Via Francigena

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“Aujourd’hui nous parlons de la Via Francigena avec…” , un nouveau format pour donner voix à la communauté réelle et virtuelle du chemin.

D’ici quelque jours, sur le site de l’AEVF, nous allons proposer des interviews de personnes engagées sur la Francigena dans différents domaines: institutionnel, association, accueil.

Le réseau devient, encore une fois, un outil pour faire circuler les informations, les pensées, ou simplement pour partager les propositions des personnes qui sont en train de contribuer à la valorisation, à la croissance et à la promotion de la Francigena.

Un véritable “boom” est en train d’apporter des milliers des pèlerins, randonneurs et visiteurs sur la Francigena, chacun avec ses propres motivations. C’est donc l’effet du Chemin de Saint Jacques, peut-être, ou simplement parce qu’on découvre la valeur du tourisme durable, à pied, en vélo, à cheval (ou avec l’âne, comme sur le chemin de Stevenson) qui permet de produire des émotions fortes et des rencontres authentiques sur le chemin. C’est une façon de se renouveler au contact  de l’environnement et de tout ce qui touche à l’itinéraire, comme la bonne cuisine et les traditions locales.

Le développement de la Francigena est lié à plusieurs facteurs :

  • les institutions (de l’échelon national à local), qui travaillent pour mettre l’itinéraire dans le cadre de la programmation stratégique, afin de faciliter la création des infrastructures sur la Francigena ;

  • les associations de bénévoles, âme du parcours, qui sont toujours engagées pour accueillir les randonneurs ;

  • les institutions de recherche pour soutenir le réseau scientifique ;

  • les professionnels du tourisme pour offrir des services aux randonneurs et pèlerins.

Et voilà, chers amis de la Francigena, la parole est à vous à partir de maintenant, pour nous donner vos impressions, émotions, propositions et, pourquoi pas, des suggestions afin de soutenir notre travail.

Merci à vous tous qui, jour après jour, donnez votre temps pour améliorer le chemin.

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“Oggi parliamo di Francigena con…” , nasce una nuova rubrica per dare voce alla community reale e virtuale della Via

Sul sito AEVF verranno proposte interviste a persone impegnate sulla Francigena in ambito istituzionale, associativo o dell’accoglienza.

La rete si propone ancora una volta come strumento per far circolare informazioni, idee e per condividere proposte di chi, da poco o da tanto tempo, sta contribuendo alla valorizzazione, alla crescita e alla promozione della Via Francigena.

Un vero e proprio boom sta portando sul cammino migliaia di pellegrini, viandanti, escursionisti, ognuno con le proprie motivazioni. Merito sicuramente dell’ ”effetto Cammino di Santiago” o semplicemente perché si riscopre il valore del turismo lento, a piedi, in bicicletta, a cavallo (o con l’asino, come sul “Cammino di Stevenson”), in grado di creare emozioni autentiche ed incontri “veri” lungo il cammino. Un modo per rigenerarsi a contatto con la natura e con tutto quanto ruota intorno all’itinerario, cibi genuini e tradizioni locali.

Lo sviluppo della Francigena è legato all’impegno corale di tanti. Le Istituzioni, dalla scala nazionale a quella locale, hanno il compito decisivo di inserire l’itinerario nella propria programmazione strategica per favorire la creazione di adeguate infrastrutture; le associazioni di volontariato, anima del percorso, sempre impegnate ad accogliere i camminatori, fanno valere la forza della rete per promuovere la Via; gli Istituti di ricerca affinché si sviluppi un importante “braccio scientifico”, coinvolgendo ricercatori, studenti, appassionati; gli operatori economici e culturali, in grado di offrire servizi adeguati a camminatori e pellegrini.

Ora la voce passa a voi, amici della Francigena, per restituirci impressioni, emozioni, proposte e anche critiche costruttive, per migliorare insieme il lavoro che si sta facendo.            
“Grazie” a tutti coloro che, ogni giorno, offrono il loro prezioso tempo per migliorare il cammino.

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Il Cammino di Santiago ed il potenziale della Francigena. Alcune riflessioni sull’ospitalità per pellegrini (in aumento!)

Un bell’articolo apparso il 7 agosto sull’autorevole quotidiano Spiegel online favorisce alcune riflessioni sullo sviluppo del Cammino di Santiago, e sull’enorme potenziale della Francigena

Lo scorso anno sono stati registrati a Santiago di Compostela ben 215.000 pellegrini, numeri ormai da capogiro che di anno in anno tendono ad aumentare. Giovani, studenti, professionisti, appassionati, pensionati, camminatori di ogni estrazione sociale, chi da solo, chi in gruppo, decidono ogni anno di affrontare questa esperienza rigenerante per molteplici ragioni.

L’indotto economico e l’offerta del cammino di Santiago
Sul cammino di Santiago si parla ormai di un indotto di 200 milioni, dieci anni fa, nel 2004, tale indotto era quantificato in circa 55 milioni. Numeri impressionanti, capaci di muovere l’intera economia di un territorio e di condizionare (positivamente) le politiche di sviluppo turistico di un Paese, attirando flussi turistici ed investimenti.
Il modello vincente dei cammini spagnoli è legato a diversi fattori, in primis alla capacità di offrire un percorso sicuro, ben segnalato, accogliente ed in grado di mettere a disposizione migliaia di strutture a basso costo per i pellegrini (dagli ostelli, pubblici o privati, alle strutture religiose). A questa offerta si aggiunge tutta quella con un maggiore “confort” in strutture con trattamenti in B&B o mezza pensione, le quali permettono di dormire in camere singole o doppie. Generalmente si tratta di strutture ben inserite nel territorio rurale, che offrono in primis qualità nel servizio, autenticità, buona cucina ed accoglienza con un forte senso di appartenza al cammino.

Altri punti vincenti continuano ad essere sia “il menù del pellegrino”, con cibi legati al territorio ed alla tradizione regionale, sia il consolidato il servizio di trasporto bagagli che consente alle persone di poter trasportare il proprio zaino da una tappa all’altra, camminando per 20-30km con maggiore libertà e senza un peso di 8-10kg sulle spalle. Un altro tassello importante è quello del sistema wi-fi, ormai sempre più richiesto da camminatori, escursionisti e pellegrini 2.0 che amano condividere in tempo reale la propria esperienza sui canali social quali ad esempio facebook, instragram, twitter.

Da tempo la Spagna ha anche capito l’importanza di differenziare le proposte del cammino, e cosi al tradizionale percorso del “cammino francese” che da Roncisvalle conduce a Santiago, si aggiungono quello Primitivo, quello del Nord, quello Portoghese, la Via della Plata sui quali ogni anno si riversano migliaia di camminatori.
Proposte per vivere in modo alternativo i cammini vengono poi dai Tour Operator, soprattutto stranieri e del Nord Europa, in grado di proporre “pacchetti” emozionali legati alla Via, abbinandola alle Terme e benessere, allo Yoga e Zen, alla letteratura, al cibo tradizionale, allo sport, ecc.

La Francigena, un grande potenziale ma ancora da dimostrare fino in fondo
Come possiamo ormai constatare, anche la Francigena sta esplodendo – in senso positivo -, il numero di pellegrini e viandanti è in forte aumento  e la visibilità dell’itinerario sta assumendo dimensioni internazionali. Effetto Cammino di Santiago da una parte, supporto (anche mediatico) di Papa Francesco e voglia di riscoprire un turismo lento dall’altra, stanno generando un’onda molto positiva sulla Francigena, verso cui sta fortemente crescendo anche l’interesse di riviste specializzate, guide, quotidiani, televisioni, radio nazionali ed internazionali.
Il numero di pellegrini che ha camminato per almeno alcune tappe sul territorio italiano è stimato, nel 2013, in 25 mila. Anche quest’anno è in forte crescita,generando interesse e positive ricadute in termini economici, turistici, culturali sui territori attraversati.

E’ fondamentale pertanto potenziare l’offerta di accoglienza, che già oggi in alcuni casi registra un overbooking destinato ad aumentare perché in alcune tappe non ci sono sufficienti posti letto per pellegrini, per coloro cioè che dormono in ostelli e strutture religiose e viaggiano con la credenziale.

Ospitalità povera, punto di partenza per sviluppare la Francigena
Cercare soluzioni per aumentare la disponibilità ricettiva, soprattutto in periodo di bella stagione, attraverso l’utilizzo di strutture pubbliche (ex scuole, seminari, palestre), private o parrocchiali diventa oggi indispensabile se vogliamo che la Francigena si inserisca in un circuito virtuoso che può innescare positivi effetti sul piano economico e turistico, a partire dalla scala locale. Già oggi sul territorio l’elenco degli esempi positivi è nutrito, dal recupero delle case cantoniere alla realizzazione di ostelli comunali gestiti da associazioni giovanili.

La Francigena potrà realmente “esplodere” grazie alla presenza capillare di un’accoglienza a basso costo: in questo modo i singoli territori e i comuni potranno vedere aumentare il numero di pellegrini e far sì che si inneschi un effetto positivo del flusso di turismo responsabile e sostenibile.

L’auspicio è che tutte le programmazioni regionali prevedano interventi per realizzare e rendere  fruibili  infrastrutture francigene per pellegrini, sull’esempio della Regione Toscana. Ovviamente l’offerta spazierà ad alberghi, B&B e agriturismi per offrire la possibilità di percorre la via a tutti secondo le proprie motivazioni e disponibilità economiche. Ma a prescindere dalla struttura che ospita il camminatore, pellegrino o escursionista, quello che farà sempre la differenza sarà la capacità di accoglienza di un sistema territoriale. La Francigena non è infatti un percorso qualunque, ha alle spalle mille anni di storia ed è fortemente legata alle radici locali inserite in una dimensione europea. Dal 1994 riconosciuta “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”.

E la Francigena, parafrasando le parole del vescovo di Fidenza Mons. Carlo Mazza, “è come un’autostrada, tutti la possono percorrere, ognuno con i propri mezzi e motivazioni così come avveniva già nel Medioevo“. Occorre pertanto che essa sia fruibile, sicura, ben segnalata ed accogliente lungo tutti i 2500 chilometri da Canterbury a Roma, a Santa Maria di Leuca.

Luca Bruschi

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Una nuova accoglienza per pellegrini sul tratto parmense della Francigena, lungo la Cisa

Fino al 31 agosto, nel tratto della Via Francigena parmense tra l’ostello di Cassio e quello di Berceto, è disponibile una nuova accoglienza messa a disposizione dal pellegrino Federico. Una bella notizia, in una fase in cui la Francigena registra un crescente numero di pellegrini.

Stanno aumentando il numero di pellegrini e appassionati che, con spirito volontaristico e con grande senso di accoglienza, mettono a disposizione strutture ed abitazioni per ospitare i camminatori lungo la Francigena.

L’accoglienza si trova in Località Cavazzola, Strada della Cisa 70/72 a circa tre km dopo Cassio.
La struttura dispone di 8 letti oltre posti a terra su materassini
Alloggio e cena comunitaria sono ad offerta. Accoglienza familiare. Sono ben accetti anche gli animali.

Contattare:

Federico: 333 5287812
Milena: 339 7790369

Fonte: Camminando sulla Francigena

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La Francigena Toscana, tappa per tappa

Il ricco patrimonio di paesaggi, storia e architettura lungo la Via Francigena interessa particolarmente il territorio della Toscana, regione che più di altre sta investendo nelle potenzialità di questo percorso di terra.

L’azione di supporto allo sviluppo della Francigena in Toscana sta dando ottimi risultati, visto che l’itinerario sta attirando un numero sempre maggiore di viaggiatori e pellegrini, con una media di oltre il 20% in più ogni anno. Ecco perché è stata inaugurata la Via Francigena della Toscana, l’itinerario di 380 chilometri suddiviso in 15 tappe che si possono intraprendere a piedi, in bicicletta o a cavallo, con percorsi messi completamente in sicurezza e con il supporto di oltre 1200 strutture ricettive.

L’itinerario toscano rappresenta il 20% del tratto europeo e il 40% di quello italiano, e vede via via mutare i paesaggi, che vanno dall’asprezza della Lunigiana al mare della Versilia, dalla piana lucchese alle crete senesi donando sempre nuove prospettive anche a chi questi luoghi già li conosce, perché cambiano i ritmi e le prospettive.

Fonte: Turismo.it

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Il cammino di Stevenson, un modello anche per la Via Francigena

Dieci giorni di cammino sulle orme di Robert Louis Stevenson, scrittore scozzese innamorato della Francia ancora oggi punto di riferimento della letteratura mondiale legata a viaggio, scoperta , avventura. L’organizzazione del cammino di Stevenson è un modello da applicare alla Via Francigena.


 Il percorso è ben organizzato attraverso una segnaletica puntuale (Federazione Francese della Randonée), messa in sicurezza, manutenzione ed ospitalità secondo le diverse esigenze degli escursionisti. Oggi il cammino gode di crescente popolarità, anche grazie ai molteplici servizi proposti ai camminatori: trasporto bagagli, cucina con prodotti tradizionali, visite guidate, pacchetti per famiglie e bambini

Il cammino di Stevenson, alias GR 70, passa per la catena delle Cevennes: lo scrittore-avventuriero attraversò a piedi (con un asino al giogo come compagno) un tratto dell’Alvernia e, soprattutto, le Cevennes, in direzione sud, per un totale di 252 km in 12 giorni. Questo percorso nel paese dei Camisardi (protestanti ribelli dei primi del ‘700, in seguito alla revoca dell’Editto di Nantes da parte di Luigi XIV), tra le-Puy-en-Velay e Alès, raggiunge le creste del Monte Lozère (a 1.699 m di altitudine).

Il Cammino di Stevenson e la Via Francigena
Diversi sono i punti in comune tra il cammino di  Stevenson e la Via Francigena: festeggiano entrambi quest’anno il ventesimo anniversario, la Via Francigena del riconoscimento del Consiglio d’Europa, il cammino di Stevenson della fondazione dell’omonima associazione; sono entrambi itinerari culturali legati alla storia europea; ogni anno migliaia sono i camminatori ed escursionisti sui due percorsi che fanno scoprire una Europa “minore” attraverso una forma di turismo sostenibile. Il cammino di Stevenson, nella interpretazione moderna, inizia dalla città di le-Puy en Velay, luogo di partenza anche di uno dei quattro cammini storici che conducono a Santiago di Compostela. 

Itinerari culturali europei
Il cammino di Stevenson è in procinto di essere riconosciuto itinerario culturale del Consiglio d’Europa, al pari della Francigena, del Cammino di Santiago, della via di Sant’Olav, dell’itinerario di San Martino e di altri.
Il cammino di Stevenson si trova al crocevia di altri itinerari culturali europei, da quello di “La Chaise Dieu” ai Cammini di Santiago, alle Città Storiche Termali, a quello di Le Courbusier. Si tratta di itinerari culturali che hanno molti punti di contatto e molte analogie, legate alla riscoperta delle radici, storia e tradizioni europee.

La storia legata al viaggio nelle Cevennes e la nascita di una letteratura di viaggio
Nel  1878, a 28 anni, lo scozzese Robert Louis Stevenson arriva ad un momento cruciale della sua esistenza ed esperienza di scrittore. Il 22 settembre di quell’anno decide di partire a piedi da Monastier-sur-Gazeille (Alta Loira) con l’asina Modestine: 12 giorni di viaggio e tante avventure lungo il percorso, prima di arrivare a Saint-Jean-du-Gard. Una esperienza ripresa con il celebre libro pubblicato nel 1879 “Viaggio con un asino nelle Cevennes”. Altre celebri opere letterarie dello scrittore: L’Isola del tesoro, Dr. Jeckill e Mr. Hyde, Le avventure di David Balfour, I racconti di mille e una notte, Nei mari del sud. Stevenson diventa in poco tempo uno dei punti di riferimento a livello mondiale della letteratura di viaggio e d’avventura.

L’Associazione“Sui cammini di Robert Louis Stevenson”
L’Associazione è nata a Florac 20 anni fa con l’intento di promuovere e valorizzare il cammino e costruire una solida rete con gli altri paesi interessati dall’eredità culturale dello scrittore. E proprio quest’anno si festeggia l’importante traguardo raggiunto. Dal 7 all’11 novembre sono previsti a Florac diversi incontri che coinvolgeranno la rete europea “Sulle tracce di R.L. Stevenson”: stand, festival, film, video, esposizioni, camminate, fiera della randonnée, seminari.

L’Itinerario ed il percorso
L’itinerario è interamente percorribile a piedi e completamente segnalato dalla Federazione Francese della Randonnée, che offre ad escursionisti e camminatori la possibilità di rivivere la straordinaria esperienza del viaggio dello scrittore scozzese. La via è percorribile anche in bicicletta, a cavallo o accompagnati dagli asini, spesso prediletti da famiglie con bambini. Il percorso inizia a le-Puy-en-Velay, a 650 metri di altitudine, e finisce ad Alès a 100 m sul livello del mare attraversando quattro diverse aree territoriali, anche paesaggisticamente: Velay, Gévaudan, Mont Lozére, Cévennes.  La vetta più alta è Finiels, a quasi 1.700 m di altezza.
Per facilitare la proposta culturale ed escursionistica, l’Associazione propone il cammino da le-Puy en Velay ad Alès di circa 250km e sono circa 6.000 gli escursionisti che ogni anno lo percorrono.

Budget e info pratiche
Lungo tutto il percorso si trovano Gite d’étapes, strutture convenzionate, camping i cui prezzi (Gites d’Etape) variano da 13 a 18 euro; per il trattamento MP i prezzi variano da 39 a 50 euro al giorno. Si trovano inoltre hotel e strutture che accolgono gli escursionisti a prezzi contenuti.
Non trattandosi di una via di pellegrinaggio, non è richiesta la credenziale. E’ possibile richiedere il carnet di viaggio tascabile, da far timbrare nelle varie tappe.
Attraverso la Malle Postale è possibile usufruire del servizio di trasporto bagaglio lungo tutto il percorso. Diverse associazioni ed agenzie propongono pacchetti turistici organizzati con formula “famiglia”, “escursionismo in libertà”, “accompagnati da guida”.
Infine, possibile in loco la possibilità di “affittare” asini per essere accompagnati durante il cammino e rivivere lo stesso viaggio di Stevenson.

Un percorso modulato su 10-12 giorni, modello da esportare sulla Francigena. Il trend del turismo legato all’escursionismo, a piedi o in bicicletta, rappresenta una crescente opportunità per i territori cosiddetti “minori”. L’esperienza delle “randonnée” ci mostra “offerte”  di cammino di 10/14 giorni con possibilità di organizzare autonomamente il viaggio oppure di costruirlo su misura con agenzie di viaggio specializzate nel turismo slow. Oltre al modello vincente del Cammino di Stevenson, ve ne sono altri: vari cammini di Santiago in Spagna, GR 65 Le Puy en Velay/Conques (10 tappe, 210 km) sulla Via Podense oppure GR 35 sulla Via dei Catari, tra castelli e abbazie catare.

Si tratta di modelli perfettamente applicabili alla Via Francigena, proponendo itinerari di 200-250km che si aggiungono al percorso tradizionale che i pellegrini possono affrontare autonomamente. La Francigena, in abbinamento con castelli, pievi, terme, personaggi storici, cibi DOP e IGP, rappresenterebbe una offerta in grado di integrare egregiamente, per qualità e quantità, l’offerta turistica sulla base delle parole chiave autenticità e scoperta.

Esempi concreti in cui la Francigena può essere proposta attraverso “pacchetti” di 10/14 giorni sono innumerevoli: Canterbury-Reims (due splendide città “gemelle”, entrambe patrimonio UNESCO); Saint-Maurice-Ivrea; Fidenza-Lucca; Acquapendente-Roma; ecc.
Il punto di partenza rimane sempre la completa fruibilità del percorso, dall’accoglienza alla segnaletica alla sicurezza, oltre alla emozionalità che il percorso è in grado di offrire.


Maggiori info sul Cammino di Stevenson e sul programma del ventennale: www.chemin-stevenson.org
Speciale Via di Stevenson su ARTE (durata 43 minuti): http://www.arte.tv/guide/fr/048157-001/un-kilometre-a-pied

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Le chemin de Stevenson, un modèle aussi pour la Francigena

Dix jours de chemin sur les pas de Robert Louis Stevenson, l’écrivain écossais (qui aimait la France) qui, encore aujourd’hui, est point de référence pour la littérature mondiale de voyage, découverte et aventure. L’organisation du chemin de Stevenson est un modèle qu’on peut bien adapter à la Francigena.

Le parcours est bien organisé grâce à un balisage ponctuel (de la Fédération Française de la Randonnée Pédestre), mise en sécurité, manutention, accueil et hébergement selon les différentes exigences des randonneurs. Aujourd’hui, le chemin connait une popularité croissante, notamment avec les services qui sont proposés aux randonneurs: transport de bagages, produits du terroir, visites guidées, “packages” pour les familles et les enfants.

Le chemin du Stevenson, alias GR 70, passe à travers les Cévennes : l’écrivain-aventurier Stevenson a traversé à pied (avec un âne) les Cévennes en direction Sud, pour un total de 252 km en 12 jours. Ce parcours dans les villages des Camisards, parmi lesquels le Puy en Velay et Alès, rejoint le sommet du mont Lozère à 1.699 m d’altitude.

Le chemin de Stevenson et la Francigena
Le chemin de Stevenson et la Francigena ont différents points en commun : 1) ils célèbrent en 2014 le XXème anniversaire (la Francigena pour la mention du Conseil de l’Europe, le chemin de Stevenson pour la fondation de l’Association), 2) ils sont tous les deux itinéraires culturels liés à l’histoire européenne, 3) ils attirent des milliers de marcheurs et pèlerins sur le chemin, 4) ils font découvrir une partie de l’Europe « mineure » à travers une forme de tourisme durable.
Le chemin de Stevenson, dans son adaptation moderne, commence au Puy en Velay, lieu de départ d’un de quatre chemins historiques français qui conduisent à Saint Jacques de Compostelle.

Itinéraires culturels européens
Le chemin de Stevenson est l’un des nouveaux itinéraires culturels candidat pour être reconnu par le Conseil de l’Europe, comme le sont déjà la Francigena, les Chemins de Saint Jacques de Compostelle, les chemins de Saint Olaf, l’itinéraire de Saint Martin, etc.
Le territoir autour duquel le chemin débute, représente un carrefour d’autres itinéraires européens comme ceux de La Chaise Dieu, des Chemins vers Compostelle, des villes thermales historiques et de l’Architecture du Corbusier. Il s’agit donc d’itinéraires qui ont beaucoup de points communs et d’analogies, surtout liés à la découverte des racines, de l’histoire et des traditions européennes.

L’histoire liée au voyage dans les Cévennes et la littérature du voyage
En 1878, Stevenson, à 28 ans, arrive à un moment crucial de son existence et de son expérience d’écrivain. Le 22 septembre, il décide de partir à pied de Monstier-sur-Gazeille (Haute Loire) avec l’ânesse Modestine : 12 jours de voyage et beaucoup d’aventures le long du parcours, avant d’arriver à Saint Jean du Gard. Il s’agit d’une véritable expérience, qui a été reprise à travers le célèbre livre publié en 1879 « Voyage avec un âne dans les Cévennes ». D’autres célèbres romans de l’écrivain sont : L’Ile de trésor, Dr. Jeckill et Mr. Hyde, Les aventures de David Balfour. Stevenson devient vite un des personnages les plus importants du monde pour la littérature de voyage et d’aventure.

L’Association “Sur les chemins de Robert Louis Stevenson”
A Florac, il y a 20 ans, est née l’Association des partenaires et des amis pour promouvoir et soutenir le chemin, aussi bien avec l’objectif de développer un réseau européen avec les autres pays impliqués autour de l’écrivain Stevenson. En 2014, l’Association célèbre cet important anniversaire. Du 7 au 11 novembre, des rencontres à Florac impliqueront tout le réseau européen : foire, festival, film, expo, randonnées, séminaires.

L’itinéraire et le parcours
L’itinéraire de 250 km est parfaitement balisé tout au long du parcours et on peut donc revivre aujourd’hui l’extraordinaire expérience du voyage de Stevenson. On peut parcourir l’itinéraire à pied, en vélo, en cheval ou en compagnie d’ânes (ils sont beaucoup appréciés des familles et des enfants). Le parcours commence au Puy en Velay, à 650 m d’altitude, et il termine à Alès à 100 m d’altitude. Il y a différents paysages variés dans cette région : Velay, Gévaudan, Mont Lozère et Cévennes. Le plus haut sommet est celui du Finiels, à environ 1700 m d’altitude. Le chemin est parcouru chaque année par 6.000 randonneurs et  marcheurs.

Budget et infos utiles
Le long du parcours, des Gite d’Etapes, campings ou différents hébergements sont à disposition. Les prix pour les Gites d’Etapes sont compris entre 12-18 euros, alors que pour la demi-pension le prix varient entre 38-50 euros. Bien évidemment, des hôtels sont aussi disponibles pour héberger les randonneurs.
Le chemin de Stevenson n’est pas une voie de pèlerinage comme celui de la Francigena ou des Chemins de Saint Jacques. La crédentiale n’est pas donc nécessaire, mais il est possible de demander le carnet de voyage pour le tamponner le long du parcours.
La « malle postale » met à disposition un service de transport des bagages. Différentes associations et agences de voyage proposent des « packages » organisés avec la formule « famille », « randonneurs en liberté », « avec guide ».
Enfin, il est possible de louer des ânes pour la randonnée, comme l’avait fait l’écrivain Stevenson.

Un parcours modulé sur 10-12 jours, un modèle pour inspirer le développement de la Francigena
Le tourisme lié à la randonnée, à pied ou en vélo, représente une opportunité croissante pour le développement des territoires « mineurs ». Les expériences de la randonnée qu’on peut trouver en Europe proposent des offres de chemin pour 10 jours, maximum deux semaines ; les randonneurs peuvent choisir d’organiser individuellement le chemin ou de construire un « package » sur mesure avec les agences de voyage spécialisées de tourisme durable.
En plus de l’exemple du chemin de Stevenson, il en existe plein d’autres comme ceux des chemins de Saint Jacques en Espagne, du GR 65 en France (Via Podiensis, Puy en Velay-Conques, 210 km en 10 jours) ou sur le GR la Voie des Cathares, un voyage parmi châteaux et abbayes cathares.

Ces bonnes pratiques pourraient être appliquées à la Francigena, en proposant des itinéraires thématiques ou liés à des parcours de 200-250 km, comme une offre supplémentaire aux chemins traditionnels. La Francigena liée aux châteaux, patrimoine culturel, thermes, personnages historiques, produits du terroir, représente une offre répondant à la demande touristique actuelle. Bien évidemment, les mots clef sont toujours l’authenticité, la découverte et l’émotion.

On peut déjà considérer des exemples concrets comme ceux du Col du Grand St. Bernard-Ivrea, Fidenza-Lucca, Acquapendente-Roma, ou sinon le tracé entre Cantorbéry et Reims, deux villes qui sont déjà jumelée entre eux et patrimoine de l’UNESCO.
Le point de départ c’est toujours le parcours, le balisage, l’accueil et, sortout l’émotion que l’Itineraire peut donner aux randonneurs.

Luca Bruschi


Plus d’infos sur le Chemin de Stevenson et sur le programme pour célébrer le vingtième anniversaire
www.chemin-stevenson.org

Spécial Via di Stevenson su ARTE (43 minutes): http://www.arte.tv/guide/fr/048157-001/un-kilometre-a-pied

 

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La Via Francigena incontra il Ministro

Mercoledì scorso 30 luglio, convocato direttamente dal Ministro Franceschini tramite il consigliere per il turismo Stefano Ceci, si è svolto un importante incontro sul tema della Via Francigena cui hanno partecipato rappresentanti politici, dirigenti, funzionari ministeriali e regionali.

Il Ministro ha impartito chiara e netta direttiva di attuazione della Francigena in tutta Italia sulla falsariga dell’esperienza toscana, prevedendo l’utilizzo delle risorse della programmazione europea 2014-2020, cui si auspica potranno aggiungersi, almeno in parte, quelle della legge n. 9/2014 “Destinazione Italia” concernenti i fondi 2007-2013. Si tratta in sostanza della parte italiana dell’Euro Master Plan (EMP) della Via Francigena, lanciato il 13 dicembre 2013 a Bruxelles in occasione di Euromeeting organizzato dalla Regione Toscana, che si intende presentare ad Expo Milano 2015.

A settembre verrà costituito il coordinamento operativo fra Ministero, Regioni ed AEVF (quest’ultima in quanto “reseau porteur” della Francigena per mandato del Consiglio d’Europa – comunicazione del 9.2.2007; titolare dell’Accordo di Valorizzazione con la Direzione Generale delle Biblioteche, Istituti Culturali e Diritto d’Autore di MiBACT – stipulato il 31.5.2014 nel corso dell’assemblea generale di Acquapendente – e del Protocollo di collaborazione con Regione Lombardia, Provincia di Lodi, Provincia di Pavia – sottoscritto il 27.11.2013 a Milano).

Il Ministro era accompagnato da Giampaolo D’Andrea, capo di gabinetto; Stefano Ceci consigliere per il turismo; Vania Virgili, consigliere per i fondi strutturali europei; Antonia Recchia, segretario generale MiBACT; Anna Maria Buzzi DG della Valorizzazione; Onofrio Cutaia, DG Turismo; Cristiano Radaelli, commissario straordinario ENIT; Manuel Guido; Simonetta Bonito e diversi altri.

Per le Regioni erano presenti: presidente Roberto Maroni (Lombardia); assessore Antonella Parigi (Piemonte); assessore Silvia Godelli (Puglia); assessore Maurizio Melucci (Emilia-Romagna); direttore turismo regionale Bastianelli (Lazio); Patrizia Minardi (dirigente Regione Basilicata); assessore Nocentini con i dirigenti Paolo Bongini e Giovanni D’Agliano (Toscana), funzionari della Regione Molise e diversi altri.