquis une réputation de chiens de sauvetage, notamment lors d’ava- lanches. Le fameux Barry, né au début du 19e siècle, est ré- puté avoir sauvé une quarantaine de personnes. Dans une lettre, un soldat de l’armée de Napoléon Bonaparte, qui franchit le col en 1800, écrit qu’« il existe à ce couvent de très gros chiens qui cherchent les voyageurs qui tombent dans la neige ; ils les relèvent, leur présentent de l’eau-de- vie qu’ils ont suspendue au col et les reconduisent à la maison ; je les ai caressés. Ils sont bien doux ».

Ce témoignage, ainsi que l’histoire du col, de son hospice et de ses chiens sont à découvrir au Barryland à Martigny, où se perpétue l’élevage de ces chiens de légende. La Via Francigena y est également présentée. A proximité, un tronçon de l’ancienne voie romaine témoigne du franchissement des Alpes par le col du Grand-Saint- Bernard depuis l’Antiquité. https://www.barryland.ch/

Christian Schülé

President – Président – Presidente Association du Chablais

L’article fait partie du dernier numéro du magazine officiel de l’AEVF “Via Francigena”. La revue, éditée par le Studio Guidotti, est consultable gratuitement en ligne, sur le site www.rivistaviafrancigena.it. Beaucoup de nouvelles, d’informations et de témoignages à lire à pas lent en anglais, en français et en italien.

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Francigena, un progetto artistico per la valorizzazione del percorso

Il progetto artistico “Francigena”, nato da un’idea di Charles Myber, giornalista storico e presidente de “L’Association Renaissance de la via Francigena” mira alla valorizzazione del percorso di 1800 km che unisce Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia.

L’idea del progetto è quella di animare le diverse fasi del viaggio dei pellegrini con esibizioni di giovani attori di quattro delle più famose accademie teatrali europee. Dalla descrizione dettagliata lasciata dell’arcivescovo Sigéric, l’autore e regista di fama internazionale, Carlo Boso, scriverà un brano specifico del gesto centrato sulle avventure e viaggi vissuti da Sigeric e dai suoi compagni di viaggio, tutti personaggi colorati, lungo tutta la Via Francigena.

La dimensione internazionale del progetto sarà evidenziata grazie al coinvolgimento di studenti provenienti da quattro dei più importanti centri di formazione teatrali in Europa: il Teatro Nazionale, con studenti di Didi Hopkins (Inghilterra); l‘International Academy of Performing Arts, Versailles (Francia); l’Accademia Teatro Dimitri de Verscio (Svizzera); e l‘Accademia Civica d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine (Italia).

Gli studenti-attori alla fine degli studi, in vista della loro professionalizzazione, saranno coinvolti nella creazione di quattro troupe interdisciplinari di danza, scherma, canto, mimo e acrobazia che animeranno i percorso. La produzione e la creazione delle quattro rappresentazioni saranno fornite dai collaboratori artistici della International Academy of the Performing Arts di Versailles. Una volta stabilito da Carlo Boso (maggio 2019), lo spettacolo, creato dal team francese, sarà prodotto anche lungo le tappe degli altri tre paesi (giugno-luglio 2020).

Questo lungo viaggio porterà le quattro compagnie ad incontrarsi a Roma, dove, nell’estate del 2020, si esibiranno contemporaneamente in quattro luoghi strategici della capitale italiana.

Per maggiori informazioni, contattare: Charles Myber – Tél : 06 62 49 O1 91 – charlesmyber@laviafrancigenaenfrance.fr