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Ostello di Santhià, analisi sul passaggio di pellegrini

Un’attenta analisi sul numero di pellegrini che hanno pernottato presso l’accogliente Ostello a donativo di Santhià, dall’inizio dell’anno ad oggi. Il documento è stato elaborato dall’Associazione “Amici della Via Francigena du Santhià”, amici AEVF.

Il documento è stato realizzato per far conoscere il dato relativo al flusso di pellegrini in transito nella località francigena piemontese di Santhià, dove il passaggio di pellegrino sta sicurament impattando in modo molto forte sull’aspetto socio-culturale-economico del territorio. Questi dati saranno ripresi su scala più ampia entro la fine gennaio 2017 dall’Associazione Europea delle Vie Francigene attraverso l’analisi e lo studio delle credenziali rilasciate, grazie alle quali sarà possibile definire meglio il profilo dei viandanti e fonire dati precisi.

La nota trasmessa dall’Associazione Amici della Via Francigena di Santhià viene qui sotto trasmessa integralmente, anche per favorire nuovi spunti e rilfessioni sul tema dell’accoglienza a donativo.

 


 

Giunti al termine della stagione estiva è possibile individuare alcune tendenze relative al numero e alle caratteristiche dei pellegrini ospitati presso l’Ostello a donativo “Santhià sulla Via Francigena”, gestito dall’Associazione Amici della Via Francigena di Santhià, nonché svolgere alcune considerazioni potenzialmente utili agli addetti ai lavori.

Numero e caratteristiche dei pellegrini

–          Il dato più evidente è l’aumento complessivo dei passaggi: fino al 22 settembre si sono registrati 516 pernotti, circa il 50% in più rispetto a quelli registrati lo scorso anno. Tenendo conto che la “quota di mercato” dell’ostello oscilla da diversi anni fra il 30 e il 40%, si può stimare che durante i primi 9 mesi dell’anno i pellegrini passati lungo la tratta francigena locale siano stati almeno 1.500, forse anche di più.

–          Questo aumento è imputabile soprattutto alla componente italiana – e questa è la novità più rilevante dell’anno – salita da meno di un terzo a quasi il 50% del totale: come dire che, su due pellegrini di passaggio, uno è italiano e uno straniero.

–          [Pur dovendo attendere la fine dell’anno per poter effettuare un calcolo complessi-vo delle presenze, possiamo anticipare che anche il mese di ottobre si è caratterizzato per un numero di passaggi molto più alto rispetto a quello degli scorsi anni, per cui a fine 2016 il numero dei pernotti in ostello non dovrebbe essere lontano dalla soglia delle 600 unità (oltre il 55% di aumento rispetto all’anno precedente). Svolgeremo alcune considerazioni sulle possibili cause dell’aumento in un successivo punto].

–          Sotto il profilo dell’età, cresce la componente appartenente alle classi di età centrali (da 40 a 60 anni), che quest’anno raggiunge lo stesso livello degli ultrasessantenni: entrambe le macroclassi rappresentano infatti fra il 36 e il 37% dei pellegrini registrati; molto più staccata la componente con meno di 40 anni (poco meno del 27%). Tra le novità di quest’anno segnaliamo però la presenza di diversi minori, in viaggio con la famiglia (in tutto 14 casi).

–           Si noti che la componente dai 40 ai 60 anni è anche quella che presenta la minor differenza di composizione tra i sessi (circa 1,45 maschi per ogni femmina), a differenza di quanto avviene nelle altre fasce d’età (dove vi sono circa 2 maschi per ogni femmina). Alle classi centrali di età appartiene del resto il maggior numero di pellegrini che viaggiano in coppia.

–          Considerando tutti i passaggi, i maschi rappresentano circa il 65% del totale, le femmine il 35%. (Nelle strutture alberghiere, verosimilmente a causa della maggior privacy, la composizione per genere è meno difforme).

–          Benché la rilevazione non sia del tutto accurata – dal prossimo anno cercheremo di ovviare – i pellegrini che utilizzano la bici rappresentano circa l’8-10% del totale. [Ma il passaggio di gruppi di ciclisti, specie nel fine settimana, è molto frequente, sebbene senza pernotto in ostello, e quindi riteniamo che il peso reale dei pellegrini-ciclisti rispetto al totale sia sensibilmente più elevato].

–          Gli italiani mediamente effettuano pellegrinaggi più brevi rispetto agli stranieri, organizzando volentieri esperienze di cammino di “sole” 1-2 settimane (quindi a metà tra il pellegrinaggio vero e proprio e una vacanza diversa dal solito), con il proposito di riprendere il cammino l’anno (o gli anni) successivi. Questa scelta è presente anche tra gli stranieri, fra i quali, tuttavia, è relativamente più diffuso il proposito di compiere l’intero pellegrinaggio, da Canterbury a Roma (circa due mesi e mezzo di cammino!).

Possibili cause dell’aumento dei pernotti
È indiscutibile che la Via Francigena stia vivendo un boom di presenze, in particolare nelle due regioni più prossime a Roma (Toscana e Lazio). Ma anche nelle nostre regioni più lontane dalla mèta i flussi crescono con tassi di variazione stabilmente crescenti da diversi anni. Quest’anno, come si è detto, l’aumento a livello locale è stato dell’ordine di almeno il 50%.

A livello generale può senz’altro aver contribuito ad incrementare i flussi l’Anno Giubilare della Misericordia. A livello locale ha avuto senz’altro il suo peso la maggior disponibilità di posti letto (l’Ostello è passato da 6 a 18 letti), circostanza che ha quasi annullato la necessità di riallocare i pellegrini presso altre strutture in caso di “tutto esaurito” o di esigenze particolari (ciò che si verificava di frequente gli anni scorsi).

La realizzazione di una brochure promozionale, distribuita in molte strutture a monte di Santhià, nonché l’aggiornamento del sito con le nuove possibilità di pernotto, hanno consentito di far sapere ai potenziali ospiti che l’ostello possiede anche soluzioni adeguate a chi desidera conservare un maggior livello di privacy rispetto a ciò che avviene nelle classiche “camerate”. Questo aspetto può aver inciso, in particolare, sulla maggior presenza di coppie rispetto all’anno precedente.

 

Problematiche degli ostelli a donativo
Da segnalare il numero sempre troppo elevato di chi non comprende l’importanza di lasciare in ostello l’offerta consigliata (donativo), con cui si può garantire l’accoglienza in condizioni dignitose. La “categoria” dei non-paganti purtroppo è trasversale, anche se questa tendenza sembrerebbe un po’ più elevata tra i giovani stranieri, specie se viaggianti in coppia o in gruppo, seguiti dai coetanei nazionali: la sensazione è che qualcuno cammini solo per approfittare dei prezzi contenuti dell’ospitalità pellegrina, ma questo comportamento finisce per creare seri problemi agli ostelli “a donativo”, come quello santhiatese, che possono sopravvivere solo in presenza di offerte mediamente in linea con quanto consigliato.

Stupisce, al riguardo, il comportamento di persone che hanno ricevuto un’accoglienza di riguardo (come attesa fino a tarda ora, anche a mezzanotte, erogazione di informazioni e consigli, consegna di materiale e documentazione ecc.) e che, ciononostante, non hanno lasciato offerte (con le scuse più varie: impossibilità di cambiare banconote, equivoco con l’amico/l’amica, a cui era stato detto di lasciare l’offerta ecc.). Sono situazioni che danneggiano proprio le strutture votate all’accoglienza pellegrina, giacché, in un albergo tradizionale, si deve ritenere che non si sarebbero verificate.

Di qui la necessità di produrre un “codice di comportamento” condiviso tra le strutture, che regolamenti, per esempio, gli orari di apertura (check in e check out), la possibilità di autorizzare l’ingresso solo dopo aver ricevuto un’offerta, la possibilità di richiedere e annotare i documenti o di indicare alcune “offerte consigliate” per oggetti messi a disposizione dei pellegrini (bottigliette d’acqua, cartoline ecc.). Diversamente le strutture a donativo corrono il rischio di scomparire poco alla volta, lasciando il posto a strutture commerciali (che di per sé non significa nulla di negativo, se non per il fatto che spesso i gestori non sono “specializzati” nella conoscenza delle esigenze dei pellegrini, e riescono quindi a dare minori informazioni o consigli rispetto a quanto possono fare i soci volontari delle associazioni).

 

L’ostello “Santhià sulla Via Francigena” e l’interazione con le altre strutture di accoglienza commerciali A livello locale (Santhià e dintorni) sono sorte diverse strutture (soprattutto Bed & Breakfast) dichiaratamente costituite per ospitare pellegrini e visitatori di passaggio lungo la Via Francigena, che si aggiungono ai classici alberghi, anch’essi interessati da un crescente flusso di pellegrini (in particolare nel caso di gruppi). In seguito ad alcuni incontri aperti a tutti, è stata prospettata la possibilità che si venga a creare, col il tempo, un’accoglienza diffusa sul territorio, recuperando per esempio eventuali abitazioni dismesse o non utilizzate (come del resto è avvenuto lungo il Cammino di Santiago). A livello locale, quindi, la collaborazione tra l’Ostello e le altre strutture sta dando buoni risultati, nel senso che quando la struttura a donativo è al completo o qualora vi siano particolari esigenze (per esempio il desiderio di dormire con l’aria condizionata o in una stanza singola), gli stessi volontari dell’Ostello conducono i pellegrini presso le citate strutture. Queste si impegnano ad applicare prezzi inferiori a quelli applicati per la clientela classica, e quindi il pellegrino dispone di un incremento del livello dei servizi a fronte di un incremento dei costi più o meno contenuto.

Questo vale non solo per i B&B ma anche per gli alberghi (o i ristoranti), che concedono uno sconto anche apprezzabile per i pellegrini: per questo motivo, all’interno dell’ostello, sono affisse le diverse possibilità di pernotto che si possono trovare nel nostro centro, e non è raro che qualche pellegrino, dopo aver visto i prezzi, preferisca soggiornare altrove. Questo sistema, ormai sperimentato da alcuni anni, funziona abbastanza bene perché prevale lo spirito collaborativo da entrambe le parti, ovvero sia da parte dello staff dell’associazione che gestisce l’ostello sia da parte dei titolari delle altre strutture locali.

Non altrettanto si può dire con riferimento ad alcuni esercizi ricettivi situati a monte e a valle della nostra tappa (non tutti, s’intende, ma solo in alcuni casi, ben circoscritti). Avviene ripetutamente che i pellegrini di passaggio riferiscano che dette strutture si siano improvvisate “agenti di viaggio” e abbiano riorganizzato le tappe dei pellegrini facendo in modo che i pernotti avvengano non dove il pellegrino pensava inizialmente di pernottare, ma presso strutture commerciali “amiche” (in qualche caso poco o per nulla preparate a soddisfare le più elementari esigenze dei pellegrini). Le motivazioni che alcuni pellegrini riferiscono, al loro passaggio da Santhià (soprattutto per chiedere la timbratura delle credenziali), sono le più svariate: ci è stato detto che l’ostello di Santhià è chiuso, o è in ristrutturazione, o è pieno, o prevede il pernotto in stanzoni umidi e bui ecc., oppure che la tappa non è ben segnata, è troppo calda e faticosa, conviene utilizzare mezzi pubblici per raggiungere subito la successiva, conviene ripartire meglio i chilometri nei diversi giorni ecc. Naturalmente si tratta di informazioni errate, come gli stessi pellegrini possono poi constatare.

La scelta di inviare i pellegrini presso strutture commerciali può avere una sua logica (“di scambio”), ma nella fattispecie sarebbe senz’altro più corretto fornire informazioni obiettive, consegnando per esempio un foglio con tutte le possibilità esistenti (e con il livello dei servizi offerti), e lasciando che sia lo stesso pellegrino a scegliere (come del resto viene fatto nel nostro ostello e in tanti altri, così come su una qualunque guida ben strutturata). Ciò che crea più problemi è che diversi pellegrini si prenotano per il tal giorno presso la nostra struttura e poi, dopo aver ricevuto “istruzioni” da parte delle citate strutture, cambiano il luogo del pernotto senza avvisare, con la conseguenza che i letti vengono prenotati e poi non utilizzati. Quest’anno questa situazione si è presentata con minor frequenza rispetto agli ultimi anni, ma i disagi non sono mancati. (Sarebbe molto più corretto e gradito se i gestori – o gli stessi pellegrini – avvisassero telefonicamente, dicendo che si fermeranno prima/dopo, senza necessità di motivare le ragioni). Ma alcuni gestori vedono l’ostello a donativo come un “concorrente” e quindi si sentono autorizzati a fare questo e altro.

Ovviamente non sono tanti i pellegrini che si lasciano influenzare in questo modo. Ma qualcuno accetta i consigli, salvo poi far presente (anche a noi) di essere stato trattato male. Ed è anche capitato che alcuni poi tornino indietro (magari in treno) spiegando che il luogo che era stato loro consigliato era troppo rumoroso (o troppo caro, o con personale scortese) e che quindi preferiscono pernottare dove inizialmente avevano stabilito di farlo.

Altre strutture temono che proporre alla loro clientela, per una tappa successiva, una struttura “a donativo” sia squalificante, associando l’idea dell’ostello a donativo a quella di una struttura di bassa qualità (sporca o senza privacy o lasciata a se stessa): invece, quanto meno nella nostra area, le strutture a donativo sono gestite da associazioni formate da appassionati ed esperti della Via Francigena, sono aperte 365 giorni all’anno e forniscono, oltre al pernotto, una molteplicità di informazioni tecniche (info relative ai posti tappa, orari dei servizi pubblici, brochure locali ecc.) di solito molto apprezzate dai pellegrini. Per questo riteniamo che comunicare ai pellegrini l’esistenza delle strutture a donativo costituisca un segno di rispetto nei loro confronti, visto che in questo modo possono pernottare in un locale idoneo ma a costi contenuti.

 

 

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“Viandante dalla Tuscia a San Pietro”: un progetto di valorizzazione della Via Francigena nel Lazio

Al via un progetto per la valorizzazione della Via Francigena nel Lazio, finanziato dalla Regione e promosso dal Comune di Campagnano di Roma (capofila) e dalle associazioni Legambiente Lago di Vico e Mediterraid Cammina in qualità di partner principali. “Viandante dalla Tuscia a San Pietro”, questo il nome del progetto, prevede sia un incremento e un miglioramento del tratto della Via Francigena interessato e delle sue varianti – attraverso opere di manutenzione, sistemazione, segnaletica e servizi per il pellegrino – sia la promozione di attività culturali e informative per la valorizzare e far conoscere lo storico itinerario. Il progetto si articola sul territorio di 11 Comuni, di cui 8 in provincia di Viterbo (Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Monterosi, Nepi, Ronciglione, Sutri) e 3 in provincia di Roma (Campagnano, Formello, Mazzano Romano), oltre a 3 municipi del Comune di Roma (I, XIV, XV).

All’interno del progetto è prevista inoltre una raccolta di contributi (video, immagini e narrazioni) che documenteranno sia le fasi dei lavori di manutenzione e sistemazione realizzate dalle associazioni locali, sia il tema del viaggio “lento” lungo la Via Francigena, già oggetto della prima edizione del concorso “Segui il tuo passo”, organizzato da Legambiente Lago di Vico. Con la seconda edizione verrà quindi chiesto a videomaker, fotografi e narratori di documentare lo straordinario intreccio di natura e cultura che rendono uniche le zone attraversate dall’antico tracciato, in particolare il tratto laziale dalla Tuscia a San Pietro.

In particolare, Legambiente Lago di Vico a tal proposito intende promuovere una raccolta di contributi video della durata massima di 10 minuti da realizzare o già realizzati su questo tragitto. Questi video racconteranno storie del territori, delle persone e dei borghi attraversati dalla Via Francigena e saranno pubblicati su un apposito canale YouTube e sul sito ufficiale della Via Francigena laziale creato appositamente dalla Regione. L’invito è rivolto a scuole e associazioni operanti nel territorio, ma anche ai singoli cittadini interessati e la partecipazione è libera, gratuita e senza limiti di età. I migliori video saranno proiettati in una giornata dedicata.

INFO
Pagina Facebook “Segui il tuo passo”
Roberta Postiglioni 338 6468891

Fonte: NewTuscia.it

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La nuova guida ufficiale della Via Francigena

Nell’anno del Giubileo e nell’anno che l’Italia dedica ai cammini si sono accesi i riflettori sulla Via Francigena, “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa. Milleottocento chilometri da Canterbury a Roma, per proseguire poi verso il Sud Italia, il Mediterraneo, Gerusalemme.

È in questa significativa concomitanza che nasce la prima “Guida ufficiale” della Via Francigena a piedi, frutto dell’impegno e della cooperazione fra Associazione Europea delle Vie Francigene – réseau porteur della Via Francigena, incaricata dal Consiglio d’Europa della tutela e della valorizzazione dell’itinerario -, Regioni Valle d’Aosta, Piemonte Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio e Casa editrice “Terre di mezzo” di Milano.

La Guida è pensata e realizzata per coloro che, da camminatori e pellegrini, vogliono scoprire il tratto italiano dell’Itinerario europeo, dal passo del Gran San Bernardo a Roma -ha detto il Presidente AEVF Massimo Tedeschi

 Un viaggio di quasi mille chilometri attraverso storia e paesaggio italiano, cuore della Via Francigena “ponte di culture”, per dirla con Jacques Le Goff, fra Europa anglosassone ed Europa latina e mediterranea. 

La Via Francigena del terzo millennio è via di pace, incontro, tolleranza, dialogo, fra culture, religioni, Stati”

A tutti, un sincero e cordiale augurio di buon cammino!

 


GLI AUTORI
Roberta Ferraris, Luciano Callegari, Simone Frignani

LA GUIDA
Guida per tutti: pellegrini, trekker, viandanti o semplici curiosi
La guida è acquistabile online sul sito di Terre di Mezzo.
Dal 14 luglio presente nelle librerie e sul sito AEVF
Prevista la versione in inglese entro fine 2016.

 

 

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VI Advisory Forum sugli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

Dal 26 al 27 ottobre si svolgerà a Vilnius (Lituania) il VI Advisory Forum sugli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, intitolato “Expanding the Cultural Routes of the Council of Europe: challenges and opportunities”

 

In allegato il Programma delle giornate

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12 mamme inglesi percorrono la Via Francigena per finalità sociali

L’Amministrazione comunale di Siena incontra a Palazzo Pubblico il gruppo di 12 mamme inglesi che, dallo scorso 17 ottobre, sta percorrendo la Via Francigena per raccogliere fondi da destinare al Centro per la riabilitazione di ragazzi con disturbo dello spettro autistico, gestito dall’Associazione italiana per l’assistenza ai bambini autistici con sede a Firenze.
Le risorse raccolte saranno utilizzate per un progetto rivolto ai pazienti in età adulta, una volta che i loro genitori non potranno più assisterli in forma diretta.

Nella foto in allegato, l’accoglienza riservata a Palazzo Pubblico dall’assessore al Turismo, Sonia Pallai, al gruppo di 12 mamme inglesi

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Volontari per la mappatura del percorso toscano attraverso tecnologia Google Trekker

Nell’ambito delle azioni volte a migliorare l’accessibilità e la fruibilità della Via Francigena, Regione Toscana comunica che nel prossimo mese di novembre è prevista una azione di mappatura del percorso toscano attraverso la tecnologia messa a disposizione da Google, attraverso un dispositivo che consentirà di mappare e quindi “fotografare” a piedi l’intero cammino e renderlo poi disponibile su Google Street View, analogamente a quanto già disponibile per i maggiori centri abitati (e che non saranno quindi oggetto di nuove riprese).

Toscana Promozione Turistica si avvarrà della collaborazione di FEISCT, Federazione Europea itinerari storici culturali e turistici, per l’individuazione dei “trekker” che percorreranno a piedi le 15 tappe toscane, la determinazione delle tempistiche e per il raccordo con i 38 Comuni attraversati dalla Via Francigena.

Per gli interssati si comunica che è possibile percorrere anche solo alcune tappe del percorso toscano e che è previsto un rimborso spese giornaliero. E’ possibile realizzare il percorso anche in più persone ed è prevista una assistenza tecnica e logistica lungo il percorso.
Si rende noto che una specifica formazione è prevista il giorno lunedì 24 ottobre presso l’ostello del pellegrino di Camaiore alle ore 15.30.

 

INFO E CONTATTI
Sabrina Busato, FEISCT
cell. 371 1790154
feisct@libero.it

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Concorso di Idee per la realizzazione del Timbro Credenziali di Veio

L’associazione Valorizziamo Veio indice un concorso di idee per la realizzazione del timbro per le Credenziali del Pellegrino presso il Borgo di Isola Farnese e Veio.

E’ possibile partecipare fino alle ore 12:00 del 30 gennaio 2017.

Regolamento e locandina in allegato.

 

INFO E PARTECIPAZIONE
valorizziamoveio@gmail.com

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Weekend all’UNA Golf hotel di Cavaglià, con tour in e-bike tra le colline e le risaie

Un’idea per godervi i primi weekend di autunno? Esplorate in E-Bike le meraviglie naturali del biellese: quattro giorni tra le dolci colline piemontesi e i boschi della Serra Morenica, fino agli splendidi panorami del lago di Viverone. E se alla bicicletta volete alternare un po’ di relax, niente di meglio di una partita di golf o una passeggiata tra le magiche vie di Torino, raggiungibile in meno di un’ora.
Scopri i dettagli del tour!

 

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Il paesaggio sacro dal concetto alla prospettiva europea. La ricerca scientifica della Via Francigena

 

Durante il Convegno “Via Francigena. Via di Pace” in programma la scorsa primavera, si è svolta la tavola rotonda sul tema ” Sacred Landscape: From Concepts to European Perspectives“,  nel quadro dell’attività di ricerca del Comitato Scientifico dell’ EAVF (Comitato Scientifico AEVF)Il Comitato si è fficialmente insediatosi per la prima volta il 29 gennaio 2016 a Monteriggioni, in occasione del terzo Forum dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e del Convegno internazionale “Comuni in cammino. Les Chemins de la Via Francigena – Jubileum 2016″ svoltosi  il 30 gennaio 2016 a Abbadia Isola di Monteriggioni (SI), “sosta” di Sigerico nel suo pellegrinaggio lungo la Francigena. In tale workshop i membri hanno discusso tutti insieme sul tema dei cammini e pellegrinaggi  nell’ambito del patrimonio materiale e immateriale tra ricerca scientifica e progettualità territoriale sulla base delle esperienze condivise. Questo Comitato Scientifico, formato da tredici istituzioni europee (http://www.viefrancigene.org/en/comitato-scientifico), è stato voluto dall’Associazione, alla conclusione dell’esperienza maturata nell’ambito del progetto europeo “Via Francigena and the Pilgrimage Ways. This is Europe” PER VIAM – Pilgrims’ Routes in Action”, e sostenuto  dall’European Universities Network of Knowledge (EUNeK) con il patrocinio del Centre for Advanced Studies in Tourism (CAST) dell’Università di Bologna (UNIBO) e di Almatourism (Almatourism), rivista di UNIBO.

Nel primo workshop di Monteriggioni, tutti i membri del EAVFCS insieme a diversi attori locali, compreso il presidente dell’EAVF, Massimo Tedeschi, e il sindaco di Monteriggioni, Raffaella Senesi, si sono uniti per avviare un’azione congiunta a sostegno  dell’EAVF. Da parte sua, il Comitato Scientifico si è assunto la responsabilità di sviluppare la ricerca sul patrimonio culturale e sociale, sugli itinerari culturali e pellegrinaggi in sintonia con le organizzazioni culturali internazionali, le associazioni dei camminatori e le comunità locali a sostegno di una più ampia e permenente partecipazione sociale. Altro obiettivo è quello di sviluppare in comune progetti dedicati anche al turismo culturale e alle nuove pratiche di comunicazione, sulla base di studi dedicati allo sviluppo territoriale sostenibile delle regioni rurali attraversate dai pellegrini. In quell’occasione sono emersi alcuni temi : i paesaggi sacri europei e  il sistema interregionale europeo con riferimento ai corridoi/buffering degli itinerari (partendo dalla Via Francigena); l’accoglienza, declinata sull’accessibilità per portatori di handicap per le classi giovani a partire dai bambini e dalle famiglie, e su progetti di mobilità privilegiata  con Trenitalia (interrail “francigena ” a scala europea); il Benvenuto Pellegrino con il coinvolgimento delle attività commerciali dei centri storici, dell’artigianato e dell’ospitalità/ristorazione/entertainment tramite aziende agricole dedicate, ristorazione, ostelli, con la riqualificazione e integrazione delle stazioni dismesse e delle case cantoniere (Agenzia del Demanio), senza dimenticare l’immenso patrimonio di edifici sacri in stato di dismissione, abbandono e degrado; il contributo e sostegno a pubblicazioni periodiche e occasionali, nazionali e internazionali, accademiche su riviste e numeri speciali (Almatourism) e professionali con i T.O.; analisi quantitative e qualitative sui pellegrini e camminatori sulla Via Francigena raccolte ed elaborate da un costituendo Osservatorio-laboratorio geo-statistico sostenuto dal CAST. L’obiettivo è di costituire un sistema interregionale europeo sempre più attento ai processi di inclusione sociale e culturale attraverso città e aree rurali europee lungo il corridoio della Via Francigena, per allargarsi al quadro delle strade dei pellegrini in generale.

In  occasione della tavola rotonda “Il paesaggio sacro dal concetto alla prospettiva europea“, svoltasi a Palazzo Farnese di Piacenza nei giorni del 28 e 29 aprile, si è cercato  di mettere a fuoco  temi fondamentali per dare consapevolezza culturale e spirituale alle strade europee dei pellegrinaggi e non solo, partendo dal concetto di  paesaggio sacro in un confronto tra le differenti  prospettive europee e degli organismi come l’UNESCO e la Convenzione europea del Paesaggio. Alla tavola rotonda, coordinata da Gloria Pungetti, membro del Comitato Scientifico dell’EAVF, professore presso l’Università di Sassari e direttore del Cambridge Centre for Landscape and  People dell’Università di Cambridge, e moderata da Fiorella Dallari, responsabile del Comitato Scientifico dell’EAVF, hanno dato il loro contributo esperti religiosi e laici, in un confronto tra le differenti prospettive europee, anche su richiesta anche del Council of Europe Conference on ELC (Convenzione Europea sul Paesaggio). Erano presenti  Maguelonne Dejeant-Pons, presidente di ELC, Christopher Young, esperto internazionale di patrimonio culturale e General Rapporteur di UNESCO WHC Expert Meeting; Enrico Buergi, ex-presidente del Council of Europe Conference on ELC, della Svizzera; William Pettit, rappresentante della Cattedrale di Canterbury; padre Nicolino Manca, del PIME, Italia; Adele Cesi, del Ministero italiano del patrimonio culturale e del turismo; ed Eva Konkony-Gyuro, dell’Università ungherese di West Hungary.

Nell’obiettivo di dare un contributo sulla definizione del concetto di paesaggio sacro, i componenti della tavola rotonda hanno elaborato un quadro di riferimento condiviso, come richiesto dall’ELC, basilare dal punto di vista teorico per avanzare nelle ricerche sempre più marcate, a supporto delle politiche dell’UNESCO nell’iniziativa su tema Heritage of Religious Interest; lo stesso vale per il Consiglio d’Europa con l’Istituto europeo degli itinerari culturali e per la Convenzione europea del paesaggio, in riferimento ai paesaggi, siti e strade che si possono definire sacri. Infatti, in questi ultimi anni sempre più si è diffusa negli organismi internazionali culturali la consapevolezza del ‘gap’ e della sottovalutazione, e quindi del debole riconoscimento di categorie di paesaggio,  sulla base di un approccio integrato.   Verso la fine del 2010 l’ UNESCO con la sua iniziativa dedicata alle Properties of Religious Interest (PRI) ha lanciato  questo strategico concetto attraverso il mondo, in cui i partecipanti alla tavolo di lavoro riconoscono un valido modo  per superare la dicotomia tra patrimonio tangibile ed intangibile in un contesto di sviluppo sostenibile, con particolare riferimento alle aree industrializzate con una lunga storia come nel bacino mediterraneo, di cui Grecia e Italia costituiscono la culla della civiltà occidentale.

Il termine “Religious property“, nel linguaggio dello studio dell’ICOMOS (Jokilehto, 2005) “, è definito come  “any form of property with religious or spiritual associations: churches, monasteries, shrines, sanctuaries, mosques, synagogues, temples, sacred landscapes, sacred groves, and other landscape features, etc.”. Il termine “Sacred site” comprende quelle aree con uno speciale significato spirituale per le persone e le comunità, mentre l’endiadi “Sacred natural site” corrisponde alle aree di terra e acqua con uno speciale significato spirituale (IUCN/UNESCO, 2008).  L’aggettivo speciale è da attribuire alla percezione della comunità e ad un suo sempre più ampio coinvolgimento. Le 16 categorie di interesse religioso individuate sono stati aggregati per rispondere in modo più efficiente ad un management sostenibile: ambiti archeologici e urbani, paesaggio (nell’accezione di naturale che culturale), monumenti/strutture, e strade (itinerari culturali – strade di pellegrinaggio ; itinerari  culturali dove sono presenti strutture religiose). Sulle indicazioni del WHC (PRI-SM), il Patrimonio religioso ha caratteristiche che lo distinguono da altre forme di patrimonio: le aree religiose costituiscono i luoghi più protetti del pianeta e  e sono di importanza vitale nella salvaguardia della diversità culturale e biologica per le generazioni presenti e future.  Considerando il significato di questo patrimonio  e supponendo che possa essere considerato il più antico e ancora in maggiore parte  ancora “alive”, si può sottolineare l’evidenza di un alto grado di potenziale sostenibile e di valori comuni “permanenti”  rispetto agli altri elementi del Patrimonio.

I concetti chiavi che sono emersi sono la partecipazione sociale, lo scambio interculturale, la memoria condivisa locale e internazionale, il sacred gaze, la consapevolezza sociale e la sostenibilità territoriale dove le strade dei pellegrini rappresento un fenomeno strategico nel ecological- social change che ci aspetta.

Fiorella Dallari – responsabile del Comitato Scientifico dell’EAVF, professore associato di Geografia e ricercatore del Centre for Advanced Studies in Tourism (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna)


 

 

Bibliografia

Cast (2017, in press) Via Francigena: the Long Way of Peace among the European Landscapes. Almatourism, special issue , Vol.8, N.6.

Dallari, F. (2016) The Heritage from Cultural Turn to Inclusive Turn. The Cultural and Sacred Landscapes of the UNESCO List: a Sustainable Track to overcome the Dichotomy between Tangible and Intangible Heritage?. In: Bassa L., Kiss F. (eds.), Proceedings of TCL2016 Conference “Tourism and Cultural Landscapes: Towards a Sustainable Approach, Foundation for Information Society (INFOTA), ISBN 978-615-80061-4-9. Disponibile inhttp://tcl.infota.org/proceedings/articles/Proceedings_TCL2016.pdf  (accesso  15 settembre 2016).

Dallari, F. and Pistocchi, F. (submission) Environment and Sustainability as Related to Pilgrimage. In: Trono, A. and Olsen,  D. Religious Pilgrimage Routes and Trails. CABI: London. pp.15.

Pungetti, G., Oviedo, G., & Hooke, D. (Eds.). (2012). Sacred species and sites:Advances in biocultural conservation. Cambridge University Press: Cambridge.

Trono, A. and Olsen,  D. (submission) Religious Pilgrimage Routes and Trails. CABI: London.

Urry , J. 1990. The Tourist Gaze. London: Sage.

 

Web site

Almatourism. Disponibile in https://almatourism.unibo.it/

Categories. Disponibile in http://whc.unesco.org/en/culturallandscape/#2 (accesso del 6 maggio 2016).

Centre for Advanced Studies in Tourism (CAST). Disponibile in http://www.turismo.unibo.it/it (accesso, 21 settembre 2016)

Comitato Scientifico EAVF (2016). Disponibile in www.viefrancigene.org/en/comitato-scientifico/(accesso, 21 settembre 2016)

Cultural Landscapes. Disponibile in http://whc.unesco.org/en/culturallandscape  (accesso del 6 maggio2016)

European Landscape. Disponibile in http://www.coe.int/en/web/landscape/home (accesso del 6 maggio2016)

European Universities Network of Knowledge (EUNeK). Disponibile in www.turismo.unibo.it/it/network/european-universities-network-of-knowledge-eunek/index.html ( accesso del 6 settembre 2016)

ICHC. Disponibile in www.unesco.org/culture/ich/en/convention (accesso del 6 maggio2016)

IUCN/UNESCO 2008. Guidelines for the Conservation and Management of Sacred Natural Site.  Disponibile in https://cmsdata.iucn.org/downloads/pa_guidelines_016_sacred_natural_sites.pdf (accesso del 6 maggio2016).

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