Via Francigena

1 mese di Road to Rome: un bilancio dei primi 30 giorni on the road

Simona Spinola
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“Solo 30 giorni? Mi sembra di essere in cammino da mesi” – racconta stupita al telefono Myra Stals, social media manager di Road to Rome nonché volto dell’iniziativa, in diretta dalla Via Francigena che ormai dallo scorso 16 giugno è la sua casa itinerante.

Quattro settimane intense, che si sono aperte con una due giorni di cerimonie ufficiali a cui ha presenziato Carlo Laurenzi, Presidente della Confraternity of Pilgrims to Rome, data l’impossibilità per lo staff di Road to Rome di raggiungere Canterbury –  chilometro zero dell’itinerario – per le restrizioni dovute alla pandemia.

Il meeting con gli stakeholder nella cattedrale, la benedizione del bordone poi arrivato al porto di Calais per essere consegnato al gruppo di viandanti; e poi l’incontro con Marija Pejčinović Burić, Segretaria Generale del Concilio d’Europa, che ha ricevuto a Bruxelles la delegazione della Via Francigena, da lei definita simbolo della ripresa del turismo sostenibile. Una successione intensissima di eventi per 48 ore, per poi muovere il primo passo lungo le 148 tappe situate in quei 3.200 km che tra 4 mesi condurranno il gruppo alla meta finale di questa incredibile avventura, attraversando 5 Paesi e 16 regioni in totale.

L’entusiasmo delle persone del posto

“È stato cosi intenso, ho vissuto così tante cose, conosciuto così tante persone” – continua Myra, che ogni giorno riporta il diario del suo viaggio nel Travelogue del sito. Recuperato il bordone al porto di Calais, i viandanti hanno iniziato a camminare lungo il Mare del Nord ed il tempo non è stato particolarmente clemente fin dal primo giorno. “Fango, pioggia e temporali – atipici per questa stagione, secondo la gente del posto – non sono comunque riusciti a rovinare quest’esperienza, che ogni giorno mi sta regalando incontri e sorprese. Ricordo che alla fine della prima tappa, arrivata a Wissant dopo 20 km di acqua e schiarite, una folla numerosa si era radunata davanti all’ingresso principale della chiesa di Notre Dame a Calais per accoglierci: non potevo credere ai miei occhi”.

La gente è accogliente ed entusiasta, ogni passo – racconta Myra – è accompagnato dai Bonjour di persone di ogni età che seguono incuriosite l’impresa che passa per i loro borghi. Le tappe di questo primo mese, infatti, stanno attraversando prevalentemente piccoli paesi, alcuni non sfiorano gli 80 abitanti, altri addirittura non arrivano a 30! Sono pochissime le città e i centri urbani, il paesaggio collinare è intervallato soprattutto da campi di grano, patate e mais, ma soprattutto dai sorrisi e dalle richieste di selfie della gente del posto.

Road to Rome nei media

Grande l’interesse anche da parte dei comuni, delle istituzioni e dei giornalisti, come dimostra l’impatto mediatico di Road to Rome tanto in Francia come in Italia. Tantissime le pubblicazioni dedicate all’evento, come l’intervista al Direttore di AEVF Luca Bruschi, che, in cammino durante la tratta iniziale della Via Francigena lungo la regione di Hauts-de-France, è stato intervistato da Le Pas-de-Calais: “L’obiettivo di questa camminata – ha dichiarato – è quello di promuovere la Via Francigena in ogni suo aspetto e di sostenere la sua candidatura alla lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. La Via Francigena rappresenta una grande opportunità di crescita e sviluppo per i territori, ma anche di tutte le comunità locali che dovranno essere coinvolte in questo progetto. Si tratta di un bene complesso, patrimonio dell’umanità, da tutelare e valorizzare all’interno della rete UNESCO, che andrebbe ad aggiungersi a quella del Consiglio d’Europa che ha certificato la Via Francigena dal 1994”.

La stampa italiana ha sostenuto con grande entusiasmo il progetto Road to Rome, supportando la staffetta sulle più importanti testate nazionali, da Il Corriere all’Ansa, passando per Repubblica a Il sole 24 ore , senza dimenticare i media locali e le testate specializzate come Trekking.it e Terre di mezzo.

Il network del progetto

Quella che era nata come la celebrazione del 20esimo compleanno dell’Associazione, nel giro di poche settimane si è trasformata in un’autentica opportunità mediatica in grado di coinvolgere realtà dei più diversi settori. Enit, Intesa Sanpaolo e Snam hanno infatti deciso di unirsi alla missione di Road to Rome in qualità di main partner, legando i propri valori a un progetto che fa dello slow tourism, della riscoperta dell’Italia e della sostenibilità i suoi punti fermi.

“Il sostegno di Intesa Sanpaolo a Road to Rome 2021 è espressione dell’impegno del Gruppo a supporto dello sviluppo economico dei territori, del turismo e della cultura”, si legge nel sito ufficiale della banca, il cui Responsabile Direzione Agribusiness Renzo Simonato commenta: “Questo progetto è portatore di un messaggio di ottimismo: tornare presto ad ammirare il patrimonio artistico e culturale dell’Italia. Per Intesa Sanpaolo la partecipazione della collettività all’arte e alla cultura rappresenta un valore fondamentale che ispira il suo costante impegno in questo ambito”.

Per Giorgio Palmucci e Giovanni Bastianelli, rispettivamente Presidente e Direttore di Enit, la staffetta rappresenta “un ritorno alle esperienze reali in un fil rouge che è uno storytelling fatto di persone che si incontrano lungo il cammino. Il modo di vivere all’italiana e il Made in Italy sono la peculiarità di questo Paese che è unico e primo al mondo con 55 siti Unesco”, mentre Patrizia Rutigliano, EVP Affari Istituzionali, ESG, Sostenibilità, Comunicazione e Marketing di Snam, ha dichiarato che la manifestazione “è molto vicina alla nostra missione e ai nostri valori. Attraverso la propria rete, che in Italia attraversa vari punti della Via Francigena, Snam connette Paesi e comunità, dialoga con i territori e garantisce forniture energetiche sicure e sempre più sostenibili”.

Il momento giusto per rilanciare la Via Francigena

Contro tutte le previsioni, l’estate 2021 si sta rivelando un momento particolarmente azzeccato per promuovere la Via Francigena, nonostante le restrizioni degli ultimi mesi, o forse proprio ‘per merito’ loro.

Molti i pellegrini incontrati in cammino, come il 22enne Vincent, partito da solo verso Roma, o Alessio, affetto da fibrosi cistica con uno zaino di oltre 25 kg sulle spalle, in cammino in compagnia di Massimo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia. E ancora,  Simon e Olga, viandanti olandesi partiti da Amsterdam per raggiungere Roma, che dimostrano come molte persone non seguano l’itinerario classico, ma incrociano tratte che si collegano solo in un secondo momento alla via ufficiale. “Per questo è sempre più importante sviluppare una rete congiunta di Vie Francigene, che permetta di espandere l’itinerario e creare nuove intersezioni per viandanti provenienti da tutta Europa: Road to Rome è chiaramente uno strumento per portare all’attenzione delle istituzioni questa necessità, soprattutto in questa fase in cui lo slow tourism sta vivendo una fase mai conosciuta prima” – sostiene Myra. Del resto i numeri parlano da soli: “le strutture di accoglienza dove pernottiamo, prevalentemente bed and breakfast ma anche ostelli e hotel, ci riferiscono che fino a qualche anno fa i pellegrini che facevano tappa da loro erano diretti verso Santiago de Compostela, mentre ora si tratta prevalentemente di viandanti in cammino sulla Via Francigena” – continua Myra.

In cammino, giorno dopo giorno

Non poteva mancare qualche considerazione sul proprio quotidiano di chi percorrerà l’intera Francigena per 4 mesi, fino ad arrivare a Roma l’11 settembre e a Snta Maria di Leuca il 18 ottobre. “Baguette e croissant sono buonissimi e le cene sono sempre molto abbondanti, il cibo non manca di certo! Quello che manca sono le verdure – non è facile in cammino organizzarsi in modo pratico per la pausa pranzo, ma soprattutto il cibo italiano!”, rivela Myra, da anni ormai residente in Italia. È inoltre interessante notare come le dinamiche del cammino cambino in base ai componenti del gruppo: “fino a questo momento ho camminato o pedalato sempre con persone diverse, alcuni membri dello staff che si sono uniti alle prime tappe, altri curiosi del posto di tutte le età, e il mood della giornata cambia di volta in volta. Non mancheranno momenti in cui avvertirò l’esigenza di stare da sola, ma ora mi godo il viaggio e tutte le sorprese che ogni giorno mi regala”.

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