Priverno

Il sito, originariamente Privernum, fu un centro volsco di grande importanza.

Le sue origini si perdono nella leggenda e i riferimenti alla città si trovano persino nell’Eneide; secondo il mito, quando morì Priverno, figlio di Osca, re dei Volsci, il figlio Metabo che gli succedette, decise di chiamare la città Privernum, in onore al padre defunto.

Le prime testimonianze scritte sulla città vengono da Tito Livio, che descrive il centro come una potente città volsca che, nonostante tenaci tentativi di ribellione, cadde nel 329 a.C. sotto i romani, i quali ricostruirono un nuovo abitato nella piana di Mezzagosto.

In età romana la città conobbe un significativo sviluppo e dal 312 a.C., grazie alla costruzione della Via Appia, il luogo beneficiò ulteriormente della sua posizione strategica grazie al fitto traffico commerciale sul percorso romano.

La crescita del centro iniziò a calare da 189 d.C., anno in cui si abbattè sull’area una spaventosa epidemia di peste bubbonica che decimò la popolazione.

A seguito della caduta dell’Impero Romano cessarono progressivamente le opere di manutenzione della Via Appia, che diventò presto inagibile per i traffici commerciali e i passaggi si spostarono sulla pedemontana Lepina.

Il centro viene ricordato nel corso di quel periodo come una semplice stazione di posta. La vita della città volse definitivamente al termine durante le sanguinose incursioni saracene e il luogo potè risorgere altrove, nell’attuale posizione collinare, con il nome di Piperno che mantenne fino al 1928.

La nuova ubicazione del centro, in prossimità della pedemontana Lepina, nuova arteria commerciale dopo il decadimento dell’Appia, favorì la rinascita di Priverno.

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