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Walkers in Progress

Dall’unione di idee tra Associazione Free Wheels onlus e Radio Francigena, Radio ufficiale dei Cammini, nasce il nuovo progetto intitolato “Walkers in Progress” (https://www.facebook.com/walkersinprogress/) con l’obbiettivo di raccogliere informazioni sui punti critici (non in sicurezza e non transitabili da tutti, pensate anche alle persone con esigenze speciali) lungo i cammini italiani.

Una volta raggiunta una quantità importante di Video e/o Foto, testimonianza inequivocabile della situazione reale del luogo, si cercherà di portarli ad un livello istituzionale perché chi di competenza “faccia qualcosa”, come da slogan.

In allegato il progetto dettagliato

 

Per informazioni:
FREE WHEELS ONLUS
info@freewheelsonlus.comwww.freewheelsonlus.com (in costruzione)
cel. +39 340 3914360 – Facebook/Twitter/Instagram/YouTube Free Wheels onlus

RADIO FRANCIGENA
info@radiofrancigena.comwww.radiofrancigena.com
Facebook/Twitter/YouTube Radio Francigena

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Una sosta da Simona e Santi

Si vuole dare ospitalità familiare a chi durante il Cammino vuole mantenere la semplicità che lo caratterizza ospitando e rifocillando anche animali  di ogni genere al seguito. Prediligendo una chiamata a conferma,si fornisce pasto caldo o freddo e la possibilità di accamparsi in tenda. Su richiesta si concede l’utilizzo di tende da tre, quattro posti di nostra proprietà. Ci stiamo anche organizzando per poter liberare una stanza con bagno per offrire la possibilità di dormire sotto un tetto. 

Una sosta da Simona e Santi

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Vademecum degli standard europei del percorso della Via Francigena – Itinerario culturale del Consiglio d’Europa

Il Vademecum stabilisce gli standard qualitativi comuni e condivisi essenziali per garantire la sicurezza e la fruibilità dell’itinerario, fornendo le linee guida per la fase di progettazione e realizzazione del percorso, la manutenzione, posta della segnaletica e per l’organizzazione dell’accoglienza.

 La Via Francigena, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa, è una grande infrastruttura culturale e turistica che si articola lungo un percorso fisico transnazionale marcato da pregevoli testimonianze storico-artistiche e da comunità vive che animano i luoghi da essa attraversati. L’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), organo abilitato dal Consiglio d’Europa per la valorizzazione dell’itinerario europeo, ha il compito di mettere in rete i soggetti interessati, sviluppando sinergie multilivello e strumenti condivisi che mirano alla crescita sostenibile dei territori coinvolti. 

Itinerario storico di dialogo e di incontro tra i popoli, la Via Francigena rappresenta anche oggigiorno veicolo di preservazione e valorizzazione delle identità culturali, divenendo un vero prodotto turistico che necessita opportune azioni programmatiche.

Questo Vademecum stabilisce gli standard qualitativi comuni e condivisi essenziali per garantire la sicurezza e la fruibilità dell’itinerario, fornendo le linee guida per la fase di progettazione e realizzazione del percorso, manutenzione e posta della segnaletica, per l’organizzazione dell’accoglienza, all’interno di un sistema di programmazione e valorizzazione partecipata, rispettoso del principio di sussidiarietà tra i livelli di responsabilità coinvolti.

Il presente documento è frutto del lavoro congiunto di AEVF con le Regioni europee aderenti al Comitato Europeo di Coordinamento Tecnico Interregionale della Via Francigena, in stretta collaborazione con associazioni nazionali e locali quotidianamente coinvolte nella valorizzazione del percorso europeo.

Il Vademecum è scaricabile qui di seguito:

 

 

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La grande bellezza della Via Francigena. Migliaia di pellegrini attirati dal cammino europeo.

Chi sono i viandanti in cammino sull’itinerario della Francigena? Cosa cercano? Come sta funzionando il sistema dell’accoglienza lungo il percorso? La Via Francigena si trova oggi al centro di una grande rinascita culturale.

Il 20 novembre si è chiuso il Giubileo della “Misericordia” e volge al termine l’anno nazionale italiano dedicato ai “cammini”. Il 2016 ha sicuramente dato una grande visibilità a tutta la rete dei cammini facendo brillare ancor di più la Via Francigena, la quale si inserisce all’interno del programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa.  Oggi parlare di Francigena significa riferirsi ad un progetto lungimirante che sta generando nei territori una grande opportunità di sviluppo: sociale, culturale, economico e legato al turismo sostenibile.

Il numero dei pellegrini e viandanti è in forte aumento, come dimostrano il numero di credenziali distribuite dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (oltre 10.000), l’accesso al portale per scaricare le mappe, la vendita delle nuove guide con il percorso principale, l’aumento dei pernottamenti nei luoghi di sosta. La stima di coloro che hanno camminato sulla Via Francigena nel 2016, almeno per qualche giorno, è di circa 40.000.

IDENTIKIT DEL VIANDANTE. CHI SI METTE IN CAMMINO SULLA VIA FRANCIGENA. Dai dati che AEVF oggi dispone, si possono evidenziare alcuni elementi riguardo la provenienza, motivazione, destinazione, aree maggiormente frequentate.

La metà dei camminatori proviene dall’Italia, a testimonianza di come il turismo green e slow sia diventato una tendenza positiva che coinvolge tutte le generazioni: principalmente per motivi di salute e benessere, culturali, per ritrovarsi e per ricercare un “proprio cammino”, per scoprire un’Europa minore fatta di centinaia di borghi e realtà autentiche. Poco più della metà sono uomini. Molte persone si mettono in cammino in solitaria o in piccoli gruppi. Tante sono le donne che decidono di partire sulla Via Francigena da sole, anche per la motivazione che si tratta di un cammino abbastanza sicuro che si può affrontare con una certa tranquillità.

Si tratta di persone di media ed elevata cultura, ben disposte verso un cammino che può riservare imprevisti ma che sempre è in grado di regalare emozioni, autenticità e calore umano. Mediamente sono persone molto curiose di scoprire, conoscere o approfondire le culture locali. Si tratta di un percorso che induce alla riflessione ed alla condivisione, ma anche alla tolleranza ed al dialogo verso chi ci sta intorno e la natura, spesso talmente affascinante da sovrastarci. Tra le motivazioni principali e ricorrenti ci sono quelle della ricerca personale, spiritualità, sfida con sé stessi, oppure legate al semplice “voler star bene”, godendosi un viaggio che ci avvicina alle persone, tradizioni locali, natura ed i prodotti tipici del territorio. La motivazione legata alla religione rappresenta circa il 15%.

La fascia maggiormente presenze è quella dai 40 ai 60 anni, cosi come quella over 65. Il dato induce a riflettere sul fatto che questa categoria dispone di uno dei valori più importanti e preziosi della nostra socità, e cioè il tempo, cosi come un buono stato di salute fisica ed una certa disponibilità economica. In aumento il numero di giovani, anche under 18. Il tempo di percorrenza medio sul cammino varia da 7 giorni a due settimane. Da sottolineare che negli ultimi 3 anni oltre la metà dei camminatori sulla Via Francigena sceglie il tratto toscano come “destinazione”, in quanto maggiormente strutturato con accoglienza, segnaletica, percorso in sicurezza. Questo significa che un pellegrino su due oggi cammina lungo i 380km di percorso in Toscana, senza arrivare a Roma. Se nei prossimi anni seguiranno investimenti adeguati (dall’infrastruttura alla promozione) lungo tutto il percorso, dall’Inghilterra all’Italia, sicuramente si potrà immaginare lo stesso successo in Champagne-Ardenne o Nord-Pas-de-Calais, oppure in Valle d’Aosta, Piemonte o Lazio tanto per fare alcuni esempi.

Quali sono le principali città scelte per la partenza? Losanna, Pavia, Fidenza, Lucca, Siena. Si tratta di località simboliche o facile da raggiungere, anche per quanto riguarda il trasporto delle biciclette in treno.

La Via Francigena comincia ad essere conosciuta anche fuori dall’Italia. La dimensione europea del cammino, che coinvolge anche Svizzera (cantoni Vallese e Vaud), Francia (Bourgogne-Franche-Comté, Grand Est e Nord-Pas-De-Calais) e Inghilterra (Kent), così come il riflesso del cammino spagnolo di Santiago, sta aumentando la popolarità dell’itinerario francigeno. Oggi lungo i 1.800km di percorso capita spesso di incontrare pellegrini europei, ma anche provenienti dal Brasile o sud America, Canada o Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda oppure Asia, come Giappone e Corea del Sud. Lo stesso vale lungo la Via Francigena nel Sud, itinerario che da Roma prosegue in direzione Santa Maria di Leuca sul quale già oggi camminano pellegrini. Occorre sottolineare che tale percorso è in attesa della certificazione ad itinerario culturale europeo, cerificazione finale che, dopo il parere favorevole del Consiglio d’Europa, spetta all’AEVF. Oggi la Via Francigena nel Sud non presenta ancora una fruibilità completa e infrastrutturazione costante, ma regioni del Sud, comuni e associazioni stanno lavorando fortemente in questa direzione.

Da segnalare l’aumento dei cicloturisti, oggi il numero oscilla tra il 15 e 20%. Un fenomeno in grande crescita, anche grazie all’importante lavoro di segnalazione “leggera” che è stata fatta su tutta la ciclovia nel tratto italiano nei mesi scorsi: il percorso ciclabile della Via Francigena è stato tracciato da SloWays in collaborazione con Slow Travel Network e l’Associazione Europea delle Vie Francigene

LA COMUNICAZIONE E LA PROMOZIONE. L’attenzione mediatica intorno alla Via Francigena è in grande aumento. Basta leggere gli accessi dal portale che nel 2016 andrà a superare un milione di visitatori. All’interno di esso si trovano le informazioni sul percorso, ospitalità, eventi. E’stata creata una rete di strutture private Visit Via Francigena che mette in rete duecento soggetti. La comunicazione poi avviene attraverso al rivista semestrale Via Francigena and the European Cultural Routes, il festival europeo Via Francigena Collective Project (oltre 700 eventi in rete nel 2016) e, soprattutto, grazie alle centinaia di iniziative che a livello locale si svolgono sulla Via Francigena lungo tutto l’asse europeo, declinate in ambito spirituale, culturale, turistico, sportivo, gastronomico. Importante anche l’eco che corre sulle frequenze web della Radio Francigena, strumento molto popolare in grado di attirare target eterogenei verso i cammini.

Un caso emblematico che sottolinea il livello di interesse intorno al cammino è il bel film-documentario “I volti della Via Francigena”, realizzato dal regista-pellegrino Fabio Dipinto. Il film, patrocinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene e sostenuto attraverso un’azione di crowfunding, è oggi nelle principale sale cinematografiche italiane e sta riscuotendo grande successo di pubblico e di critica.

Da sottolineare, in termini di supporto alla popolarità della Via a livello internazionale, gli importanti articoli usciti sul New York Times in settembre e sulla CNN in ottobre, cosi come il film-documentario della TVsud coreana in corso di montaggio.

L’ACCOGLIENZA. Non è possibile parlare di sviluppo della Via Francigena senza una adeguata accoglienza pellegrina, talvolta anche spartana. Accogliere un viandante significa conoscere il mondo che ruota intorno al cammino, ai suoi valori, ideali e bisogni. Spesso basta poco per aprire la porta ad un pellegrino, qualsiasi sia la motivazione che lo ha messo in viaggio: un sorriso, una doccia con acqua calda, un letto e un pasto condiviso. Il 2015-2016 ha visto il forte incremento di strutture per escursionisti lungo la Via Francigena, molte inaugurate in Toscana che ha inserito l’implementazione della ricettività pellegrina all’interno delle politiche di sviluppo territoriale. Un esempio significativo sui numeri e l’accoglienza di queste strutture: l’ostello di Gambassi Terme nel 2016 ha registrato circa 5.000 camminatori transitati con la credenziale. Ottimo il rapporto qualità-prezzo: costo 12€, colazione 3€, cena 8€. Nel comune di Gambassi sono comunque diverse le strutture ricettive, come B&B, case private o alberghi, che ospitano i pellegrini a tariffe agevolate offrendo un confort maggiore.

Questo è un altro dei temi che emerge dall’indagine sui fruitori della Via Francigena. Circa un viandante su tre preferisce dormire in strutture in grado di offrire maggiori servizi rispetto all’ostello. Anche in questo caso, è fondamentale il senso dell’accoglienza che viene offerto verso la tipologia del “turigrino”: non significa, appunto, che sia un turista da spennare! Sicuramente si tratta di dati significativi che sottolineano come un itinerario europeo possa sviluppare e promuovere una micro-economia locale, mettendo in rete le strutture di accoglienza (nelle diverse forme), la ristorazione ed i bar, gli operatori culturali e le categorie turistiche che offrono servizi, come il trasporto zaino per chi lo richiede.

Tornando all’accoglienza povera a “donativo”, emerge un ulteriore dato, questa volta non positivo. In crescita il numero di pellegrini che non lascia un contributo, spesso fondamentale per poter assicurare l’accoglienza: dal letto all’acqua calda, dalla pulizia all’eventuale cena condivisa. Se è vero che le strutture a donativo sono ben consapevoli della scelta etica legata a questo tipo di accoglienza, della quale ne condividono i valori di gratuità e reciprocità, è vero anche che alcune di esse sono state costrette a chiudere oppure faticano a continuare ad offrire il servizio. E’ evidente che serve un maggiore senso di attenzione verso chi ospita, così come si rende necessaria la condivisione di un codice etico di comportamento da parte del pellegrino che, per natura, dovrebbe avere un atteggiamento sobrio e rispettoso.

SEGNALETICA E MANUTENZIONE. Segnaletica costante e  manutenzione  lungo tutto il percorso è un elemento imprescindibile per il successo della via. Oggi il cammino non è ancora segnalato con continuità regolare nel tratto francese, mentre la situazione è buona in Inghilterra, Svizzera ed in Italia. La recente pubblicazione della guida di “Terre di Mezzo” con il percorso principale nel tratto italiano è sicuramente un bel risultato per la fruizione della via. Si sta lavorando per realizzare la guida ufficiale anche nel tratto “Canterbury-Passo del Colle San Bernardo”. E’ stato approvato lo scorso 11 novembre a Bard (AO) il nuovo vademecum sugli standard comuni del percorso ed il manuale della segnaletica nel tratto italiano: è un altro passo in avanti, al quale dovranno però seguire la regolare manutenzione lungo il percorso.

Come sta la Via Francigena oggi? Bene, possiamo dire. C’è ancora tanto lavoro da fare per renderla sempre più al servizio di chi cammina, mantenendo la dimensione culturale di questo itinerario. Occorre sicuramente una maggior consapevolezza dei territori per poter cogliere in pieno il grande potenziale che la Via Francigena genera attraverso questo flusso di camminatori i quali, come abbiamo visto, provengono da ogni parte del mondo con intercedere lento. Occorre altresì che l’itinerario della Via Francigena venga inserito con forza all’interno di tutte le politiche di sviluppo regionale e nazionale nei quattro paesi attraversati, arrivando anche a definire una Authority europea per lo sviluppo di questo cammino.

E’ un grande patrimonio che si trova sotto i nostri piedi, davanti ai nostri occhi, nelle comunità locali attraversate: un “bene culturale complesso” così bello da valorizzare e promuovere, anche per le generazioni future e per far ripartire metaforicamente l’Europa. In cammino.

Luca Bruschi

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Fam Trip lungo la Via Francigena

AEVF in collaborazione con APT Emilia Romagna, ha proposto durante la giornata di martedì 29 novembre, il “Fam Trip” lungo la Via Francigena ad alcuni Tour Operator territoriali interessati alla costruzione di pacchetti turistici tematici.

Il programma ha presentato, oltre alla mission portata avanti da AEVF in ambito europeo, le peculiarità del territorio francigeno racchiuso tra Fidenza, Noceto e Medesano: rilevanze artistiche e paesaggistiche, strutture di ristoro e accoglienza per pellegrini e camminatori, opportunità di conoscenza e assaggio di prodotti tipici, momenti di relax e benessere presso strutture termali.

Le realtà direttamente coinvolte nell’iniziativa sono state le Amministrazioni pubbliche di Fidenza e Medesano, l’ufficio Turistico e la Diocesi di Fidenza, che si affiancano alla disponibilità di attività private quali il B&B “La Commanderia del Gusto” di Siccomonte (Fidenza), la trattoria “Lo Scoiattolo” di Costamezzana (Noceto), le Terme di S.Andrea (Medesano) ed il Caseificio Sociale di Coduro (Fidenza).

Programma dettagliato della giornata in allegato.

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Apre Casa delle Balie, l’Ostello di Siena

Casa delle Balie è il primo Ostello per i pellegrini, riservato all’ospitalità e all’accoglienza dei viandanti in viaggio lungo la Via Francigena da o verso Roma.

L’Ostello è ospitato all’interno del Santa Maria della Scala in Piazza Duomo in quella che un tempo fu la Casa delle Balie, il luogo dove venivano ricoverati i bambini abbandonati o non accolti dalle famiglie d’origine. 

La sede si sviluppa su più edifici fra Via Franciosa, Vicolo di San Girolamo, Vicolo del Pozzo e Via de’ Fusari. Storicamente pertinenza edilizia del Santa Maria della Scala, la Casa delle Balie è collegata al complesso museale mediante diversi sovrappassi aerei in muratura che si estendono sopra al Vicolo di San Girolamo.

L’Ostello conta 25 posti letto, con relativi servizi, dislocati in cinque ambienti che contengono, a seconda della grandezza, da un minimo di 3 a un massimo di 8 persone. La struttura si estende su una superficie di 350 mq ed ha due ingressi autonomi: il primo e principale lungo il Vicolo di San Girolamo, il secondo da Via de’ Fusari, all’altezza di Piazza del Duomo per consentire l’accesso ai diversamente abili, che avranno a disposizione una camera attrezzata con servizio igienico a norma. 

Il pernottamento ha un prezzo massimo di 18 euro a notte. L’Ostello è attivo 24 ore al giorno, con la presenza di una professionalità alla reception fino alle 22.30.

L’Ostello è dotato di impianto di riscaldamento e condizionamento di concezione avanzata, di rete Wifi e di distributori automatici di bevande fredde e calde e di snack.

Casa delle Balie

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Nel cuore di Siena apre i battenti il primo Ostello del Pellegrino

Domenica 20 novembre, nell’ambito della Notte Bianca degli Ostelli, è stata inaugurata a struttura.

 Nel cuore di Siena, all’interno del Santa Maria della Scala, apre i battenti il primo Ostello per i pellegrini, riservato all’ospitalità e all’accoglienza dei viandanti in viaggio lungo la Via Francigena da o verso Roma. La struttura ‘Casa delle Balie – L’Ostello del Santa Maria della Scala” è stato inauguratao domenica 20 novembrealle nell’ambito della ‘Notte bianca degli ostelli’ che si è svolta, per tutta la giornata negli spazi del Santa Maria della Scala a Siena per celebrare la conclusione del Giubileo della Misericordia.

L’Ostello, realizzato con il contributo della Regione Toscana, è ospitato all’interno del Santa Maria della Scala in Piazza Duomo in quella che un tempo fu la Casa delle Balie, il luogo dove venivano ricoverati i bambini abbandonati o non accolti dalle famiglie d’origine. La sede si sviluppa su più edifici fra Via Franciosa, Vicolo di San Girolamo, Vicolo del Pozzo e Via de’ Fusari. Storicamente pertinenza edilizia del Santa Maria della Scala, la Casa delle Balie è collegata al complesso museale mediante diversi sovrappassi aerei in muratura che si estendono sopra al Vicolo di San Girolamo.

L’Ostello dei pellegrini: informazioni e dettagli struttura. L’Ostello, progettato dallo Studio Canali, realizzato dal personale tecnico del Comune di Siena e portato avanti dal Consorzio EACOS che ne ha eseguito i lavori, conta 25 posti letto, con relativi servizi, dislocati in cinque ambienti che contengono, a seconda della grandezza, da un minimo di 3 a un massimo di 8 persone. La struttura si estende su una superficie di 350 mq ed ha due ingressi autonomi: il primo e principale lungo il Vicolo di San Girolamo, il secondo da Via de’ Fusari, all’altezza di Piazza del Duomo per consentire l’accesso ai diversamente abili, che avranno a disposizione una camera attrezzata con servizio igienico a norma. Il pernottamento ha un prezzo massimo di 18 euro a notte. L’Ostello è attivo 24 ore al giorno, con la presenza di una professionalità alla reception fino alle 22.30. L’arredamento, realizzato in legno massello, è semplice e funzionale, ma al contempo confortevole e moderno. L’Ostello è dotato di impianto di riscaldamento e condizionamento di concezione avanzata, di rete Wifi e di distributori automatici di bevande fredde e calde e di snack.

Fonte: ufficio stampa comune Siena

 

 

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La Ciclovia Francigena ha bisogno di te!

Il 2016 è stato un anno cruciale per il percorso ciclabile della Via Francigena. È stato infatti interamente tracciato, con segnavia “leggeri”, i nastri adesivi bianco-azzurri, con il simbolo della ruota e il pellegrino. Tutto questo è stato possibile grazie a un’iniziativa dal basso – una felicissima campagna di crowdfunding a cui avete risposto in moltissimi – e alle risorse messe in campo da SloWays con la collaborazione di Ciclica e del Movimento Lento.

Si sa che la manutenzione ordinaria è una delle carenze più vistose in Italia. Quanti bellissimi progetti sono stati realizzati e poi abbandonati a se stessi e all’inevitabile degrado? Troppi a nostro parere, e noi vogliamo vincere la nostra personale grande scommessa sulla Via Francigena per chi va in bici. Nel corso di quest’anno abbiamo posto la prima pietra. Ora abbiamo bisogno di nuove energie per continuare a costruire.

Novità molto positive arrivano dalle amministrazioni lungo il percorso: la Regione Toscana ha già pianificato la posa della segnaletica ufficiale nel territorio di sua competenza, e passi analoghi sta muovendo la Regione Valle d’Aosta . Ci auguriamo che presto altri enti locali decidano di sostenere un progetto che potrebbe creare un enorme beneficio per i territori attraversati.

Ci stiamo impegnando a dialogare con le associazioni del settore, sia con l’Associazione Europea delle Vie Francigene, che ha recepito la nostra proposta di percorso pubblicandola sul sito ufficiale e proponendone la “certificazione” agli enti locali, sia con la FIAB. La Federazione Italiana Amici della Bicicletta è infatti referente del progetto Eurovelo 5, un grande percorso ciclabile europeo “Via Romea Francigena” che da Londra punta a Brindisi, ed entra in Italia oltre il valico del San Gottardo, a Ponte Chiasso. Si congiunge alla Via Francigena “classica” da Pavia, e la nostra idea è che si debba dialogare per arrivare a un percorso comune: uno solo, ben segnalato e attrezzato. Per raggiungere questo fine e, crediamo, nell’interesse di tutti, mettiamo a disposizione la nostra esperienza.

lanciamo un appello a tutti coloro – viaggiatori, pellegrini, proprietari di attività ricettive ed esercizi commerciali lungo la Via – che hanno a cuore la crescita del progetto.

Vi invitiamo a farvi carico della manutenzione di un tratto del percorso ciclabile della Via Francigena, che è di tutti e a tutti regala qualcosa: esperienze, emozioni, crescita culturale. La Via è, insomma, un bene comune. Spetta a tutti noi prendercene cura, fermi restando gli impegni degli enti pubblici preposti alla sua promozione e tutela. Mille e più chilometri di tracciato non sono proprio una passeggiata!

Servono persone che verifichino lo stato della segnatura, e che sostituiscano i segnavia danneggiati dalle intemperie, dagli occasionali vandalismi, che colmino le lacune dove i segni mancano. Il materiale c’è già ed è messo a disposizione da SloWays.

Cerchiamo inoltre strutture di accoglienza e operatori turistici interessati e disponibili a prendersi cura del percorso e a sostenerlo insieme a noi, dando un contributo economico per l’acquisto dei materiali oppure dedicando del tempo per collaborare con noi alla manutenzione.

Creeremo così un gruppo di “Amici della CicloVia Francigena”, che in cambio del proprio impegno, oltre alla soddisfazione personale e alla gratitudine di tutti i ciclo-pellegrini avrà in cambio visibilità sul sito www.viafrancigena.bike, sulla newsletter e sui profili social del Movimento Lento.

Clicca qui per compilare il form per dare il tuo contributo

 

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Il progetto “Dall’Europa alla Turchia a piedi”

L’associazione turca Culture Routes Society (CRS) è una ONG nata nel 2012 per sviluppare, mantenere, promuovere gli itinerari culturali e incoraggiare il loro utilizzo come stimolo per lo sviluppo rurale dei territori.

CRS rappresenta 18 itinerari tematici, tra naturali e storici, e collabora con gli organismi ufficiali in Turchia per promuovere il turismo responsabile e mettere al centro delle politiche di governo la tutela e la sostenibilità.Descrizione: http://www.viefrancigene.org/static/js/tiny_mce/themes/advanced/img/trans.gifL’associazione annovera tra i suoi membri progettisti di itinerari, agenzie di viaggio, fornitori di servizi, accademici e botanici.

Nel dicembre 2014, i rappresentanti della CRS hanno incontrato i rappresentanti di AEVF in occasione del Convegno sugli Itinerari di Pellegrinaggio europei che si è svolto a Firenze e hanno deciso di collaborare per presentare richiesta di adesione al Programma Civil Society Dialogue, grazie ad un progetto comune che permetterebbe loro di estendere le rispettive reti e metterle in connessione.

Il progetto Europe to Turkey on Foot, iniziato a febbraio 2016, è finanziato dall’Unione Europea e dalla Repubblica di Turchia e avrà la durata di un anno. Esso vuole integrare l’approccio europeo e quello turco nella gestione, comunicazione e marketing degli itinerari culturali transnazionali, oltre che estendere il cammino francigeno verso est, unendolo a tre itinerari turchi già esistenti. Il progetto prevede anche lo studio del modello europeo di gestione degli itinerari, che avviene in collaborazione con le amministrazioni locali, e la sua applicazione da parte di CRS e di 3 comuni turchi che collaborano al progetto: Inegöl per l’itinerario di Evliya Çelebi, Eğirdir per il Cammino di San Paolo e Demre per la Via Licia. A tal proposito, la città di Salonicco ha ospitato a settembre 2016 un seminario per discutere le strategie di marketing più appropriate e sviluppare un piano d’azione insieme ai rappresentanti locali, inclusi alcuni rappresentanti della Via Egnatia. Il progetto continua grazie alla partecipazione degli studenti di Gestione del Patrimonio Culturale, che percorreranno il cammino, testandolo così in prima persona, e valuteranno il tratto turco. Il frutto di questo lavoro sarà presentato attraverso fotografie e filmati in vari luoghi della Turchia. Infine, verranno elaborati due report che analizzeranno i sistemi di conservazione in Europa e in Turchia.

In seguito alla recente inclusione del tratto Brindisi-Santa Maria di Leuca nella rete della Via Francigena, il percorso si estende ora dall’Italia verso Est, sia via mare che via terra: lo sviluppo di itinerari in zone rurali non può quindi che essere l’obiettivo principale di questo lavoro. La collaborazione tra la Culture Routes Society e AEVF continuerà anche dopo la fine di questo progetto e il nuovo itinerario contribuirà al dialogo interculturale, costruendo un ponte tra Europa e Asia.

Culture Routes Society

 

In allegato trovate l’articolo completo. 

Questa informazione è prodotta con il supporto finanziario dell’Unione Europea e della Repubblica della Turchia. CULTURE ROUTES SOCİETY è responsabile dei contenuti di questo testo che in nessun modo puo’ essere interpretato come l’opinione dell’Unione Europea e/o della Repubblica della Turchia. 

 

 

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Nuovo numero della rivista “Via Francigena and the European Cultural Routes”

E’ stato presentato nel Forte di Bard, sabato 12 novembre: all’interno speciale sul suggestivo tratto valdostano della Via Francigena, su Fidenza ed l’itinerario parmense.

Il nuovo numero della rivista “Via Francigena and the European Cultural Routes” è stato presentato nella splendida fortezza di Bard, in Valle d’Aosta, nel contesto di due giorni dedicati alla Via Francigena durante i quali si svolge anche l’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Si tratta di un numero che focalizza il suo speciale proprio intorno alla Valle d’Aosta, terra di “cerniera” situata a metà dell’itinerario europeo di Sigerico. Il bell’articolo “Pellegrini, viandanti e mercanti ieri. Pellegrini e viaggiatori oggi, lungo la via Francigena tra il passo del Gran San Bernardo e Pont-Saint-martin” conduce il lettore al suggestivo viaggio lungo le tappe di questo tratto di cammino, ricco di storia, arte, cultura e gastronomia, vigneti e castelli. Splendide foto sono a corollario del racconto.

La dimensione internazionale dell’itinerario viene sottolineata dalla sezione dedicata ai nuovi soci che hanno aderito alla rete europea AEVF: in Francia troviamo “les communes” di Chateauvillain, Bucey-lès Gy e Champlitte, begli esempi di realtà rurali che grazie alla Via Francigena rinforzano la propria identità culturale, ed in Svizzera, con il gioiello di Romainmotier, destinazione di grande prestigio internazionale. La città di Canterbury, km zero del percorso,  ci porta invece alla scoperta del tratto inglese della Via Francigena.

Nella sezione progetti vengono messi in evidenza due importanti risultati che hanno dato grande visibilità alla Via Francigena nell’anno del Giubileo e dei Cammini: la pubblicazione della guida con il percorso ufficiale dal Gran San Bernardo a Roma, edita da Terre di Mezzo e realizzata in collaborazione con AEVF e le regioni;  la mappatura della ciclovia Francigena nel tratto italiano, con l’apposizione della segnaletica leggera.

La parte centrale della rivista è dedicata allo speciale su Fidenza: luogo simbolico lungo la Via Francigena e crocevia del cammino, con una storia millenaria legata alla sua Cattedrale romanica ed al martirio di San Donnino, patrono della città. A rinforzare questa importante sezione, le pagine della rivista si aprono al progetto “Benvenuto Pellegrino” che l’amministrazione di Fidenza sta portando avanti con i comuni parmensi di Noceto, Medesano, Fornovo, Terenzo e Berceto per mettere a sistema il territorio.

Altri progetti trovano poi spazio in questo numero: “In cammino dall’Europa alla Turchia”, progetto europeo che vuole integrare l’approccio europeo a quello turco nella gestione e comunicazione degli itinerari transnazionali, oltre ad estendere il cammino francigeno verso est; “Radio Francigena”, una realtà oggi molto consolidata e seguita in rete che dà voce alla Via Francigena ed ai cammini; il “Festival Collective Project”, il cui programma 2016 ha messo in rete oltre 700 eventi.

Alla fine della presentazione, è stato previsto il consueto momento di degustazione con i prodotti tipici del territorio: dal formaggio Parmigiano-Reggiano alla birra Francigena, partner affezionati della rivista, agli ottimi salumi e vini valdostani.

Il numero è stato realizzato in collaborazione con: Regione Valle d’Aosta; Comune di Fidenza; progetto Benvenuto Pellegrino; Consorzio Prosciutto Toscano; Parmigiano-Reggiano; Novasol; Birra Francigena; Villa Claudia; Ristorum in campus maior.

Per sfogliare i numeri arretrati: www.rivistaviafrancigena.it
Per acquistare il nuovo numero (dal 21 novembre): www.viefrancigene.org

Luca Bruschi