Via Francigena

10 luoghi da non perdere sulla Via Francigena in Svizzera

Lo sapevi che alcuni dei tratti più belli della Via Francigena sono in Svizzera? Se sei ancora incerto se aggiungerli o no al tuo itinerario, lasciami dissipare ogni tuo dubbio: ecco 10 luoghi da non perdere sulla Via Francigena in Svizzera, distribuite in ordine geografico dal nord al sud del paese:

10. Gorges de l’Orbe

La Svizzera è un paese meraviglioso sotto diversi aspetti. Tra questi c’è il suo patrimonio naturale, perciò non c’è modo migliore per iniziare il tuo viaggio che visitare il celebre percorso Gorges de l’Orbe, diventato un’ area protetta dal 1970. Si tratta di un luogo tranquillo e rilassante, che fa venir voglia di non partire ma di restare per sempre, soprattutto nelle calde giornate estive quando si può trovare refrigerio dal caldo torrido nelle caverne presenti.

9. Romainmôtier

Il borgo di Romainmôtier è geograficamente descritto come un “buco”. Sebbene non colpisca a primo impatto, ti innamorerai del fascino di questo piccolo paese non appena ci metterai piede. Le sue piccole strade attorno l’abbazia danno l’impressione di tornare indietro nel tempo.

Ci sono inoltre ben altri 3 motivi per cui questo luogo è così importante:

  1. Nel 515 il re dei Burgundi Sigismondo chiamò i monaci di Romainmôtier a fondare l’abbazia di Saint-Maurice-d’Agaune, di cui parleremo più avanti.
  2. L’abbazia di Romainmôtier è una delle chiese romaniche più antiche della Svizzera.
  3. Fu costruita tra il 990 e il 1028, seguendo i piani strutturali della chiesa di Cluny. Come ben saprai il vescovo Sigerico nel 990 si recò a Roma. Chissà, avrà posato lui la prima pietra dell’abbazia?

8. Cattedrale di Losanna

A dispetto del credo religioso, non si resta indifferenti al fascino di questo monumento gotico, simbolo della bellezza di Losanna. Fu realizzata tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo e consacrata il 20 ottobre 1275 alla presenza di Papa Gregorio X. Nel 1536 divenne oggetto del culto protestante.

Una curiosità: sapevi che dalla torre di Belfry il guardiano grida agli abitanti le ore dalle dieci di sera alle due del mattino? E’ una tradizione vecchia di 600 anni.

7. Vigneti terrazzati del Lavaux sul lago di Ginevra

Per me questo è “il luogo del cammino”. Per un montanaro come me, acqua, laghi e ampi spazi aperti simboleggiano un cambiamento di scenario, proprio come il lago di Ginevra. Mi fa pensare al mare, al sole e alle vacanze.

A tutto ciò si aggiungono sullo sfondo le Alpi del Vallese, che mi ricordano sempre di essere a casa, e non ultimo e meno importante le straordinarie terrazze viticole che rendono questo scenario eccezionale ai miei occhi. Tuttavia non sono il solo a pensarla così, dato che si tratta di uno dei siti Patrimonio dell’UNESCO.

6. Castello di Chillon

La Switzerland Tourism considera questo castello una delle 5 mete imperdibili della Svizzera. Questo da solo dovrebbe bastare a convicerti! Se non fosse che la Via Francigena ci passa proprio davanti. E’ un luogo romantico per eccellenza dato che si staglia da una roccia sul lago di Ginevra, di fronte alla suggestiva catena montuosa dei Dents du Midi. Dal momento che i castelli avevano una funzione difensiva e che si trattava di un luogo di passaggio obbligato tra il lago e un ripido pendio, si decise di costruire il castello dove lo troviamo oggi. Più che un castello si tratta di una vera e propria fortezza perfettamente conservata!

5. Castello di Aigle

L’aspetto fresco e fiabesco di questo bellissimo castello, che si irradia grazie all’imponenza dell’ambiente circostante, è il frutto di diverse trasformazioni di cui è stato oggetto nei secoli. Un mio caro amico e vice presidente dell’Associazione Svizzera della Via Francigena, Christian Schülé, oltre che storico e profondo conoscitore della regione dell’ Aigle, tratta del castello, con più precisione rispetto al sottoscritto, in questo interessate articolo: “Circondato dai vigneti, con le Alpi sullo sfondo, è un castello da cartolina, archetipo del paesaggio Svizzero.”

4. Abbazia di Saint-Maurice

Cinque anni di liceo passati all’abbazia di Saint-Maurice hanno suscitato in me un sentimento di soggezione rispetto a questo luogo. Ma dato che parliamo della più antica abbazia dell’Occidente ancora in attività, è giusto sentirsi in questo modo non è vero? Pensa che i canonici vi pregano ininterrottamente dal 515. Sono sicuro che Sigerico l’avrebbe apprezzato! Aveva talmente tanta fretta di raggiungere l’abbazia che ha bruciato la tappa da Orsières a St-Maurice in un giorno solo, quando normalmente servirebbero due giorni per coprirla.

Ciò che più mi affascina è la posizione dell’abbazia con il suo maestoso campanile, che allo stesso tempo sembra essere molto piccolo rispetto alle enormi scogliere alle sue spalle. Ah, se le mura potessero parlare! Quanti anneddoti ci racconterebbero su quei pellegrini e sui loro cammini verso Roma nel Medioevo.

Psst: hanno meno anni dell’abbazia – “ci sono voluti 1500 anni per elaborarne le ricette” -, sto parlando delle birre! Non perderti le deliziose birre dell’abbazia. Al momento non sono note come quelle trappiste ma chi lo sa, magari tra altri 1500 anni lo diventeranno?

3. Fondazione Gianadda di Martigny

I madrelingua italiani sono molto numerosi nel Canton Vallese, perché vengono qui in cerca di lavoro. Un esempio è la famiglia Gianadda, arrivata nel Cantone da Curino, un paesino a 40km da Vercelli.

La Fondazione Gianadda, noto centro culturale a Martigny, fu istituita dal giornalista, filosofo, ingegnere e artista Léonard Gianadda. La sua fondazione ospita le esposizioni dei pittori più famosi al mondo, ma ha anche un ricco programma concertistico, un museo dell’automobile (non sono un fan delle auto ma devo ammettere di essere stato molto colpito da questo museo quando ero un ragazzino), un parco dedicato alle sculture, e un museo Gallo-Romano; un centro culturale davvero impressionante!

2. Passo del Gran San Bernardo, l’ospizio e i cani

Iniziamo dal passo: il punto più alto dell’intera Via Francigena. E geograficamente parlando, si dice che quando ci si trova sul Passo del Gran San Bernardo, si è più vicini al cielo. La presenza dell’ospizio non è estranea a tutto ciò. Questo luogo, visitato per centinaia di anni, è uno dei più famosi passaggi attraverso le Alpi ed è anche il terzo più alto passo stradale in Svizzera.

Poi l’ospizio: un edificio imponente adatto ad affrontare ogni tipo di condizione metereologica. E’ un’oasi di pace e tranquillità, aperto da circa 1000 anni per dare ospitalità a pellegrini di tutti i generi e da ogni parte del mondo. Se hai fatto esperienza dell’ospizio in estate, visitarlo in inverno ti aiuterà a capire quanto sia importante il suo ruolo qui.

E poi ci sono i cani: questi amici pelosi sono famosi in tutto il mondo, e il loro ruolo principale era quello di sorvegliare e difendere l’ospizio prima ancora di diventare cani da soccorso in caso di valanga. Sapevi che oggi sono anche eccellenti cani da compagnia?

1. Raclette

Cos’è la raclette? E’ un tipico piatto svizzero che consiste nel fondere il formaggio tramite una fiamma. In origine fu denominato “formaggio arrosto” (fromage rôti in French), un piatto apprezzato da pastori e alpinisti al termine della loro dura stagione estiva, e più tardi fu anche servito come piatto per le feste durante occasioni speciali. Ha preso il nome di raclette nel 20° secolo, poiché il formaggio fuso viene impiattato raschiandolo (in French: racler).

Ma chi lo inventò? Secondo la famosa rivista Geo! Furono gli Svizzeri, o più precisamente i Vallesani. Attezione però: non dite a un Vallesiano che avete mangiato la raclette se invece si trattava di una raclonette. Non sono affatto la stessa cosa, e sarebbe considerato un insulto affermarlo. Tuttavia essendo il Vallesiano un tipo non vedicativo, ti inviterà ad assaggiare l’originale! A proposito, sulla Via Francigena, potete mangiare la vera raclette tutti i giorni dell’anno dalle 6 alle 22 presso il caseificio di Orsières!

Gaëtan Tornay
Gaëtan Tornay
Directeur de l'office de tourisme du "Pays du St-Bernard" en Suisse, Il est également vice-président de l'AEVF depuis 2016. Passionné de randonnée en montagne, il connaît très bien la région du Grand-Saint-Bernard.
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