Via Francigena

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Riapre a primavera l’ostello di Castelfiorentino

Il rilancio dell’ostello della gioventù entra in una fase decisiva. Dopo l’indagine esplorativa emanata dal Comune nel mese di febbraio, che ha consentito di raccogliere una serie di proposteche la Giunta giudica “interessanti” ai fini di un eventuale affidamento in concessione, il consiglio comunale ha dato il via libera giovedì 26 marzo affinché gli uffici competenti provvedano alla predisposizione di tutti gli atti, in particolare il bando di gara che andrà in pubblicazione la prossima settimana.

Occhi puntati, dunque, sui soggetti intenzionati a concorrere al pieno rilancio di questa struttura ricettiva, che riveste un valore strategico fondamentale per tutta la Valdelsa. Fra le finalità che il Comune intende perseguire, in particolare, figurano anzitutto la promozione del territorio attraverso il turismo giovanile, scolastico, culturale, religioso, sportivo, enogastronomico, ed infine escursionistico, attraverso una struttura in grado di proporsi a un “prezzo equo e accessibile”. Il richiamo al turismo sociale o “responsabile”, inteso sia come approccio slow al viaggio che come rispetto e tutela delle risorse locali. La volontà di offrire ai pellegrini con credenziali che percorrono la Via Francigena un luogo di sosta in grado di soddisfare le loro peculiari esigenze.

La concessione – come si ricorderà – riguarda sia l’attività propria dell’Ostello (alloggio) sia il servizio di bar e ristorante anche ai non alloggiati.

Rispetto al passato, si registrano tuttavia alcune novità significative. Anzitutto la durata della concessione, che viene stabilità in 9 anni, ma con la contestuale possibilità delle parti di poter “convenire un nuovo arco temporale” nel caso di investimenti da parte del concessionario. Un invito, insomma, ad investire in modo anche significativo nella struttura, attraverso una gestione proiettata nel medio-lungo periodo. In secondo luogo, un canone decisamente agevolato per i primi tre anni: 500 euro al mese + iva (6.000 euro + iva annui), mentre dal 4° anno in poi il canone annuo soggetto a rialzo ammonta a 16.800 euro + Iva (1.400 euro mensili + iva). Infine, tra gli “oneri e obblighi di gestione” figura quello di “aderire ad un’associazione degli ostelli riconosciuta a livello nazionale e/o internazionale”. Una indicazione fin troppo chiara rispetto al valore aggiunto rappresentato dal patrimonio di relazioni e da una rete turistica consolidata.

“La prossima settimana – sottolinea l’Assessore al Turismo, Adonella Cinci – sarà pubblicato il nuovo bando per la concessione dell’Ostello, nel quale abbiamo voluto inserire alcune novità per stimolare investimenti sulla struttura, con l’obiettivo di riqualificarla e valorizzarla ulteriormente facendone un punto di riferimento essenziale sia per il turismo che per i giovani del nostro territorio. Il suo rilancio avviene in modo contestuale a quello della Via Francigena, sulla quale stiamo lavorando da diversi mesi. Credo che ciò possa essere di buon auspicio per dire che questa sarà davvero la volta buona”.

Fonte: Il Tirreno

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Julia, dall’Università del Kent al viaggio a piedi da Canterbury a Roma

Julia Peters, laureata presso l’Università di Studi in Storia Romana e Archeologia del Kent, camminerà per 1800 km da Canterbury a Roma in 80 giorni.  

All’interno di una ricerca universitaria, Julia si impegna a promuovere la Via Francigena, antica via di pellegrinaggio da Canterbury a Roma, e l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, così come mettere in connessione l’Università di Canterbury con il Centro Studi di Roma dell’Università del Kent.

Il progetto ha ricevuto il sostegno dell’Istituto del Kent per gli Studi Avanzati in Scienze Umanistiche

La ricerca di Giulia sarà fatta in collaborazione con  la ricerca del Professor Ray Laurence, Dipartimento degli Studi Classici ed Archeologici.

Julia’s own research will be made in conjunction with the research of Professor Ray Laurence, from the Department of Classical & Archaeological Studies.

Per rimanere informati sul viaggio di Giulia, leggete il suo blog

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Alumna to journey from Canterbury to Rome

Julia Peters, a graduate from the MA in Roman History and Archaeology, will be walking 1,200 miles from Canterbury to Rome in less than 80 days.

Alongside conducting research, Julia is aiming to promote the ‘Via Francigena’ the ancient pilgrim route running from France to Rome – and the European Institute of Cultural Routes, as well as connecting the University’s Canterbury campus with its Rome centre.

This project has received support from the Kent Institute for Advanced Studies in Humanities (KIASH).

Julia’s own research will be made in conjunction with the research of Professor Ray Laurence, from the Department of Classical & Archaeological Studies.

To read more about Julia’s journey, please see her blog page .

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Formello, siglato il protocollo d’Intesa per la valorizzazione della Via Francigena nord

Nella sala Grande di Palazzo Chigi, in Piazza San Lorenzo del Comune di Formello, sono convenuti i Sindaci di ben 17 Comuni situati a Nord della Capitale i quali, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Lidia Ravera, hanno siglato un Protocollo d’Intesa per sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dei percorsi lungo l’antica Via Francigena.

I lavori sono iniziati con il saluto di benvenuto del Sindaco di Formello Sergio Celestino rivolto alle numerose Autorità intervenute ed al folto pubblico presente: il Primo Cittadino ha sottolineato l’importanza di un impegno volto a coordinare le aggregazione di numerosi territori per la realizzazione di progetti capaci di utilizzare al meglio le risorse pubbliche messe a disposizione dalla Regione Lazio, dal Governo italiano con il Decreto “Destinazione Italia” e dall’Unione Europea con i fondi della Programmazione 2014-2020. I seguenti Comuni firmatari: Acquapendente, Bolsena, Campagnano di Roma, Capranica, Caprarola, Formello, Grotte di Castro, Mazzano Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Sutri, Vetralla e Viterbo, ha proseguito l’oratore, intendono dar vita ad un organico progetto di valorizzazione della Via Francigena perseguendo, nell’ambito del territorio laziale, la tutela ed il riconoscimento dei valori culturali, storici e  sociali, nonché delle attività economiche e dello sviluppo del territorio attraversato dall’antico percorso. Gli Enti firmatari, pertanto, si impegnano a monitorare i tracciati della Via francigena favorendone il mantenimento e la cura delle infrastrutture, della segnaletica e dell’ospitalità adoperandosi per il miglioramento delle condizioni di accesso e di fruibilità dei siti.

Ha preso quindi la parola l’Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio Lidia Ravera la quale ha sottolineato l’importanza simbolica ed unificante dell’accordo che, superando i ben noti campanilismi, ha abbattuto le diverse gerarchie esistenti tra Comuni e Istituzioni. La Via Francigena, partendo da Canterbury, attraversava i territori della Francia e della Svizzera per arrivare a Roma e proseguire per Brindisi fino a Gerusalemme: l’attraversamento di culture diverse ha nel tempo portato alla diffusione della tolleranza che nasce proprio dalla conoscenza. Il fenomeno del viaggio a piedi lungo gli itinerari culturali e di fede è da anni in forte sviluppo e lo sarà ancora di più in occasione del prossimo Giubileo della Misericordia. E’ quindi fattore fondamentale l’aggregazione dei territori per favorire lo sviluppo di un turismo sostenibile con significativi riflessi economici basati su di una sempre maggiore cultura dell’accoglienza.

Il successivo intervento dell’On.le Alessandra Terrosi, componente dell’ Intergruppo Parlamentare sulla Via Francigena, ha evidenziato la necessità di fornire adeguato sostegno parlamentare alle iniziative culturali, anche attraverso la presentazione di una specifica mozione di sostegno al Progetto Unesco  per il riconoscimento della Via Francigena quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

E’ di seguito intervenuto Massimo Tedeschi, Presidente dell’ “Associazione Europea Vie Francigene”, un’istituzione volontaria che raggruppa oltre 80 Comuni nonché numerose Regioni e Province. Punto focale del suo messaggio è stato quello di rivalutare la figura del “Pellegrino“, inteso oggi come persona colta, interessata e certamente non indigente: ne sono testimonianza il sorgere delle numerose start-up lungo i territori e la presenza crescente di visitatori.

Gli interventi sono stati conclusi da Gianni Bastianelli, Direttore Agenzia Regionale Turismo,  il quale ha posto l’accento sul turismo integrato, volto alla conoscenza di altre vie storiche, quali quelle Francescana e Benedettina. Inoltre, con l’eliminazione delle Province, si stanno sempre più promuovendo le “aree” territoriali, come la Tuscia, la Sabina, la Ciociaria e la Riviera di Ulisse.

Da ultimo sono stati presentati due Progetti finanziati dalle aggregazioni dei Comuni della “Via Francigena del Nord” presentati, rispettivamente, dal Comune di Montefiascone e dal Comune di Campagnano.

L’evento odierno  induce gli organizzatori del progetto AGRESTIS TOUR   ad allargare  l’orizzonte  focalizzando l’attenzione sulla Via Francigena che si sviluppa nel territorio laziale a Sud di Roma per intercettare i flussi turistici della Capitale con l’offerta di pacchetti integrati ed articolati in base alle peculiarità di ogni singolo territorio. L’importanza della Via Francigena e la sua riscoperta internazionale pongono l’area della Ciociaria al centro di un sistema ormai riconosciuto nel Lazio come “Via Francigena del Sud“. Auspichiamo che anche i numerosi Comuni del frusinate percorsi dalle Vie Francigena e Benedettina sappiano  anch’essi realizzare un analogo Protocollo d’Intesa con la Regione Lazio,  tale da creare una stretta interconnessione e forti sinergie tra le due “aree” francigene a Nord e a Sud della Capitale.

Ci corre l’obbligo di segnalare a questo proposito  che il Presidente della CCIAA di Frosinone Marcello Pigliacelli  sta sostenendo un Progetto di rete agrituristica denominato “RETE AGRESTIS TOUR”: La Rete degli Agriturismo sulle antiche Vie Francigena, Benedettina e Francescana. Il Progetto intende valorizzare i predetti territori attraverso lo sviluppo di iniziative condivise tra le Aziende della Rete “Agrestis Tour” capaci di coniugare il binomio “Ospitalità-Cultura”. Oggi il mondo è cambiato ed il turismo è un fattore produttivo trainante per l’export ed è pronto per diventare punto di forza ed ambasciatore del Made in Italy.

Fonte: LaNotizaH24

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La valorizzazione del nostro territorio: la via Francigena

Nonostante le previsioni meteo non annunciassero un tempo splendido, la camminata Francigena di domenica 22 marzo ha visto la presenza di un buon numero di partecipanti:  circa 100 persone che hanno colto la possibilità di camminare assieme sul tratto della via che da Viterbo conduce a Vetralla.

Lungo il cammino:

– cenni storici

– inaugurazione di tabelloni illustrativi dei luoghi (posizionati nei pressi dell’edicola  SS Ilario e Valentino e in Località Quartuccio) e dell’ area di sosta del Pellegrino Francigeno;

– colazione offerta dalla Coldiretti e CNA, ristoro c/o Antica Locanda Francigena.

Ad  attendere i partecipanti all’arrivo sulla piazza del Comune di  Vetralla:  il Sindaco Sandrino Aquilani, il Delegato alla Cultura Michele Vittori, il Sindaco di San Lorenzo Nuovo Massimo Bambini, l’Assessore all’urbanistica del Comune di Viterbo Raffaela Saraconi, l’assessore alla cultura del Comune di Montefiascone Renato Trapè, Simone Quilici per la Regione Lazio.

La manifestazione si è conclusa nella Sala Consiliare con il saluto delle Autorità e  con la promessa di organizzare una prossima tappa che preveda  la percorrenza del tratto della Via Francigena che da Vetralla porta a Capranica e Sutri.

Un grazie a tutti coloro che con il loro intervento hanno reso possibile questa manifestazione:

Comuni di Viterbo e di Vetralla, Regione Lazio, CFS, Polizia Locale e  Protezione Civile di Viterbo e di Vetralla, Coldiretti, CNA, Daniel Plants, Lions Club, Historia, Rotary Club, CTS.

Appuntamento per domenica 24/05/2015 per un altro  tratto di cammino.

 

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Centro visite multimediali a Lucca, un bando per la Francigena

Avviso di gara per la gestione, previo allestimento, del Centro Visite Multimediali della Via Francigena all’interno del complesso monumentale del baluardo San Salvatore e della Casa del Boia.

Affidamento in concessione della gestione integrata dei servizi al pubblico e delle attività di valorizzazione del progetto “Lucca, le mura e la Via Francigena: realizzazione del Centro Visite Multimediale dell’itinerario culturale europeo con annessi servizi” all’interno del complesso monumentale del baluardo San Salvatore e della Casa del Maestro di Giustizia (detta Casa del Boia) in ossequio agli articoli 115 e 117 del dlgs 22 gennaio 2004 n. 42 e ss.mm.ii.

Scadenza presentazione domande: entro le ore 12:00 del 22 giugno 2015
Per informazioni: viafrancigena@comune.lucca.it
Disciplinare gara aperta Centro Visite Multimediale
Capitolato Speciale Centro Visite Multimediale
Bando U.E . Determina n. 486 del 19-03-2015

Fonte: Comune di Lucca

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Tre itinerari verso Roma, con Ad Limina Petri

L’associazione Ad Limina Petri, nata in ambito Cei (Pastorale del Turismo, Tempo Libero e Sport), che si dedica ai percorsi di pellegrinaggio a piedi, organizza tre itinerari che partono dagli estremi confini dell’Italia, con l’obbiettivo di convergere a Roma nel 2019 in cinque anni consecutivi. 


Gran San Bernardo in Valle d’Aosta, Tarvisio in Friuli Venezia Giulia e Santa Maria di Leuca in Puglia sono i tre punti di partenza. La via Francigena del Nord, la Romea Strata e la Via Francigena del Sud sono le tre antiche Vie di Fede che l’associazione vuole valorizzare percorrendole con lo stile che le è proprio: “L’Uomo che cammina”. 

 

E’ questo il tema scelto per il pellegrinaggio: “un invito a mettersi in cammino dietro a Gesù, a seguire l’Uomo che Duemila anni fa, come oggi, cammina al nostro fianco”, dice l’associazione. 

Dal 23 maggio al 2 giugno un gruppo di pellegrini partirà da Santa Maria di Leuca per raggiungere Ostuni lungo la Via Francigena del Sud. Dal 18 al 28 agosto, contemporaneamente alla Romea Strata, di cui sarà attraversato il tratto friulano fino a Concordia Sagittaria, un gruppo di pellegrini partirà dal Gran San Bernardo per raggiungere Vercelli percorrendo la Via Francigena del Nord.

Continua Ad Limina Petri: “Il pellegrinaggio lungo uno dei tre tratti proposti è aperto a chiunque voglia vivere una significativa esperienza a livello personale: per ritrovare la profondità di se stessi e il senso del proprio cammino nella vita, per conoscere meglio persone e territori e realtà locali, immergendosi in un’antica “pratica” religiosa che oggi coinvolge – anche al di là dei diversi “credo” e religioni – un numero crescente di persone.
Camminare, camminare per ore e per giorni, significa staccare dal proprio ambiente, dagli abituali ritmi di vita, dai comfort e dai tanti oggetti che ci paiono indispensabili. Significa anche sperimentare il lento e tenace avvicinarsi ad una mèta, con occhio di ammirazione e contemplazione.
Essenzialità, semplicità, spirito di adattamento, vita di gruppo, accoglienza… sono questi alcuni dei tratti essenziali che animano lo spirito del viandante che s’incammina sulle antiche vie di pellegrinaggio. A questi si unisce l’esperienza dell’incontro con Dio che si fa compagno di strada…”. 

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito www.adliminapetri.org
Per informazioni e iscrizioni: 
* VIA FRANCIGENA DEL NORD: dal Gran San Bernardo (AO) a Vercelli, km 180
18-28 AGOSTO, contatto: Luciano Pisoni – luciano_pisoni@virgilio.it – cell 347 7139968
* VIA ROMEA STRATA: dal Tarvisio (Friuli) a Concordia Sagittaria (VE), km 200
18 – 28 AGOSTO, contatto: Ufficio Pellegrinaggi Vicenza – pellegrinaggi@diocesi.vicenza.it – tel 0444 327146
* VIA FRANCIGENA DEL SUD: da Santa Maria di Leuca (LE) a Ostuni (BR), Km 170
23 MAGGIO – 2 GIUGNO, contatto: Ermanno Natale – ermnatal@libero.it – cell 3387577654

Fonte: Gazzetta Parma

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17 sindaci laziali firmano il protocollo d’intesa per la Francigena

Mercoledì 25 marzo alle ore 10, presso la Sala Grande di Palazzo Chigi in Piazza San Lorenzo a Formello, i sindaci dei 17 comuni della via Francigena laziale, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Lidia Ravera e coordinati con i Municipi I, XIV e XV di Roma Capitale, firmeranno un protocollo di intesa per sostenere lo sviluppo e la promozione della Via Francigena.
 
Alla presenza di AEVF, in questa sede verrà firmato il Protocollo d’Intesa per la costituzione di un Tavolo di Coordinamento per la valorizzazione della Via Francigena nel Lazio tra i seguenti i Comuni: Acquapendente, Bolsena, Campagnano di Roma, Capranica, Caprarola, Formello, Grotte di Castro, Mazzano Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Sutri, Vetralla, Viterbo.
 
“Il fenomeno del viaggio a piedi lungo gli itinerari culturali e di fede è da anni in forte sviluppo, e lo sarà ancora di più in vista del prossimo Giubileo; ma ciò che rende più significativo l’evento è che per la prima volta nella nostra regione i territori si sono auto organizzati, coordinandosi ‘dal basso’ per favorire lo sviluppo di un turismo sostenibile dalla significativa potenzialità economica e al tempo stesso propulsore di una cultura dell’accoglienza. Ora che anche Roma Capitale ha finalmente definito il percorso di ingresso in città, l’intero sistema può finalmente e definitivamente decollare” ha dichiarato Sergio Celestino, Sindaco del Comune ospite.
 
“Ringraziamo la Regione Lazio che ha aiutato i comuni ad organizzare la costituzione del Tavolo di Coordinamento. Ora sarà più facile cercare finanziamenti per migliorare l’intero sistema territoriale, a cominciare dagli stanziamenti del decreto ‘Destinazione Italia’, che stiamo aspettando da tempo“, ha concluso il Sindaco di Formello.
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La Via Francisca del Lucomagno verso Roma e Santiago di Compostela

La Via Francisca del Lucomagno dal Lago di Costanza a Pavia – via degli imperatori o via di pellegrinaggio – verso Roma e/o Santiago di Compostela. Gli imperatori germanici controllano il passo alpino più basso (1920 m s.l.m.) delle Alpi utlizzato anche per tutto il traffico commerciale verso l’Italia fino alla fine del XIII sec.  

Il nostro pellegrinaggio inizia nel santuario mariano (Wahlfahrtkirche Unsere Liebe Frau, 1470) di Rankweil-Voralberg al bivio tra la via romea proveniente da Bregenz sul lago di Costanza e quella compostelana del Voralberg. La segnaletica jacobea conduce fino a Feldkirch (la romana Clunia), dove il pellegrino trova alloggio presso il convento dei capuccini. Dopo la benedizione, si incammina sull’antica via alta dell’Eschnerberg e raggiunge la chiesa di Bendern in collina. Acquistata nel 1619 dai principi del Lichtenstein, la contea di Schellenberg è all’origine dell’attuale Principato, uno dei più piccoli stati indipendenti in Europa.

L’itinerario risale la riva destra del Reno toccando Schaan – possibile alloggio nel monastero Sankt-Elizabeth – fino al capoluogo Vaduz, dominato dal castello del Principe, costruito nel XIII sec.

Da Vaduz a Balzers (477 m) il pellegrino segue il Reno, sale a Luzisteig (713 m), dove visita la chiesa di Steig (chiavi presso il ristorante), e riscende a Maienfeld (504 m). Il castello Brandis in mezzo ai vigneti adorna la pittoresca cittadina conosciuta in tutto il mondo per il “villaggio di Heidi” situato nei pressi.

Da qui l’itinerario storico prosegue – per 220 km in Svizzera, di cui 130 nel cantone dei Grigioni – risalendo il grande fiume europeo fino alla sua sorgente. Inizialmente si incontra il castello Marschlins (XIII sec.) e si raggiunge Zizers (561 m) dove visse nell’ex castello dei Salis l’ultima imperatrice d’Europa, Zita, moglie dell’imperatore Carlo I d’Austria, dal 1962 fino alla sua morte nel 1989 quasi centenaria.

Oltrepassato Trimmis, si attraversa la foresta Fürstenwald in direzione di Coira, la più antica città svizzera (2500 a.C.) e già capoluogo della Retia Prima e sede vescovile dal IV sec. Oggi il pellegrino ottiene il timbro della credenziale presso l’ufficio “Ordinariato-HOF” del palazzo episcopale posto in cima alla citta vecchia.

Da Coira l’antica via romana raggiunge la cappella carolingia di San Pietro a Domat / EMS. Attraversato il Reno detto anteriore (per l’avvicinarsi alla sorgente), si sale a Tamins e si passa nuovamente il fiume per risalire a Bonaduz: le cappelle di Sogn Paul (San Paolo, XIII sec., con affreschi del XIII-XVII sec.) e Sogn Gieri (San Giorgio, X sec., con affreschi del XIV-XV sec.) à Rhäzuns sono imperdibili per pellegrini e turisti.

Camminare sul sentiero con vista mozzafiato a strapiombo delle famose gole di Ruinalta tra Bonaduz e Valendas rappresenta per il pellegrino, senza dubbio, l’emozione più forte di tutta la Via Francisca del Lucomagno, passando da tipici antichi villaggi montani come Versam e Valendas.

Raggiunta la regione detta Surselva (al di sopra della foresta), il viandante fa tappa nel modernissimo convento – Casa dell’Incontro – e visita (cartina disponibile alla stazione ferroviaria) la città vecchia di Ilanz con edifici del XVI-XVII sec. e museo etnografico, e avverte una lingua parlata diversa: il romancio del Sursilvan (una delle 4 lingue nazionali svizzere, di cui esistono 6 versioni differenti).

Da Ilanz un tranquillo sentiero conduce a Trun, via Tavanasa e Darvella passando davanti alla curiosa cappella Sogn Giusepp (San Giuseppe, 1676). A Trun, nel 1424 si svolse un evento storico importante per i Grigioni: le Leghe Grigie (origine del nome Grigioni) decisero di rinnovare il loro patto, e l’acero presso la cappella Sankta Anna ricorda il sito dell’evento. Il museo Sursilvan Cuort Ligia Grischa, ospitato nell’ex convento di Trun, fu donato dall’abate di Disentis per essere sede del parlamento delle Leghe Grigie.

Tutta la Via Francisca degli imperatori è percorsa regolarmente (in caso di necessità) da un servizio di autopostali-“diligenze” o ferroviario tra Maienfeld e Disentis.

Da Trun l’antica via sale a Sumvitg – villaggio caratteristico con antiche case decorate – e ridiscende per seguire la riva orografica sinistra del Reno fino a Disentis, ove s’impone alla vista il possente e già potente monastero benedettino. L’abbazia, fondata nell’VIII sec. da Sigisberto, monaco scozzese, nonostante incendi, distruzioni e ricostruzioni (l’ultima nello stile rococó del 1700), sopravvive e raggiunge un’influenza europea dovuta alla sua posizione ai piedi del Lucomagno. Vi fece tappa, tra gli altri, Carlomagno al ritorno dall’incoronazione a Roma.

I suoi possedimenti erano sparsi dalla Germania e dalla Svizzera interna fino al Ticino e alla Lombardia, ad esempio l’abbazia di San Gemolo in val Ganna-Varese. L’itinerario attraversa i suoi ex alpeggi siti nella valle di Blenio, oggi parco naturale.

Uscendo da Disentis, il pellegrino passa dapprima davanti alla chiesa di Sogn Gions (San Giovanni del 1643), poi alla cappella di Sontga Gada (Sant’Agata, del 1100) ammirandone gli affreschi del XV sec.

A questo punto ha inizio la salita sulla riva sinistra del Reno di Medelfino alla cappella di Mutschnengia (1610) e si scavalcato il ponte sospeso in direzione di Acla, dove una moderna cappella ricorda le vittime di una valanga.

Salendo fino al passo si incontrano varie cappelle che testimoniano l’esistenza di antichi ospizi, quello di Santa Maria del 1374 (ricoperto da una diga nel 1968) e sostituito da un confortevole rifugio montano al confine tra Grigioni e Ticino.

A metà strada tra Disentis e Olivone, ecco raggiunti il passo e il sud delle Alpi.

La discesa si snoda lungole sorgenti del Brenno – tra cui la famosa Alpe Pertusio – su antiche vie romano-medievali, mulattiere segnate dal passaggio di carri; dopo una foresta di pini di cembro, il viandante scopre scolpita sulla facciata dell’”attuale” ospizio di Camperio (datato 1254), una croce di Malta; si accorge inoltre che qui si parla il dialetto ticinese-lombardo.

Olivone si presenta con tutte le strutture degne del capoluogo della valle di Blenio, cioè alberghi, ristoranti, il museo etnografico Cà da Rivoi: una visita da non mancare.

Oltrepassata la chiesa di San Martino (XI sec.), la strada conduce tra le case affrescate del nucleo di Solario, a Ponte Aquilesco e a l’oratorio di Santa Caterina (del 1567) infine ad Aquila. Passato sulla riva sinistra del Brenno nelle vicinanze del ponte romano di Grumarone (citato nel 1305), il pellegrino percorre una mulattiera che gli permetterà di scoprire sulla collina soprastante la piu celebre chiesa romanica del Ticino, e forse della Svizzera per architettura e affreschi: San Carlo di Negrentino (XI sec.); grazie a una vertiginosa passerella aerea si raggiungono il villaggio e la chiesa in stile tardo rococó (molto comune in Ticino) di Leontica.

La tappa – in parte su mulattiera – Leontica-Biasca è tutto un susseguirsi di monumenti storici importanti da non perdere: tra essi la chiesa barocca di Corzoneso, in mezzo alla piana quella romanica di San Remigio, famosa per l’altare con i Santi Pietro e Paolo (copia dell’originale dell’ XI-XII sec.) e il gigante San Cristoforo. Dopo 1 km circa si incontrano l’oratorio di S. Maria del Monastero, con le rovine dell’ospizio del 1270 sulla Via Francisca, e ancora un altro gioiello romanico ticinese: la chiesa di San Pietro di Motto, ornata di affreschi del XIV-XV sec.

Il villaggio di Ludiano sfoggia antiche dimore e ricche “ville” costruite da fortunati emigranti in America del sud al loro rientro in Ticino a fine XIX-inizio XX sec.
Prima di Semione la Via Francisca, tra vigne a percolati sbuca nel magnifico complesso delle rovine del castello di Serravalle (toponimo tipico delle chiuse lungo le grandi vie di transito internazionale), dove, tra gli altri, soggiorno nel 1176 Federico Barbarossa! Distrutto definitivamente nel 1402, il sito è “protetto” dalla chiesa affrescata (1587) di Santa Maria di Castello.

Attraversata la riserva naturale da Legiüna a Loderio, il pellegrino raggiunge il fondo valle a Biasca, alla confluenza con la via del San Gottardo, e conclude la tappa (o inizia la successiva) sull’altura alla pieve dei Santi Pietro e Paolo, capolavoro architettonico e pittorico dell’arte romanica. L’interno sorprende per il pavimento granitico inclinato e per la ricchezza delle pitture murali (XIII-XVI sec.), tra cui i motivi geometrici bianco/nero e elementi allegorici zoomorfi.

Seguendo il fiume Ticino, attraversando piccoli villaggi come Lodrino e Gnosca, oppure seguendo la pista ciclabile, si raggiunge Bellinzona – capitale del canton Ticino –, iscritta al patrimonio mondiale dell’Unesco per i suoi tre imponenti castelli medievali (Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro). Da Montebello l’antica via scende ripida al centro storico (con ostello della Gioventù), passa dalla ricchissima chiesa di Santa Maria delle Grazie, porta a quella di San Biagio di Ravecchia (altro caposaldo dell’architettura romanica ticinese), e alla parrocchiale Santa Maria Assunta di Giubiasco dove il pellegrino è accolto dal gigantesco San Cristoforo sulla facciata, e da un affresco della Veronica (testimonianza di pellegrinaggio romeo) all’interno.

Lungo il canale del Ticino il pellegrino entra nel parco delle Bolle di Magadino, che lo conduce al Lago Maggiore. San Carlo Borromeo fece il suo ultimo viaggio da Magadino per Arona e Milano nel 1584. La via costeggia il lago, si affaccia alla Cà di Ferro (1560, già centro di arruolamento dei mercenari svizzeri), alla chiesa di San Quirico (del 1300) e alla collegiata di San Vittore (capolavoro del IX sec.) per arrivare a Locarno.

Città di origine romana, sotto il controllo dei vescovo di Milano, di Como, dal 1347 dei Visconti, dal 1516 baliaggio dei cantoni svizzeri, oggi con Ascona luogo idialliaco per turisti da tutto il mondo.

È d’obbligo salire al santuario della Madonna del Sasso sopra Locarno (anche con funivia), essendo esso la principale meta di pellegrinaggio in Ticino (fondato da un eremita di Ivrea nel XV sec.).

Per raggiungere Arona (patria di san Carlo), da secoli il pellegrino si imbarca (oggi su aliscafi) e costeggia le Isole Borromee, di fama mondiale per la loro flora e per i tesori delle loro ville. Dopo la visita alla Rocca di Arona, la Via Francisca confluise in una “via fluviale” di 120 km, percorribile anche in bicicletta nel Parco del Ticino (il più grande d’Europa), spesso utilizzando le piste ciclabili lungo i navigli fino al ponte di barche (unico rimasto in Italia) di Bereguardo e a quello coperto di Pavia.

Il pellegrino trova alloggio nel nuovo ostello di Pamperduto o in piccoli borghi come Turbigo. Per concludere il pellegrinaggio – tra bellezze artistiche e naturali incomparabili – non c’è sosta migliore che una visita alla grandiosa abbazia cistercense di Morimondo -“morire al mondo”- fondata nel 1134.

 

Luigi Guglielmazzi, Margot Collins-Fäh, Adelaide Trezzini 2.2015

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Nasce l’Associazione Via Francigena Belgio

E’ nata l’Associazione Via Francigena Belgio, in collaborazione con l’AEVF. La rete è nata con l’obiettivo di promuovere e di facilitare le partenze verso Roma a partire dal Belgio.

I  membri sono un piccolo gruppo di volontari che si prestano a fornire informazioni e indicazioni utili sulla Francigena in Belgio. Sono sei pellegrini con il forte animo dei camminatori: Vincent Imperiali (Presidente) Geert Smellenbergh (Tresoriere), Myriam Fobe (Segretario), Jacques Riva, Albert Fobe et Olivier Everard.

La prima sessione di lavoro è prevista a Bruxelles il 18 aprile a partire dalle 15:00 presso:

Cercle des Voyageurs
Rue des Grands Carmes 18
1000 Bruxelles
www.viafrancigena.be