Via Francigena

Alla scoperta della Via Francigena in Svizzera

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Redazione AEVF

Così tante perle che tengono insieme questa bellissima collana composta da una densa rete di persone e di paesi. E c’è tanta passione!”. Queste parole espresse da Luca Bruschi, Direttore dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, colgono l’essenza del pellegrinaggio.

L’itinerario della Via Francigena si fonda sul diario di viaggio scritto dall’Arcivescovo Sigerico nel 990 d.C. Quest’uomo percorse la strada da Canterbury a Roma per ricevere il Pallio dal Papa e durante il suo ritorno annota 79 località in cui ha sostato. L’anno scorso ho completato l’intero pellegrinaggio da Canterbury a Roma ed ho ricevuto l’Attestato del Pellegrino. Tuttavia, il mio pellegrinaggio non è stato compiuto al solo fine di ricevere questo prezioso documento. Come Luca ha affermato, la vera gioia è proprio l’essere parte di questa rete di persone e di comunicazione. Per me, è come un nuovo inizio!

Quando sono tornata in Australia dopo il mio pellegrinaggio, la mia passione per la Via Francigena è cresciuta, intensificandosi. Alla fine, mi sono ritrovata di nuovo in Italia ed in Svizzera solo quattro mesi più tardi. Il mio obiettivo fu di dedicare maggior tempo alle 7 tappe svizzere in cui Sigerico si fermò. La mappa dell’itinerario si dispiegava perfettamente e, come perle su un filo, le città ed i villaggi si susseguivano lungo la Via Francigena svizzera.

Orbe

Orbe fu l’ultimo centro abitato svizzero (tappa n. 55) in cui Sigerico soggiornò sulla via del ritorno verso Canterbury. Orbe è un’antica città romana e medievale che ancora possiede mosaici romani, antichi ponti svizzeri ed il mio vino svizzero preferito, il Gamay. Nell’ultima mia visita, ho camminato per diverse ore sul percorso della Via Francigena vicino ad Orbe ed ho apprezzato la solitudine della campagna svizzera. I miei soli compagni erano i verdi e dorati pascoli punteggiati da minuscoli villaggi ed il riflesso violaceo delle distese innevate sulle Alpi del Jura. Ai tempi di Sigerico, le maggiori vie che attraversavano Orbe erano affollate dai viaggiatori e, pochi secoli dopo, dai pellegrini. Ma ora, avevo tutto per me!

Abbazia di Romainmôtier

Infine, sono giunta all’Abbazia di Romainmôtier! La città ha la più antica chiesa romanica in Svizzera, e fu edificata dai monaci cluniacensi nel X secolo. Tuttavia, ci sono prove che la chiesa fu costruita in dieci differenti fasi a partire dal I secolo. Ho davvero apprezzato la vista degli affreschi e delle splendide colonne e dei capitelli romanici. Dopo la mia camminata, sentivo l’incalzante necessità di una tazza di tè. Così, mi sono diretta senza esitazione alla ricerca della Casa del Tè, un tempo abbazia della città. La mia bevanda fu davvero rinfrescante, accompagnata da una grande ciotola di zuppa di verdure locali con pane ed un enorme piatto di formaggio.

Losanna

Lausanne, località in cui alloggiò Sigerico (tappa n. 54), è posizionata sul Lago di Ginevra. Così, decisi di affrontare a piedi i ripidi pendii che si sviluppavano dal Lago di Ginevra alla Cattedrale. Il percorso valse la pena per le vedute della città e le viste che affacciavano sul Lago e sulle Alpi – anche se il risultato fu di procurarsi vesciche ai piedi!

La cattedrale di Notre-Dame di Losanna, costruita nel XII secolo, è popolare oggi, così come per i pellegrini nel Medioevo. Essa possiede così tante affascinanti particolarità. Sono rimasta ammaliata dalle figure policrome nel Portale Dipinto, dal campanile ed dal rosone del XIII secolo. Sono riuscita a localizzare la chiesa di San Francesco ma, sentendomi tremendamente stanca dopo il cammino, non era propensa a recarmici. Ho tentato di fare le foto del labirinto dalla porta, ma continuava a rimanere aperta. Ho concluso che San Francesco mi stava invitando ad entrare per pregare!

Più tardi nel pomeriggio, decisi di camminare verso Vevey (tappa n.53). La decisione fu un po’ ambiziosa, date le vesciche ai piedi e dal fatto che la marcia sarebbe durata ben quattro ore. Fortunatamente, avevo con me il quaderno degli schizzi e la matita. Così ho trovato un ottimo posto per sedermi, disegnare le Alpi ed ammirare il tramonto. Vevey riluceva ben visibile in lontananza, così come i vigneti di Lavaux. Infine, quando il giorno andava spegnendosi, mi sono diretta ad assaggiare il vino locale Lavaux e qualche piatto della cucina svizzera-italiana.

Aigle

Oltrepassando il Lago di Ginevra, la Via Francigena prosegue attraverso le Alpi, incanalata nella valle del Rodano. Sigerico alloggiò in un piccolo villaggio nelle vicinanze di Aigle (tappa n. 52). Questo villaggio è affascinante con le sue strade tortuose, il ponte napoleonico ed il castello, ed oltretutto circondato dai vigneti e dalle Alpi svettanti.

L’abbazia di Saint-Maurice

Un altro luogo nella valle del Rodano dove alloggiò Sigerico è l’Abbazia di San Maurizio (tappa n.51). Questa si trova esattamente nel mezzo tra Canterbury e Roma ed è stata un luogo della continua preghiera, “laus perennis”, per oltre 15 secoli. Nel 2015 si è svolta una grande celebrazione per il suo 1500° anniversario. Questo luogo è senza dubbio una “perla” con tantissimi tesori da ammirare! Ho davvero apprezzato visitare la Basilica, il sito archeologico, le catacombe, il tesoro ed il chiostro.

Visitare l’Abbazia mi ha riportato alla mente il compagno di viaggio che ho incontrato l’anno scorso. Durante quella visita, ho chiesto di poter tornare in Francia per vedere i luoghi che non avevo visitato. Tuttavia, il pellegrino mi ha ricordato chiaramente che la Via verso Roma è decisamente meglio. Ho portato con me questo consiglio per tutta la strada verso Roma, e nella mia vita quotidiana, prendendo decisioni che mi portino a guardare avanti, e non indietro. Questo è stato un gran cambiamento per me!

Orsières

La Via Francigena ascende rapidamente le Alpi a Martigny, arrivando ad Orsières (tappa di Sigerico n.50). Ho apprezzato molto le strade antiche, rifocillandomi al Café des Alpes e ammirando la torre campanaria della chiesa di Saint-Nicolas.

Bourg Saint-Pierre

Bourg Saint-Pierre, situato all’altitudine di 1632 m., è la tappa successiva in cui Sigerico sostò (tappa n.49). Nell’810 d.C. il paese aveva un monastero dedicato a San Pietro, protettore dei pellegrini. Il campanile romanico e la locanda dove alloggiò Napoleone sono interessanti da vedere.

A Bourg Saint-Pierre si trova un tunnel che è connesso all’Italia. All’altitudine di 2473 metri, il Passo del Gran San Bernardo è accessibile solo dai due ai quattro mesi all’anno. Perciò in questa zona, i momenti di percorrenza lungo la Via Francigena sono limitati.

Grand Saint-Bernard Pass

Sono stata fortunata a visitare il Passo del Gran San Bernardo diverse volte. L’anno scorso, in ottobre, abbiamo timbrato le nostre Credenziali del Pellegrino all’ostello. Abbiamo ricevuto una reale accoglienza pellegrina, con una bollente scodella di zuppa, ed una visita alla cappella ed al museo.

Fuori dal centro abitato, si trova un’antica strada romana ed un lago che segna il confine italiano e, naturalmente, il San Bernardo si eleva a guardia sul sentiero per Roma e San Pietro!

Carol Neville

 

Viaggiare sulla Francigena

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