Via Francigena

Manifesto europeo per il ventennale della Via Francigena

Redazione AEVF
Redazione AEVF

Il Manifesto della Via Francigena, varato nelle assemblee generali AEVF di Acquapendente (31 maggio 2014) e Lucca (10 ottobre 2014), in occasione del ventesimo anniversario del conferimento della menzione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” alla Via Francigena.

Il manifesto è stato inviato alle seguenti Autorità europee:

– Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz
– Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker
– Presidente del Consiglio Europeo Matteo Renzi
– Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa Anne Brasseur

Siamo cittadini europei, rappresentanti di autorità locali e regionali e di associazioni di volontari, riuniti ad Acquapendente (31 maggio 2014) sulla Via Francigena, per partecipare alla Conferenza internazionale indetta dalla Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) per festeggiare il XX anniversario (1994-2014) del conferimento della menzione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” alla Via Francigena e per ricordare il XXVII anniversario del lancio del “Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa” di Santiago di Compostela (1987).

È nostra convinzione che l’Europa si trovi ad un bivio politico, sociale, economico che richiede una forte iniziativa che dia maggior forza politica alle Istituzioni europee e rafforzi la cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa e la consapevolezza del destino comune dei suoi cittadini.
Siamo convinti che Parlamento Europeo e Commissione Europea, da poco tempo rinnovati, e Consiglio d’Europa, ciascuno per la parte di propria competenza, sapranno assumere le necessarie inderogabili decisioni.
Per parte nostra auspichiamo che si attuino iniziative e progetti comuni – quali infrastrutture materiali e immateriali, collaborazioni sociali e culturali innovative, reti artistiche, letterarie, teatrali europee – che possano diventare strumenti di animazione dei mercati del lavoro, delle energie e dei talenti, e motivare i giovani a diventare protagonisti della causa europea.
Da tempo siamo impegnati nell’attuazione del lungimirante “Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa”, programma in crescita grazie ad uno specifico Accordo Parziale Allargato, a cui auspichiamo la Commissione Europea possa pienamente partecipare.

La rete di turismo sostenibile degli “Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa” è molto più di un semplice mezzo per mantenere l’Europa prima destinazione turistica mondiale; è la riscoperta di una grande rete immateriale che attraversa il continente, da nord a sud, da est a ovest, e si estende sino al Mediterraneo ed al Medio Oriente, unendo i Paesi in un dialogo pacifico e nella cooperazione in materia di Cultura, Ambiente, Turismo. Costituisce un modo efficace per conoscersi e riconoscersi e partecipare alla creazione di nuove forme di economia sostenibile.

Lo ha scritto bene Jacques Le Goff (1924-2014): “L’Europa si sta costruendo. E’ una grande speranza, che potrà diventare concreta soltanto se si tiene conto della storia; un’Europa senza storia sarebbe orfana e infelice. Perché l’oggi viene dall’ieri e il domani è la proiezione del passato. Un passato che non deve paralizzare il presente ma aiutare a essere diversi nella coerenza e innovatori nelle dinamiche di sviluppo. La nostra Europa, tra Atlantico, Asia e Africa, esiste da molto tempo: disegnata dalla geografia e plasmata dalla storia, fin dal momento che i Greci le diedero questo nome, sempre mantenuto da allora. Il futuro deve basarsi su questi lasciti che, dall’antichità e finanche dalla preistoria, hanno reso l’Europa un mondo di ricchezza eccezionale e di straordinaria creatività nella sua unità e diversità”.

Lo “Studio di impatto degli itinerari culturali sulle Piccole e Medie imprese” commissionato da Consiglio d’Europa e Commissione Europea ha dimostrato (Bruxelles 28 giugno 2011) che lo sviluppo di una rete di percorsi culturali certificati può fornire risposte concrete alla domanda di lavoro qualificato e svolgere un efficace ruolo di contrasto alla crisi, soprattutto nei territori cosiddetti “minori”, cioè aree rurali o meno conosciute. La Via Francigena e gli Itinerari Culturali dànno impulso a turismo, economia, sviluppo regionale, sviluppo rurale costituendo un formidabile strumento di coesione sociale e territoriale in grado di accrescere la fiducia nel futuro. Auspichiamo che il lavoro di costruzione della Via Francigena possa proseguire per realizzarne appieno il positivo potenziale di conoscenza e coesione, in una fase di congiuntura critica per l’intera Europa. 

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L’ASSOCIAZIONE EUROPEA DELLE VIE FRANCIGENE RIUNITA IN ASSEMBLEA AD ACQUAPENDENTE
si impegna a:

  • rafforzare la rete di Collettività territoriali e di Enti locali della Via Francigena, da Canterbury a Roma, ed estendere il percorso fino alla Puglia e alle altre vie storicamente riconosciute;
  • promuovere la cooperazione inter-istituzionale fra Ministeri e Regioni dei quattro Paesi attraversati (Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia);
  • sensibilizzare Regioni, Enti locali e Associazioni di volontari per dotare l’intero percorso della Via Francigena dei necessari servizi di ospitalità, sicurezza, informazione;
  • promuovere l’approvazione del Master Plan Europeo (EMP) della Via Francigena e il Coordinamento interregionale europeo delle Regioni attraversate;
  • promuovere il lavoro comune delle quattro componenti necessarie allo sviluppo di un Itinerario come quello della Via Francigena: 1. istituzioni pubbliche, 2. associazioni di volontari, 3. istituti di ricerca scientifica, 4. operatori economici e turistici;
  • rafforzare la rete scientifica della Via Francigena delle Università europee;
  • promuovere e rafforzare il dialogo interculturale tra Europa anglo-sassone ed Europa mediterranea con riferimento ai quattro luoghi simbolo della cultura religiosa mondiale: Roma, Gerusalemme, Santiago di Compostela, Canterbury;
  • rafforzare la cooperazione tra gli “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa” che si rifanno alle antiche vie di pellegrinaggio – Santiago di Compostela, Sant’Olav, San Michele, San Martino – e con altri percorsi quali la “Via Romea Germanica” (da Stade a Roma), la Rete delle Città storiche termali e la Via della Seta;
  • promuovere prodotti tematici culturali e turistici lungo la Via Francigena

L’ASSOCIAZIONE EUROPEA DELLE VIE FRANCIGENE chiede alle Istituzioni Europee:

  • La promozione del “Programma degli Itinerari Culturali Europei” ed il suo riconoscimento all’interno della programmazione 2014-2020;
  • la presentazione della Via Francigena e degli Itinerari culturali europei in Expo Milano 2015;
  • il sostegno alle reti europee di cooperazione interregionale NECSTouR e Coordinamento interregionale europeo della Via Francigena;
  • il sostegno alla rete europea di cooperazione universitaria EUNEK (European Network of Knowledge)