Via Francigena

L’inizio di un cammino comune tra Via Rome Strata, Francigena e Germanica

Simona Spinola
Simona Spinola
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«Il pellegrino si mette in cammino e giunge al luogo sacro in situazioni di speranza o di sofferenza, di gioia, di confusione, di ringraziamento, di preoccupazione, di incertezza o di fragilità. Molte di queste esperienze si traducono negli interrogativi più pressanti dell’esistenza. E in Cristo trovano risposta».

Le parole del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, ci restituiscono il senso del pellegrinaggio. Particolarmente praticato nel periodo medievale, oggi vede una riscoperta, dovuta anche alla crescente ricerca di spiritualità.

Il cardinale impartirà una benedizione speciale, sabato 11 settembre, alle 10, nei locali della Libreria Leoniana (via dei Corridori 16 – Roma), dove si svolgerà l’evento che vedrà la firma del Protocollo di Intesa tra le Romee Maggiori: Francigena, Romea Germanica e Romea Strata, che insieme coinvolgono una quindicina di Stati in Europa.

Clicca qui per scaricare il programma completo

Un accordo che, dicono i presidenti delle tre vie Massimo Tedeschi (Francigena), Flavio Foietta (Romea Germanica) e don Raimondo Sinibaldi (Romea Strata), «intende promuovere la collaborazione e creare una sinergia al servizio di pellegrini e viandanti che, a piedi o in bicicletta o con altri mezzi, da tutta Europa si recheranno a Roma nel 2025, in occasione del Giubileo che sarà indetto da papa Francesco. Sarà una grande occasione per valorizzare la città meta di pellegrinaggio per eccellenza e centro della cristianità, poiché vi si trovano le tombe dei santi Pietro e Paolo, colonne della fede e del cristianesimo delle origini».

Dopo il saluto del cardinale, monsignor Maurizio Bravi, Rappresentante della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo e presso l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, terrà una breve relazione dal titolo “Itinerari culturali europei, patrimonio dai tratti cristiani”. Seguiranno la presentazione delle tre vie a cura dei rispettivi presidenti, la firma del Protocollo e la benedizione finale.