Carbonara al Ticino

Carbonara si trova in luogo ameno sulla costiera della valle del Ticino, che domina gran parte della pianura lombarda.

Carbonara si affaccia sulla valle del Ticino, si estende su una superficie di 14,65 km² e comprende le frazioni di Canarazzo con Menocchia, Sabbione e Campomaggiore. L'etimologia del nome del paese ha varie interpretazioni. Il nome latino era Carbonaria Laumellorum, e potrebbe derivare da carbonar, che in Ligure antico erano i fossi scavati per raccogliere l'acqua proveniente dai terreni o da carbonaria, in riferimento alla preparazione del carbone con le piante del territorio.

La parola Carbonara potrebbe anche essere legata alla valle sottostante il paese o alla professione che in passato gran parte degli abitanti praticavano, ossia l'incendio delle foreste. Carbonara era collocata nell'estesa foresta Sylva Carbonaria e si suppone si trovasse lungo la via Ticinum-Duriis-Laumellum, come proverebbe una colonna miliare rinvenuta a Pavia ma proveniente da Carbonara. Si crede quindi che la famiglia che ebbe in feudo Carbonara ne assunse il nome. Nel 1865, all'epoca dell'ordinamento dei Comuni, venne aggiunto "al Ticino" al nome del paese.

Storia

Sono numerose le testimonianze storiche riguardanti Carbonara al Ticino. Nel Codice diplomatico Longobardo viene citato un documento del 690 ca emesso in curte Carbonaria, che dovrebbe corrispondere a Carbonara; nel 747, invece, il re dei Longobardi Rachis firmò un documento pubblicato dal Muratori da Curte Curbonaria. Nell'anno 881, poi, la badessa del Monastero di San Teodata o della Pusterla ricevette due diplomi imperiali, dove si fa riferimento alla possibilità per il Monastero di far tagliare il legno del bosco Carbonuria. Si presuppone che, in questo momento, ancora non esistesse la famiglia Carbonara, che avrebbe preso in seguito il nome dal paese. Nell'anno 891 l'imperatore Guido consentì l'uso della Sylva Carbonaria al monastero di Santa Maria Teodata di Pavia; nella foresta c'erano lupi ed altri animali e così nel 960 ca Berengario II ordinò agli abitanti dei paesi circostanti di ucciderli.

In un documento del 1228 tra le varie località della Lomellina che vengono citate si legge di un ospizio presente a Carbonaria. Le terre in questione dovrebbero essere state un feudo della famiglia Carbonara di Pavia; nell'epoca Comunale, invece, il paese non ebbe alcun feudatario. Nel 1397 Manfredino Beccaria di Grupello lasciò alle figlie Orietta e Agnese il possedimento di Carbonara, che nel 1446 passò sotto il controllo dei fratelli pavesi Eustachi, nel 1530 ai Visconti, nel 1693 ai Lonati-Visconti Pietro Antonoi, nel 1768 ai Malaspina-Della Chiesa di Bobbio. Nel 1500 il territorio di Pavia fu teatro di guerra tra l'esercito francese e quello spagnolo, in lotta per il controllo della zona.

Soprattutto in passato Carbonara è stato un luogo pericoloso, a causa della vicinanza del Ticino, che arrecò danni nel momento degli straripamenti. Come gran parte della Lomellina, nel 1713 Carbonara passò sotto il regno Sardo-Piemontese dei Savoia, dopo essere stata sotto il controllo degli Austriaci. Durante i moti rivoluzionari del 1848 a Milano, a Carbonara fu allestito il concentramento degli ufficiali di comando, mentre all'inizio della Seconda Guerra d'Indipendenza risultava esservi il quartier generale degli Austriaci. Il carbonarese Giovanni Mai si distinse nel 1860 per il coordinamento dei volontari garibaldini diretti in Sicilia. Durante la Seconda Guerra Mondiale la piccola stazione ferroviaria di Cava Carbonara venne bombardata e i patrioti del luogo attaccarono un presidio tedesco, riuscendo così ad impedire la distruzione. Venne aggiunto al nome del paese "al Ticino" nel 1865, quando vennero definiti la toponomastica e l'ordinamento dei Comuni.

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