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Palestro

Il comune è famoso per essere stato teatro della omonima battaglia, il 30 e 31 maggio 1859, durante la Seconda Guerra d'Indipendenza. Le antiche origini di Palestro si trovano in documenti che ne attestano l'esistenza già nell'anno 999 d.C. Palestro è situato in Lomellina, a circa 60 km da Pavia e non molto lontano da Vercelli. L'origine del nome deriverebbe dal latino paluster o , che indicava un terreno o un luogo paludoso; per questo, pertanto, alcuni sostengono che i primi abitanti vivessero su palafitte. L'economia del paese si basa in prevalenza su attività artigianali e agricole; vi sono, inoltre, delle piccole industrie che consentono agli abitanti di avere un buon tenore di vita. Il Patrono è San Martino, al quale è dedicata la chiesa parrocchiale, e si festeggia l'ultima domenica di giugno.

L'evento più rilevante e per il quale il paese è conosciuto è la Battaglia di Palestro del 1859; nel 1882 passò da Palestro la prima locomotiva che tracciò la strada della ferrovia.

Storia

Le prime testimonianze scritte che riguardano Palestro risalgono al 7 maggio 999, quando in un documento si accenna ad un tale signore Ugo di Palestro i cui beni furono confiscati a favore del vescovo di Vercelli. Uno dei casati legati alla storia di Palestro e nella cui zona possedeva dei beni era quello dei Besate, ancora fiorente nel XII sec.

Esiste poi una denuncia del 27 gennaio 1203 che condannò il Comune di Pavia a rimborsare Robbio e Palestro per il risarcimento dei danni causati dai suoi soldati per impadronirsi dei territori. Nel 1315 Matteo Visconti occupò Pavia. Seguirono lotte di Comuni, Podestà e Consoli nell'area e nel XIV la signoria dei Visconti si ampliò notevolmente. Gian Galeazzo Visconti concesse ai signori e agli uomini di Palestro l'esenzione da qualsiasi tipo di onere. Intorno alla fine del XIV sec. i conti di Lomello e di Longosco acquisirono il controllo su Palestro, che in seguito passò ai Beccaria, un'illustre famiglia pavese feudataria in Lomellina.

Nel 1427 Filippo Maria Visconti donò ad Amedeo di Savoia Palestro ed altri siti della zona, con esenzione del pagamento delle tasse, dei pedaggi e degli altri obblighi. Nel 1452, poi, furono i Borromei a governare il paese. Nel XVI sec. fu devastato per vent'anni dalle guerre tra Francesi e Spagnoli in lotta per il controllo della zona e furono quest'ultimi ad avere la meglio.

Nel 1532, poi, Palestro fu compreso nel distretto di Vigevano. Il territorio del Monferrato fu conteso dai Savoia e dagli Spagnoli all'inizio del ‘600 e Palestro venne conquistata da Carlo Emanuele I. Le guerre continuarono fino al 1713, ma Palestro non fu particolarmente coinvolta. Nel 1714 la guida del paese passò dagli Spagnoli agli Austriaci, sotto i quali restò fino al 1735, quando furono i Savoia ad estendere il loro dominio nella zona.

Nel 1804, però, Palestro e tutto il Piemonte furono invasi dai Francesi. Il paese è ricordato per la notissima Battaglia di Palestro durante la Seconda Guerra di Indipendenza. Il 30 maggio 1859 le truppe piemontesi, inquadrate nell'armata guidata da Napoleone III, occuparono Palestro e Vinzaglio; gli Austriaci attaccarono il 31 maggio, ma furono respinti e costretti a ritirarsi verso Robbio.

Tutti i piccoli comuni ricordati per i grandi avvenimenti che hanno caratterizzato la storia di un Paese hanno quasi l'obbligo morale di portare degnamente il loro nome e Palestro ha saputo rispettare con onore questo "impegno".

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