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Punto di ristoro per pellegrini presso San Miniato

Un punto di ristoro per i pellegrini che percorrono la Via Francigena passando per San Miniato. E’ quello che hanno pensato i coniugi Maltinti quando hanno avuto l’idea di posizionare un piccolo banco in via Parini a San Miniato Basso che, con il passare del tempo, è diventato sempre più fornito. I due “ristoratori” ogni mattina utilizzano una borsa frigo per mantenere fredda l’acqua e mettono a disposizione dei viaggiatori anche merendine e frutta fresca, tutto gratuitamente. “Da quando abbiamo il banchino – racconta la signora Maltinti – sono passate moltissime persone che hanno apprezzato la nostra iniziativa e hanno lasciato la loro firma riempiendo un intero quaderno”.

Il Sindaco Vittorio Gabbanini e l’Assessore David Spalletti hanno voluto portare i saluti e i ringraziamenti dell’Amministrazione comunale che ha messo a disposizione le mappe di San Miniato e un opuscolo informativo sulla Via Francigena. I pellegrini che passano da via Parini potranno condividere le foto e i momenti del loro viaggio sulla pagina Facebook, Piccolo Ristoro di Via Parini, accessibile anche cliccando il QR code direttamente dal proprio smartphone.

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Nuovo servizio di accoglienza pellegrini presso il Centro San Lorenzo di Roma

Dal 20 giugno 2016 è iniziato il servizio di accoglienza dei pellegrini Ad Limina Petri presso il Centro San Lorenzo di via Pfeiffer 24 in Roma.
I pellegrini, a piedi o in bicicletta, in arrivo a Roma dalle Vie di peregrinazione (Francigena, Romea, Cammini di San Francesco ecc.) e muniti della Credenziale che attesti gli ultimi 100km percorsi a piedi o 200Km percorsi in bici, potranno usufruire dei servizi di accoglienza presso il centro, situato a 50 m da Piazza San Pietro (via Pfeiffer 24, ultima traversa a sinistra di Via della concilizazione).

Il Centro San Lorenzo è aperto per voi durante l’estate dalle 11:00 alle 17:00 ogni giorno dal lunedì al venerdì.

  • Ritirare il Testimonium ufficiale della Basilica
  • Ricevere informazioni sui luoghi di accoglienza, sull’ accesso alla Basilica di San Pietro e la Porta Santa
  • Usufrire di servizi igienici
  • Lasciare in custodia lo zaino e la bicicletta

In allegato depliant con servizi

 

INFO
www.centrosanlorenzo.com
centrosanlorenzo@laity.va 
tel. + 39 06 69885332

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Gli Itinerari Culturali d’Europa e l’accessibilità

Alla luce delle loro positive esperienze riguardanti la Via Francigena e il Cammino di Santiago di Compostela, sono state invitate anche due organizzazioni italiane – la Cooperativa Sociale C’era l’Acca di Aosta e l’Associazione Free Wheels di Somma Lombardo (Varese) – a un interessante incontro tenutosi a Strasburgo, dedicato all’accessibilità degli Itinerari Culturali d’Europa

 

Si è tenuto recentemente a Strasburgo un importante incontro organizzato dall’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali (European Institute of Cultural Routes), in collaborazione con il CAST (Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna) e con il contributo degli studenti del Corso di Laurea ITALI (International Tourism and Leisure Industries) dell’Università di Bologna (Campus di Rimini), operanti nell’àmbito dei progetti continentali Erasmus e Hector.

Durante le giornate di lavoro, cui hanno partecipato oltre cento persone, erano presenti i manager dei venticinque Itinerari Culturali già riconosciuti dal Consiglio d’Europa e i rappresentanti dei nove Cammini candidati anch’essi a questo importante riconoscimento.

Attraverso metodologie interattive e lavori di gruppo, si sono affrontati temi relativi alla comunicazione (nuovi media, comunicazione istituzionale, come arrivare ai diversi tipi di pubblico ecc.) e si è tenuto tra l’altro anche il workshop intitolato Cultural Routes of the Council of Europe and Accessibility (“Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa e accessibilità”).

Per affrontare dunque in quest’ultimo incontro il tema dell’accessibilità nell’àmbito dei Cammini d’Europa, sono state invitate alcune organizzazioni provenienti da alcuni Stati europei, come la francese Association Braille & Culture, la tedesca Via Regia, la britannica In th Footsteps of Robert Louis Stevenson e, per il nostro Paese, la Cooperativa Sociale valdostana C’era l’Acca e l’Associazione lombarda Free Wheels, selezionate per le loro esperienze svolte in questi ultimi anni relativamente alla Via Francigena e al Cammino di Santiago di Compostela, come riferito a suo tempo anche su queste stesse pagine.

La Via Francigena, lo ricordiamo, è l’antica strada dei pellegrini che, avviandosi da Canterbury in Inghilterra – da dove ne partì nel X Secolo l’Arcivescovo Sigerico – attraversa la Francia, la Svizzera e l’Italia, per arrivare fino a Roma e poi proseguire fino alla Terra Santa.

Nella fattispecie, il progetto sperimentale cui si fa riferimento si chiama Via Francigena per tutti e riguarda la realizzazione di interventi su un tratto della Valle d’Aosta di circa 2 chilometri, dal Monastero Mater Misericordiae al Castello di Quart, nei pressi del capoluogo della Regione.

Proposta dai Lions Club locali, l’iniziativa ha un duplice obiettivo e ricaduta, ovvero da una parte coinvolgere nei lavori di adeguamento persone in difficoltà economica, dall’altra realizzare interventi finalizzati al miglioramento della fruibilità, in particolare per persone con disabilità sensoriale, lieve disabilità motoria e persone con disabilità intellettiva.

Dal canto suo, la Cooperativa C’era l’Acca ha collaborato all’analisi e all’individuazione dei diversi adeguamenti (elementi guida, staccionate, corrimano e un’audioguida a supporto della visita di persone con disabilità visiva o con lievi disabilità motorie), che si stanno realizzando proprio in questo periodo lungo il percorso. Inoltre, sempre C’era l’Acca, in collaborazione con l’Associazione Girotondo, anch’essa di Aosta, sta terminando la prima guida elaborata nella Regione ad alta comprensibilità, indirizzata soprattutto a persone con disabilità intellettiva.

Per l’esperienza, invece, dell’Associazione Free Wheels di Somma Lombardo (Varese), fondata da Pietro Scidurlo e particolarmente impegnata in questi ultimi anni proprio sui Cammini, bisogna fare riferimento a quello, celeberrimo, di Santiago di Compostela, vale a dire il lungo percorso che i pellegrini intraprendono fin dal Medioevo, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al Santuario della città iberica presso cui vi sarebbe la tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore.

Su di esso, lo stesso Scidurlo, insieme a Luciano Callegari, ha realizzato la Guida al Cammino di Santiago per tutti, edita da Terre di Mezzo, e ora intende farlo anche per la Via Francigena.

Partendo dunque dalle esperienze delle organizzazioni presenti a Strasburgo, è stato chiesto loro di condividere quelle già realizzate o in fase di realizzazione con i manager dei diversi Itinerari, per arrivare a definire una serie di standard comuni sull’accessibilità, ma soprattutto per individuare buone prassi da diffondere e promuovere. Si è trattato quindi di un primo positivo confronto su questi temi, basato sull’interesse comune di qualificare maggiormente il patrimonio esistente attraverso la chiave dell’accessibilità.

Gli Itinerari Culturali, del resto, anche se molto diversi fra loro, sono legati da uno stesso obiettivo, che è quello di valorizzare la memoria, la storia e il patrimonio europeo, mettendo in evidenza le diversità culturali di ogni Paese. Tutto ciò è parte integrante del nostro patrimonio europeo ed è quindi quanto mai importante che il tema della fruizione e dell’accessibilità riguardi anche i Cammini e gli aspetti culturali ad essi collegati, operando così nella direzione dell’effettiva partecipazione e pari opportunità per tutti i cittadini ed evidenziando – ciò che non è da meno – l’opportunità di sviluppo economico connessa al turismo accessibile, che permette di accrescere, qualificare e diversificare l’offerta complessiva.

(Maria Cosentino and Stefano Borgato)

Da: Superando.it

sito: http://www.superando.it/2016/07/06/gli-itinerari-culturali-deuropa-e-laccessibilita/

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Come tornare da Roma con i mezzi pubblici con la bicicletta

Come si torna a casa con la bicicletta da Roma dopo aver terminato il viaggio sulla CicloVia Francigena?

Ci sono quattro possibilità:

1. Per utilizzare treni ad Alta Velocità o a lunga percorrenza è obbligatorio smontare la bicicletta, inserirla all’interno di una borsa da trasporto delle dimensioni massime ammesse dal regolamento (per Trenitalia 80 x 110 x 40 cm) e caricarla nel vano bagagli, sperando che sia abbastanza capiente da ospitare una sacca così ingombrante e che il treno non sia troppo affollato; in caso contrario potrebbero nascere spiacevoli discussioni con il controllore o con i vostri compagni di viaggio. Potete trovare maggiori informazioni sul sito Trenitalia.

2. Se non volete smontare la bicicletta potete utilizzare treni regionali con scompartimento dedicato alle biciclette, pagando l’apposito supplemento. Se il viaggio è lungo sarete costretti a vari cambi, ad esempio da Roma a Milano si cambia a Firenze, Prato, Bologna, un lungo viaggio. 

3. Potete viaggiare su un autobus a lunga percorrenza Flixbus, integrando il biglietto con l’opzione “bagaglio ingombrante” e imballando adeguatamente la bicicletta (ad esempio con pluriball e nastro adesivo) o inserendola in una borsa.

4. L’ultima opzione è l’aereo. Normalmente tutte le compagnie aeree consentono il trasporto di una bicicletta, adeguatamente imballata. Per maggiori dettagli consultate i siti delle varie compagnie.

 

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Tavolo di confronto sulle tematiche del turismo religioso

A seguito del recente accordo tra la Regione Emilia-Romagna e  la Conferenza Episcopale Emilia Romagna per l’istituzione di un Tavolo permanente di confronto in materia di turismo religioso, domani a Bologna si insedia il gruppo di lavoro al quale partecipa l’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Obiettivo del progetto è quello di avviare un tavolo di confronto sulle tematiche del turismo religioso, nel  quale valutare gli aspetti relativi alla costruzione del prodotto ed alla sua valorizzazione e promozione, con particolare riguardo agli aspetti inerenti lo sviluppo del segmento a livello nazionale ed internazionale.

Il tavolo pone poi particolare attenzione alle tematiche che riguardano il  coinvolgimento degli enti e delle comunità locali, delle Diocesi e delle imprese del turismo per raggiungere i seguenti obiettivi:

-scambio di informazioni;

-creazione di una rete di referenti;

-raccolta di materiali informativi;

-monitoraggio delle vie e dei cammini di pellegrinaggio;

-realizzazione di azioni di promo-comunicazione mirate e condivise, coerenti con le linee guida in ambito turistico della Regione Emilia-Romagna e lo spirito della Commissione per la Pastorale del Turismo della CEER.

 

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Problematiche per il trasporto delle biciclette da Aosta al Passo del Gran San Bernardo – VFB 01

Segnaliamo l’impossibilità di raggiungere il Colle del Gran San Bernardo partendo da Aosta con la bicicletta. Una nuova direttiva regionale sul trasporto pubblico vieta, infatti, di caricare i nostri mezzi a due ruote sugli autobus.

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Via Francigena sui Monti Dauni

La Via Francigena è un cammino storico che da Canterbury portava prima a Roma, quindi a Gerusalemme. Percorsa nel Medioevo da pellegrini e crociati, attraversava tutta la Puglia, a partire dai Monti Dauni.
 
Ripercorriamola a piedi, proprio come facevano i pellegrini: è il modo migliore per conoscere paesaggi idilliaci, piccoli borghi, siti sacri della cristianità.
 
Partiamo dal Valico di San Vito alla scoperta dell’area franco-provenzale pugliese, costituita dai Borghi di Faeto e di Celle di San Vito.
 
Lungo il percorso ci fermiamo presso l’antica Taverna di Sant’ Uite e ai ruderi della Chiesetta rupestre di San Vito. Una piccola deviazione verso sud e siamo ad Orsara di Puglia, dove un’Abbazia sovrasta la Grotta dedicata a San Michele.
 
Torniamo sulla Francigena fino a raggiungere l’angioina Celle di San Vito, il più piccolo borgo di Puglia che ci regala scorci senza tempo.
 
Superato il Monte Buccolo e i territorio di Castelluccio Valmaggiore, inizia la discesa verso la Piana che ci conduce a Troia. Il cammino sacro attraversa longitudinalmente la città, passando a lato di edifici sacri di incommensurabile bellezza, come la Chiesa di San Basilio e la Cattedrale.
 
Da Troia possiamo scegliere se procedere verso sud-est per i principali porti pugliesi, o percorrere la Strada dei Longobardi per raggiungere la Montagna Sacra e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo

Fonte: ViaggiareInPuglia

 

 

  

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Misteri e fuochi a Lucera

L’evento, che dal titolo preannuncia il connubio sublime tra storia e arte, è organizzato e patrocinato dal Teatro pubblico pugliese e prevede la rappresentazione, accompagnata da musica e danze, del tema sacro e profano (secondo una visione attuale della cultura del dolore), dei misteri teatrali che hanno avuto una grande diffusione nel Medioevo, secondo quella che doveva essere la Biblia pauperum, la rappresentazione dei temi sacri del cristianesimo per i ceti popolari ed incolti.

Un grande progetto, quello del Teatro pubblico pugliese, che si prefigge di combinare arte e religione, da sempre accostati ed allontanati ed è patrocinato dall’ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro).

 “Misteri e Fuochi” a Lucera. Pellegrinaggi d’arte sulle vie Francigene di Puglia.

La scelta delle locations è anch’essa dettata da scelte stilistiche e progettuali. L’antico itinerario del pellegrinaggio verso la Terra Santa si snodava lungo alcune tappe della Puglia, tra cui anche Lucera, un itinerario che la Regione e la Provincia di Foggia da diversi anni stanno cercando di valorizzare, grazie anche all’apporto di molti studi a riguardo.

La pièce del 26 settembre ha come obiettivo quello di rappresentare il tema del dolore come catarsi e ricerca di perfezione, un cammino spirituale, irto di difficoltà materiali e morali che, dalla nostra terra conduceva verso il luogo fisico del martirio di Gesù, Gerusalemme.

Il tema del pellegrinaggio è per le sue intrinseche ragioni debitore dell’antica prassi, ma viene rivisitato secondo uno spirito attualizzante, grazie all’ausilio dell’arte moderna che passa dall’allestimento degli spettacoli, alla visual art e alle danze, con un taglio internazionale.

Difatti sei grandi artisti si esibiranno in opere inedite, ispirate dalle tradizioni e condite dalla spezia della multiculturalità religiosa e linguistica.

Angélica Liddell,  Shoja Azari-Mohsen Namjoo-Shirin Neshat,  Tamara Cubas, e  Armando Punzo. Sei artisti provenienti da quattro diverse aree geografiche. Spagna, Iran, Uruguai e Italia, in quattro diverse città pugliesi, unite dall’antico tratto per la salvezza.

Fonte: FoggiaZon.it

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5 cose da fare nei Monti Dauni, Puglia

Cosa fare in Puglia, cinque cose da fare ai Monti Dauni, dal noleggiare una macchina alla cena in un bibliocaffè fino all’ammirare i paesaggi sconfinati.

C’è una parte di Puglia dove le giornate sono ancora scandite dal suono delle campane, dove il sole scalda tiepido fino a ottobre inoltrato, dove le anziane signore che escono da casa ti salutano, abbozzando un sorriso anche se sei un volto completamente nuovo. C’è una parte di Puglia in cui poter ancora sentire i bambini correre per le vie del borgo, giocare a palla in piazzetta. Dove i cani pur non essendo di nessuno, sono di tutti; dove si crede che le bottiglie di plastica davanti alle porte tengano lontani i gatti. Questa parte di Puglia non è sul mare, ma è in quell’entroterra del foggiano, dove già si avvistano Basilicata e Campania, tra il Vulture e le colline ampie e armoniose che ricordano i paesaggi della Turchia. Mentre le strade che avanzano dritte verso il nulla, ricordano lontanamente quei paesaggi incontaminati degli Stati Uniti, se non fosse per le pale eoliche, sempre presenti lungo il cammino.

I Monti Dauni fanno parte di quella Puglia meno conosciuta, meno frequentata, ma preziosa proprio perché mantiene ancora intatta la sua anima di terra franca, schietta, romantica. I Monti Dauni in realtà non sono proprio monti, ma è una zona collinare, costellata di piccoli borghi alcuni che ancora conservano la loro secolare bellezza, altri meno antichi, ma sempre emotivamente suggestivi.

La Daunia è una zona ampia e servirebbe almeno una settimana intera per visitarla bene, con calma, scoprendone ogni suo angolo tra natura, storia e tradizioni. Ecco quindi 5 cose da fare, se si vuole scoprire il cuore della Puglia, legato alle tradizioni, ma sempre in fermento alla ricerca di idee innovative.

Via Francigena del sud

Percorrere un tratto della via Francigena del sud. Pochi ne conoscono ancora l’esistenza, ma la Francigena del sud va da Roma a Brindisi, formando un ponte tra oriente e occidente, deviando nel foggiano alla scoperta di alcuni dei borghi più belli della Daunia, come Celle di S.Vito, Troia. La segnaletica non è ben organizzata e non è sempre facile trovare informazioni lungo il cammino, quindi è preferibile organizzarsi con materiale cartaceo in anticipo e nel caso, chiedere alla persone che si incontrano, sempre molto ospitali.

Viaggiare in auto

Noleggiare un’auto e percorrere le strade provinciali e statali, perdendosi tra i paesaggi naturali sconfinati, rincorrendo le pale eoliche, avventurandosi alla ricerca di borghi sconosciuti ma di una bellezza incredibile. Come la statale che collega Troia con Sant’Agata di Puglia, che guarda in faccia il Vulture oppure la provinciale che unisce San Marco la Catola con Pietramontecorvino, attraversando i fitti boschi della macchia.

Cenare allo Skantinato

Cenare allo Skantinato 58 di Troia, un bibliocafé recentemente aperto da alcuni ragazzi del paese, innovativi e visionari che hanno recuperato un vecchio scantinato in disuso trasformandolo in un centro enogastronomico e letterario di riferimento per l’area. Allo Skantinato si possono gustare ottimi taglieri di salumi, formaggi e specialità locali, accompagnati da ottima birra artigianale pugliese o internazionale.

Visita al Polo Museale

Una visita al Polo Museale di Ascoli Satriano, dove sono conservati i preziosi grifoni di marmo policromi, conosciuti in tutto il mondo, risalenti al IV sec. a.C. Ma anche una passeggiata al mattino lungo le vie del borgo, vive, rumorose, dove si trovano lungo la strade, sedie intrecciate con ceste piene di frutta e verdura in vendita, a disposizione dei passanti.

Fermarsi ad osservare il paesaggio

Fermarsi a osservare il paesaggio seduti sulle panchine dall’alto del parco del Castello di Sant’Agata di Puglia o dalla sua piazza-balcone, dove lo sguardo si perde sulle creste dei colli più bassi, sui campi coltivati, gli stormi d’uccelli frenetici e la Basilicata che si svela, appena dietro l’angolo.

Anastasia Fontanesi
Fonte: ViaggiLowCost