Via Francigena

Vie Francigene in Puglia: progetto di eccellenza

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Redazione AEVF

Le vie Francigene in Puglia sono da considerare nel contesto di un più ampio disegno che ricostruisce il cammino millenario dei pellegrini e delle genti che, a partire dal Nord Europa, raggiungevano Roma e si spingevano in direzione del Santuario di Monte Sant’Angelo e verso i porti d’imbarco per l’Oriente e la Terra Santa.

Straordinarie testimonianze di devozione per l’Arcangelo Michele sono le iscrizioni runiche che ritroviamo sul Gargano, attorno alla Grotta, dove tanti visitatori lasciavano una traccia di sé. Segni senza alcun apparente significato e semplici croci: soltanto i più colti incidevano il proprio nome. Epigrafi tracciate in caratteri diversi da quelli latini e greci, con segni in uso in Inghilterra dal VI al IX secolo, a testimonianza del lungo viaggio di fede.

Su quelle stesse orme, non si viaggiava solo per devozione: oltre santi e pontefici, lungo quei percorsi si sono avvicendati nei secoli mercanti e armati, fiere e pastori, studiosi e maestranze, crociati e templari, avventurieri e grandi pensatori. Già dal tempo degli antichi romani, quando per raggiungere il porto strategico di Brindisium si realizzò la via Appiaregina viarum – e più tardi anche la Traiana.

La Puglia è tutta francigena: un lembo di terra stretto e lungo, immerso nel Mediterraneo. 400 km di territori che alternano paesaggi e architetture straordinariamente diversificati, con 800 km di coste balneabili. E, soprattutto, un fascio di vie che interseca il tracciato principale delle vie Francigene che ripercorre sostanzialmente le due grandi arterie romane: si pensi alla Litoranea, la Micaelica, l’Appia Calabra, la Sallentina, la Leucadense, l’Herculea e quindi la Egnazia che – di tutte – è quella destinata a condurre verso Oriente.

Oggi tutto questo è anzitutto occasione per riscoprire le origini culturali su cui l’Europa ha costruito le sue basi più antiche, ma anche un percorso di dialogo interreligioso e interculturale con le altre Civiltà del Mediterraneo. E consente la creazione di itinerari turistici basati sull’identità territoriale (il “genius loci”) per definire nuove traiettorie di attraversamento lento del territorio, assecondando il desiderio di esperienza e di autenticità che contraddistingue il viaggiatore contemporaneo, che intende sottrarsi alle formule desuete del turismo di massa, che avverte la necessità di approfondire la conoscenza del territorio, stringendo un legame con i paesaggi e le risorse ambientali e sociali.

Ai visitatori che chiedono servizi di mobilità lenta, preferendo spostarsi a piedi, in bicicletta oppure a cavallo, che prediligono la pace, il raccoglimento, il silenzio e l’ospitalità frugale dei conventi e delle strutture rurali, i tratturi e le piste ciclabili, i maneggi e gli agriturismi, la Puglia si offre con tutta la naturalezza delle sue vocazioni, delle sue tradizioni e dei suoi infiniti motivi di eccellenza.

Regione Puglia e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, attraverso un Progetto di Eccellenza Turistica, stanno garantendo infrastrutturazione ai primi 45 km di percorsi, sui Monti Dauni e verso il Tavoliere delle Puglie, attraversando paesaggi infiniti, piccoli borghi appenninici e sorprendenti città d’arte come Troia e Lucera.

Il cammino è iniziato. Incontriamoci e partiamo.

Federico Massimo Ceschin


 

INFO:

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