Abbadia San Salvatore

Abbadia San Salvatore prende il nome da una antichissima abbazia benedettina, fondata prima della metà dell’VIII secolo, al tempo di re Ratchis il quale, secondo la leggenda, durante una battuta di caccia sulla montagna, ebbe la visione del Salvatore su un abete. L’abbazia del S.S.mo Salvatore al Monte Amiata, della quale fu primo abate Erfo, nobile longobardo, nacque per evangelizzare la montagna e controllare la strada in val di Paglia che diventerà in epoca carolingia  la Via Francisca, così denominata per la prima volta in una pergamena dell’abbazia dell’anno 876. Come le abbazie regie di Berceto, Sesto, Sant’Antimo, anche San Salvatore ebbe uno stretto rapporto con il rafforzamento della strada che da Pavia portava a Roma. Carlo Magno vi sostò nell’800 quando il suo esercitò, colpito dalla peste, fu  curato dai monaci benedettini. San Salvatore controllava i villaggi esistenti sulla strada in val di Paglia come: Callemala, con le sue taverne, la chiesa di Santa Cristina e circa trecento abitanti; Voltole con la chiesa di San Pietro (da identificare con il Sce Peitr in Pail dell’itinerario di Sigerico) e circa quattrocento abitanti; Burburigo con la chiesa di Santa Maria e circa cinquanta abitanti. Oddone abate di Cluny sostò in abbazia tra il 938 e il 949. All’importanza del monastero come luogo di pellegrinaggio e di venerazione si richiama il grande numero di reliquie, oltre 500, e i riferimenti nei diplomi altomedievali degli imperatori, ai pellegrini questuanti alla porta del monastero. Tra le tantissime reliquie conservate, ricordiamo  oltre quelle della vita di Gesù Cristo, degli Apostoli, di San Francesco d’Assisi, di San Colombano, di San Frediano, San Tommaso da Canterbury (Thomas Becket) anche  un frammento della Sacra Sindone. L’abbazia ebbe un ruolo fondamentale nell’organizzare, nell’alto medioevo, la strada nel sud della Toscana, come  attestato anche dal possedimento  nel 962 di una taverna ad Acquapendente. A partire dalla seconda metà del XII secolo cominciò a prevalere un percorso della Francigena  per Radicofani, tuttavia,  fino alla fine del Cinquecento, la via di valle continuò a coesistere con il tracciato per Radicofani. 

L’Abbazia

La chiesa abbaziale,  ricostruita sotto l’abate Winizo, fu consacrata nel 1036 alla presenza di Poppone di Carinzia Patriarca di Aquileia e di diciotto tra cardinali e vescovi. La facciata con le due torri è in stile westwerk, motivo dell’architettura carolingia e ottoniana, mentre la cripta, per tradizione detta Longobarda, è esempio di premier art roman. Il chiostro, in parte conservato, è quello  ricostruito a fine cinquecento. Le relazioni con l’impero e la Francigena spiegano i preziosi oggetti d’arte conservati: la Casula di San Marco, piviale sciamito del secolo VIII; il reliquiario scoto irlandese dell’VII secolo; il Crocifisso ligneo di fine sec. XI, forse di artista della Borgogna o di artista della Westfalia o Svevia; il busto reliquiario di San Marco Papa del 1381. E’ visibile nella Chiesa una copia della Bibbia Amiatina, realizzata nei monasteri di Jarrow e Wearmouth in Northumbria, venerata e ammirata anche da Papa Pio 2 Piccolomini durante il  suo soggiorno in abbazia nel 1462, quando il monastero era abitato da monaci cistercensi. L’abbazia fu soppressa nel 1783. I cistercensi ritornarono nel 1936 ma, attualmente, la chiesa del complesso abbaziale costituisce una delle due parrocchie di Abbadia San Salvatore. 

Il Borgo

Il compatto e popoloso borgo medievale, sorto per volontà degli abati a fine XII secolo, fu conteso tra Orvieto e Siena nel XIII secolo, finchè  entrò sotto il controllo senese nel 1347. La Chiesa di Santa Croce, costruita nei primi del Duecento e ricostruita nei primissimi anni del XIX secolo, conserva un bel fonte battesimale del 1509 con lo stemma della famiglia Piccolomini. Il palazzo del Comune e torre, della fine del XIII secolo conserva su via Cernaia il bel paramento medievale e una bifora con colonnina. Della Chiesa di Santa Maria, addossata alla Castellina, primo nucleo urbano, si conserva un bel portale rinascimentale, mentre la Chiesa di San Leonardo sulla strada del borgo che conduceva ai mulini presenta archi gotici e, sulla facciata, una croce di fattura gerosolimitana. Numerose case presentano elementi architettonici e decorativi gotici e romanici. Sono ben conservati anche  diversi palazzetti cinque – seicenteschi, alcuni appartenuti a famiglie importanti come i Gotti, i Petruccini, i Fracassini, i Carli, presenti in un tessuto edilizio di semplici case abitate da una popolazione di agricoltori, pastori, boscaioli, falegnami, vasai, fabbri, pellicciai. Durante la festa medievale dei primi di luglio, e soprattutto per le Fiaccole, la sera della vigilia di Natale, quando cataste di legna bruciano tutta la notte, nel borgo si vive una atmosfera carica di antiche suggestioni. Nel museo minerario è narrata la storia della miniera di mercurio, aperta nel 1897 da tecnici e banchieri tedeschi.

Come raggiungere il Comune:

In auto: Da Firenze : Siena Sud – Strada SS n° 2 Cassia – San Quirico d’Orcia, Segnaletica per Monte Amiata

Da Roma: Uscita casello A1 Orvieto in direzione SS Cassia per il Monte Amiata

Da Grosseto: Superstrada per Siena, Uscita Paganico per Monte Amiata.

Da Perugia: per Chiusi – Chianciano Terme, direzione SS Cassia per il Monte Amiata.

Da Viterbo: SS Cassia uscita al km 153,5. In treno: stazione Chiusi - Chianciano Terme ed Autobus per Abbadia San Salvatore

In autobus: da Roma/Viterbo (SIRA).

Da Siena (RAMA) a vari orari nella giornata

Linee  Bus - per spostamenti sulle Tappe Via Francigena (Acquapendente e  San Quirico d’Orcia)

Abbadia San Salvatore - Acquapendente  /  Acquapendente-Abbadia San Salvatore

Abbadia San Salvatore - Roma  /  Roma -Abbadia San Salvatore

Abbadia San Salvatore – Siena  /  Siena- Abbadia San Salvatore 

Servizo Taxi

Amiata Viaggi – Autonoleggio Forti – Via Udine 10- 53021 Abbadia S. Salvatore
Tel 0577-778810
0577 -778171
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Ufficio Informazioni Abbadia San Salvatore: Accoglienza Turistica-Orari Bus

Telef. 0577-770361

 

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