Via Francigena

🇮🇹 A passo lento in Toscana

Cominciare la giornata mentre tutto ancora dorme ha un enorme fascino. C’è silenzio, una luce dolce e ancora gentile, strade tranquille e vuote. Di solito non sono una mattiniera, eppure mi manca svegliarmi alle 5 per mettermi a camminare. Una volta mi chiesero per cosa fossi disposta ad alzarmi all’alba volentieri e risposi d’impulso: un Cammino!

Io cammino sempre ovunque, per muovermi in città e per respirare in montagna, ma camminare lungo un percorso spirituale è diverso. Hai l’entusiasmo di affrontare un altro pezzo verso il nuovo, arrivano sorprese ad ogni passo, hai l’essenziale sulle tue spalle, ti senti forte, ti senti in grado di affrontare la vita.

È stata mia madre a farmi pensare alla Via Francigena. Si parlava di viaggi e Toscana e natura, e quale modo migliore per tuffarsi in tutti e tre se non proprio camminando? Ah, le mamme, come fanno ad avere sempre la risposta giusta, a sapere sempre tutto?

Ho percorso pezzi di alcuni cammini verso Santiago de Compostela, al nord della Spagna, immagino cosa mi attenda e so che amerò anche questo cammino in terre italiane. Pronta per qualche centinaio di chilometri sotto il caldo giugno 2022!

LA SCUSA DEL TURISMO

Parto da San Miniato, tra Firenze e Pisa. Scendo in macchina col marito, ci aspetta un ghiotto fine settimana durante la festa della notte nera, dedicata al tartufo, con musica e danze e street food in questo borgo medievale delizioso. Dormiamo presso Le Finestre del Seminario in centro a San Miniato Alta, un edificio splendido, storico artistico tenuto benissimo. La signora alla reception condivide consigli per mangiare e visitare la cittadina, che seguiremo alla lettera traendone uno splendido fine settimana. Il marito rientra domenica sera, io mi trasferisco all’Ostello San Miniato. Sono emozionata, da anni volevo rifare un cammino e adesso è proprio il momento giusto per me!

Creo subito sintonia con la ragazza che gestisce l’ostello. Parliamo di yoga, di meditazione, di percorsi di vita, recitiamo anche qualche mantra sedute sulle panche in pietra davanti a un tramonto mozzafiato. Mi lascia un foglietto di carta con una invocazione buddista a cui tornare in qualunque momento ne avessi sentito il desiderio o bisogno. Che splendido inizio!

Incontro già vari pellegrini, alcuni saranno miei compagni di viaggio per diverse tappe e specialmente Dan diverrà un confidente amico, che voglio andare a trovare in Francia per conoscere la sua famiglia.

Notte strana, caldo e pensieri, ma comunque la prima notte chi dorme?!

La mattina prestissimo Mat carica sulle spalle il mio zaino anziché il suo. Col buio, aveva confuso le due sedie. Nel dormiveglia me ne accorgo e ci facciamo una risata. Poco male, se ne sarebbe accorto appena uscito alla luce.

La mia prima mattina solo due pellegrini in bici sono più lenti di me, ma loro duplicheranno in breve i miei chilometri fatti a piedi. Partire con calma permette di abituarsi pian piano ad alzarsi molto presto, al peso dello zaino, ai chilometri. Non avere fretta, soprattutto i primi giorni, è un buon metodo per sviluppare resistenza e la giusta consapevolezza del cammino.

Da subito il panorama conferma la fama della Toscana. Conosco piuttosto bene questa regione, ma percorrerla a piedi regala delle prospettive nuove e più profonde. Campi dorati di grano di metà giugno riempiono di energia ogni passo, anche se accaldati da correnti bollenti che ormai caratterizzeranno le nuove estati.

Attraverso la campagna di Castelfiorentino e Montaione, dove un paio di casolari abbandonati ma splendidamente conservati mi fanno pensare a un piano di recupero per valorizzare queste belle strutture e promuovere il turismo locale affiancando servizi utili ai pellegrini. Ne parleremo con diversi viandanti, tutti d’accordo che manchino dei punti ristoro e che sarebbe fantastico vivere qui in mezzo al nulla al servizio di viaggiatori da tutto il mondo… e chissà magari ne trarremo un progetto concreto. Come sempre, mille idee nascono nella mia testa dietro agli stimoli dei miei occhi. Ma devo fermare la mente!

Arrivo all’Ostello Sigerico a Gambassi, nella bellissima struttura storica adiacente alla chiesa di Santa Maria Assunta a Chianni, pieve che ospitò proprio l’arcivescovo Sigerico tra il 990 e 994. L’ostello è ancora chiuso, come spesso accade lungo il percorso in Italia le reception aprono dopo le ore 15. Ma il caldo di questi giorni e la brevità della tappa fanno sì che una manciata di pellegrini arrivi già prima di pranzo. Il giardino dentro le mura è accessibile e curato con attenzione. Mi accolgono alberi frondosi e fiori e panchine, così dopo essermi rinfrescata alla fontanella mi accingo a mangiar qualcosa approcciando i ragazzi già al tavolo. Si vedono le torri di San Gimignano in lontananza, già pregusto la gioia di tornare in quella cittadina che adoro.

Mi piace visitare i posti che attraverso e si uniscono a me Dan e Mat per un giro nel paesino. Compriamo della frutta e ci inoltriamo in una stradina di sanpietrini, stretta e decorata di fiori. Un bizzarro bar cattura la mia attenzione e subito decidiamo di sederci per un aperitivo. Il gestore è un signore locale attempato e molto accogliente. Affettati e formaggi del posto, del buon vino e siam già tutti amici, come fosse la tavolata solita di un qualunque sabato pomeriggio fra compagni di lunga data. Ah, la magia del cammino!

Rientriamo in ostello per cena, è prevista una tavolata comune con gli altri pellegrini. Accanto a me siede Dom, altro francese che diventerà una presenza costante nel giro di pochi altri chilometri. Ora che ci penso, ho già due tappe da organizzare per visitare i miei nuovi amici.

Dopo cena ci spostiamo in giardino. Sta tramontando, lucine bistrot illuminano gli alberi, la temperatura è perfetta. Gen sta disegnando la vita di una artista francese mentre Pat suona un suo pezzo con l’ukulele. Dice che lo ha portato per studiare; a me sembra già bravissimo. Dom e Ant siedono sull’erba, col fedele ScoobyDoo che scodinzola ad ogni sorriso. Che giornata, che serata! Dormo benissimo.

Camminare non è sacrificio

Le torri di San Gimignano si ergono nel blu e ci guidano, insieme ai segnali bianco-rosso che indicano la Via Francigena. Si passa dal Monastero di Cellole, splendido edificio con un belvedere che merita una sosta, dove si possono anche acquistare loro prodotti quali olio e marmellate. Durante il tragitto mi lascio persuadere da Dan ad alloggiare al campeggio un paio di chilometri lungo la Via Francigena oltre San Gimignano, anziché all’ospitale dove avevo inizialmente prenotato che si trova subito all’ingresso della cittadina. La tappa successiva sarà più lunga e impegnativa, con una faticosa salita per entrare fra le mura di Monteriggioni: bella mossa guadagnare oltre 3 chilometri! Avviso prontamente l’ospitale e scopro che i volontari che avrebbero gestito l’accoglienza quel giorno non avevano potuto presenziare e il convento non può ospitare pellegrini. Per fortuna, al campeggio hanno posto, e hanno anche la piscina! Ottimo, in fondo non che il cammino debba essere un sacrificio, l’amore per condivisione e semplicità non esclude aggiustarsi sui chilometri, trattarsi bene, bere un buon vino e -perché no- divertirsi con un tuffo!

Arrivo a San Gimignano entusiasta, amo queste stradine strette fatte di pietre antiche e buon gusto. Un salto nel medioevo con numerosi affreschi e le famose torri erette dalle famiglie locali per sottolineare il loro potere (anticamente 72, oggi solo 14 intatte). E chiese e cortili e barettini deliziosi dove bere la Vernaccia, tipico vino bianco fresco e profumato prodotto proprio in queste terre. Piazza del Duomo, la Torre del Diavolo, la Chiesa di San Pietro in Forliano, … ovunque posi gli occhi vedo bellezza e storia.

Una videochiamata ai miei genitori per fargli vivere un po’ del viaggio e raggiungo Ant e Scooby sotto gli archi. Il cagnolino ha le zampe provate dal tremendo calore che attanaglia questo giugno e Ant mi racconta di voler raggiungere degli amici in treno; ci salutiamo augurandoci il meglio. Per i cani è una sofferenza percorrere i tratti sulla strada col caldo, quelli che per noi sono 30 gradi diventano oltre 50 sull’asfalto. Il desiderio della compagnia dei nostri amati amici pelosi non deve rappresentare un disagio per loro.

Incrocio altri camminatori a metà pomeriggio, e dopo aver sbirciato in lungo e in largo la cittadina siam pronti per due bracciate e una birra fresca così ci avviamo verso il Camping del Pellegrino.

Io avrò un colloquio di lavoro telefonico più tardi, dalle premesse sembra che valga la pena di perdere un’oretta di piscina e mi rintano nel bungalow a malincuore. Purtroppo mi sbagliavo, capisco subito che sto perdendo tempo. Sconsolata, ci ripenso con fastidio mentre racconto ai miei compagni di tavola le difficoltà del lavoro in Italia. Dan mi consola sottolineando che almeno non ho rimpianti di non averci provato, ho fatto il possibile e dato il meglio, che le condizioni non erano come preventivate e posso non recriminarmi nulla. Grazie, Dan, hai proprio ragione! Altra lezione del cammino: fare quanto è nel mio controllo e accettare ciò che è al di fuori.

E siccome il cammino non è sacrificio, annaffiamo questi pensieri con dell’abbondante Sangiovese, il principe tra i vitigni a bacca nera della Toscana (le uve che compongono il Chianti, per capirci).

Le seconde colazioni

Compriamo la colazione per l’indomani, dato che siamo già fuori dal centro di San Gimignano e per diversi chilometri lungo il tragitto non sono segnalati punti di ristoro.

Il mattino mi sveglio con una bella doccia, ho un bagno tutto per me! Mi avvio con la mia solita lendena, certa di essere partita dopo tutti gli altri. Bevo uno yogurt e smangiucchio un croissant confezionato mentre cammino, non voglio perder tempo. Mi addentro nella piacevole foresta, fresca e silenziosa. Ho già visitato Colle di Val d’Elsa così scelgo di andare lungo la variante, che ho letto essere più immersa nella natura. Ottima scelta, rimane leggermente più lunga ma offre, poco dopo il bivio, una deliziosa sosta al Campo Piro e More, dove vengono offerti caffè, bevande varie, frutta secca, torte fatte in casa, e molto altro a disposizione dei viandanti. Che iniziativa lodevole! Sotto un tendalino, rifaccio colazione ringraziando con qualche moneta i benefattori. Arriva Dom, il pellegrino francese con cui ho condiviso già un paio di cene, e proseguiamo insieme.

La salita per raggiungere Monteriggioni mi sembra infinita e in verticale, ho la sensazione che il caldo mi faccia srotolare la lingua a terra e ogni liquido del mio corpo evapori dal mio viso come in un bagno turco… Ma l’ingresso oltre le mura è splendido e ripaga le fatiche.

Non demordere, quando senti la stanchezza e il caldo tieni duro: scoprirai delle risorse che non pensavi di avere!

Poi la doccia mi rimette presto in vita per godere del bel giardino della Casa per Ferie Maria Assunta insieme a nuovi amici e un buon vino Rosso Toscano.

L’indomani ancora sono fra gli ultimi a lasciare la stanza, la mia solita calma. Però ho un passo bello spedito e, detto fatto, in breve recupero le pellegrine italiane conosciute la sera prima e condividiamo il tratto fino al ristoro La Villa, dove Marcello ci accoglie con una seconda colazione squisita e consigli su come raggiungere la prossima tappa. Un personaggio dal cuore aperto, che accoglie in casa sconosciuti accomunati solo dal fatto di camminare.

Arriva Dom, ero convinta fosse avanti a me! Nessuna sosta per lui, ci avviamo tutti insieme verso la prossima tappa. Le ragazze sono più lente, così Dom e io procediamo col nostro passo verso una delle mie città preferite in assoluto: Siena!

… a presto per la seconda parte del racconto!

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Rossana Valsecchi
Rossana Valsecchi
Rossana ha una ventennale esperienza in comunicazione e gestione di eventi internazionali, una laurea in scienze geografiche, parla tre lingue, organizza matrimoni, celebra cerimonie, insegna yoga, scrive, canta, adora la musica e la fotografia. Come un’amante in trepida attesa, Rossana ha sempre in mente il viaggio. Ne ha fatto una ragione di vita, gestendo progetti sparsi ovunque fra Europa e Americhe, e ha vissuto in Michigan e Spagna. Come un buon pellegrino, ha sempre lo zaino pronto per il prossimo cammino. Come una bimba curiosa, è attratta dal nuovo, dalla storia, dalle meraviglie della natura. E come una nomade, è sempre alla ricerca del suo posto.

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