Via Francigena

Un cammino di sapori: la gastronomia piemontese del Monferrato

Se è vero che “tutte le strade portano a Roma”, in Piemonte tante portano al mare; una in particolare si discosta dal cammino della Via Francigena nella zona sotto Vercelli, percorre le colline del Monferrato lungo i corsi fluviali, tra risaie, vigneti e i borghi astigiani e alessandrini, e arriva fino in Liguria. Si tratta di un territorio dove pellegrini, turisti e buongustai possono fare interessanti e gustose scoperte gastronomiche: non a caso, infatti, questa zona è compresa dal 2014 nei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato Patrimonio UNESCO.

Questo territorio è infatti la patria di diversi prodotti gastronomici di alta qualità, di cui potrai apprezzare i sapori in ristoranti, aziende agricole, cantine, cascine e agriturismi, oppure partecipando alle numerose fiere e sagre, che arricchiscono per tutto l’anno il calendario degli eventi del Monferrato. Scopriamo insieme le principali attrazioni da segnare in agenda.

Alla ricerca del Re Bianco, protagonista dell’autunno

Lungo questo tratto piemontese, attraversando i boschi vestiti d’autunno potrebbe capitarti (ma solo se sei molto mattiniero!) di avere un incontro ravvicinato con un tartufaio, o trifulau nell’idioma locale, intento con il suo fidato cane nell’appassionante e intensa ricerca di un tesoro naturale e prelibato: il celebre tartufo bianco. In Piemonte, tra ottobre e novembre, il prodotto è protagonista di diversi eventi, dove potrai prendere parte a laboratori del gusto, conferenze, contest di cucina, cooking show e molto altro. Se vuoi vivere un’esperienza multi-sensoriale unica ci sono le 24 fiere della rassegna “Profumo di Piemonte, terra di tartufi” tra le province di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino, nelle vie e nelle piazze delle città e dei borghi, tra le celebri colline dell’enogastronomia di territorio.

Attraversa con gusto i paesaggi del Monferrato

Che tu sia a piedi o in bici, percorsi i colli torinesi e attraversati i borghi di Bardassano di Gassino Torinese, Sciolze e Cinzano con i loro castelli, davanti a te si apre il Monferrato, un territorio che a metà del ‘700 i cartografi sabaudi dividono in “Basso” (a nord verso il fiume Po) e “Alto Monferrato” (localizzato a sud verso l’Appennino ligure). Sono zone, queste, caratterizzate rispettivamente da pianure e dolci colline, impreziosite da borghi medioevali e castelli, e da alture dove puoi visitare aree archeologiche, castelli e vigneti.

Tra i primi piatti, la ricetta locale unica, assolutamente da assaggiare, sono gli agnolotti del “plin” (che in dialetto piemontese sta per “pizzicotto” e che rimanda all’antica tecnica contadina per chiudere la pasta ripiena di avanzi di carne e verdure, dove la farcitura varia a seconda della zona, condita con sugo di carne arrosto, oppure con burro e salvia). Tra i prodotti tipici del Basso Monferrato c’è anche il riso: nella zona di Casale Monferrato sono circa 7.600 gli ettari dedicati alla sua coltivazione.

Tra i secondi piatti tradizionali e autunnali, una menzione speciale va sicuramente al fritto misto (fricassà mès-cià) e al bollito misto, composto da sette diversi tagli di carne (da accompagnare, per tradizione, con 7 diverse salse). Un prodotto di cui potrai avvertire la fragranza anche mentre cammini nelle vie della cittadina, perché rilasciata durante il processo di produzione, sono i Krumiri di Casale Monferrato (la capitale del Monferrato), prodotti ancor oggi nel laboratorio artigianale dove nacquero: la loro forma si ispira ai baffi di re Vittorio Emanuele II che morì proprio nell’anno in cui questi dolci vennero realizzati per la prima volta, ovvero nel 1878.

Se sei un/a fan dei formaggi, due mete da non perdere sono i borghi di Castagnole Monferrato, noto per il vino Ruchè DOCG, e di Cocconato, dove ai vini (magari un buon calice di Barbera locale) puoi abbinare l’assaggio di un tipico formaggio morbido come la Robiola DOP. Se invece preferisci gli affettati, allora l’accostamento perfetto è senz’altro quello con il salame crudo stagionato e monferrino, la Muletta, composta da diversi tagli di carne e grasso di pancetta, insaporiti da spezie e un infuso di aglio e vino, unita ad una fetta di Grissia monferrina, un pane a pasta dura a forma di chiocciola.

La tappa più alta del Basso Monferrato, e consigliata per una sosta gustosa, è Albugnano, dove provare la bagna cauda o “caoda”, salsa calda di origine contadina servita come piatto unico, che si prepara con aglio, acciughe sotto sale e olio e nella quale intingere verdure crude e cotte come il pregiato Peperone quadrato d’Asti e il Cardo gobbo di Nizza Monferrato presidio Slow Food, cavoli, cavolfiori, topinambur, patate, ecc. In questa zona puoi soddisfare anche lo sguardo, oltre al gusto, ammirando l’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano, che rappresenta una delle punte di diamante del patrimonio d’arte romanica che costella il Piemonte, che nel Monferrato conta oltre 80 siti tra complessi monastici, pievi, cappelle e cattedrali.

Proseguendo, una dolce e buona idea per fare merenda può essere una sosta a Castelnuovo Don Bosco dove assaggiare i Finocchini, biscotti che prendono il nome dai semi di finocchio presenti nell’impasto.

Sapori astigiani e alessandrini

Nel paesaggio rurale astigiano che caratterizza l’Alto Monferrato, un gran numero di chiesette e cappelle campestri parla dell’antica devozione popolare, come la pieve di San Lorenzo di Montiglio (XII secolo) e quella di San Secondo di Cortazzone (XI secolo) nel borgo romanico rimasto inalterato nel tempo, proprio come a Montechiaro, dove troviamo la pieve di Santa Maria Assunta di Piesenzana e, sulla collina in località Castel Mairano, la chiesa dei Santi Nazario, Celso, Vittore e Innocenzo (XII secolo).

Una volta ad Asti, dove il Battistero (VII secolo) e la cripta di Sant’Anastasio (VIII secolo) sono testimonianze romaniche dal valore inestimabile, è davvero ampia la scelta per soddisfare il palato. Tra le prelibatezze locali ci sono: la carne cruda con il tartufo, gli agnolotti all’astigiana, i tajarìn (sottili tagliatelle all’uovo), oppure l’assaggio delle cipolle astigiane, della mostarda d’uva, della Robiola di Roccaverano e, per chiudere, una fetta di Torta del Palio ricoperta con cioccolato fondente fuso.

Da piazza Campo del Palio si toccano Castello di AnnoneQuattordio, ricco di dimore signorili secentesche, Masio, splendido punto panoramico sulla Val Tanaro, e Oviglio con la suggestiva parrocchiale dei Santi Felice e Agata e il castello trecentesco. Si giunge quindi ad Alessandria, la città del celebre cappello Borsalino e delle biciclette, dove non mancano i sapori da scoprire, prima di far rotta per Acqui Terme, Viguzzolo, Volpedo, Fabbrica Curone e Tortona e risalire fino a Gavi, celebre per l’omonimo vino bianco DOCG.

Tra i piatti tipici dell’Alessandrino, da provare sono sicuramente gli agnolotti di Alessandria, il brasato al Barolo, salamini di bovino del Mandrogne, rabatòn (“ruzzolati”) ovvero degli gnocchi rotolati nella farina e ripieni di erbe, formaggio (ricotta) e uova, lessati nel brodo e poi gratinati. Da menzionare anche il pollo alla Marengo, Lacabòn di Santa Lucia (bastoncini artigianali induriti di caramello e miele, venduti avvolti in carta oleata bianca), la pasticceria De.co e la focaccia dolce alessandrina.

Dopo un giro con tanto gusto e varietà, lungo gli itinerari del Monferrato non resta che portare a casa tanti ricordi preziosi, oltre a qualcuno di questi prodotti tipici con cui sorprendere a tavola amici e familiari!

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Redazione AEVF
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