Via Francigena

L’anno della Via Francigena

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Redazione AEVF

Oggi la Via Francigena è al centro di riflettori internazionali, lo dimostra il numero di pellegrini che negli ultimi anni (e soprattutto recentemente) si sono messi in cammino da Canterbury a Roma, alcuni proseguendo per l’Italia del sud in direzione Gerusalemme. Arrivano dal Nord e dal Sud America, dall’Asia e da numerosi Paesi Europei, molti dei quali hanno già percorso diverse volte i cammini verso Santiago.

VIA FRANCIGENA, CAMMINO EUROPEO. Intorno al tracciato della Via Francigena si è via via realizzato, in virtù della componente religiosa in un primo momento e laica successivamente, il concetto stesso di Europa. Questo cammino millenario è sinonimo di ricerca interiore e spiritualità da una parte, ma oggi rappresenta anche, più compiutamente, un modo di conoscere, capire, riappropriarsi della memoria e delle radici dell’Europa, attraverso l’incontro di culture diverse: un cammino che ripercorre i passi del vescovo Sigerico attraverso 1.000 anni di storia lungo circa 1.000 miglia da Canterbury a Roma, passando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia. Un cammino che prosegue poi verso le coste della Puglia, a Santa Maria di Leuca, guardando verso Geruselemme e le connessioni con la Via Egnatia e la Via orientale della Seta. Proprio nei giorni scorsi la Via Francigena è stata riconfermata Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

Oggi la Via Francigena è un percorso straordinariamente bello, inaspettatamente nuovo e originale anche per chi già conosce i luoghi attraversati. Cambia il punto di vista, cambia il ritmo. Ed arrivare in uno di questi luoghi a piedi, camminando lentamente, cambia definitivamente la nostra percezione della meta stessa.

 

IL BOOM DEL CAMMINO FRANCIGENO. Il boom è sotto gli occhi di tutti, questo anche in virtù dell’anno speciale dedicato ai Cammini lanciato dal Ministero italiano per i Beni Culturali e Turismo e del Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Sicuramente questa “esplosione pacifica” legata alla Francigena e agli itinerari slow è anche riconducubile ad una nuova tendenza sociale che vede nel camminare uno stile di vita che maggiormente ricerca il benessere psico-fisico, la possibilità di riappropriarsi di uno dei beni più preziosi di cui disponiamo: il tempo. Camminare significa anche aprirsi al mondo ed esplorare con occhi nuovi percorsi o territori che magari già conosciamo. Come riporta il sociologo David Le Breton “L’atto del camminare riporta l’uomo alla coscienza felice della propria esistenza, immerge in una forma attiva di meditazione che sollecita la piena partecipazione di tutti i sensi (…) Spesso camminare è un espediente per riprendere contatto con noi stessi!”

Oggi grazie all’impegno di istituzioni, associazioni, volontari, operatori culturali è in forte aumento l’ospitalità per pellegrini lungo la via, si riscontra una maggiore attenzione alla segnaletica e manutenzione, si percepisce un grande senso di appartenenza e di identità verso la Francigena nei territori che si attraversano: le comunità locali, infatti, rappresentano il biglietto da visita più importante per far decollare la via Francigena nella sua dimensione ospitale e legata all’accoglienza. L’itinerario francigeno sta generando anche un importante sviluppo socio-economico ai territori, cosi come sta favorendo la nascita e lo sviluppo di altri importanti cammini. Non a caso la Via Francigena coinvolge piccoli comuni e centri minori che diventano luoghi vitali proprio grazie alla valorizzazione di un itinerario europeo come questo e mettendosi in rete tra di loro.

 

PROGETTI IN CORSO. Una bella notizia per i camminatori è la nuova guida ufficiale realizzata da Terre di Mezzo, realizzata in collaborazione con le regioni italiane e l’Associazione Europea delle Vie Francigene. La guida, in fase di ultimazione, sarà anche pubblicata in inglese entro la fine dell’anno. Si sta altresì cercando di mettere insieme i territori dal Passo del Gran San Bernardo a Canterbury per una guida ufficiale di questa tratta.

Un altro riferimento al motivi di rilancio della Francigena è il proliferare della letteratura di viaggio. Un fenomeno in grande crescita che ha visto diffondersi una letteratura legata alla Francigena, dai romanzi alle guide, dai diari di viaggio ai blog culturali, dalle riviste specializzate di settore ad approfondimenti culturali. Un trend che si manifesta anche in altre declinazioni quali Festival musicali, culturali o legati alla riscoperta delle antiche tradizioni, mestieri, gastronomia legati alla Francigena. Primo fra tutti il Festival “Via Francigena Collective Project” (realizzato da AEVF e Civita), una rete di eventi culturali francigeni che si svolgono da Canterbury a Santa Maria di Leuca, allargandosi ad altri cammini, da maggio a ottobre, coordinati da  AEVF e da Associazione Civita di Roma. La sesta edizione del Festival 2016, diretto da Sandro Polci, prevede un cartellone di quasi 700 eventi animerà la francigena nei prossimo mesi.

In cantiere altri progetti importanti legati allo sviluppo della Francigena, come quelli sull’accessibilità (da ricordare in primis il grande impegno di Pietro Scidurlo su questo tema), la segnalazione del percorso in bicicletta con la CicloVia Francigena e progettualità legate allo sviluppo della Via Francigena a cavallo. Oggi, insomma, stanno ruotando tantissime progettualità intorno allo sviluppo di questo itinerario culturale europeo. Due progetti speciali in particolare lo confermano: la recente costituituzione del Comitato promotore per la candidatura della Via Francigena a patrimonio mondiale dell’UNESCO e il lavoro avviato per l’estensione della certificazione della Via Francigena del Sud itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

CAMMINARE SULLA FRANCIGENA OGGI. Camminare sulla Francigena significa oggi credere anche in una forte cooperazione culturale, territoriale, turistica, di coesione sociale e sviluppo ambientale, con particolare attenzione ai temi-simbolo dell’Europa. Esso contribuisce a rafforzare la dimensione democratica dello scambio e del turismo culturale attraverso il coinvolgimento di reti, associazioni ed autorità locali e regionali, università e organizzazioni professionali, nonché a conservare il variegato patrimonio di temi ed itinerari turistici alternativi.

Chiunque ha il diritto di continuare a percorrerla, amarla, conoscerla e di avvicinarsi ad essa, senza distinzione di credo, classe sociale o motivazione di percorrenza, così come avviene da oltre mille anni. Buon cammino.

Luca Bruschi