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30 anni di Itinerari culturali: costruire il dialogo e lo sviluppo sostenibile

Strasburgo, 25.09.2017 – L’Europa è ricca della sua storia, del suo patrimonio e dei suoi valori: il Programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa celebra il suo 30° anniversario, in occasione del 7° Forum consultivo, che si svolgerà presso il Palazzo Ducale e il Real Collegio di Lucca (Italia) dal 27 al 29 settembre, con una cerimonia speciale per evidenziare l’importanza degli Itinerari culturali per la promozione della diversità culturale, del dialogo interculturale e del turismo sostenibile.

L’evento è organizzato dal Consiglio d’Europa, in cooperazione con il Ministero italiano dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, la Regione Toscana, la Provincia e il Comune di Lucca e l’Istituto europeo degli Itinerari culturali (www.culture-routes.net). Il primo discorso inaugurale sarà pronunciato dalla Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa Gabriella Battaini-Dragoni. Il Forum di quest’anno, dal titolo “Costruire il dialogo e lo sviluppo sostenibile attraverso i valori e il patrimonio europei”, dedicherà un’attenzione particolare al ruolo degli Itinerari culturali nel promuovere i valori del Consiglio d’Europa, lo sviluppo locale e nuovi spazi per il dialogo interculturale. Nel corso delle tre giornate di workshop e dibattiti interattivi, saranno esaminati tre temi principali: 30 anni di storia degli Itinerari culturali, valori e prospettive future; Patrimonio culturale e turismo sostenibile: partecipazione democratica, sviluppo locale e accessibilità; Promozione della diversità interculturale, del dialogo interculturale e del ruolo della cultura nelle relazioni internazionali.

Il Forum esaminerà le evoluzioni e le sfide degli Itinerari culturali, offrendo una sede di dialogo per condividere esperienze, passare in rassegna i progressi compiuti, analizzare le pratiche professionali, discutere del lancio di nuove iniziative e dello sviluppo di partenariati in tutta Europa e oltre i confini del nostro continente. Riunirà un vasto numero di partecipanti, tra cui responsabili dei 31 Itinerari culturali del Consiglio d’Europa, rappresentanti di ministeri nazionali, dell’Unione europea e di Organizzazioni internazionali, nonché personalità del mondo accademico, esperti e professionisti del turismo. Una cerimonia per la consegna di un premio alle personalità che hanno segnato la storia del programma degli Itinerari culturali sarà organizzata presso il Teatro del Giglio mercoledì 27 settembre (alle ore 21:00), insieme a una cerimonia per gli Itinerari già certificati.

Il Programma degli Itinerari culturali, lanciato dal Consiglio d’Europa nel 1987, sottolinea i diversi contributi forniti al patrimonio comune da paesi e culture d’Europa, attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo. Dal leggendario percorso del Cammino di Santiago di Compostela e il viaggio storico lungo la Via Francigena all’eredità transfrontaliera delle Rotte dei Vichinghi e i sentieri nordici delle Vie di Sant’Olav; dall’arte e architettura della Transromanica allo stile Liberty e le Vie europee di Mozart, sulle tracce del grande musicista in sale da concerto e teatri lirici; dalle glorie del passato della Via Regia, alle mitiche e sacre Rotte dell’olivo: 31 itinerari culturali che attraversano 56 paesi, ponendo in risalto la ricchezza e la diversità dell’Europa in termini di architettura, paesaggio, cultura, società e religione. Le precedenti edizioni del Forum consultivo si sono svolte in Lituania (2016), Spagna (2015),
Azerbaigian (2014), Austria (2013), Francia (2012) e Lussemburgo (2011). Il Forum consultivo 2018 si terrà a Görlitz (Germania).

L’Accordo parziale allargato (EPA) sugli itinerari culturali del Consiglio d’Europa, con sede nell’Abbazia di Neumünster in Lussemburgo dal 2011, contribuisce a promuovere il potenziale degli itinerari culturali in materia di cooperazione culturale, sviluppo sostenibile del territorio e coesione sociale, ponendo un’attenzione particolare a temi di importanza simbolica per l’unità, la storia, la cultura e i valori dell’Europa e la scoperta di destinazioni meno note. Contribuisce a rafforzare la dimensione democratica degli scambi e del turismo culturale, grazie al coinvolgimento di reti e associazioni presenti sul territorio, autorità locali e regionali, università e organizzazioni professionali. Aiuta a preservare la diversità del patrimonio attraverso progetti culturali e itinerari turistici alternativi e a tema. Il Comitato direttivo dell’EPA procede regolarmente a una valutazione degli Itinerari culturali. Dal 1° gennaio 2018, 30 Stati saranno membri dell’Accordo parziale allargato.

Per maggiori informazioni visitate il sito del Consiglio d’Europa.

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Tecnologia in cammino, un viaggio self-guided con Alberto Conte

In viaggio a piedi o in bici autoguidati, orientandosi grazie ad un’applicazione e una road map. Allo Slow Travel Fest ad Abbadia a Isola, Monteriggioni, si è parlato anche di tecnologie e cammino in un’escursione con Alberto Conte.

Il fondatore di SloWays e Movimento Lento, ha accompagnato i partecipanti in una passeggiata di formazione sulla Via Francigena illustrando un modo di viaggiareself-guided’.L’escursione è stata un’occasione per spiegare la filosofia del viaggio del nostro gruppo e l’uso concreto che si fa delle App lungo il percorso – ha spiegato Conte – In genere per i nostri viaggiatori prevediamo una formula autoguidata in cui organizziamo tutto un cammino, le persone possono partire da sole nel giorno che vogliono, scegliere la tratta che preferiscono e poi viaggiare in autonomia orientandosi quando serve con la nostra App”.

Prima dell’aspetto tecnologico, l’escursione con Alberto Conte, ha consentito di vivere la Francigena conoscendo il dono dell’ospitalità grazie all’incontro di una coppia di residenti. “Santi e Simona sono due persone che accolgono i pellegrini nel giardino di casa, cenano insieme ai pellegrini, in cambio di un’offerta – ha detto il fondatore di Sloways – Sono persone che come diverse altre lungo il percorso, Marcello a due passi da Monteriggioni, Immacolata e Franco a Montefiascone ad esempio, hanno deciso di fare della Francigena la loro missione di vita”.

La via Francigena cresce infatti insieme a chi la vive e la percorre. Una soddisfazione per Alberto Conte e il suo cammino di lavoro iniziato molti anni fa per questo itinerario che oggi aspira a diventare Patrimonio Unesco. “Siamo riusciti a farne una professione – ha aggiunto infine Conte – siamo molto orgogliosi di poter dare un contributo allo sviluppo di questo percorso”.

Il video con l’intervista ad Alberto Conte

Silvia Iuliano

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Sopravvivere nella natura, i segreti del bushcrafting

Accendere un fuoco, costruire un riparo, conoscere le pratiche fondamentali per saper vivere in mezzo alla natura. Allo Slow Travel Fest, in corso ad Abbadia a Isola, Monteriggioni, è stato protagonista anche il bushcrafting. Il Festival del viaggio lento, ha infatti dedicato un laboratorio a queste tecniche, magistralmente spiegate dalla guida escursionistica Michael Bolognini.

Un’esperienza apprezzata dai partecipanti che hanno potuto scoprire piccoli trucchi e alcune regole fondamentali per un trekking sicuro in condizioni più o meno estreme. “Il bushcrafting è il saper vivere in mezzo alla natura, è una variante del nostro survivor, perché sopravvivere in mezzo alla natura quando possiamo viverci sentendoci a nostro agio, è questa la differenza. sono tecniche e conoscenze che ho appreso nei miei viaggi e nelle mie spedizioni” spiega Bolognini.

Quale consiglio dare a chi di approccia al mondo del trekking? “Uscire di casa e vivere l’ambiente senza troppe insicurezze – commenta – informandosi prima, preparandosi fisicamente se è un cammino di una certa portata ma poi una volta che si esce dimenticare le nostre regole materiale e fare proprie quelle perfette della natura, la luce, le stagioni e viverlo così senza troppe preoccupazioni ma soprattutto senza fretta”.

Il video con l’intervista a Michael Bolognini

 

Silvia Iuliano

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Le regioni italiane della Via Francigena si confrontano sulla candidatura UNESCO

L’incontro, coordinato da Regione Toscana, si è svolto sabato 23 settembre in occasione del Salone Mondiale del Turismo sulle città e siti UNESCO di Siena.

I rappresentanti di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio si sono incontrati a Siena per un momento di confronto sull’attività legata alla valorizzazione del percorso. Si tratta di una azione finalizzata alla candidatura dell’itinerario di Sigerico all’interno del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

A seguito dell’accordo sottoscritto tra le 7 regioni il 3 marzo, è stato avviato il gruppo tecnico di lavoro (24 luglio) affidando all’Associazione Europea delle vie Francigene il coordinamento delle attività per la predisposizione dell’analisi e studio preliminare della candidatura. La direzione scientifica è affidata alla prof.ssa Paola Falini.

Il programma predisposto prevede diverse fasi operative: storia e sviluppo dei cammini francigeni europei; descrizione dei valori stoico culturali della rete francigena in Italia; identificazione e descrizione del bene da proporre; giustificazione dei criteri di iscrizione; analisi comparativa con altri cammini; protezione e gestione; piano di gestione.

Questa candidatura rappresenta una sfida che vede collaborare insieme regioni diverse con un unico obiettivo. Cercheremo di trovare il maggior equilibrio fra la componente culturale e legata ai valori della Via Francigena con la componente turistica, ha sottolineato laVice Presidente di Regione Toscana Monica Barni.

Obiettivo comune è quello di predisporre entro la fine di marzo 2018 il documento per iscrivere la Via Francigena nel suo tratto italiano alla tentative list UNESCO. Per la sua dimensione transnazionale, l’itinerario della Francigena guarderà all’apertura verso Svizzera, Francia e Inghilterra affinché si possano coinvolgere negli step successivi anche gli altri Paesi coinvolti, sottolineandone la dimensione europea.

L’Associazione Europea delle vie Francigene ha accolto con molto entusiasmo e convinzione questa proposta di collaborazione sullo studio di fattibilità per la candidatura. Dopo aver ottenuto nel 1994 la certificazione di itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, la certificazione del patrimonio UNESCO farebbe fare un grande salto di reputazione e visibilità ai territori lungo la via francigena favorendo una maggiore conoscenza e fruibilità del percorso” , ha concluso il Presidente Massimo Tedeschi

Luca Bruschi.

 

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La Francigena Welcome Walk apre lo Slow Travel Fest

La Francigena Welcome Walk ha aperto l’edizione 2017 dello Slow Travel Fest, il Festival del viaggio lento a piedi e in bicicletta, in programma ad Abbadia a Isola (comune di Monteriggioni) dal 22 al 24 settembre. Una trentina di partecipanti ha preso parte alla lunga passeggiata da San Gimignano ad Abbadia a Isola percorrendo una delle tappe più belle della Via Francigena.

Una camminata di circa 25 km iniziata da porta San Matteo e poi all’interno del borgo famoso per le sue torri, in compagnia di due testimoni d’eccezione: Paolo Marrucci del Gruppo Amatori Ciclismo San Gimignano e lo storico Raffaele Razzi.

Dopo sentieri saliescendi e panorami mozzafiato, l’abbazia di Badia a Coneo ha fatto da cornice alla sosta per il pranzo a sacco del gruppo, diretto verso Gracciano, Strove e infine Abbadia a Isola. Non sono mancate le spiegazioni e gli interventi della giovane guida ambientale Carola Barilari in compagnia di alcuni rappresentanti istituzionali: Carolina Taddei, assessore al Turismo e alla Cultura del comune di San Gimignano; Giada Tinacci per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e Giuseppe Gori Savellini, direttore artistico di Visionaria.

Con la Welcome Walk ha preso ufficialmente il via lo Slow Travel Fest. Ad attendere i partecipanti, una serata di musica e la cena col fuoco. Oggi si riparte con numerosi appuntamenti culturali, workshop ed escursioni in programma. Tutto rigorosamente all’insegna della lentezza.

Il video della Francigena Welcome Walk e l’intervista alla guida Carola Barilari

 

Silvia Iuliano

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47° Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato

L’antico centro storico di San Miniato per tre fine settimana diventa il più grande laboratorio del gusto a cielo aperto d’Italia. Buongustai e visitatori si incontrano per apprezzare le eccellenze enogastronomiche del territorio, in occasione del più atteso appuntamento dell’anno: la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco che quest’anno giunge alla 47esima edizione.

Il consueto taglio del nastro è previsto per sabato 11 novembre, alle ore 12, quando si darà il simbolico via libera all’apertura degli stand dislocati nelle piazze storiche di San Miniato. La kermesse, organizzata dal Comune di San Miniato e dalla Fondazione San Miniato Promozione, prosegue la domenica 12 e nei weekend 18 e 19, 25 e 26 novembre.

A presentare il ricco programma della Mostra sono stati il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, l’assessore Giacomo Gozzini, il presidente della Fondazione San Miniato Promozione Delio Fiordispina, il vice presidente Cesare Andrisano, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, ospiti della serata di giovedì 14 settembre nella splendida cornice de Le Piscine, Paolo Bacciotti della Fondazione Tommasino Bacciotti e il testimonial Giancarlo Antognoni.

Alla corte di Re tartufo bianco ci saranno illustri cortigiani: il vino dei Vignaioli di San Miniato, l’olio extra vergine d’oliva, i prelibati salumi, i dolci tipici locali, formaggi ed altri prodotti della filiera corta, grazie alla collaborazione con Slow Food e Campagna Amica. Circa 150 espositori presenteranno le eccellenze enogastronomiche locali, della Toscana, d’Italia e d’Europa, mentre l’Associazione tartufai delle colline sanminiatesi ci accompagnerà attraverso la ricerca dimostrativa del tartufo.

Cuore pulsante di questa manifestazione si conferma l’Officina del Tartufo, lo spazio dedicato alla preparazione e degustazione di piatti al tartufo curati da importanti e prestigiosi chef nazionali ed internazionali. Inoltre personaggi dello spettacolo, dello sport e della cultura verranno insigniti del prestigioso riconoscimento di “Ambasciatore del Tartufo di San Miniato”.

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Si alza il sipario sullo Slow Travel Fest, l’intervista al direttore artistico Giancarlo Brunelli

Un borgo, tanti eventi e un comune denominatore: la lentezza. Ad Abbadia a Isola in provincia di Siena, si sta per alzare il sipario sulla terza edizione dello Slow Travel Fest, il Festival del viaggio lento, a piedi e in bicicletta in programma dal 22 al 24 settembre. 

Gli ingredienti sono quelli vincenti: un mix di arte, musica, cultura e natura alla scoperta del territorio di Monteriggioni e della Via Francigena. La manifestazione, promossa e patrocinata da Comune di Monteriggioni e Regione Toscana, in collaborazione con Toscana Promozione Turistica, organizzata da Ciclica.cc, Kindi, Andare a Zonzo e Movimento Lento, promette anche quest’anno il tutto esaurito.

La filosofia del Festival è quella di promuovere il viaggio lento, la Via Francigena e una certa idea di vivere le esperienze outdoor che siano incontri, musica o trekking. – spiega Giancarlo Brunelli, direttore artistico dello Slow Travel Fest – Una filosofia omogenea che si traduce in un programma eterogeneo in grado di rivolgersi a pubblici diversi e più territori. Le persone vogliono sperimentare, fare, vivere. E questa è la forza del Festival”.

L’anima dello Slow Travel Fest sono infatti le escursioni: a piedi, in bicicletta e a cavallo sulle orme di antichi cavalieri e pellegrini, alla scoperta della biodiversità e la geologia della Montagnola Senese. Ma quest’anno c’è una novità. “Oltre all’escursione abbiamo aggiunto esperienze outdoor itineranti che hanno un contenuto” aggiunge Brunelli. Per la prima volta, la tre giorni dedicata al viaggio lento, oltre alla ricca proposta culturale, proporrà anche workshop di scrittura, fotografia e illustrazione per raccontare un’esperienza di viaggio in modo creativo.

Con queste carte in tavola, Abbadia si prepara a vivere la nuova edizione di un evento sempre più apprezzato e conosciuto. L’anno scorso sono stati oltre 600 i partecipanti ai laboratori e circa duemila i visitatori. Esperienza e lentezza rappresentano infatti un binomio adatto a grandi e piccini.

Abbadia a Isola, con il suo ostello e per la varietà dei suoi sentieri, rappresenta l’ambiente ideale per questa manifestazione. – conferma Brunelli – Il festival, da tre anni, è pensato con una parolina magica oggi molto diffusa, l’outdoor. Anche l’idea dei borghi è un altro aspetto fondamentale in crescita. Anziché dover prendere un aereo o andare nella classica meta di montagna si può decidere di vivere un’esperienza. Il valore del festival è anche questo: svegliarsi in un borgo come Abbadia e fare un’escursione all’alba nella natura”.

Non a caso sarà l’omaggio alla Via Francigena ad inaugurare questa edizione. Alle 9.30 del 22 settembre scatterà la Francigena Welcome Walk! con partenza da San Gimignano alla volta di Abbadia Isola. Un percorso di 30 km lungo una delle tappe più suggestive dell’antico itinerario di Sigerico.

La prima di una serie di escursioni che quest’anno vedrà protagoniste delle guide ambientali speciali. “Questo è un nostro piccolo vanto – spiega il direttore artistico – l‘anno scorso ci hanno aiutato 10/12 volontari che stavano completando il loro percorso di tirocinio come guide ambientali certificate a livello regionale. Quest’anno, alcuni di loro, saranno al Festival e parteciperanno non più come volontari ma come professionisti del settore”.

Per concludere, un invito ai lettori: “Vi invito a venire al Festival per fare in modo che Monteriggioni sia in quei tre giorni la piccola capitale culturale della Via Francigena. Un’edizione che prenderà il via con un omaggio dedicato a questo importante itinerario culturale”.

Per informazioni sul programma e ospitalità visitare il sito www.slowtravelfest.it

Silvia Iuliano

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Nuova tappa per il progetto “Benvenuto Pellegrino”

Il protagonista della quinta giornata di Benvenuto Pellegrino è il cammino tra Bardone e Cassio. Un percorso alla scoperta della Via Francigena, in salita sul versante emiliano, che ha coinvolto molti partecipanti.

Un cielo sereno e un vento fresco hanno accompagnato i novelli pellegrini che si sono cimentati nei percorsi appenninici, generosi di numerose splendide vedute della pianura padana. Le attrattive lungo questo tratto della Via Francigena sono diverse, sia all’inizio con l’antica Pieve di Bardone, per poi arrivare a Castello di Casola, una minuta frazione immersa nel verde delle colline. Qui qualche casa in pietra ed una chiesa affrescata di recente restauro.

Il cammino riparte impegnativo verso Cassio, ma regala la vista dei “Salti del Diavolo”, conformazioni rocciose tipiche della zona, che affiorano svettanti dal dolce rilievo collinare. L’arrivo alla meta è agognato, così come il pranzo, che ristora gli animi e il corpo: il menù del pellegrino, con prodotti e specialità locali.

Il progetto “Benvenuto Pellegrino”, ormai giunto alla conclusione della quinta giornata, ha visto coinvolti i comuni di Fidenza, Noceto, Medesano, Fornovo Taro, Terenzo e Berceto, i quali hanno organizzato queste sei giornate di cammino per approfondire la conoscenza della Via Francigena parmense.

Luca Faravelli

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La Via Francigena si veste a festa

Mentre a Castelfiorentino fervono i preparativi della manifestazione “La Via Francigena in Valdelsa. Tra paesaggio e storia”, in programma dal 6 all’8 ottobre e inserita nel programma del Festival europeo “Via Francigena Collective Project 2017 Borghi e Nuvole”, promosso dall’Associazione Europea delle Vie Francigene, un gruppo di intraprendenti volontari della frazione di Castelnuovo d’Elsa, il cui borgo di Coiano è attraversato dall’antico tracciato, si sono messi all’opera realizzando manufatti in legno originali che sono stati collocati in questi giorni lungo il tratto castellano del percorso, sotto l’occhio vigile del Vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi, e dell’Assessore al Turismo, Gianluca D’Alessio.

I volontari hanno dimostrato fin da subito, allorquando condivisero la prima idea con l’amministrazione comunale, di avere non solo una significativa abilità manuale, ma anche creatività, originalità e soprattutto attaccamento al patrimonio comune, rappresentato in questo caso dalla Via Francigena.

Non perdendo di vista le preziose indicazioni fornite dall’Associazione Europea delle Vie Francigene con il proprio Vademecum e l’Abaco della cartellonistica del tratto italiano dell’antica Via, gli abili artigiani di Castelnuovo d’Elsa si sono ingegnati realizzando oggetti di puro arredo (come cassettine per gli uccelli o per la posta dei sogni del pellegrino, casine per gli scoiattoli o panchine), oltre ad apposita segnaletica utile a orientare i sempre più numerosi camminatori, che si cimentano con uno dei tratti più spettacolari della Francigena, la tappa n. 30 che da San Miniato porta a Gambassi Terme, attraversando le suggestive colline di Castelfiorentino e di Montaione.

“Da qualche tempo abbiamo intensificato il nostro impegno nella valorizzazione del tratto comunale di tale storico percorso – affermano Centi e D’Alessio – coinvolgendo in particolar modo l’associazionismo locale e collaborando con la Regione Toscana e con l’Associazione Toscana delle Vie Francigene”.

“La realizzazione e collocazione di piccoli manufatti artigianali in legno grezzo – proseguono i due amministratori – si colloca in questa cornice e vuole sottolineare la sempre maggiore cura espressa dal territorio nei confronti del percorso”.

La Francigena quindi si fa bella in attesa degli appuntamenti di inizio ottobre.

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I cammini come metafora della vita

Le emozioni e le personali impressioni di una camminatrice temeraria sulla Via Francigena del Sud.

La testimonianza della blogger e camminatrice Annamaria Laviano.

Chi mi conosce già lo sa! Da anni coltivo la  passione per le camminate. Fanno parte del mio stile di vita. Sono almeno otto anni,infatti, che quotidianamente sono solita percorrere diversi chilometri a piedi, rigorosamente a stretto contatto con la natura ed i suoi frutti. La meravigliosa realtà dei cammini,però,ho iniziato a conoscerla più da vicino soltanto tre anni fa,quando un po’ per caso, un po’ per la voglia di provare una nuova esperienza, io e mio padre,partimmo con un nutrito gruppo di pellegrini, già consolidato. Si trattava di un gruppo decennale che avanzava e continua a farlo lungo la Via Francigena,alla volta di Gerusalemme, sotto lo stendardo di “Viatores”- Santa Maria degli Angeli e della Speranza. Da allora ho percorso ben tre tratti della Via Francigena, da Roma in giù. Il primo anno partimmo da Marino (RM) e attraversando la Ciociaria giungemmo all’Abbazia di Montecassino,una tra le più famose al mondo. L’anno successivo memori della bella esperienza passata , partimmo da Mignano Montelungo,primo comune del casertano e giungemmo a Celle San Vito (Foggia), per concludere il percorso italiano quest’anno a Monte Sant’Angelo, meglio noto,soprattutto al sud, come:“L’angelo di Puglia”.

Sono state tre esperienze intense, diverse di volta in volta ed uniche nel loro genere, come ogni cammino sa essere. Il cammino a differenza del più banale e blasonato trekking non è solo percorrere un tratto di strada più o meno lungo, ma è un percorso volto alla ricerca e alla scoperta della propria interiorità, della propria essenza, compresi i limiti fisici e psicologici che ognuno di noi ha.
Il primo anno era tutta una scoperta. Tra i posti magnifici che abbiamo visitato, ricordo Veroli, Artena, Anagni (con particolare riferimento alla sua salita,percorsa alle 14 del giorno, con 40 gradi, che è ancora ben impressa nei muscoli di tutti i partecipanti), e poi Montecassino,Mignano Montelungo.
Quando percorri la Via Grancigena assapori di tutto, dalla fatica del cammino alla bellezza di vedere il mondo da un’altra prospettiva. Sì,perché viaggiare a piedi ti offre una prospettiva unica al mondo. Ti consente di vedere i luoghi “dal basso”, di scorgerne gli odori, i sapori e le emozioni di approdare in un nuovo posto,avendocela fatta con la sola forza delle tue gambe e la tenacia del tuo cervello.

Camminare a piedi ti fa rendere conto di ogni minimo cambiamento del territorio, dalla vegetazione al dialetto e ti fa capire che l’Italia è davvero varia. E non lo è soltanto di regione in regione ma addirittura di provincia in provincia e di paesino in paesino.
Quando cammino ciò che noto maggiormente e che mi resta,pertanto, di più impresso nel cuore e nella mente, sono i paesaggi. Amo i panorami e i posti panoramici. Quelli che per raggiungerli devi affrontare salite che a guardarle dal di sotto sembrano improbabili, perché ti fanno godere delle viste più belle, un po’ come accade nella vita. Infatti credo fermamente che i cammini ,per questo ed altri aspetti, siano la metafora più rappresentativa della vita. I cammini ti insegnano a raggiungere grandi obiettivi a piccoli passi. Chè tutto si può fare anche da soli, ma in compagnia, con la gioia della condivisione è più bello. Chè quando ti trovi in aperta campagna e la meta non si intravede ancora nemmeno lontanamente, non devi cedere alla stanchezza,ai morsi dell’appetito e al caldo ma devi perseverare, devi andare avanti, perché non puoi fare altrimenti. Se ti fermi non raggiungi . Se ti fermi non vai avanti. Non puoi fermarti lì! Quello non è il tuo obiettivo. E quasi nulla, al pari dei cammini, ti permette di conoscere bene le persone. Il carattere non può non emergere quando sei stanco, quando cammini dall’alba e si sfiorano oramai i 40 gradi. Sì sa l’indole umana è molto suscettibile a queste variabili!

Impari ad apprezzare la freschezza della brezza mattutina. E scopri che l’alba porta con sé suoni unici come il verso di certi uccelli,destinati a scomparire col sorgere del sole o ad essere sopraffatti dai rumori, che l’uomo con la sua routine,produce,noncurante dei ritmi e dei delicatissimi equilibri della natura. Scopri che camminare contemplando la bellezza del Creato è una forma di preghiera,forse la più antica, di stampo francescano.
Ogni cammino ti cambia. Cambia il tuo modo di vedere le cose. Comprendi quali sono le priorità e di quali zavorre occorre liberarsi per andare avanti più sereni di prima. Ci vuole umiltà per intraprendere un cammino. Devi esser disposto a mettere in discussione una parte di te, quella celata ai più e collegata all’anima,con cui non puoi non venire in contatto quando scegli di fare questa esperienza.

Quando si percorre la Via Francigena, si dorme un po’ dove capita, in monasteri, ostelli, bed&breakfast, e ho imparato che spesso ce ne sono davvero di molto belli in giro, gestiti da persone genuine,di cuore, che amano incontrare pellegrini e viandanti e spesso ci chiedono di lasciare un messaggio o un semplice nome,che testimoni il nostro passaggio,sui loro “annali”.
La Via Francigena del Sud, che a tratti,prende il nome di Via Micaelica,in quanto conduce al santuario di San Michele Arcangelo,in Puglia, ha molto da offrire. Paesaggisiticamente è molto varia e i suoi connotati cambiano man mano che ci si appropinqua verso il tacco del beneamato stivale italico. Il Tavoliere è caldo. Un caldo diverso, al quale forse noi,giungendo dall’entroterra lucana,zona notoriamente più fresca, non eravamo abituati . Il sole è caldissimo già dalle prime ore del giorno senza mezze misure. Ciò che colpisce a vista d’occhio sono le grandi distese di grano,oramai mietuto che non conoscono fine,tanto che a tratti sembra di stare proprio sul percorso verso Santiago De Compostela.

Percorrere la Via Francigena è un qualcosa di unico ed emozionante. Si ha la certezza che si sta accarezzando  lo stesso suolo degli antichi pellegrini che proprio attraverso queste rotte giungevano a Gerusalemme.
I cammini ti consentono di scoprire luoghi talmente piccoli,sconosciuti ai più,di cui non si sente mai parlare. Tanto piccoli,da sembrare quasi fuori dal mondo e senza tempo, rimasti in un’epoca ormai remota, in cui per essere felici e vivere sereni bastava restare nel proprio paesino,avere a disposizione una piccola panetteria, un pezzetto di terra e tutto si svolgevà lì. Poi la gente è dovuta andar via,per far fronte al progresso,alla società che cambia e vuole di più. E quando con il tuo gruppo di pellegrini di ritrovi in un paesino come Celle San Vito,che conta 100 abitanti esatti, di cui solo 1 bambino, ti rendi conto che il mondo è fatto perlopiù di piccoli campanili,che se non fosse per questo tipo di viaggi,ignoreresti totalmente.
La bellezza dei cammini è proprio questa : ti sanno condurre dove vogliono, basta soltanto che tu voglia lasciarti trasportare