Castelfranco di Sotto

Castelfranco di Sotto è divenuto borgo cinto di mura nella prima metà del sec. XIII. Agli inizi del XII sec., dopo la morte dell'ultimo dei Conti Cadolingi di Fucecchio che vi esercitavano potere feudale, il territorio passò sotto il dominio di Lucca.

Quattro piccoli villaggi, già esistenti fra l'Arno e l'Usciana intorno all''anno 1000, nel lungo periodo di continue lotte fra Guelfi e Ghibellini e fra le città di Pisa, Lucca e Firenze, si trovavano esposti alle continue scorrerie delle fazioni opposte e gli abitanti decisero di riunirsi in un sito fortificato più sicuro. Aiutati in ciò dalla città di Lucca che aveva interesse ad una piazzaforte in questa terra di confine e si adoprò perché fosse ben guarnita di abitanti, affrancando di gravami fiscali chi andasse ad abitarvi.

Di qui il nome di Castelfranco. Il borgo, cinto allora da mura possenti con sedici torri, conserva ancora la tipica struttura castrense romana con due strade principali che si incrociano al centro e conducono alle quattro porte delimitando i quartieri che hanno misure uniformi. Le porte ricordano i quattro villaggi ed i Santi titolari delle loro chiese che allora dipendevano dalla Pieve di S. Maria a Monte: S. Pietro a Vigesimo, S. Martino in Catiana, S. Bartolomeo a Paterno, S. Michele in Caprugnana.

Castelfranco fu patria di personaggi famosi nelle arti militari, come alcuni componenti delle famiglie Guerrazzi e Novelli, in virtù e dottrina come il beato Gherardo e Fra Felice di Gherardo Casini, in scienze giuridiche sempre delle famiglie eminenti Guerrazzi, Ferretti e Dati. Può vantare anche artisti di chiara fama come Antonio Novelli, scultore del XVII secolo, e Antonio Puccinelli, pittore del XIX secolo.

Storia

Nella seconda metà del XIII e primi decenni del XIV, condottieri ghibellini famosi come il Conte Guido Novello, Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani, guerreggiarono spesso nel Valdarno e Castelfranco, come altri borghi vicini, ebbe a subire assedi e distruzioni. Durante quel periodo si rese volontariamente ed alternativamente soggetto a Pisa e Lucca, con precise capitolazioni di diritti ed obblighi che evidenziano la sua importanza logistica e militare e fanno intendere che già si erano dati particolari statuti ed acquisito una certa autonomia nel governarsi.

Lo prova anche il fatto che partecipò con un proprio rappresentante, Bartolomeo di Gheruccio, all'incontro promosso da Re Roberto di Napoli per riportare la pace tra i Guelfi e Ghibellini toscani. Nel 1330, dopo la morte di Castruccio, si consolidò in Toscana, la potenza di Firenze e Castelfranco, come gli altri centri del Valdarno di Sotto, decise di assoggettarsi a questa città inviando i suoi due Sindaci a trattare condizioni che vantaggiose per il borgo.

Nel 1839 Castelfranco diviene Podesteria di prima classe con giurisdizione sui Comuni di S. Croce, S. Maria a Monte e Montecalvoli. Nel 1848 fu sede di Pretura e, fino al 1866, anche di Mandamento. Nel 1859 gli abitanti di Castelfranco si pronunciarono compatti per l'Unità d'Italia con 891 voti a favore e 19 contrari. Nel 1912 venne ad ampliarsi il suo territorio ed aumentò notevolmente la sua popolazione per l'aggregazione volontaria di una parte della Parrocchia di Orentano, già soggetta al Comune di S.Croce.

Come raggiungere il Comune

In auto: percorrendo la strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno ed uscendo agli svincoli di Montopoli (per 4 km ca.), e di Santa Croce sull'Arno (per 4 km ca).
L'A11 Firenze-Mare si imbocca al casello di Altopascio (a 18 km dal capoluogo e a 2 km dalle frazioni di Orentano e Villa Campanile).

In treno: la Stazione ferroviaria più vicina (S. Romano-Montopoli) è a 2 km, sulla linea Firenze-Pisa.
In nave: il porto di Livorno dista 43 km e l''Aeroporto di Pisaè a 30 km.

 

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