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Aspettando “I love Francigena”, conclusi i sopralluoghi

Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) e Fiorenzuola in Movimento hanno portato a termine le giornate di sopralluogo nel tratto piacentino e parmense della Via Francigena.

L’iniziativa, realizzata con il supporto di APT Emilia Romagna, ha permesso una verifica e gestione del percorso, dal Guado del Po al Passo della Cisa, due luoghi simbolo dell’itinerario di Sigerico.

Abbiamo verificato lo stato del percorso in Emilia Romagna e non sono emerse particolari problematiche – spiega Sami Tawfik, responsabile progetti AEVF – dove necessario siamo intervenuti potenziando la segnaletica adesiva. Queste giornante sono state anche un’occasione per incontrare gli uffici del turismo e i soggetti sul territorio deputati allo sviluppo della Via Francigena”. 

Siamo stati davvero felici e orgogliosi dell’importante compito che ci è stato affidato da AEVF: la segnaletica è un tassello fondamentale del cammino – aggiunge Daniela Ceresa per Fiorenzuola in Movimento – E’ stata una bellissima esperienza che ci ha portato a riscoprire i luoghi a noi vicini nel percorso tra Piacenza e Fidenza. Tra un adesivo e l’altro abbiamo attraversato la nostra campagna nel pieno del suo splendore e i paesi attraversati dal percorso”.

Passo dopo passo, tra adesivi e sorrisi, volontari e staff AEVF hanno incontrato numerosi pellegrini in cammino, entusiasti dell’iniziativa. “Queste giornate hanno consentito di preparare il terreno per le due camminate di settembre che saranno seguite da un ulteriore passaggio di verifica del percorso” aggiunge Tawfik.

L’8 e il 15 settembre si entrerà nel vivo del progetto “I Love Francigena in Emilia Romagna”. Il viaggio evento organizzato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), in collaborazione con APT Emilia-Romagna, con il supporto tecnico di ItinerAria S.r.l. e dell’Associazione Fiorenzuola in Movimento, vedrà protagonisti gli appassionati di cammini lungo il tratto emiliano della Francigena. Maggiori informazioni su programma e iscrizioni verranno rese note nei prossimi giorni sul sito www.viefrancigene.org,  https://camminiemiliaromagna.it e https://www.viefrancigene.org/it/I-love-francigena/

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Aspettando ‘I love Francigena’ in Emilia Romagna

Si chiude con un bilancio più che positivo l’edizione 2019 di I love Francigena. L’evento ideato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha portato decine di camminatori alla scoperta dell’itinerario con due date: il 7 settembre lungo la tappa da Cassio a Berceto e il 14 settembre da Pontenure a Fiorenzuola d’Arda.

L’iniziativa, gratuita, quest’anno è stata inserita nel calendario eventi “I love cammini Emilia Romagna” il progetto promosso da APT Servizi Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna e l’associazione AIGAE per vivere i cammini storici dell’Emilia Romagna da Piacenza a Rimini.

La prima passeggiata si è svolta tra i boschi e le mulattiere da Cassio a Berceto, ultimo borgo storico prima del valico appenninico della Cisa verso la Toscana. L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione del comune di Berceto che ha accolto i partecipanti con un buffet, alla presenza del sindaco Luigi Lucchi.

La seconda uscita, nella campagna padana, si è svolta in collaborazione con l’associazione Fiorenzuola in Movimento, i comuni di Pontenure, Cadeo e Fiorenzuola d’Arda. I camminatori, accompagnati dallo staff AEVF, hanno potuto ammirare anche alcuni luoghi culturali e naturalistici come il castello di Paderna, il castello di Cerreto Landi, attraversare il guado del torrente Chiavenna e arrivare infine alla Collegiata di Fiorenzuola d’Arda. Quest’ultima camminata, ha visto la partecipazione di alcuni amministratori locali: Manola Gruppi, sindaco di Pontenure; Marco Bricconi, sindaco di Cadeo insieme a Toma Maria Lodovica, vicesindaco e Alessandro Genesi, assessore al Patrimonio Opere Pubbliche; Romeo Gandolfi sindaco di Fiorenzuola d’Arda.

Anche in questa occasione non è mancato il finale dedicato al gusto grazie alla collaborazione della Parrocchia di San Fiorenzo, dove, i partecipanti hanno potuto apprezzare la genuinità e il sapore della torta fritta cucinata al momento dai volontari.

I love Francigena rappresenta un’occasione di incontro, scoperta del territorio e valorizzazione del percorso. In quest’ottica, in particolare, i due sindaci, Marco Bricconi e Romeo Gandolfi hanno preso parte alla camminata, incontrandosi dopo il guado del Chiavenna. I partecipanti hanno inoltre aiutato lo staff AEVF nella manutenzione della segnaletica e nella raccolta di alcuni rifiuti.

Le due camminate sono state realizzate con il sostegno di Banca Generali Private nell’ambito della collaborazione con AEVF per la promozione dell’Itinerario culturale della Francigena. Banca Generali Private è infatti attiva sul tema sostenibilità ambientale e della valorizzazione delle eccellenze culturali e il progetto “I Love Francigena” può definirsi la perfetta esemplificazione di questo approccio.

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I love Francigena. L’impegno del pellegrino

“Il pellegrino ha molti diritti ed altrettante responsabilità” Questo lo hanno dimostrato concretamente le venti persone che, a passo lento ma costante, hanno percorso la Via Francigena da Santa Cristina ad Orio Litta ed hanno proseguito verso Piacenza, nelle giornate del 10 e 11 giugno con un progetto utile e coinvolgente: “I Love Francigena“.

L’Associazione Europea delle Vie Francigene ed Itineraria hanno organizzato questo progetto: viaggio evento atto a sensibilizzare gli appassionati di cammini nella pulizia del percorso e nella manutenzione della segnaletica. I venti pellegrini, guidati dai rappresentanti delle due associazioni e armati di guanti e sacchi, hanno camminato lungo l’Itinerario Culturale Europeo rendendosi fruitori e al contempo primi responsabili dello stesso.

Le due tappe lombarde, preludio dell’entrata nella regione emiliana, si avvicinano lentamente al fiume Po, sempre visibile dall’alto del percorso sull’argine, che scorre pigramente lungo la Pianura Padana. Il cammino offre una vista panoramica sui paesaggi padani che mai si arresta: le cascine ed i vari colori dei campi coltivati si susseguono e si alternano in una policromia affascinante che accompagna il pellegrino lungo il suo tragitto e lo rende parte della stesso.

Gli incontri sono stati diversi, non solo le strutture lungo il tratto francigeno che hanno accolto i viaggiatori con amicizia ed ospitalità, ma anche pellegrini che conducevano il loro viaggio da soli o in coppia e subito si è creato quel desiderio di conoscenza che nasce immediatamente condividendo tali esperienze.

Le due giornate si sono concluse positivamente e con ottimi risultati. Un secondo incontro è già  in programma per il 24 e 25 di giugno, in cui vige il medesimo obiettivo. Leggi qui le informazioni e come partecipare.

Luca Faravelli

 

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Il 2016 della Via Francigena: numeri e stime sul flusso dei pellegrini

L’Associazione Europea delle Vie Francigena fornisce dati sul profilo del camminatore, pellegrino ed escursionista in viaggio sull’itinerario europeo.
Il camminatore va a quatto o cinque km all’ora. Il pellegrino ama prendere tempo per sé, fermarsi e sostare in luoghi non conosciuti. Non ama adeguarsi alle scadenze durante il cammino, occasione che diventa momento di incontro, conversazione, ascolto. Un viaggio che si trasforma in scoperta di noi stessi e degli altri, immersi nella grande bellezza della Via Francigena. E come afferma Lacarrière, “Camminare ai giorni nostri, non è tornare ai tempi del Neolitico, ma piuttosto essere profeti”.
L’Associazione Europea delle Vie Francigene ha valutato 2.000 schede auto-compilate da pellegrini che hanno chiesto la credenziale nel 2016, su un totale di quasi 12.000 distribuite, per definire meglio il profilo del viaggiatore della Via Francigena. Parliamo di un campione che non ha le caratteristiche statistiche della significatività rispetto all’universo dei camminatori e dei pellegrini francigeni. Si tratta di una mera valutazione di AEVF sulla base delle  schede e di informazioni provenienti dai membri AEVF dell’itinerario, anche se vengono fornite informazioni utile per conoscere meglio il profilo del pellegrino del terzo millennio. Lo scorso anno sono stati stimati circa 40.000 camminatori.
Dal sondaggio si possono mettere in evidenza i seguenti punti:
  • La Via Francigena accoglie un pubblico sempre più internazionale.
  • Vengono scelte dai pellegrini tutte le modalità di alloggio, dagli ostelli alle strutture che offrono maggiori servizi
  • La Via Francigena è un cammino “intergenerazionale”, con una fascia che si allarga tra 16 e 75 anni
  • Nascono lungo il cammino servizi ed imprese a sostegno dell’itinerario
  • La Via Francigena favorisce il dialogo tra i territori e stimola il senso di appartenenza delle comunità locali
FASCE DI ETA’. La via Francigena diventa sempre più un grande itinerario culturale europeo in grado di attirare persone da tutto il mondo. Un cammino “intergenerazionale” che coinvolge tutte le classi di età, da 16 a 75, con aumento di presenze over 70 ed un forte incremento degli under 20 rispetto al 2015. Le fasce più rappresentate sono tra 40-60 anni (41%). A seguire, non distanti, la fascia 30-40 e 20-30 anni. Chi cammina è un tipo autonomo, ben informato, ama organizzarsi in modo autonomo ed acquista prodotti editoriali dedicati al cammino.

IL MEZZO DI TRASPORTO. Si conferma il trend di pellegrini che si mettono in cammino a piedi (79%), in aumento di 4 punti sul 2015. Sicuramente il numero costante di pellegrini che percorrono in bicicletta la via Francigena (21%) rappresenta una grande opportunità per ampliare maggiormente la fruizione della Via Francigena agli amanti della bici. Necessario aumentare i servizi nel percorso e accoglienza, oltre alla messa in sicurezza del percorso che necessita di investimenti adeguati.
Un pellegrino su tre ama partire in gruppo, o almeno con un altro compagno di viaggio fin dalla partenza.

MOTIVO DEL VIAGGIO. La motivazione principale di chi si mette in viaggio sulla via Francigena è il cammino stesso, prima ancora della meta. Ma una delle vere motivazioni è quella deI “saper perder tempo”, oggi considerato nella società moderna quasi inopportuno perché siamo sempre a cercare di recuperare il tempo che ci manca. Emergono la spiritualità, conoscenza dell’io e ricerca intima che avvicina con la natura e con l’ambiente che ci circonda. La Via Francigena offre un tempo per riflettere, per pensare, per scoprire. L’aspetto culturale è altrettanto importante: il cammino riserva un viaggio nella storia, nel tempo e nella cultura europea.  Rimane stabile al 15% la motivazione religiosa. In crescita l’interesse legato alla scoperta dei prodotti gastronomici del territorio che spesso sono in grado di allietare la tappa a fine giornata e diventano un modo per conoscere le tradizioni locali lungo la Via Francigena.

PROVENIENZA. La conoscenza della Via Francigena è in aumento su scala europea. Se è vero che circa il 70% è italiano, sempre più la Via Francigena si rivela un itinerario internazionale che attira pellegrini da tutto il mondo. In Europa i camminatori più numerosi provengono rispettivamente da Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Austria, mentre dal resto del Mondo le provenienze maggiori arrivano da Stati Uniti, Canada, Brasile, Norvegia, ma si segnalano presenze in aumento da Giappone, Corea del Sud, Australia, Messico, Perù, Venezuela.

PERIODO E TAPPE DI PARTENZA. Nonostante il clima caldo, la maggior parte delle partenza si concentra nel periodo estivo: luglio ed agosto sono i mesi che vedono sul cammino una maggiore frequenza, anche in relazione alla possibilità di prendere le vacanze per un medio-lungo periodo.  Nel periodo primaverile e autunnale si concentra invece in modo maggiore la presenza di pellegrini non italiani. Da segnalare che si registrano presenze di pellegrini tutto l’anno, anche nei mesi invernali dicembre, gennaio, febbraio.
Alcune località sulla Via Francigena sono ritenute particolarmente strategiche per cominciare il cammino, almeno è quanto emerge dall’analisi dei dati. In Svizzera un numero crescente di pellegrini inizia da Losanna: splendida città sul lago di Lemano, facile da raggiungere e  a due passi dalle Alpi. In alcuni giorni di cammino si arriva ad uno dei luoghi mitici del percorso, il Passo del Gran San Bernardo. Lo stesso Passo è un altro dei luoghi preferiti dai camminatori con luogo di partenza. In Italia le città scelte principalmente per la partenza sono Fidenza, Lucca, Siena, Viterbo.

PERIODO DI CAMMINO E SOGGIORNO. Il periodo medio è di 7-8 giorni (50%), anche se molti scelgono di camminare ad esempio nei weekend o nei “lunghi” ponti primaverili sulla Via Francigena. Oltre il 20% cammina invece più di due settimane.
La metà dei pellegrini preferisce dormire in ostelli comunali, religiosi o privati. Quello che conta è lo spirito di condivisione ed accoglienza, a partire da un pasto a fine tappa che diventa occasione di scambio sulle esperienze vissute. Chi si mette in cammino per un lungo periodo sulla Via Francigena preferisce decisamente queste strutture, più affini alla dimensione del cammino. Chi viaggia per periodi più brevi, preferisce strutture che offrono maggiori confort e servizi, come hotel e/o B&B, dai quali ci si aspetta sempre comunque una attenzione di riguardo verso la categoria dell’escursionista. Sicuramente l’aumento di strutture ricettive a basso costo, in primis ostelli e ospitali, diventa l’elemento più importante per aumentare il flusso di pellegrini.

IL CAMMINO COME FILOSOFIA DI VITA. L’analisi conferma un forte trend in atto in questi anni, in aumento anche in Italia. Quello cioè del cammino inteso in tutte le sue forme e dimensioni, un’ “arte” che da un paio di secoli almeno viene celebrata da autori molto famosi (Rousseau, Hermann Hesse, Thoreau, Leigh Fermor, Ollivier, Muir), ma anche di autori meno noti per lo meno a noi italiani. E’ davvero una bella rivoluzione lenta quella che mette al centro il camminare, la sensorialità, la spiritualità, l’autenticità legata al viaggio. Come segnala uno dei massimi esperti di cammini, lo scrittore francese David Le Breton, è in atto un forte cambiamento positivo della cultura del camminare ed il camminatore stesso ha acquisito una dignità sociale. “Lo statuto del camminare è cambiato moltissimo in una trentina d’anni, affidandosi solo al proprio corpo e alla propria volontà, è un anacronismo in un’epoca di velocità, istantaneità, efficienza, rendimento, utilitarismo.”

2017: ANNO DEL BOOM E OPPORTUNITA’ PER I TERRITORI. I pellegrini sono già in cammino sulla Via Francigena da inizio anno. Per il 2017 ci si aspetta un vero boom in grado far aumentare la conoscenza di questo percorso europeo, anche grazie ad impegno sempre maggiore di istituzioni, associazioni e operatori privati. Si accendono i riflettori soprattutto sui piccoli comuni, quelli che compongono l’Europa “minore” e che sono stati celebrati al recente Forum sulla Via Francigena a Monteriggioni lo scorso 28 gennaio.
I territori possono giocare un ruolo molto importante per favorire la messa in rete dell’humus imprenditoriale e creativo attirando energia positiva e fiducia. Il tema dell’occupazione (non solo giovanile) oggi è più che mai al centro delle politiche europee,nazionali e regionali. La Via Francigena e tutti gli altri cammini ad essa collegati, possono diventare ottime piattaforme sperimentali per generare flussi occupazionali intorno a temi culturali, declinati in tutte le loro molteplici forme di sostenibilità ed accessibilità.
Luca Bruschi
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EUROVELO 5 – VIA ROMEA FRANCIGENA : A CANTERBURY IL LANCIO DI UN NUOVO PROGETTO EUROPEO PER L’ITINERARIO IN BICI

A fine mese di maggio si è svolto a Canterbury il primo incontro di partenariato del progetto europeo Eurovelo 5 – Via Romea Francigena, di cui l’Associazione Europea delle Vie Francigene è partner e che riunisce undici organismi pubblici e privati di cinque Paesi europei, con l’obiettivo di sviluppare l’itinerario ciclabile europeo della Via Romea Francigena.

Un progetto perfettamente in linea con il crescente numero di ciclisti che percorrono la via Francigena.

Il progetto europeo EV5-Via Romea Francigena è stato selezionato dall’Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (EASME) ed è cofinanziato dal Programma europeo COSME che punta alla diversificazione dei prodotti turistico culturali in Europa.

Il progetto EV5 – Via Romea Francigena è coordinato dall’Università di Lancashire in partenariato con organizzazioni responsabili delle reti ciclistiche nazionali, comuni, dipartimenti, reti europee e imprese turistiche specializzate. Iniziato il 1 aprile, terminerà il 30 settembre 2017 per una durata di 18 mesi. L’Associazione Europea delle Vie Francigene, avrà il compito di coordinare il Work Package 2, destinato allo sviluppo del prodotto, in collaborazione con la Federazione Ciclistica Europea – che trasferirà le metodologie di ottenimento degli standard per la certificazione europea Eurovelo – e con i partner che si occuperanno della mappatura della Via Francigena ciclabile nei rispettivi territori e dello sviluppo di piani di azione locali e del piano di azione  transnazionale. Il progetto Eurovelo 5 VRF porterà, inoltre, alla ideazione di alcuni pacchetti turistici e allo sviluppo di una promozione congiunta.

L’incontro del 18 maggio ha inteso impostare la metodologia, gli strumenti gestionali e il calendario di attività. Hanno partecipato per AEVF, Velia Coffey, Vice Presidente AEVF e Vice Direttrice Generale del Comune di Canterbury e Silvia Lecci, Responsabile di progetto per AEVF.

Il tema dell’itinerario culturale europeo della Via Francigena contribuirà a incrementare l’attrattività culturale dei territori interessati, avvalendosi di una pratica turistica sostenibile, quale il turismo ciclabile che secondo uno studio del Parlamento Europeo genera circa 40 miliardi di euro l’anno nei Paesi dell’Unione Europea.

Partner di progetto: 

  • University of Central Lancashire (United Kingdom) Lead partner
  • Saddle Skedaddle (UK)
  • Verde Natura (Italy)
  • Regione Puglia (Italy)
  • European Cyclists´ Federation (Belgium)
  • Brussels Mobility, Brussels Region (Belgium)
  • Luxembourg Cycling Initiative (Luxembourg)
  • Conseil General du Bas-Rhin (France)
  • Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Italy)
  • Associazione Europea delle Vie Francigene (Italy)
  • ItinerAria (Italy)

Partner associati

  • SwitzerlandMobility Foundation (Switzerland)
  • Regione Puglia (Italy)
  • DIRECCTE Alsace (France)
  • Toerisme Vlaanderen (Belgium)
  • Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Italy)
  • Tourism South East (UK)
  • Visit England (UK)
  • Ministère de l’Economie (Luxembourg)
  • Agenzia Nazionale del Turismo –ENIT (Italy)
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L’impatto socio-economico della Via Francigena in Toscana. Studio IRPET

Patrimonio ambientale e culturale come volano per lo sviuppo economico, sociale e per lo sviluppo delle politiche locali. Il caso di studio della Via Francigena in Toscana.

Il Volume “The European Pilgrimage Routes for promoting sustainable and quality tourism in rural areas” è il risultato dei lavori della Conferenza Internazionale sui percorsi di pellegrinaggio in europa per la promozione del turismo sostenibile e di qualità nelle zone rurali che si è svolta dal 4 al 6 dicembre 2014 a Firenze ed è stata organizzato dall’Università degli Studi di Firenze in collaborazione con la Regione Toscana, il Dipartimento di Studi qualità della vita e Dipartimento di Scienze Agrarie – Università di Bologna, l’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria e dall’Associazione Europea della Via Francigena. La Conferenza ha coinvolto 150 esperti provenienti da 18 paesi ed è stata divisa in cinque aree di discussione: la conservazione e l’evoluzione del paesaggio lungo le rotte; qualità della vita e impatto sociale; il turismo e lo sviluppo locale; la sostenibilità nelle aree rurali; strumenti e metodi per la costruzione di una attrazione turistica.

L’IRPET ha contribuito con il paper The European Cultural Routes as engine for sustainable development. The case of Via Francigena in Tuscany realizzato da Enrico Conti, Sabrina Iommi, Stefano Rosignoli, Leonardo Piccini.

Il Volume “The European Pilgrimage Routes for promoting sustainable and quality tourism in rural areas” a cura di Gianluca Bambi e Matteo Barbari, ( Firenze university press 2015), può essere scaricato dalla pagina dedicata sul sito Firenze Universitary Press

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Abbazia di Saint Maurice in Svizzera: 1500 di esistenza ininterrotta

Situata nel cuore delle Alpi svizzere, non lontano dal Gran San Bernardo, l’Abbazia di Saint Maurice è stata fondata da Sigismondo nel 515, un re dei Burgundi. Alla caduta dell’impero romano, la Chiesa avrebbe potuto crollare con lui. Cosa succede invece? Si converte verso i Barbari!

Sigismondo è uno di quei re, dai modi rudi, che si è lasciato toccare dalla grazie ed è venuto a piangere i propri peccati sulle tombe dei soldati tebani, Maurizio ed i suo Compagni, martiri in questo territorio alla fine del III secolo.

Altri monasteri in Europa sono stati fondati prima di quello di Saint Maurice, ma ognuno di essi ha cessato la propria attività per diverse motivazioni. All’Abbazia di Saint Maurice, dopo il 22 settembre 2015, ogni giorno voluto da Dio, una preghiera monasica si è elevata al cielo senza mai una interruzione.

Per celebrare questi 1500 anni, l’Abbazia organiza un anno Giubilare da settembre 2014 a settembre 2015. Importanti lavori archeologici sono stati ripristinati cosi come molte chiese dal IV al XVII esimo secolo.

Un grande lavoro archivistico ha poi permesso di catalogare circa 170.000 pagine di manoscritti. Ma soprattutto, questo anniversario ha favorito la riscoperta del prestigioso Tesoro, all’interno del quale sono custoditi un centinaio di oggetti di arte sacra dal periodo merovingio ai giorni nostri.

Realizzata da alcuni monaci nei primi secoli, questa Abbazia ha preso la forma canonica al tempo di Carlo Magno: i monaci hanno cosi iniziato a rendere servzio anche nelle parrocchie del territorio. Dopo il 1128, si insedia la regola di Sant’Agostino ed essa governa gli ordini canonici regolari e quelli del Gran San Bernardo.

Il passaggio della Via Francigena attraverso la Svizzera permette di visitare due tra i luoghi più significativi d’Europa: l’Abbazia di Saint Maurice con il suo antico monastero e l’Ospizio del Gran San Bernardo, il punto più alto dove il camminatore o il pellegrino possa camminare nel suo percorso da Roma a Canterbury, cioè a 2.500 m di altezza!

Benvenuti a Saint Maurice!

+ Joseph Roduit, Abate

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Network of European Pilgrimage routes

On 27th of July the European pilgrimage routes involved in Per Viam project participated at a study visit in Trondheim, the destination of the pilgrimage way of Saint Olav. The celebrations linked to Sain Olav’s day as well as the inauguration of the 50th edition of the Festival of Saint Olav let the participants make encounters and experience a very suggestive study visit.

This was also the opportunity for the pilgrimage routes involved to exchange about common issues, such as signposting, hospitality, ICT, transnational cultural events. The aim of this action is to create a permanent platform of exchange among the pilgrimage routes certified by the Council of Europe, with the assistance of the European Institute of Cultural Routes.

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Riunione interministeriale sulla Via Francigena

Il Ministero della Cultura italiano – Direzione Generale delle Biblioteche, Istituti Culturali e Diritto d’Autore ha riconfermato il suo support all’itinerario europeo della Via Francigena nel corso del progetto PER VIAM, come già ampiamente dimostrato negli anni passati, attraverso il suo lavoro di validazione, georeferenziazione del percorso e realizzazione di un portale istituzionale, http://www.francigena.beniculturali.it .

Il Ministero ha portato la sua buona pratica nel corso di alcuni dei workshop del progetto e organizzato un incontro interministeriale a Roma che ha visto la partecipazione del Ministero del Turismo e Ministero dello Sviluppo Economico e permesso altresì un dialogo con gli Enti locali al fine di favorire un coordinamento nazionale a sostegno della Via Francigena.

Programma dell’incontro 

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Incontro finale del progetto Per Viam – Lussemburgo

The project partners presented the project outcomes in Luxembourg, on February 21st 2013, hosted by the European Institute of Cultural Routes, in Neumünster Abbey. The partners also discussed about future cooperation. Project Per Viam put the base for a medium and long-term cooperation among all the partners on behalf of Via Francigena, European pilgiramge routes, cultural and slow Tourism in Europe.

You can find all the presentations of the conference at the following link:
http://www.culture-routes.lu/php/fo_index.php?lng=fr&dest=bd_ac_det&id=00003408

 

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