Via Francigena

Escursioni in alta quota: 5 consigli per affrontare la montagna in inverno

In ogni stagione la montagna offre paesaggi unici come in inverno. In particolare, durante questa stagione la montagna può essere una buona opzione per intraprendere delle escursioni in alta quota. Sebbene in molti assoceranno le alte cime allo sci come unica attività possibile all’aperto durante i periodi più rigidi dell’anno, gli appassionati di cammini ed escursioni in alta quota sono pronti a smentire questa idea diffusa.

La magia della montagna

Lo scrittore tedesco Goethe diceva che “I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi”. Questo significa che la montagna è una maestra di vita silenziosa, ma se impariamo ad ascoltarla possiamo cogliere la sua magia sempre. In primavera ed estate con i suoi colori vivaci e caldi e melodie della natura in fermento; in inverno con le sue pareti rivestite da una fitta coperta di neve e il silenzio della natura che si riposa.

La montagna è un’opportunità per tutti i camminatori che la percorrono in compagnia o da soli. Ti permette di riprenderti il tempo perduto con te stesso e di respirare a pieni polmoni. Ogni silenzio è un attimo di vita guadagnato. Ma come ci si prepara a questa magia?

5 consigli per affrontare l’alta quota

1. Segui guide esperte

Non tutte le persone che intraprendono un’escursione ad alta quota sono esperte di montagna. Per questo unisciti ad un gruppo di veterani della montagna che ne sanno più di te e che conoscono le gioie e i dolori della montagna. È sempre consigliato iniziare le proprie escursioni con un amico più esperto o una guida, che possa non solo accompagnarti, ma anche consigliarti affinché tu possa iniziare a camminare da solo.

2. Informati sul tipo di percorso

È fondamentale conoscere o raccogliere informazioni sul percorso da intraprendere prima di partire. Ogni cammino ha le sue caratteristiche e imprevisti, per cui va pianificato nei minimi dettagli così come nella preparazione fisica.

Man mano che si abbandonano i terreni pianeggianti, ad esempio, aumenta il dislivello. Per questo è importante conoscere la geografia del territorio, i punti di sosta ed essere consapevoli della propria capacità fisica rispetto alla difficoltà del cammino. Quest’ultimo aspetto, in particolare può essere gestito seguendo i buoni consigli sull’allenamento per il cammino che trovi sul nostro sito. Ricordati, però, di non sforzarti troppo. Soprattutto all’inizio del percorso verso l’alto ti sentirai affaticato e i tempi di percorrenza del tuo cammino non saranno gli stessi di quando camminavi al livello del mare. I primi segnali che qualcosa sta cambiando sono l’aumento del battito cardiaco e la respirazione che diventa sempre più profonda. Questo è un riflesso del tuo corpo che reagisce alla riduzione di ossigeno in alta quota. Ti consigliamo perciò di fare lunghe pause e di suddividere l’escursione in diversi giorni per aiutare il corpo ad abituarsi all’altitudine poco alla volta. Un aspetto sottovalutato è “l’acclimatamento”, ossia salire di quota gradualmente per consentire al tuo corpo di adattarsi al cambiamento di pressione. Diversamente, le conseguenze di un repentino cambio di pressione potrebbero giocarti un brutto scherzo. Ti sarà capitato di soffrire di mal di montagna che si manifesta con nausea, capogiri, forte mal di testa, inappetenza e insonnia se trascorri molti giorni in alta quota. Infatti, ti suggeriamo di trascorrere la notte in un campo base o in un rifugio e ogni 3 giorni permettere al corpo di riposarsi.

3. Abbigliamento tecnico

L’abbigliamento corretto comprende scarpe, giacca e zaino adatti, poiché ricorda: non esistono cattive condizioni meteo, esiste un cattivo equipaggiamento.

Prepara uno zaino capiente in cui portare:

  • il kit di pronto soccorso (tra cui una coperta isotermica, cioè un telo che aiuta a stabilizzare la normale temperatura corporea)
  • abiti di ricambio
  • una maglia in tessuto tecnico
  • una calzamaglia da mettere sotto i pantaloni tecnici in caso di freddo eccessivo
  • guanti pesanti e scaldacollo. Mani, piedi e collo devono sempre rimanere al caldo (in particolare il petto, mentre le gambe sono “senz’anima” stando a quanto si dice)

Il consiglio principale rimane però vestirsi a strati e usare la crema solare 50 insieme a un burro cacao per le labbra. In alta quota aumenta anche l’esposizione ai raggi solari!

4. Equipaggiamento

Ci sono altri suggerimenti utili per chi si approccia alla media o alta montagna e riguardano proprio l’equipaggiamento:

  • Buona scorta d’acqua, almeno 1 litro, e soprattutto una borraccia termica per tenere l’acqua liquida (il freddo potrebbe giocare qualche brutto scherzo)
  • Rifornimento di zuccheri (anche per emergenza) insieme a grassi e proteine
  • Bussola e mappa di carta (in montagna spesso non c’è segnale)
  • Radiolina e fischietto
  • Zaino o giacca con segnale GPS

Infine, è utile calcolare i tempi del percorso in base a: tempi cuscinetto, eventuali intoppi, meteo, differenza di velocità dovuta al dislivello e al cammino in gruppo, in due o in solitaria.

5. Segnaletica

  • Non abbandonare i percorsi segnalati. Ti consigliamo di seguire le indicazioni lungo il percorso per orientarti in cammino e di non prendere delle scorciatoie o strade alternative, in particolare, se sei un escursionista principiante con poca conoscenza della montagna.
  • Sappi che esistono due tipi di segnaletica: verticale e orizzontale. La prima è rappresentata dai cartelli fisici che contengono informazioni sulla denominazione del luogo e le mete in prossimità, il numero del sentiero e dei chilometri per raggiungerlo. La seconda invece la troviamo sui sassi di colore rosso e bianco che indicano a chi è in cammino che sta seguendo un tracciato percorribile.
  • Ci sono anche i cosiddetti “ometti di pietra”, ossia piccole montagne di pietre, di diversa dimensione, poste una sopra l’altra costruite da altri escursionisti per marcare la fine di un percorso, soprattutto in cima ad una montagna oppure per indicarti l’andamento del percorso.

Escursioni in alta quota: i punti più alti della Via Francigena

Nonostante gli imprevisti, non capita tutti i giorni di ammirare paesaggi e panorami mozzafiato dall’alto. Vuoi sapere quali sono i punti più alti della Via Francigena?

Se stai pensando alle Alpi, non può mancare nella tua lista di viaggio il Passo del Gran San Bernardo. La via per il Passo è un percorso che conta 2000 anni di storia oltre ad essere il punto più alto della Via Francigena. Fu qui, che Napoleone si riposò con il suo esercito prima di intraprendere la seconda campagna alla conquista d’Italia. Non a caso il pittore Jacques David lo raffigurò in un dipinto del suo tempo immortalando il condottiero e il suo cavallo bianco proprio lungo il Passo.

👉🏻 Leggi anche: 8 consigli per attraversare il Passo del Gran San Bernardo in inverno

Spostandoci verso il confine tra Francia e Svizzera ti consigliamo di intraprendere un trekking che ti porterà lungo la catena montuosa del Jura di origine calcarea che collega la città di Pontarlier a Jougne. Il nome Jura deriva dalla parola romana Juris, utilizzata per indicare i boschi e le foreste. Un nome con il potere di anticipare il paesaggio prima ancora di vederlo.

Se invece non hai considerato il tratto svizzero-francese nell’attraversamento della Via Francigena verso l’Italia, potrai imboccare il cammino che porta al Colle del Monginevro. Qui si entra in Val di Susa, in Piemonte, dove ti separano 914 chilometri prima di arrivare a Roma. In alternativa, puoi attraversare le Alpi al Colle del Moncenisio. Qui una strada secolare ti accompagnerà prima alla volta del borgo alpino di Moncenisio fino a valle alla scoperta del patrimonio culturale e storico dell’antica abbazia benedettina di Novalesa.

Lungo il percorso vicino al Colle del Monginevro potrai farti suggestionare dalle Gole di San Gervasio, un sentiero tra le località di Cesana e Claviere dove scorre il torrente della Dora Piccola. Se invece sei un’anima che non teme il rischio puoi abbandonarti alla variante del Ponte Tibetano di Claviere. Si tratta di uno dei ponti tibetani più lunghi al mondo: lungo 544 metri e alto 30 metri sopra il livello del mare. Il Ponte Tibetano però non è percorribile d’inverno.

William Blake diceva che “quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono”. Non perderti l’occasione di scoprire la montagna e te stesso in cammino. Prendi il tuo zaino e inizia la tua prossima escursione in alta quota!

Azzurra Papalia
Azzurra Papalia
Sono una blogger e mi piace scrivere di sostenibilità. Mi ritengo una persona curiosa, determinata ed empatica. Da piccola mi dicevano di diffidare dalle cose semplici così ho preso alla lettera il consiglio e affronto la mia vita come una sfida alla volta, di tanto in tanto complicandola di mio, grazie al buon sangue calabrese.