Via Francigena

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Via Francigena, itinerario culturale europeo: alla British Library di Londra al via le celebrazioni dei trent’anni
Sono iniziati i festeggiamenti per i trent’anni della Via Francigena, certificata nel 1994 Itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

A Londra si è svolta una due giorni ricca di incontri e di grande significato culturale. Su proposta della Confraternity of Pilgrims to Rome (CPR), venerdì 1° marzo è stata organizzata una cerimonia con momenti di scambio e riflessione presso la British Library, luogo dove è conservato l’antico manoscritto dell’arcivescovo inglese Sigerico.

Le origini e La ricorstruzione dell’itinerario

Il prezioso documento di due pagine ci racconta le 79 tappe che vennero percorse nel viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, nel 990 d.c., dopo aver ricevuto l’investitura con pallium da Papa Giovanni XV.

È proprio intorno al diario di Sigerico che negli anni ’90 si sono gettate le basi per ricostruire la storica Via Francigena, o meglio la Via per Roma come veniva chiamata. La testimonianza scritta di questo viaggio di 79 giorni ha certamente permesso di avviare un importante lavoro di studi, ricerca e analisi del percorso, con l’obiettivo di tracciare l’itinerario di quella che è diventata la Via Francigena di oggi, interamente percorribile.

Si alza il sipario sulle celebrazioni dei trent’anni

Nel luogo simbolico della British Library, intriso di cultura e letteratura, il manoscritto è stato celebrato con racconti, riflessioni e aneddoti della storia passata e recente. Possiamo certamente considerare il vescovo Sigerico come uno dei precursori dei grandi viaggiatori: oggi potremmo immaginarlo come un travel blogger moderno che racconta l’esperienza del proprio viaggio, annotando i luoghi attraversati e le persone incontrate lungo il percorso.

All’evento sono intervenuti la consigliera delegata del Comune di Canterbury, Connie Nolan, il direttore dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), Luca Bruschi, e la Confraternity of Pilgrims to Rome con il presidente Nick Dunne, il vicepresidente Brian Mooney e Giancarlo Laurenzi, presidente onorario, che ha animato l’evento. Presenti tra gli altri anche Sandy Brown, l’autore delle guide “Cicerone” sulla Via Francigena e William Pettit, già responsabile delle relazioni internazionali del comune di Canterbury, che dal 1993 partecipò al primo incontro ufficiale a Bologna, presso la sede della regione Emilia-Romagna, per la costruzione del dossier di candidatura all’itinerario culturale.

Luca Bruschi ha ripercorso brevemente la storia di questa significativa certificazione da parte del Consiglio d’Europa, la prima organizzazione di cooperazione tra Stati europei creata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, fondata a Londra nel 1949 e che oggi riunisce 46 Stati membri, tra cui il Regno Unito.

Il Programma degli Itinerari Culturali è stato lanciato dal Consiglio d’Europa nel 1987, con l’obiettivo di dimostrare, attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo, come il patrimonio culturale e la cultura dei diversi Stati d’Europa contribuissero a creare un patrimonio culturale condiviso. Il dossier di candidatura venne presentato nel 1993 dall’allora Dipartimento Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero italiano del Turismo, in accordo con il comitato di coordinamento guidato dalla regione Emilia-Romagna. La decisione finale da parte del Consiglio d’Europa venne deliberata nell’aprile 1994” ha ricordato Bruschi, il quale ha menzionato anche l’altra importante tappa storica per la Via Francigena, il 2001, quando 34 rappresentanti di enti locali, invitati a Fidenza (Parma, Emilia-Romagna) dall’allora Sindaco Massimo Tedeschi, fondarono l’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Il programma culturale tra camminate e conferenze

Anche la seconda giornata, sabato 2 marzo, ha avuto un forte significato culturale, sempre in collegamento con le celebrazioni dei trent’anni dell’Itinerario culturale della Via Francigena.

In programma al mattino un tour guidato a piedi che ha coinvolto luoghi simbolici, a partire dalla Cattedrale RC di Westminster, dove all’interno si trova l’elenco di tutti i vescovi inglesi cattolici che in passato (prima e dopo la Riforma), si sono recati a Roma a ricevere l’investitura papale con la consegna del pallium. Il trekking urbano, condotto dall’esperta guida Eammon Mullally, ha accompagnato i pellegrini per le strade del centro londinese, con soste a Lambeth Palace, all’abbazia di Westminster fino alla Cattedrale RC di St. George a Southwark, nel pittoresco quartiere lungo la sponda del Tamigi.

La camminata è stata seguita al pomeriggio dalla Conferenza annuale della CPR (titolo: Via Francigena: prima, durante e dopo il viaggio), alla quale hanno partecipato 75 persone provenienti da Inghilterra, Irlanda, Stati Uniti. Una bella occasione per rinforzare la collaborazione con AEVF e per condividere progetti futuri di cooperazione. Sono state presentate tre significative testimonianze: Dawn Champion della British Pilgrimage Trust ha messo al centro dell’intervento la preparazione personale del cammino, David Andrew, ecologista di Natural England, ha condiviso la propria esperienza sulla Via Francigena e Philip McCarthy, medico e scrittore, ha raccontato il suo impegnato a promuovere il cammino nelle diocesi in Inghilterra e Galles. Nella sessione dedicata invece alle celebrazioni dei trent’anni della Via Francigena sono intervenuti Luca Bruschi, direttore AEVF, Connie Nolan, consigliera delegata della città di Canterbury e infine Giancarlo Laurenzi, presidente onorario della CPR, che ha introdotto il nuovo progetto (in fase di studio) della via Britannica, un raccordo della Via Francigena di 150 km da Londra a Canterbury. Un collegamento che ha un valore culturale molto profondo.

La Via Francigena acquista un valore culturale ancora più forte con questo tangibile coinvolgimento, a livello istituzionale e associativo, del mondo britannico. Esso contribuisce a far crescere la dimensione internazionale dell’itinerario, valorizzandone lo straordinario patrimonio.

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