Via Francigena

La Via Francigena nel 2021 si è rimessa in cammino: ecco i numeri

Redazione AEVF
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L’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha analizzato un campione di 1430 credenziali distribuite durante il 2021, rendendo disponibili alcuni importanti dati statistici.

C’è tanta voglia di Via Francigena e di cammini, ma soprattutto di ripartenza. Anche con questo obiettivo AEVF ha organizzato nel 2021 la camminata – staffetta “Road to Rome” per dare un segnale di ripartenza dopo il Covid-19 e per promuovere la Via Francigena a livello internazionale. Un evento europeo realizzato per celebrare i 20 anni di AEVF.

Con queste premesse è stata fatta anche per il 2021 l’analisi delle credenziali distribuite nel corso dell’anno dall’AEVF. Si tratta quindi di stime, non esaustive, utili per stimolare alcune riflessioni sulle potenzialità della Via Francigena che, insieme al sistema dei cammini, rappresenta un esempio ideale per il turismo post-pandemia. La Via Francigena nel 2019 aveva registrato circa 50 mila pellegrini all’anno che hanno camminato per almeno una settimana lungo un tratto di percorso. Durante il 2021 i pellegrini stimati sono stati circa 40.000.

CREDENZIALI

I punti di distribuzione credenziali AEVF in Europa sono aumentati passando da 84 nel 2020 a 95 nel 2021 (+13,10%).

L’analisi interna si basa su un campione di 1430 credenziali AEVF distribuite nel 2021 nel tratto Canterbury-Roma, principalmente da maggio a settembre. I principali punti di distribuzione si concentrano nel tratto norditaliano della Via Francigena e sono Ivrea, Lucca, San Miniato, Piacenza, San Gimignano, Siena, Viterbo e Roma. Da segnalare anche l’aumento di punti di distribuzione lungo il percorso in Svizzera.

In merito all’utilizzo delle credenziali, sono opportune alcune considerazioni: da analisi e sondaggi fatti da AEVF nel 2019 e 2020 risulta che circa il 30% di pellegrini utilizza la stessa credenziale per più anni, camminando o pedalando una media di 7-8 giorni ogni anno sulla Via Francigena, in tratti diversi. Il 20% di camminatori che pernotta in strutture “non pellegrine” dichiara invece di non utilizzare la credenziale per il proprio viaggio. In merito ai numeri della distribuzione, infine, sono oggi diversi i soggetti che, a livello locale o nazionale, distribuiscono una propria credenziale, laica o religiosa.

Non esiste tuttavia un osservatorio in grado di verificare il numero complessivo che viene distribuito e, soprattutto, rimane lacunosa la verifica del numero di pellegrini che arriva a Roma, dove non è presente un osservatorio in grado di misurare questi numeri in senso quantitativo e qualitativo, come invece avviene a Santiago de Compostela.

PROFILO DEL VIAGGIATORE

Mezzo di trasporto. Rispetto al 2019 rimane abbastanza stabile il numero di chi utilizza la bicicletta (20%) e di chi cammina (80%).

Classe di età. Rispetto al 2019, il dato più significativo e rilevante è l’aumento del numero di giovani che decide di percorrere l’Itinerario: gli under 17 costituiscono il 5% (2% nel 2019) mentre il 13% è costituito dalla classe 18-24. La percentuale più elevata si registra nella classe 45-54 (21%).  La presenza di giovani sul cammino è un elemento di grande importanza che testimonia l’attrattività di questo viaggio esperienziale e culturale anche per un target che fino ad oggi era poco presente sulla Via Francigena. Si tratta in molti casi di studenti che scelgono il periodo estivo per partire, da soli o in piccoli gruppi, e condividere un’esperienza di vita, oltre che di vacanza.

Sesso. La percentuale di maschi e di femmine è rispettivamente di 44% e 56%.

Nazionalità. Causa la pandemia che ha limitato gli spostamenti internazionali ed ha favorito un turismo di prossimità, la quasi totalità dei pellegrini è stata europea (98%). Di questo gruppo numeroso, la maggior parte è italiano e proveniente dai Paesi come Francia, Svizzera, Germania.

Tratti di percorrenza e meta. Le percentuali più elevate si riscontrano nel tratto italiano nel Lazio e Toscana, regioni scelte rispettivamente dal 49,10% e 31,05% dei pellegrini. Seguono, in ordine di frequentazione: Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta, Cantone Vallese, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Campania.  La presenza di camminatori nel tratto sud della Via Francigena, soprattutto in Puglia, è un dato molto significativo destinato a crescere nei prossimi anni.

I principali punti di arrivo scelti dai pellegrini sono Roma (42,73%) e Siena (15,72%), seguite da Viterbo, Lucca e Ivrea. Generalmente la meta finale di Roma viene scelta da pellegrini che percorrono la Via Francigena con un cammino di oltre tre settimane di percorso, mentre le altre località di approdo sono scelte da chi cammina in media dai giorni alle due settimane.

Periodo di partenza. Nel 2021 il periodo di partenza preferito è stato quello estivo, nei mesi di giugno (14%), luglio (17%) e agosto (29%). Cifre elevate si registrano anche nei periodi di maggio (10%) e settembre (14%).

Punti di partenza.  Siena, Lucca, il Colle del Gran San Bernardo e la città di Aosta.

Motivazione del viaggio. Le principali motivazioni alla base del viaggio sono la condivisione, la dimensione spirituale del cammino, la vocazione turistica dei luoghi e quella culturale. Seguono l’ambiente, lo sport e la religione.

Insieme o da soli? La maggior parte dei pellegrini preferisce viaggiare in gruppo (55%), il 32% in coppia, mentre il 13% preferisce partire da solo.

Alla luce di questi numeri che, si ribadisce, vanno presi come semplici stime e non come dati scientifici, ecco alcune considerazioni finali.

Effetto “Via Francigena – Road to Rome”. La lunga marcia a staffetta organizzata da AEVF dal 15 giugno al 18 ottobre 2021 ha sicuramente contribuito ad aumentare la popolarità internazionale della Via Francigena ed ha avuto il grande merito di coinvolgere 638 comunità locali lungo il percorso. Dalle stime fatte, risulta che circa 10.000 persone in Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia hanno incontrato il gruppo di camminatori del Road to Rome, mentre 3.500 camminatori hanno accompagnato il gruppo per una o più tappe del percorso.

L’impatto socio-economico della Via Francigena. La Via Francigena genera oggi un indotto stimato sul territorio di 20 milioni di euro, distribuiti ovviamente in modo differente sul percorso europeo in base alla frequentazione dei pellegrini in quel singolo tratto. La spesa media di chi viaggia a piedi è di 40/45 € al giorno, mentre è di 60/65 € al giorno per chi viaggia in bicicletta. Alla cifra complessiva legata all’indotto che ricade lungo il percorso (bar, ristoranti, alloggi, servizi) si aggiuge la spesa dei pellegrini per materiale tecnico, abbigliamento, trasporto per raggiungere la località di partenza e per rientrare a casa.

Da non sottovaliutare infine l’interazione dei pellegrini, provenienti da Paesi e regioni differenti rispetto al tratto di percorso scelto, con la comunità locale con la quale si instaura a volte una vera e propria osmosi culturale.

Lo studio IRPET e l’aumento dei flussi. A sostegno dell’impatto socio-economico della Via Francigena, è stato presentato da Regione Toscana nel mese di agosto l’aggiornamento sullo studio IRPET legato al flusso dei camminatori e turisti che frequentano la Via Francigena e le zone limitrofe e confinanti.

In sintesi, l’effetto netto del ripristino in termini di presenze in più complessive nel decennio 2009-2019 è di 613 mila presenze in più, considerando i 37 comuni toscani (10 dei quali già a vocazione turistica). Arrivi, presenze e numero di strutture aumentano via via che ci si avvicina alla Via: ad esempio entro i 10 km la variazione percentuale è rispettivamente del 62%, 35% e 40%, mentre tra 10 e 20 km scende a 30%, 12% e 30%. La versione definitiva dello studio IRPET verrà presentato ad inizio 2022 da Regione Toscana.

Maggiori informazioni sullo studio IRPET clicca qui

Si tratta di numeri importanti che testimoniano in modo inequivocabile come l’investimento sull’infrastrutturazione e promozione della Via Francigena possa generare uno sviluppo socio-culturale-economico per i territori attraversati. Il periodo post-Covid e di pandemia che stiamo ancora vivendo testimonia comunque che il turismo esperienziale legato alla Via Francigena è in grado di continuare a crescere. La crescita sarà maggiore quanto maggiore sarà l’investimento in strutture di accoglienza per pellegrini, messa in sicurezza del percorso e manutenzione, dei sentieri e segnaletica.