Via Francigena e UNESCO, un'opportunità per la Lombardia

Giovedì 19 dicembre a Milano, sono stati presentati i risultati del progetto “La Via Francigena in Lombardia. Verso la candidatura UNESCO” a cura dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), Regione Lombardia con la collaborazione della Provincia di Pavia e della Provincia di Lodi.

L'incontro, svoltosi a Palazzo Pirelli, è stato l'occasione per fare il punto sul progetto AEVF, selezionato dal bando di Regione Lombardia per la promozione dei siti UNESCO lombardi e gli Itinerari culturali. L'Associazione Europea delle Vie Francigene - Réseau Porteur abilitato dal Consiglio d’Europa per la salvaguardia, tutela, promozione, sviluppo della Via Francigena - ha messo in campo una serie di azioni, concertate con il territorio, per la valorizzazione e la promozione turistico culturale della Via sul tratto lombardo, tra queste: la redazione dello studio di inquadramento finalizzato alla candidatura UNESCO della Francigena europea, il restyling del sito web dedicato alla Francigena in Lombardia (https://www.lombardia.viefrancigene.org/it/), la realizzazione di uno speciale editoriale legato al territorio lombardo e delle cartine ufficiali delle due Province.

L’assessorato che ho l’onore di guidare sostiene con determinazione questa candidatura perché sono convinto sia dell’importanza e unicità della Via Francigena, tra i più suggestivi e leggendari itinerari culturali europei, sia della specificità del tratto lombardo – ha affermato l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli, nel messaggio inviato ai presenti in sala - Secoli di pellegrinaggi infatti, hanno lasciato lungo il percorso preziose testimonianze storiche, artistiche, religiose, segnando indelebilmente il fascino delle campagne e dei borghi pavesi e lodigiani. La candidatura UNESCO e, come ci auguriamo tutti, la conquista dell’ambito riconoscimento, rappresentano un formidabile strumento per promuovere e valorizzare tutti i tesori – materiali e immateriali – che insistono su questo incredibile cammino. È in gioco un’occasione unica per riscoprire identità profonde e vocazioni antiche, storia e tradizioni delle comunità volontarie territoriali che questi itinerari attraversano e, nello stesso tempo, tengono insieme. Non solo, è anche l’occasione per fare di questo itinerario religioso – percorso non solo da pellegrini – un volano per la crescita e lo sviluppo sostenibile dei territori. Infatti, il cammino lento è una forma di turismo meditativo, senza impatto ambientale e con un fortissimo valore aggiunto dal punto di vista culturale”.

Un'opportunità di crescita che mette in rete il territorio e le sue eccellenze, un percorso da proseguire con determinazione. L'esempio della Via Francigena è stato sottolineato anche dalla Provincia di Pavia, rappresentata dalla vicepresidente Daniela Bio e della Provincia di Lodi attraverso le parole del presidente di Francesco Passerini, presenti all'evento insieme a numerosi sindaci e associazioni del territorio.

“La Regione Lombardia è stata la prima Regione che ha aderito alla nostra associazione – ha ricordato nel suo intervento Massimo Tedeschi, presidente dell'Associazione Europea delle Vie Francigene, presente all'evento insieme a Sami Tawfik (Project manager AEVF) e Luca Faravelli, (Sviluppo progetti e grafica AEVF) – La Via Francigena è tanto più forte quanto più forte è ogni suo tratto regionale e viceversa, è un progetto internazionale ed europeo. Se alla certificazione del del Consiglio d’Europa arrivassimo ad aggiungere quella del Patrimonio UNESCO, l'attrattività e l'importanza della Francigena aumenterebbe enormemente”.

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