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Via Francigena patrimonio UNESCO. Assessore Cappellini firma il protocollo a San Miniato

Milano, 02 mar 2017 – Sabato 4 marzo a San Miniato (PI) l’assessore Cristina Cappellini firmerà il protocollo per l’inizio dell’iter di candidatura della Via Francigena a patrimonio UNESCO. Procederanno alla sottoscrizione anche gli assessorati delle altre Regioni francigene coinvolte: Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Lazio.

In Lombardia il percorso si estende per oltre 130 chilometri. L’itinerario parte da Palestro (PV), famosa per l’omonima battaglia e per la festa di Pentecoste, una tradizione piu’ che millenaria, si prosegue con Robbio, in Lomellina – la cui chiesa di San Valeriano fu utilizzata come hospitium per i pellegrini – per raggiungere Mortara, rinomata per la produzione di riso e del gustoso salame d’oca.

La tappa tocca Tromello per raggiungere poi Garlasco, le cui origini risalgono all’epoca neolitica, e che vanta l’esistenza di uno dei castelli piu’ importanti della zona di cui pero’, oggi, rimane solo il torrione.

PAVIA E LE SUE TORRI – Prima di arrivare a Pavia, capitale del regno longobardo, il percorso transita da Gropello Cairoli. Usciti da Pavia, citta’ delle cento torri, quasi a meta’ del tratto lombardo della Via Francigena, si giunge a Belgioioso e poi a San Giacomo della Cerreta, dove la chiesa dedicata all’omonimo santo costituiva un punto di ritrovo per molti pellegrini e a Chignolo Po, racchiusa tra il placido scorrere del fiume piu’ importante della Pianura Padana, il Po, e il tranquillo corso del Lambro. Antica stazione di posta lungo la Strada Regina che conduce a Piacenza, il centro e’ rinomato per la presenza del suo maestoso castello, considerato una ‘Versailles lombarda’, circondato da uno splendido parco in cui si trova il Tempio di Cerere, risalente al Settecento.

IL LODIGIANO – Attraversato il Lambro si entra in territorio Lodigiano, dove il percorso segue dapprima l’argine del fiume e poi le ‘arginelle’ delle risaie fino a Orio Litta. Da li’ si raggiunge il Guado di Sigerico (dal nome dell’arcicescovo di Canterbury che per primo attraverso’ la Francigena) e, con un traghetto, ci si sposta sull’altra sponda in localita’ Soprarivo da cui si raggiunge a Ponte Trebbia. Oltre il fiume una corsia ciclopedonale conduce alle porte di Piacenza.

 

Fonte: Lnews

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Fare rete nell’accoglienza: l’impegno per l’assistenza ai pellegrini

Fare rete nell’accoglienza: è questo lo spirito che muove le associazioni francesi impegnate nell’assistenza ai pellegrini diretti a Santiago e a Roma. Ne hanno parlato alcuni rappresentanti de “Les Amis des Chemins de Saint Jacques et de Rome PACA – Corse” al quindicesimo Incontro Compostellano in Liguria che si è svolto a Genova lo scorso 25 e 26 febbraio 2017.

L’associazione, fondata nel 1998, conta oggi più di 600 membri suddivisi nei sei dipartimenti della regione PACA, Provence-Alpes-Côte d’Azur ed è all’origine di due cammini che uniscono Arles all’Italia: la GR 653 D che ricalca l’antica strada romana della via Domizia (Monginevro – Arles) e la GR 653 A che ripercorre la via Aurelia (Mentone – Arles).

L’importante per i pellegrini che vanno da un posto all’altro è che ci sia continuità e che le persone disposte ad accoglierli si conoscano – racconta Marc Ugolini, responsabile per le relazioni franco italiane dell’associazione – Ci sono legami con altre associazioni ma la cosa importante per noi è lavorare il nostro campo per essere pronti per quelli che lo attraversano”.

Una volta in contatto con i responsabili dell’associazione, il pellegrino viene seguito passo passo lungo il percorso, entrando in una catena di accoglienza presso famiglie, parrocchie, monasteri che aderiscono all’associazione. Luoghi privati conosciuti solamente tra i volontari. Un’alternativa al sistema di accoglienza tradizionale in parte segnalato sul sito dell’associazione recentemente rinnovato, arricchito di dettagli e informazioni (www.compostelle-paca-corse.info).

Il sito offre dati pratici e chi vuole organizzare il viaggio trova informazioni dirette, ma abbiamo altri dati che sono trasmessi da persona a persona nell’accompagnamento dei pellegrini” conferma Marc Ugolini. La catena di accoglienza messa in pratica dall’associazione francese, è infatti un sistema che viaggia sul passa parola e consente di vivere a pieno lo spirito vero dell’accoglienza, tutelando chi apre le porte di casa all’ospite di giornata. I cammini francesi sono organizzati anche a livello di segnaletica. Le indicazioni sul tracciato, valide in entrambe le direzioni, sono state applicate in accordo con la Fédération Française de la Randonnée Pédestre.

Un linguaggio unico nell’accoglienza e nella segnaletica che diventa fondamentale nell’ottica di un percorso transnazionale come il cammino che unisce Santiago e Roma. Un’esigenza nel fare rete tra associazioni e volontari necessaria ancora di più nei tratti di confine, come quello del versante costiero con l’Italia, dove si spalanca la porta sulla Via della Costa e si incontra la via Francigena

Silvia Iuliano

 

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Sulle orme di Evliya Çelebi e San Paolo. Camminare tra storia e natura in Turchia.

Comprendere un territorio di antica identità e profonda cultura come la Turchia diventa più semplice se si cammina lungo le sue strade, si incontrano i suoi abitanti e ci si lascia affascinare dai colori che decorano questa terra”. Il racconto di Luca Faravelli.

Luca Faravelli, giovane architetto di 26 anni, lo scorso ottobre ha partecipato insieme ad altri cinque giovani ad un viaggio studio di una settimana in Turchia, all’interno del progetto Europe to Turkey on Foot che ha visto impegnata AEVF per dodici mesi (15 febbraio 2016-15 febbraio 2017). L’esperienza di viaggio si è svolta lungo due cammini: Evliya Celeby Way e St.Paul Trail. Il viaggio ha prodotto un reportage fotografico, due esposizioni e un diario di viaggio.

“Nel percorrerla non si può fare altro che affidarsi a coloro che ne hanno già calcato le pianure, i percorsi ed i paesaggi; peculiarità che unisce due personaggi storici apparentemente senza alcun legame: San Paolo, Apostolo dei Gentili, ed Evliya Çelebi, nobile ottomano, autore di Seyahatname, opera di dieci volumi che descrivono il viaggio di dieci anni da Istanbul a La Mecca. Essi hanno creato, con il loro peregrinare, due Cammini Culturali su cui ho avuto l’onore di imprimere l’impronta del mio scarpone come pellegrino e che possono costituire una naturale estensione della Via Francigena, generando una nuova Via che potrebbe essere definita Eurasia.

Il Cammino di Evliya Çelebi si sviluppa nella parte settentrionale della Turchia e attraversa villaggi dai nomi che paiono tratti da un racconto, Çavuskoy, Babasultan, Karakiraz, luoghi immersi in paesaggi stupendi che possiedono una magia propria; qui si possono incrociare trattori che trasportano intere famiglie, bambini che corrono accanto al sentiero esprimendosi in una lingua sconosciuta e anziani contadini che, benevolmente, offrono del delizioso tè. I villaggi attraversati sono molti su questa rotta e la possibilità di conoscere la popolazione locale rende il viaggio interessante e curioso.

Il Cammino di San Paolo si articola lungo la catena montuosa del Tauro fino a raggiungere il Mar Mediterraneo. Una delle tappe più attraenti è senza dubbio la città di Eğirdir e l’omonimo lago attorno a cui si sviluppa parte del Cammino. All’alba il Sole riverbera sul lago regalando uno spettacolo mozzafiato, poi segue i pellegrini durante tutto il giorno, senza imporsi eccessivamente; un vento gentile e la quota elevata rendono piacevole il viaggio e tutt’altro che faticoso. Il terreno è aspro e impervio ed i villaggi sono pochi e dall’aspetto rurale, dediti alla pastorizia.

Invitati in una veranda impreziosita da una purpurea vite americana ed indirizzati da un pastore nomade a cavallo a ritrovare la via, i giorni sul Cammino di San Paolo trascorrono veloci, fin troppo, e densi di emozioni.

Percorrere i Cammini Culturali in Turchia permette di incontrare spettacolari paesaggi, città e villaggi dall’indubbio valore storico e culturale e regalare un’esperienza che si vorrà ripetere il prima possibile.”

Luca Faravelli



Il progettoFrom Europe to Turkey on Foot (Preparation of a European cultural route between Europe and Turkey)” è stato cofinanziato dal Programma “Civil Society Dialogue IV – Regional Policy and coordination of Structural instruments” ed ha visto cooperare l’Associazione “Turkey’s Culture Routes Society”,  capofila di progetto, con AEVF. In tale contesto, AEVF è stata responsabile del trasferimento di buone pratiche europee lungo la Via Francigena sulla governance di rete, lo sviluppo, la promozione e l’animazione dell’itinerario culturale europeo, avviando una cooperazione con gli itinerari della Turchia e della selezione del gruppo di giovani in viaggio studio in Turchia.

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Atti del Convegno “Via Francigena, Via di Pace

Pubblicati gli Atti del Convegno “Via Francigena, Via di Pace” tenutosi a Fidenza e a Piacenza il 28 e il 29 aprile 2016 in occasione dei 15 anni di attività dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Si tratta di un documento interessante sia per gli studiosi sia per coloro che si impegnano quotidianamente sulla Francigena.

Lungo questo grande “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”, da Canterbury a Roma, sino a Santa Maria di Leuca in Puglia, camminano ogni anno migliaia di persone da tutti i continenti, attirate dalla bellezza e dal fascino dei luoghi.  La Via Francigena tocca, in massima parte, territori europei cosiddetti “minori” che consente di riscoprire attraverso una solida rete di istituzioni locali, associazioni, operatori economici, tutti a servizio di pellegrini e camminatori.

“La Via Francigena è figlia del Consiglio d’Europa e dei suoi valori di rispetto, di dialogo, di democrazia. La famiglia della Francigena è inclusiva e pacifica; caratteristiche queste che ne costituiscono l’essenza e la forza, ed un esempio per tutti. Nelle 86 pagine di resoconto dei 74 interventi del convegno trovate la fotografia della bellissima esperienza della nostra Associazione Europea, delle idee e dei progetti che propone, dei solidi legami che ha costruito fra persone e comunità; legami e rispetto reciproco che rimangono e crescono nel tempo. Ringrazio tutti voi che avete accettato di partecipare al Convegno proponendo e condividendo le vostre idee.

La nostra Associazione Europea è in continua crescita, grazie alla convinzione dei territori che vi aderiscono e delle persone che vi dedicano tempo, energia, passione. Ci occupiamo di un progetto destinato a continuare a lungo e a raggiungere nuovi obiettivi. Cito la candidatura UNESCO del tratto italiano, per cominciare, che vedrà la nostra Associazione Europea direttamente impegnata al fianco delle autorità regionali e nazionali. Anche di questo parleremo alla prossima Assemblea generale di AEVF che si terrà venerdì 5 maggio 2017 a Pavia ed alla quale siete tutti invitati” ha detto il Presidente Massimo Tedeschi.

Scarica gli atti del convegno

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“European Francigena Marathon”: aperte le iscrizioni per la quinta edizione

Cominciano a piovere adesioni per la quinta edizione dell’European Francigena Marathon.L’evento è organizzato dall’Assessorato Sport Turismo e Cultura del Comune di Acquapendente e dal Club Alpino Italiano – Sezione di Viterbo con il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, il supporto del Corpo Forestale dello Stato – Comando Provinciale Viterbo, la collaborazione dei limitrofi Comuni di San Lorenzo Nuovo, Bolsena e Montefiascone e l’aiuto di varie associazioni locali.

L’appuntamento con la prima maratona sull’antico itinerario di “Sigerico” da percorrere solo ed esclusivamente camminando, che tanto successo ha riscosso nelle precedenti edizioni, è per domenica 4 giugno. Sono 42,195 i chilometri che separano Acquapendente e Montefiascone. In alternativa, sono previsti i più accessibili percorsi Acquapendente – San Lorenzo Nuovo (11,300 chilometri), Acquapendente – Bolsena (23,500 chilometri), San Lorenzo Nuovo – Bolsena (12,200 chilometri), San Lorenzo Nuovo – Montefiascone (30,900 chilometri), Bolsena – Montefiascone (18,700 chilometri).La manifestazione, aperta a tutti – i minorenni, sotto la responsabilità dei genitori – verrà effettuata con qualsiasi condizione atmosferica. Partenze, da Acquapendente (dalle 7.15 alle 8 in Piazza del Comune), da San Lorenzo Nuovo (alle 9 in Piazza Europa) e da Bolsena (alle 10.30 da Piazza Matteotti). Arrivi previsti, a San Lorenzo Nuovo tra le 9 e le 12, a Bolsena tra le 11 e le 14, alla Rocca di Montefiascone dalle 14 alle 19. Le iscrizioni, apertesi martedì 10 gennaio su www.francigenamarathon.it, andranno avanti fino a lunedì 15 maggio o al raggiungimento dei 3000 iscritti. Promozioni previste, per chi lo farà entro martedì 28 febbraio. Tra gli eventi collaterali previsti ad Acquapendente: venerdì 2 giugno, una giornata di trekking guidato al Parco Naturalistico del Sasseto, patrimonio dell’UNESCO, e al Castello Medievale di Torre Alfina. Sabato 3 giugno, invece, alle 19.30 nel Chiostro di San Francesco, la “Cena Medioevale” allietata dallo spettacolo. Oppure, alla stessa ora, sotto i Portici Comunali la cena a base di prodotti tipici del territorio con intrattenimento musicale.

Per ulteriori informazioni:
0763.7309206 – 339.2680840
turismo@comuneacquapendente.it

Fonte: TusciaUp

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A piedi con i terremotati, il pellegrinaggio della solidarietà sul cammino di San Benedetto

Quattro giorni, dal 14 al 17 aprile, in pellegrinaggio da Norcia a Leonessa lungo il cammino di San Benedetto: è l’idea di Maurizio Ornella, appassionato di trekking, che vive a Monza.


    “Ho lanciato questa iniziativa pensandola come unione dei valori del pellegrinaggio e del volontariato – spiega Maurizio – durante il cammino, che attraversa proprio le aree geografiche colpite dal sisma del 30 ottobre. Alloggeremo in agriturismi e ostelli della zona che ci hanno già dato disponibilità, permettendo a queste strutture, spesso a gestione familiare, di tornare a vedere un pò di speranza“.

    All’iniziativa hanno già aderito 300 partecipanti da tutta Italia. Informazioni e prenotazioni sono possibili tramite la pagina Facebook “Il cammino della solidarietà”.
    Le tappe saranno tre, da Norcia a Cascia, da Cascia a Monteleone di Spoleto e da lì fino a Leonessa.

Fonte: Ansa

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Il mio pellegrinaggio attraverso l’Europa, da Oslo a Roma

Il lungo cammino a piedi di Öivind Östang, attraverso l’Europa, da Oslo a Roma. Un’esperienza di viaggio e di vita di 2.900km condivisa con un racconto fatto di storia, incontri, emozioni.

Il racconto di viaggio, in inglese, si trova in allegato con alcune immagini del cammino avvenuto tra maggio e ottobre 2015.

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Chi si mette in cammino sulla Via Francigena. Analisi e riflessioni

L’Associazione Europea delle Vie Francigena fornisce dati sul profilo del camminatore, pellegrino ed escursionista in viaggio sull’itinerario europeo.
Il camminatore va a quatto o cinque km all’ora. Il pellegrino ama prendere tempo per sé, fermarsi e sostare in luoghi non conosciuti. Non ama adeguarsi alle scadenze durante il cammino, occasione che diventa momento di incontro, conversazione, ascolto. Un viaggio che si trasforma in scoperta di noi stessi e degli altri, immersi nella grande bellezza della Via Francigena. E come afferma Lacarrière, “Camminare ai giorni nostri, non è tornare ai tempi del Neolitico, ma piuttosto essere profeti”.
L’Associazione Europea delle Vie Francigene ha valutato 2.000 schede auto-compilate da pellegrini che hanno chiesto la credenziale nel 2016, su un totale di quasi 12.000 distribuite, per definire meglio il profilo del viaggiatore della Via Francigena. Parliamo di un campione che non ha le caratteristiche statistiche della significatività rispetto all’universo dei camminatori e dei pellegrini francigeni. Si tratta di una mera valutazione di AEVF sulla base delle  schede e di informazioni provenienti dai membri AEVF dell’itinerario, anche se vengono fornite informazioni utile per conoscere meglio il profilo del pellegrino del terzo millennio. Lo scorso anno sono stati stimati circa 40.000 camminatori.
Dal sondaggio si possono mettere in evidenza i seguenti punti:
  • La Via Francigena accoglie un pubblico sempre più internazionale.
  • Vengono scelte dai pellegrini tutte le modalità di alloggio, dagli ostelli alle strutture che offrono maggiori servizi
  • La Via Francigena è un cammino “intergenerazionale”, con una fascia che si allarga tra 16 e 75 anni
  • Nascono lungo il cammino servizi ed imprese a sostegno dell’itinerario
  • La Via Francigena favorisce il dialogo tra i territori e stimola il senso di appartenenza delle comunità locali
FASCE DI ETA’. La via Francigena diventa sempre più un grande itinerario culturale europeo in grado di attirare persone da tutto il mondo. Un cammino “intergenerazionale” che coinvolge tutte le classi di età, da 16 a 75, con aumento di presenze over 70 ed un forte incremento degli under 20 rispetto al 2015. Le fasce più rappresentate sono tra 40-60 anni (41%). A seguire, non distanti, la fascia 30-40 e 20-30 anni. Chi cammina è un tipo autonomo, ben informato, ama organizzarsi in modo autonomo ed acquista prodotti editoriali dedicati al cammino.

IL MEZZO DI TRASPORTO. Si conferma il trend di pellegrini che si mettono in cammino a piedi (79%), in aumento di 4 punti sul 2015. Sicuramente il numero costante di pellegrini che percorrono in bicicletta la via Francigena (21%) rappresenta una grande opportunità per ampliare maggiormente la fruizione della Via Francigena agli amanti della bici. Necessario aumentare i servizi nel percorso e accoglienza, oltre alla messa in sicurezza del percorso che necessita di investimenti adeguati.
Un pellegrino su tre ama partire in gruppo, o almeno con un altro compagno di viaggio fin dalla partenza.

MOTIVO DEL VIAGGIO. La motivazione principale di chi si mette in viaggio sulla via Francigena è il cammino stesso, prima ancora della meta. Ma una delle vere motivazioni è quella deI “saper perder tempo”, oggi considerato nella società moderna quasi inopportuno perché siamo sempre a cercare di recuperare il tempo che ci manca. Emergono la spiritualità, conoscenza dell’io e ricerca intima che avvicina con la natura e con l’ambiente che ci circonda. La Via Francigena offre un tempo per riflettere, per pensare, per scoprire. L’aspetto culturale è altrettanto importante: il cammino riserva un viaggio nella storia, nel tempo e nella cultura europea.  Rimane stabile al 15% la motivazione religiosa. In crescita l’interesse legato alla scoperta dei prodotti gastronomici del territorio che spesso sono in grado di allietare la tappa a fine giornata e diventano un modo per conoscere le tradizioni locali lungo la Via Francigena.

PROVENIENZA. La conoscenza della Via Francigena è in aumento su scala europea. Se è vero che circa il 70% è italiano, sempre più la Via Francigena si rivela un itinerario internazionale che attira pellegrini da tutto il mondo. In Europa i camminatori più numerosi provengono rispettivamente da Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Austria, mentre dal resto del Mondo le provenienze maggiori arrivano da Stati Uniti, Canada, Brasile, Norvegia, ma si segnalano presenze in aumento da Giappone, Corea del Sud, Australia, Messico, Perù, Venezuela.

PERIODO E TAPPE DI PARTENZA. Nonostante il clima caldo, la maggior parte delle partenza si concentra nel periodo estivo: luglio ed agosto sono i mesi che vedono sul cammino una maggiore frequenza, anche in relazione alla possibilità di prendere le vacanze per un medio-lungo periodo.  Nel periodo primaverile e autunnale si concentra invece in modo maggiore la presenza di pellegrini non italiani. Da segnalare che si registrano presenze di pellegrini tutto l’anno, anche nei mesi invernali dicembre, gennaio, febbraio.
Alcune località sulla Via Francigena sono ritenute particolarmente strategiche per cominciare il cammino, almeno è quanto emerge dall’analisi dei dati. In Svizzera un numero crescente di pellegrini inizia da Losanna: splendida città sul lago di Lemano, facile da raggiungere e  a due passi dalle Alpi. In alcuni giorni di cammino si arriva ad uno dei luoghi mitici del percorso, il Passo del Gran San Bernardo. Lo stesso Passo è un altro dei luoghi preferiti dai camminatori con luogo di partenza. In Italia le città scelte principalmente per la partenza sono Fidenza, Lucca, Siena, Viterbo.

PERIODO DI CAMMINO E SOGGIORNO. Il periodo medio è di 7-8 giorni (50%), anche se molti scelgono di camminare ad esempio nei weekend o nei “lunghi” ponti primaverili sulla Via Francigena. Oltre il 20% cammina invece più di due settimane.
La metà dei pellegrini preferisce dormire in ostelli comunali, religiosi o privati. Quello che conta è lo spirito di condivisione ed accoglienza, a partire da un pasto a fine tappa che diventa occasione di scambio sulle esperienze vissute. Chi si mette in cammino per un lungo periodo sulla Via Francigena preferisce decisamente queste strutture, più affini alla dimensione del cammino. Chi viaggia per periodi più brevi, preferisce strutture che offrono maggiori confort e servizi, come hotel e/o B&B, dai quali ci si aspetta sempre comunque una attenzione di riguardo verso la categoria dell’escursionista. Sicuramente l’aumento di strutture ricettive a basso costo, in primis ostelli e ospitali, diventa l’elemento più importante per aumentare il flusso di pellegrini.

IL CAMMINO COME FILOSOFIA DI VITA. L’analisi conferma un forte trend in atto in questi anni, in aumento anche in Italia. Quello cioè del cammino inteso in tutte le sue forme e dimensioni, un’ “arte” che da un paio di secoli almeno viene celebrata da autori molto famosi (Rousseau, Hermann Hesse, Thoreau, Leigh Fermor, Ollivier, Muir), ma anche di autori meno noti per lo meno a noi italiani. E’ davvero una bella rivoluzione lenta quella che mette al centro il camminare, la sensorialità, la spiritualità, l’autenticità legata al viaggio. Come segnala uno dei massimi esperti di cammini, lo scrittore francese David Le Breton, è in atto un forte cambiamento positivo della cultura del camminare ed il camminatore stesso ha acquisito una dignità sociale. “Lo statuto del camminare è cambiato moltissimo in una trentina d’anni, affidandosi solo al proprio corpo e alla propria volontà, è un anacronismo in un’epoca di velocità, istantaneità, efficienza, rendimento, utilitarismo.”

2017: ANNO DEL BOOM E OPPORTUNITA’ PER I TERRITORI. I pellegrini sono già in cammino sulla Via Francigena da inizio anno. Per il 2017 ci si aspetta un vero boom in grado far aumentare la conoscenza di questo percorso europeo, anche grazie ad impegno sempre maggiore di istituzioni, associazioni e operatori privati. Si accendono i riflettori soprattutto sui piccoli comuni, quelli che compongono l’Europa “minore” e che sono stati celebrati al recente Forum sulla Via Francigena a Monteriggioni lo scorso 28 gennaio.
I territori possono giocare un ruolo molto importante per favorire la messa in rete dell’humus imprenditoriale e creativo attirando energia positiva e fiducia. Il tema dell’occupazione (non solo giovanile) oggi è più che mai al centro delle politiche europee,nazionali e regionali. La Via Francigena e tutti gli altri cammini ad essa collegati, possono diventare ottime piattaforme sperimentali per generare flussi occupazionali intorno a temi culturali, declinati in tutte le loro molteplici forme di sostenibilità ed accessibilità.
Luca Bruschi
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Convergenze tra le esperienze dei pellegrini e turisti sulla Via Francigena a Roma e nel Lazio

Linsen Lu Pilgrim Settembrini ha recentemente concluso il Master sul Patrimonio Culturale Sostenibile presso l’Università americana di Roma. Il suo progetto finale riguarda la ricerca quantitativa e qualitativa lungo i luoghi storici sulla Via Francigena ed il suo l’impatto nelle comunità di pellegrini e turisti. La ricerca si è conclusa con uno stage presso la regione Lazio dove è stata avviata una ricerca sulla raccolta dati legata al passaggio dei pellegrini nell’area laziale. 

La sua dedizione nel campo del patrimonio culturale parte dai suoi studi superiori, culminati nel diploma in Stoira dell’Arte. Originaria di Brooklyn (New York), Lu è una appassionata viaggiatrice che ora risiede a Roma. Sta pianificando di continuare a lavorare per animare e coinvolgere le comunità locali attraverso il patrimonio culturale in Italia e nel mondo.

Può essere contattata a: lsettembrini10@gmail.com.
In allegato un abstract della tesi

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Francigena, avviato percorso per la candidatura a Patrimonio mondiale Unesco

FIRENZE – Avviato oggi, venerdì 10 febbraio, il percorso per candidare la Via Francigena italiana alla Lista del Patrimonio Unesco (World Heritage List) con l’impegno delle Regioni.
E’ questo il risultato dell’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio a Firenze, presso l’assessorato regionale alla cultura. Oltre alla vicepresidente Monica Barni, titolare della delega alla cultura, e all’assessore al turismo Stefano Ciuoffo, il consigliere regionale toscano delegato Francesco Gazzetti e il direttore di Toscana promozione turistica Alberto Peruzzini, sono intervenuti assessori e rappresentanti competenti delle Regioni coinvolte nel progetto.
Per la Regione Lombardia era presente l’assessore Cristina Cappellini; per la Valle d’Aosta è intervenuta l’assessore Emily Rini, mentre la regione Piemonte era rappresentata dall’assessore Antonella Parigi. In rappresentanza dell’Emilia Romagna è intervenuto Andrea Massari, sindaco del Comune di Fidenza. Lazio e Liguria hanno aderito all’iniziativa.
L’incontro, che avvia di fatto l’iter per la presentazione della candidatura, è servito anche per definire nei dettagli il protocollo comune che stabilisce finalità ed impegni dei vari soggetti coinvolti.
Tra i punti discussi, l’individuazione della Regione Toscana come coordinatore della fase preparatoria alla candidatura, il coinvolgimento di Associazione Europea delle Vie Francigene, l’impegno ad un confronto costante con i Comuni, il MIbact e la Commissione Unesco.
Questa conferma dell’impegno delle regioni a favore dei luoghi, delle comunità e dei camminatori della Via Francigena vuole essere inoltre un invito e una garanzia a tutti i livelli istituzionali a lavorare insieme alla promozione, alla tutela e allo sviluppo di uno dei principali cammini d’Europa.
Il prossimo appuntamento per la firma del protocollo è fissato il 4 marzo a San Miniato nell’ambito della due giorni su “La Francigena e i cammini. L’impronta sostenibile della Toscana”.
 
Fonte: Toscana Notizie, F. Taverniti

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