Itri

Menzionata nelle fonti storiche a partire dal 914, Itri deriverebbe il suo nome da iter (percorso, via) per la sua posizione lungo la Via Appia, secondo altre testimonianze questa denominazione sarebbe invece legata al culto del dio Mitra, professato nell’area, fu in effetti certificata la presenza di un mitreo in località S. Giacomo.

Il centro entrò a far parte del ducato di Gaeta e successivamente divenne possedimento dei signori di Fondi, i dell’Aquila. In prossimità di Itri nel 1503 si svolse la battaglia durante la quale Consalvo di Cordova sconfisse i francesi del duca di Nemours.

Uno dei personaggi storici locali più conosciuti è Michele Pezza (1771-1806), meglio noto come „Fra Diavolo“, così chiamato per la sua eccezionale arguzia e abilità nel sottrarsi ai nemici, ma anche per il coraggio e il valore dimostrati nella lotta contro i francesi del generale Championnet. Il borgo medievale è dominato da un imponente castello che sovrasta il paese dalla collina di S. Angelo.

L’edificio, pensato originariamente come roccaforte difensiva è diventato il simbolo di Itri. Nella sua parte più elevata la fortezza presenta un torrione quadrato e uno poligonale; più in basso un terzo torrione di forma cilindrica, detto anche „Torre del coccodrillo“ è collegato al corpo centrale da un imponente cammino di Ronda.

La leggenda legata al torrione racconta di come proprio qui i condannati a morte venissero dati in pasto a un vero coccodrillo. All’interno del bel nucleo medievale si possono inoltre visitare il campanile della collegiata di S. Maria Maggiore e la chiesa di S. Angelo.

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