Via Francigena

Intervista con Raul Goni Santiago, pellegrino-giornalista free lance appassionato di cammini

Redazione AEVF
Redazione AEVF

Intervista con Raul Goni Santiago, pellegrino-giornalista spagnolo free lance appassionato di cammini ed innamorato della Via Francigena, sulla quale ha già camminato in diverse occasioni.

Nel 2012 ha fondato a Pamplona l’Associazione Via Francigena Spagna www.viafrancigena.es, con la quale AEVF collabora. Il numero dei pellegrini spagnoli che si riversano sui cammini di Santiago (lo scorso anno sono stati 215.000!) interessati alla Via Francigena è in forte aumento, anche grazie all’attività di comunicazione e supporto che l’associazione spagnola sta dando.

1.Quali sono le attività che l’Associazione Via Francigena Spagna sta facendo per promuovere l’itinerario francigeno e quale è la percezione del potenziale della Via Francigena tra i pellegrini spagnoli, che già da molti anni camminano sulle vie che conducono Santiago?

L’Associazione della Via Francígena in Spagna (AVFF) sta cercando di far conoscere questa antica via di pellegrinaggio che conduce a Roma, non solo in Spagna e nella Penisola Iberica, ma anche in tutto il Continente americano dove si parla spagnolo, ed a tutti i pellegrini, viandanti ed appassionati di cammini che parlano questa lingua. Vogliamo informare e favorire una formazione sulla Via Francigena che ancora oggi in Spagna non è così conosciuta come il celebre Cammino di Santiago. Tante persone comunque chiedono informazioni sulla Francígena perché trovano nel Cammino spagnolo un luogo spesso sovraffollato e cercano quella tranquillità che un cammino come la Francigena può trasmetere. Inoltre, camminare attraverso Paesi come Francia, Svizzera e soprattutto l’Italia, è un’esperienza straordinaria, così come arrivare a piedi da Roma, uno dei posti più significativi della nostra cultura cristiana.
AVFF sta partecipando a conferenze, incontri, supporta la comunicazione e favorisce lo sviluppo di progetti culturali lungo la Via.
Infine vengono fornite informazione e credenziali a tutti i pellegrini e viandanti che intraprendono il cammino verso Roma.


2.Hai fatto recentemente una lunga esperienza come hospitalero in Italia, sul Passo del Gran San Bernardo. Raccontaci come si svolgeva la tua giornata, i tuoi incontri con i pellegrini e le attività che quotidianamente si svolgono sul mitico Colle a 2.500 m di altezza.

Il Passo del Gran San Bernardo è senza dubbio uno dei luoghi mitici in Europa, un posto carico di storia. Per questo motivo molti pellegrini provenienti da tutto il mondo lo scelgono come punto di partenza per arrivare da Roma. Lì arrivano pieni di energia positiva e con la volontà di attarversare l’Italia per arrivare alla Città Eterna.
Questo colle è un posto magico ed affascinante, luogo di incontro con persone. Tutti i viandanti che arrivano all’Ospizio del Gran San Bernardo sono accolti nello stesso modo. I pellegrini sono dapprima accompagnati alla sala da pranzo per trovare un luogo caldo dove ristorarsi, viene quindi offerta loro una tazza di tè caldo prima assegnare la camera.
Oltre ad aiutare i canonici nell’accoglienza dei pellegrini e nella preparazione dei pasti, invitiamo i pellegrini a condividere la spiritualità di questo luogo; li accompagnamo a visitare il celebre museo, i sentieri storici senza dimenticare di incontrare i famosi cani San Bernardo che in passato hanno soccorso tanti camminatori.
Quest’ anno abbiamo notato il forte incremento di persone spagnole e latinoamericane che hanno scelto di cominciare il loro cammino proprio dal Colle dl Gran San Bernardo. Possiamo considerare questo “valico” come il fratello di quello di Roncisvalle nei Pirenei, che conduce verso Santiago.


3.Papa Francesco in molte occasione ha espresso belle parole verso i cammini ed i pellegrinaggi, con particolare riferimento alla Via Francigena. Il carisma e la capacita comunicativa di Papa Francesco possono attirare la popolazione mondiale ispanica verso la Via Francigena?

Papa Francesco ha molta fiducia nel ruolo della Via Francigena. Non a caso ha da subito attivato un ufficio preposto per la valorizzazione della Francigena. Inoltre, come Gesuita,  conosce bene che il suo fondatore San Ignazio di Loyola ebbe la rivelazione di creare la Compagnia di Gesù proprio a La Storta, nella periferia di Roma, sul cammino francigeno. Le persone provenienti dall’America Latina, sia quelle cattoliche sia quelle non cattoliche, sono fortemente attratti dalla figura e dal carisma di Papa Francesco.
Addirittura tante persone ci scrivono per ottenere una udienza con il Santo Padre, una volta che saranno arrivati a piedi a Roma. Ovviamente questa cosa non possiamo farla!
Il fatto che numerose persone provenienti da altri continenti vengano a camminare sulla Via Francigena, supporta l’idea che le strade di peregrinazione come la Francigena debbano essere considerate come grandi rotte di scambio culturale e spirituale; su questi cammini si devono creare delle “zone franche” nel quale le persone possano camminare liberamente, ognuno con la propria motivazione. E proprio in questo, Papa Francisco e la Chiesa Cattolica come Organizzazione, possono dare un forte contributo.

4.La Via Francigena, come insegna il Cammino di Santiago, può creare oggi importanti opportunità di lavoro per giovani e sviluppare una sostenibilità economica a livello locale. Come pensi che si possa sviluppare questo segmento, mantenendo l’autenticità del cammino?

L’economia globale ha dimostrato che stiamo distruggendo l’autenticità, il futuro delle persone e delle economie locali appiattendo tutto quanto. La Via Francigena, come il Cammino di Santiago, sono grandi reti composte da tante persone, provenienti ognuna da una diversa estrazione sociale, territori, piccole località o mondi lavorativi differenti. E così le cose devono rimanere. Sulla Via Francigena c’è la possibilitò di creare lavoro per tante persone. Il piccolo imprenditore, sia esso giovane o meno giovane, può creare una piccola impresa di prodotti e servizi a supporto della Via Francigena mettendosi in rete con altri piccoli imprenditori locali, in maniera associativa e solidale.
Sulla Francigena ci sono ancora tanti spazi da colmare. Essa non favorisce solo lo sviluppo di una economia a livello locale, ma aiuta alla creazione di una rete di persone e imprese in risposta alle grandi multinazionali internazionali.
Le associazioni e le istituzioni devono cercare di garantire un equilibrio in questo sviluppo affinché sia equo e possa favorire un dialogo tra pubblico-privato, in ottica sostenibile. La Via Francigena, cosi come il Cammino di Santiago, non è solamente una strada sulla quale camminano le persone. I pellegrini e viandanti sopra quel percorso mangiano, dormono, spendono e hanno bisogno di servizi: è nostro compito aiutarli e rispondere ai loro bisogni. Così è sempre stato nel corso della storia, e cosi continueranno ad andare le cose.
E’ importante cercare di preservare l’autenticità della Francigena per svluppare una micro ecnomia sostenibile sui territori.

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