Via Francigena

Francigena patrimonio UNESCO: regioni e ministeri italiani insieme per la candidatura

Luca Bruschi
Luca Bruschi
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Il percorso che punta a portare nel 2025 al riconoscimento della Via Francigena come patrimonio  UNESCO (l’organizzazione  delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) compie un ulteriore  decisivo passo avanti con il rinnovo del protocollo d’intesa fra le sette regioni italiane dell’itinerario di Sigerico, il Ministero della Cultura e il Ministero degli Esteri.

È quanto è stato deciso nell’incontro che si è tenuto il 6 luglio a Firenze presso la presidenza della Regione Toscana, con la partecipazione del Presidente Eugenio Giani, dei Sottosegretari di Stato dei Ministeri della Cultura e degli Esteri, Lucia Borgonzoni e Benedetto Della Vedova, del Presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene Massimo Tedeschi, di Maria Pianigiani, Focal Point UNESCO del Ministero della Cultura e di Roberta Pesci, capo sezione UNESCO dell’ufficio Cooperazione culturale in ambito multilaterale del Ministero degli Esteri.

Erano presenti i rappresentanti delle regioni italiane attraversate dalla Via Francigena di Sigerico: Jean-Pierre Guichardaz, assessore ai Beni Culturali e Turismo della Valle d’Aosta, Stefano Bruno Galli, assessore Autonomia e Cultura della Lombardia, Alessandro Piana, vicepresidente della LiguriaAndrea Massari, Presidente della Provincia di Parma, per la regione Emilia-Romagna e Roberto Ottaviani, direttore dell’agenzia del Turismo del Lazio.

“Il protocollo – ha detto il sottosegretario Borgonzoni– segna un ulteriore e indispensabile passo avanti verso il riconoscimento della Via Francigena Patrimonio dell’Umanita. Una sfida cominciata anni fa, che il Ministero della Cultura ha saputo cogliere prontamente, lavorando senza interruzione al fianco delle regioni. L’inserimento di questo storico itinerario nella lista UNESCO darebbe un forte impulso alla crescita culturale e sociale, turistica e economica dei territori coinvolti”.

Il Presidente AEVF Massimo Tedeschi ha ricordato i vari passaggi dell’iter di candidatura, “iniziato nel 2010 con l’iniziativa della Provincia di Siena, ripresa nel 2015 a Fidenza con l’incontro dei comuni che hanno rilanciato il progetto. Nel 2017 è stata realizzata da AEVF, su incarico di Regione Toscana e Lombardia, l’analisi preliminare del percorso italiano. Nel 2020 è stato realizzato, sempre da AEVF, lo studio tematico europeo che comprende l’intera Via Francigena di Sigerico, da Canterbury a Roma. Il prossimo cruciale step è quello di coinvolgere i cinque Paesi della Via Francigena – Regno Unito, Francia, Svizzera, Italia e Vaticano – nell’approvazione dello studio tematico europeo, consentendo così ad ogni Paese di procedere alla propria candidatura”.

L’accordo è già entrato in fase operativa con il prossimo incontro tecnico convocato il 20 luglio. La Regione Toscana presiederà il Comitato di coordinamento in cui sono rappresentati tutti i firmatari. L’Associazione Europea delle Vie Francigene fornirà il supporto tecnico e scientifico.

Oltre alla candidatura, continueranno le azioni di miglioramento dell’infrastruttura, dalla sicurezza all’accoglienza, alla segnaletica, all’accessibilità, per dare risposte quotidiane e concrete alle migliaia di pellegrini, provenienti da tutto il mondo, che percorrono la Via Francigena.

L’auspicio unanime è che entro il 2025, anno del Giubileo, possa essere depositato il dossier per il riconoscimento del percorso italiano della Via Francigena nella Lista Mondiale UNESCO.

Rinnovo protocollo UNESCO