Via Francigena

La Via Francigena in Campania: sfide e potenzialità di una zona ancora da scoprire

Simona Spinola
Simona Spinola
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La marcia europea Via Francigena. Road to Rome 2021. Start again!, organizzata per festeggiare i 20 anni dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, si sta svolgendo dallo scorso giugno per raggiungere Santa Maria di Leuca il 18 ottobre: una staffetta/evento che da Canterbury, dopo la Francia del nord-est e la Svizzera occidentale, ha attraversato gran parte d’Italia fino ad arrivare in Campania a Sessa Aurunca, provenendo da Minturno.

Durante i 200km e dieci giorni di cammino nella regione la delegazione ha incontrato i rappresentati dei comuni, delle scuole – allievi ed insegnanti – e delle associazioni con cui ci sono stati momenti di confronto ricchi di spunti.

Ne è emersa una Campania molto interessante, in particolare per quanto riguarda il trend di cammini, slow tourism e attività outdoor, complice la presenza di aree ricche dal punto di vista storico, paesaggistico e gastronomico. Angelofabio Attolico, delegato AEVF per la Francigena nel sud, ha sottolineato quanto la varietà sia la caratteristica principale da Roma in giù: “il territorio cambia continuamente, tra mare, Appia Antica, colline, monti Aurunci, monti irpini e molto altro: sono tanti viaggi in un viaggio solo, ricchissimo di potenzialità su cui puntare”. Giovanni D’Agliano, già dirigente del Turismo della Toscana, regione che da anni ha puntato sul turismo slow e green come asset fondamentale della propria economia: “Qui in Campania sto scoprendo zone di grande interesse che richiedono priorità di intervento: segnaletica e strutture di ospitalità sono gli aspetti da potenziare per poter sviluppare una rete di cammini in linea con gli standard europei”.

Gli dà ragione la giornalista campana Annalisa Galloni, fondatrice dii Animerranti e ambassador di Road to Rome, che evidenzia come nella sua regione manchi in primis una cultura del camminare: “La Francigena è uno dei percorsi più importanti d’Italia che interessa anche la Campania, dove tuttavia non c’è una forte cultura del territorio, né c’è percezione del potenziale di tutto quel che abbiamo, che va ben oltre la Costiera Amalfitana. L’entroterra è un mondo tutto da scoprire, ma prima va reso percorribile e poi valorizzato e comunicato perché diventi un punto strategico del nostro turismo”. Dalla Proloco di Teano confermano investimenti in arrivo per ripulire alcuni tratti in cui passa la Francigena campana e per dotarla di una segnaletica riconoscibile per chi percorre il cammino a piedi e in bicicletta. “E’ importante snellire la burocrazia e tutto l’iter istituzionale che rallentano lo sviluppo del progetto – spiega il Dirigente dell’Ufficio Turistico di Teano Pasquale Fascitiello – e dotare il cammino di strutture a misura di pellegrino, oltre che di servizi extra quali aree sosta attrezzate”.

Oltre alla continuità della segnaletica e alle aree da ripulire, le strutture di accoglienza pellegrina sono uno dei punti dolenti poiché poco frequenti lungo l’itinerario: “Mancano sicuramente strutture di accoglienza a offerta libera o comunque in linea con la filosofia delle vie di pellegrinaggio – conferma Giovanni Zarone, Assessore alla Cultura e alla Promozione del Territorio del Comune di Pietramelara – Da noi il pellegrino è costretto a spendere eccessivamente per una sistemazione che non sempre è in linea con l’approccio low cost che lo accompagna in un’esperienza di scoperta zaino in spalla”.

Quali sono i prossimi passi? “Road to Rome è un’occasione importante per concentrare l’attenzione di media e istituzioni sullo stato dei cammini in Campania – interviene Rosanna Romano, Direttrice Turismo e Cultura della Regione – dove è sicuramente prioritario investire su segnaletica e servizi quali alloggi, ristori e aree sosta, ma anche rafforzare il network con diocesi ed associazioni per portare sempre più gente in cammino”. Tra i punti forti della Francigena Campana, sia Annalisa Galloni, sia Maria Venditti, Consigliere Comunale dei Servizi Sociali e Presidente del Consiglio Comunale di Telese Terme, evidenziano che la varietà del territorio, la cordialità degli abitanti, la ricchezza di arti, artigianato e tradizioni dell’entroterra casertano e beneventano sono dei plus non frequenti altrove. “La componente esperienziale del paesaggio e la sua autenticità sono i punti forti su cui far leva – dichiara Maria Venditti – qui la storia dei territori è innegabile, ogni sasso e ogni albero raccontano relazioni tra idee e persone immerse in uno scenario incantato. Il cammino in Campania va oltre lo sport, ma è un’esperienza totalizzante aperta a tutti, e che abbraccia un discorso più ampio, comprese inclusione ed accessibilità”.

Il tutto esaurito che ogni estate è sinonimo di Costiera Amalfitana e, in Puglia, di Salento è un dato di fatto del turismo degli ultimi 20 anni: l’entroterra campano tuttavia ha tutte le potenzialità per essere tra i protagonisti della ripresa post-covid dei prossimi anni. E la Via Francigena, che lo attraversa, è fonte di opportunità, flussi di persone, idee; cioè di scambi culturali e di opportunità professionali.

Insomma, è la strada giusta da percorrere. Letteralmente.