Via Francigena

La Via Francigena nella lista propositiva italiana UNESCO

Il percorso della candidatura UNESCO della Via Francigena, iniziato nel 2010 e poi ripreso nel 2015, ha visto dal 2017 lo svolgersi della prima vera fase operativa che ha coinvolto il MIBAC (Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali), le Regioni italiane e l’Associazione Europea delle Vie Francigene, quale soggetto tecnico. La prima fase dell’analisi preliminare del tratto italiano, presentata nella primavera 2018, grazie al lavoro congiunto delle sette Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Lazio, con Regione Toscana come capofila) MIBAC e Associazione Europea delle Vie Francigene, si è conclusa positivamente con l’inserimento nella tentative list nazionale il 24 gennaio 2019.

Tra 2019 e 2020 si è conclusa anche la seconda fase mirata alla definizione dello studio di fattibilità europeo (Framework) della candidatura che coinvolge Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia e Santa Sede. All’interno di questo studio, è stata sviluppata una strategia di candidatura comprendente una proposta generale dell’intero itinerario, in cui sarà sottolineato come le sue distinte sezioni potranno essere individualmente, ed in tempi diversi, candidate nella Lista del Patrimonio Mondiale, lasciando comunque indiscusso il valore universale della Via.

Il Framework integrale, realizzato in stretta collaborazione con il Ministero italiano dei Beni Culturali, ha permesso di organizzare gli incontri internazionali di revisione (28 maggio e 24 giugno 2020), ai quali hanno partecipato i funzionari ministeriali di Italia, Svizzera, Regno Unito e Santa Sede. AEVF è intervenuta negli incontri nella sua qualità di agenzia tecnica che ha realizzato il dossier scientifico.

L’itinerario europeo merita di veder riconosciuta la sua straordinaria particolarità ed importanza, sia sotto il profilo culturale che naturale. La Via Francigena rappresenta una grande opportunità di crescita e sviluppo per i territori, ma anche di tutte le comunità locali che dovranno essere coinvolte in questo progetto. Si tratta di un bene complesso, patrimonio dell’umanità, da tutelare e valorizzare all’interno della rete UNESCO, la quale andrebbe ad aggiungersi a quella del Consiglio d’Europa che ha certificato la Via Francigena dal 1994.

- Massimo Tedeschi, Presidente