Via Francigena

La Campania e le aree di Caserta, Benevento, Avellino. La Francigena come motore per lo sviluppo

Redazione AEVF
Redazione AEVF

“La Regione Campania non lascerà fuori le aree interne dal percorso a piedi di 700 chilometri de ‘La Via Francigena nel Sud’ che da Roma porta a Brindisi”.

Lo rende noto l’Assessore regionale all’Artigianato e al Commercio Vittorio Fucci, in seguito all’incontro avuto a Palazzo Santa Lucia a Napoli con Pasquale Sommese, Assessore regionale al Turismo, che sta vagliando il progetto portato avanti dal  Gal (Gruppo di Azione Locale) Titerno.

“Il percorso, che interessa le aree delle province di Caserta, Benevento ed Avellino, – dice Fucci – non subirà variazioni né dirottato altrove favorendo così altre regioni confinanti con la Campania”.  “La giunta regionale – continua Fucci – inserirà il progetto nel suo programma di azioni per garantire che il percorso religioso, che da Roma porta a Brindisi e quindi a Gerusalemme, attraversi la Campania che occupa una posizione nodale e strategica nello sviluppo di questo segmento dell’itinerario. E’ importante sottolineare che l’individuazione e la definizione nei suoi territori dei relativi cammini può essere una valida occasione di messa in evidenza delle eccellenze culturali, ambientali, turistiche, dell’artigianato e del commercio che la caratterizzano”. “Ci sono migliaia di persone – aggiunge l’Assessore regionale – che hanno camminato su Santiago e si stanno riversando sulla Via Francigena e, in particolare, verso Roma e la Puglia. Penso che per la Campania essa rappresenti un’occasione importante per intercettare centinaia di migliaia di turisti che hanno bisogno di servizi dell’accoglienza, della ristorazione, dei prodotti enogastronomici del posto, dei prodotti innovativi come l’applicazione tecnologica al turismo. Questa massa di servizi che i privati possono dare alle persone, come da progetto, forniscono una economia e quindi uno sviluppo e una crescita che le Amministrazioni, a mio parere, possono e devono sostenere dando vita ad un modello nuovo di economia sostenibile. Non si tratta solo di turismo religioso ma di un modello di turismo moderno ‘sostenibile’ e ‘compatibile’”.

“La Via Francigena puo’ rappresentare esattamente questo tipo di turismo che soddisfa una richiesta di storia, di cultura, di Europa e di identità dei nostri territori, oltre a soddisfare a una voglia di crescita economica per i territori, soprattutto delle nostre aree interne”.

Fonte: Ottopagine