Via Francigena

Francigena Val di Susa Marathon, il racconto della giornata

Redazione AEVF
Redazione AEVF

Carol Neville, artista e travel writer ha partecipato alla prima edizione della Francigena Val di Susa Marathon. Ecco il suo racconto della giornata a passo lento alla scoperta della Francigena in Piemonte.

“Il 17 giugno ho partecipato alla seconda delle quattro maratone sulla Francigena di quest’anno. La maratona della Francigena Val di Susa è iniziata ad Avigliana, vicino a Torino, per poi salire sulle alte vette della Sacra di San Michele, alla Certosa di Banda e infine a Susa. Dire che è stata una faticosa maratona è un eufemismo. Mi sentivo molto felice all’inizio camminando attraverso l’antica Piazza Conte Rosso di Avigliana, all’ombra delle antiche rovine del suo castello. Poi abbiao proseguito per i Laghi di Avigliana, in una foresta e tra i campi, vicino a Bertassi, pieni di vivaci fiori rossi rivaleggiati solo dalla brillantezza delle nostre magliette rosse.

Arrivati a Sant’Ambrogio di Torino ho iniziato a notare che molte persone guardavano verso il cielo. Poi ho capito che stavano guardando la nostra prima destinazione – la Sacra di San Michele in cima al Monte Pirchiriano! Non mi rendevo conto che stavamo per salire quasi 1000 m verso questa sacra destinazione. E così è iniziata un’ascesa molto ripida, quasi perpendicolare! Sono rimasta stupita dal flusso continuo di 2250 pellegrini, impegnati e determinati a raggiungere la nostra prima destinazione di 10 km.

Mi sono fermata e seduta su ogni roccia che sembrava un sedile. Nel mezzo della mia sofferenza su questa montagna, ero costantemente consapevole della presenza di molti grandi crocifissi. Stavamo davvero percorrendo la Via Crucis! E mi ha fatto molto piacere vedere il 14° crocifisso e sapere che la nostra fatica sarebbe finita presto. È stato sicuramente un piacere arrivare alla Sacra di San Michele, sedermi su una roccia e rifocillarmi. Ma, poi, abbiamo dovuto affrontare la ripida discesa attraverso i torrenti e oltre le antiche pietre di ciottoli romani e medievali. Con grande attenzione, mi sono fatta strada nel fiume di magliette rosse. Sono stata felice di arrivare alla fine di questo tratto.

La maratona è proseguita in una magnifica campagna, circondata da Alpi innevate, fiori primaverili dai colori vivaci e ruscelli che scorrevano dolcemente. Abbiamo attraversato un’altra ripida sezione prima di arrivare alla Certosa di Banda dopo 21 km di cammino. Con mia sorpresa, a Villar Focchiardo c’era il familiare bagliore delle magliette rosse in un’enorme stanza piena di pellegrini che riposavano, mangiavano piatti di pasta, torte, frutta, caffè e festeggiavano il loro successo. Sentendomi un po’ stanca, ero molto felice di prendere l’autobus piuttosto che percorrere 21 km in più per Susa. E qui, nel bel mezzo di un antico anfiteatro romano, ho ricevuto con orgoglio il mio certificato per la maratona.

Questa maratona è stata un mix particolare di estrema fatica e piacere. Ho veramente sentito l’euforia del gruppo dei 2250 pellegrini uniti nello scopo. E la sensazione di fare un viaggio sacro sulle orme di innumerevoli pellegrini è stata sempre con me, specialmente con la Via Crucis. Ma la storia e la cultura vissute in ogni destinazione sono assolutamente fantastiche. Spero di tornare in questi posti che ho potuto solo intravedere mentre camminavo!

Un enorme grazie a Maurizio Bottallo, Leonardo Zappalà e allo staff per la sicurezza e l’organizzazione. Non vedo l’ora di arrivare a Pietrasanta il 30 settembre per la terza maratona. Puoi andare su http://carolneville.com.au/photojournal/ per altre foto della maratona o scoprire parte della storia di questa parte della via Francigena su http://viafrancigenatours.com/category/sigeric/“.

Carol Neville