Al Consiglio d’Europa per un confronto sugli itinerari culturali e i cammini religiosi

Itinerari di fede e di incontro” come importante risorsa all’interno del Programma del Consiglio d’Europa, lanciato nel 1987. E’ il tema della conferenza che si è svolta a Strasburgo martedì 27 novembre, promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali in Europa (CCEE) assieme alla Missione permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, in collaborazione con il Segretariato dell’Accordo Parziale Allargato.

All’incontro è intervenuta l’Associazione Europea delle Vie Francigene con il Presidente Massimo Tedeschi. Al seminario hanno partecipato numerosi itinerari culturali di pellegrinaggio europei certificati, come la Via Francigena ed il Cammino di Santiago, ed alcuni in via di certificazione.

L’apertura della prima sessione “Itinerari che costruiscono l’Europa: dove il passato incontra il futuro” è stata affidata a Roberto Olla che ha portato il saluto a nome del Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Gabriella Battaini Dragoni. Olla ha ricordato come “I giovani sono invitati a percorrere questi cammini per costruire insieme l’Europa attraverso tolleranza, solidarietà e dialogo interculturale. Santiago di Compostela, Via Francigena, Siti cluniacensi, Itinerario di San Martin, la via di St. Olav, Patrimonio Ebraico, l’itinerario El-Andalusi, Sui passi dei Valdesi ed Ugonotti rappresentano importanti itinerari culturali europei che oggi più che mai testimoniano come la cultura in Europa sia stata tracciata e segnata fondamentalmente dalle strade della fede, dei pellegrinaggi, oltre che ovviamente da quelli commerciali”.

Mons. Paolo Rudelli, coordinatore dell’incontro, ha ricordato l’importanza dell’adesione della Santa Sede all’interno dell’Accordo Parziale Allargato degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa avvenuta nel 2018 e formalizzata al forum di Gorlitz (Germania) lo scorso mese di settembre.  Il Vaticano è convinto che il processo di unificazione europea si basi sul dialogo, la cooperazione e che l’iniziativa del programma degli itinerari culturali, lanciata nel 1987, rappresenti un cantiere e laboratorio per la costruzione europea.

Il seminario si è aperto con la sessione sugli "Itinerari che costruiscono l’Europa: dove il passato incontra il futuro". Il Card. Angelo Bagnasco, Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, ha sottolineato l’importanza del patrimonio europeo come espressione di un passato che vuole interloquire con il presente e generare un futuro migliore.

"Le vie di pellegrinaggio ci aiutano a comprendere le radici della nostra storia e a plasmare la nostra identità. Mettersi in viaggio all’interno della rete degli itinerari culturali significa riscoprire forme alternative di turismo laico attraverso una forma lenta e sostenibile, mettendo al centro l’incontro come vero protagonista del nostro cammino. Il viaggio può generare qualcosa di nuovo in noi stessi attraverso una rivelazione continua, giorno dopo giorno. Il viaggio lento e l’uscita dal proprio mondo rimangono una esperienza unica che si accompagna alla strada, alla fatica, alla polvere e al sudore, all’intercedere lento del passo lungo il sentiero. Infine, si apre alla ricerca di Dio”.

"L’Europa – ha continuato Bagnasco - dobbiamo intenderla come una comunità di culture variegate all’interno della quale il cristianesimo ha giocato un ruolo importante. Gli itinerari culturali europei, infine, rappresentano una opportunità di dialogo anche per la Chiesa Cattolica come momento di formazione, confronto e di crescita".

Stefano Dominioni, direttore dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo, ha presentato il quadro del programma degli itinerari culturali europei focalizzando l’attenzione sulle vie storiche di pellegrinaggio come la Via Francigena, che è stata certificata dal Consiglio d’Europa nel 1994 e che vede l’Associazione Europea delle Vie Francigene réseau porteur dell’itinerario dal 2007.

"L’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 ci ha offerto una grande opportunità di riflettere sulla nostra storia millenaria. Ecco che gli itinerari culturali oggi si inseriscono perfettamente, e in modo naturale, in questa riflessione che ci aiuta a costruire ponti di dialogo" ha sottolineato l'Amb. Meglena Kuneva, Capo della Delegazione dell’Unione Europea presso il CoE. 

Nella seconda parte dell’incontro si è svolta la tavola rotonda “Turisti e pellegrini: quali sinergie?” nella quale si sono confrontati gli itinerari culturali e vie di pellegrinaggio europee. Nell’incontro, moderato da Mons. Jesus Sanz Montes, Vescovo di Oviedo, sono intervenuti tra gli altri Mons. Julian Barrio Barrio, Arcivescovo di Santiago di Compostela, Rev. Ragnhild Jepsen, Canonico della Cattedrale norvegese di Nidaros lungo la Via di Sant’Olav, il Rev. Prof. Roman Bogacz, Direttore dell’indirizzo di studi sul turismo religioso, Pontificia Università di San Giovanni Paolo II di Cracovia ed il Rev. Michele Falabretti.

Il Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, ha evidenziato come questa iniziativa: “Voglia far emergere il valore della trama che le strade e i cammini disegnano sulla cartina dell’Europa, ma che poi diventa la trama di relazioni che si costituiscono e di una spiritualità che nel tempo continua". L’intervento di Falabretti si è focalizzato su “I cammini 2018” e sull’esperienza che la Chiesa italiana ha fatto coinvolgendo le diocesi lungo i cammini, da nord a sud. Oltre alla Via Francigena, sono stati toccati altri cammini, santuari e luoghi di spiritualità.

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