San Casciano dei Bagni

San Casciano dei Bagni, piccolo borgo della Valdichiana, è conosciuto da sempre per le sue acque termali. San Casciano dei Bagni è un paese di 1.708 abitanti situato nella Valdichiana, in provincia di Siena. La sua storia è legata alla presenza delle acque termali, che hanno catalizzato l'attenzione delle genti nei secoli.

Nell'Ottocento, le sue terme hanno subito un declino, poiché non sono state in grado di adeguarsi agli standard europei, ma nel corso del Novecento, il rilancio è stato possibile, grazie alla costruzione di un complesso termale ed alberghiero di eccellente qualità.

Storia

I primi insediamenti abitativi organizzati in quest'area risalgono al periodo etrusco, quando le genti arrivarono, attratte quasi sicuramente dalla presenza delle sorgenti termali. La tradizione vuole che sia stato proprio Porsenna, Lucumone di Chiusi, a fondare le prime strutture per favorire l'uso delle acque termali: nacquero così quelli che in epoca romana furono chiamati Fonti Clusinii.

Agli Etruschi subentrarono i Romani, che continuarono a mostrare vivo interesse per le acque termali di San Casciano: il paese, infatti, da sempre si trova in una posizione strategica, lungo la direttrice che dal Nord conduce a Roma e che ha favorito nei secoli il suo sviluppo, facilitandone il raggiungimento da parte di coloro che si affidavano alle proprietà curative delle sue acque. Con il declino dell'Impero Romano, le invasioni barbariche e le lotte fra longobardi e bizantini l'importanza di San Casciano si ridusse notevolmente. Le prime notizie scritte sul paese risalgono al 995, quando il marchese Ugo di Toscana dona all'Abbazia di San Salvatore la "Curtis (de) Bagno".

Nel periodo di lotte tra bizantini e longobardi, questi ultimi decisero di deviare la sede stradale dell'antica Via Cassia, che pure attraversava San Casciano, più all'interno dei loro possedimenti e contribuendo così alla nascita della Via Francigena, la quale passava pochi chilometri ad Ovest di San Casciano. Il continuo affluire di gente da tutta Europa per curarsi alle Terme di San Casciano fu ostacolato ma non impedito dalla plurisecolare lotta fra i Comuni di Siena ed Orvieto per il possesso di questi territori, aggravata dai contrasti ideologici fra ghibellini, i primi, e guelfi, i secondi.

Durante i secoli, San Casciano fu coinvolto nelle lotte tra Siena, Orvieto e Firenze, costretto a schierarsi ora con l'uno, ora con l'altro, a seconda dei momenti e delle necessità. Nei secoli, moltissima gente da ogni parte d'Italia e d'Europa si affidava alle sorgenti di San Casciano per la cura delle malattie e del corpo. La presenza di importanti rappresentanti della nobiltà italiana ed europea ebbe come conseguenza quella di arricchire San Casciano dal punto di vista architettonico ed artistico. La chiesa parrocchiale che si trova ad ospitare sempre più spesso alti prelati viene elevata al rango di Insigne Collegiata nel 1618, e da questi viene continuamente arricchita di arredi e reliquie.

Sul finire del XVIII sec., San Casciano si avviò ad una progressiva decadenza dovuta alla crisi delle terme che non riuscirono ad adeguarsi ai nuovi standard del settore. Il XIX sec. si aprì all'insegna dell'intenso periodo napoleonico, a seguito dell'incorporazione della Toscana nell'Impero Francese, a cui seguì il periodo della Restaurazione, con il ritorno sotto il Granducato di Toscana, fino all'ingresso di tutta la Toscana nel Regno d'Italia, con il plebiscito dell'11 e 12 marzo 1860.

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