Via Francigena

L’Associazione Europea per le Vie Francigene a Lucera

Redazione AEVF
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Domenica mattina 28 Ottobre l’Associazione Europea per le Vie Francigene, che raccoglie circa duecento fra Enti pubblici ed associazioni e rappresenta l’itinerario culturale omonimo presso il Consiglio d’Europa, si è riunita in assemblea, la prima a Sud di Roma, presso il Teatro Garibaldi di Lucera. Dopo l’incontro, riservato agli iscritti ed agli amministratori locali, c’è stata la presentazione al pubblico della Rivista “Via Francigena and the Pilgrimage Ways”,  pubblicazione semestrale sull’”Itinerario Culturale”del Consiglio d’Europa che in questo numero contiene uno speciale sulla Puglia e la Via Francigena del Sud. Presenti: Massimo Tedeschi per AEVF, l’assessore regionale Silvia Godelli, Michele Del Giudice del Club Alpino Italiano, Alberto Conte diretttore della società Itineraria e Stefano Cavazzini del Consorzio Parmigiano Reggiano, partner editoriale.

Il perché della scelta di Lucera va ricercato nel processo di allungamento a sud di Roma (che si spera possa essere approvato nel 2014) del tratto della Via Francigena che unisce Canterbury alla nostra capitale con 1.660 km di strade percorse dai pellegrini, preferibilmente a piedi, e che nel 1994 è stato dichiarato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa alla pari del Cammino di Santiago.
La valorizzazione del tratto pugliese della Via Francigena, a cui la Provincia di Foggia e la Regione Puglia stanno dando particolare impulso, non ha solo un significato storico-culturale o devozionale: permette anche di immaginare una nuova importante declinazione dell’accoglienza turistica, sull’esempio di quanto è avvenuto negli ultimi vent’anni a Santiago di Compostela. L’itinerario pugliese, ed in particolare della Capitanata, fino ad ora ricostruito grazie al lavoro di ricerca svolto dall’Ossevatorio Turistico dell’Economia Ambientale e dei Beni Culturali dell’Università di Foggia, attraversa i Comuni di Faeto, Celle San Vito, Castelluccio Valmaggiore, Troia, Biccari, Lucera, Torremaggiore, San Severo, Apricena, San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo per giungere a Monte Sant’Angelo, tappa intermedia rispetto alla destinazioni di Otranto, Brindisi, Leuca e, infine, Gerusalemme.
Durante l’incontro abbiamo avuto modo di parlare con chi il cammino (fino a Roma)lo ha già fatto, a piedi, in 3 mesi, spendendo circa 2.000 €. Un’esperienza indimenticabile, che fa crescere non solo chi la fa in prima persona, ma anche chi, a qualsiasi titolo, entra in contatto con i pellegrini. Ecco perché questo riconoscimento è così importante: rappresenterrebbe una grossa opportunità di crescita per i nostri territori, non solo finanziaria.
Fonte: www.newsetvlucera.it