Nemi

L’area dove attualmente sorge il borgo di Nemi apparteneva in età antica alla città latina di Aricia. La nascita vera e propria di un centro identificato come Nemi (dal latino nemus, bosco) si fa risalire solo al IX secolo, in corrispondenza con la costruzione di un castello a uso difensivo.

L’edificio fu edificato della potente famiglia dei Conti di Tuscolo, che arrivarono a dominare il territorio dei Castelli Romani, area in cui Nemi era ubicata, detenendo già il controllo di gran parte dell’Agro Romano. L’imponenza del castello era tale che nei documenti dell’epoca è frequente trovare riferimenti a Nemi come castrum Nemoris, cittadella del bosco.

Il sito godeva inoltre di una posizione di eccezionale prestigio, dominante sul lago e inattaccabile da tre lati. In seguito alla fortificazione della città, le comunità agricole e di pescatori, prima sparse nella valle del lago trovarono conveniente e più sicuro spostarsi nell’area prossima al castello, andando a costituire gradualmente quello che divenne il nucleo centrale di Nemi. Dal 1090, ai Conti di Tuscolo subentrò per un breve periodo la famiglia dei Frangipane, fino a quando, già nel 1153, il papato concesse il castello di Nemi ai monaci cistercensi.

Ci vollero secoli, perchè il controllo della città tornò ai Frangipani, nel 1503 e la nobile famiglia si occupò proprio in quel periodo della costruzione delle principali opere pubbliche e dei monumenti più importanti del borgo storico. Nel 1781 i Frangipane vendettero Nemi al nipote di papa Pio VI, Luigi Braschi, il quale, grazie all’intercessione papale, elevò il suo nuovo feudo a ducato.

Per la sua particolare posizione geografica Nemi è sempre stato uno dei borghi più appartati nel territorio dei Castelli Romani, fatto che non incentivò i traffici commerciali. Inoltre il progressivo abbandono delle via postale tra Roma e Napoli, seguito alla riapertura della Via Appia Nuova nel 1780, incise negativamente sull’economia del borgo.

Ciononostante, a partire dall’inizio del 1800 Nemi seppe trarre benefici dalla sua fama di sito amabile e pittoresco; numerosissimi furono i visitatori stranieri e gli illustri personaggi del “Grand Tour” che scelsero proprio questo piccolo borgo medievale sul lago come una delle loro tappe.

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