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VII edizione Festival Via Francigena Collective Project

Giunge alla VII edizione del Festival internazionale “Via Francigena Collective Project”, promosso da Associazione Europea delle Vie Francigene e da Associazione Civita. Il 30 maggio conferenza stampa di presentazione a Roma.Un progetto “pellegrino” e condiviso dai tanti soggetti che promuovono eventi ideati lungo la Francigena e le numerose altre Vie di Cammino. Quest’anno il tema centrale del Festival sarà “Nuvole e Borghi”, per valorizzare le ricchezze dei piccoli centri d’Europa e il loro patrimonio artistico, naturale e umano, quale componente determinante dell’offerta culturale e turistica.

Soci, Amici Associazioni sono invitate ad aderire a questo ambizioso progetto segnalando gratuitamente eventi, con esso coerenti, promossi nel territorio.
Gli eventi vanno inviati entro il 3 Aprile 2017. E’ possibile compilare il format online

Il Festival avrà la durata di cinque mesi (Giugno-Ottobre 2017) e garantirà, senza oneri, i seguenti ritorni di immagine:

1) forte identificazione attraverso il logo condiviso, brand ufficiale del Festival; 

2) elevata inclusività del progetto, che abbraccerà tutte le tematiche legate al percorso (natura, spiritualità, enogastronomia, tipicità, identità locali etc.); 

3) attività di promozione congiunta attraverso:

– catalogo degli eventi on-line sul portale www.viefrancigene.org e attraverso la pagina dedicata www.festival.viefrancigene.org (previsti circa 250.000 visitatori del sito nei cinque mesi di svolgimento del Festival);

link ai portali di prestigiose associazioni quali Associazione Civita e altri enti che promuovono la Via Francigena e gli Itinerari culturali;

– animazione sui social network e newsletter quindicinali dedicate;

– ufficio stampa dedicato per l’intera durata del Festival;

– inserto dedicato al Festival all’interno della rivista “Via Francigena and the European Cultural Routes”, organo ufficiale AEVF; 

4) conferenza stampa di inaugurazione a Roma, presso la sede di Associazione Civita, programmata per martedì 30 maggio p.v.

INFO e ADESIONE
Segreteria generale Festival
francigenafestival@libero.it

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La Via Francigena a Parigi!

Il 16 e 17 marzo l’Ufficio del Turismo de 4 Rivières (territorio di Champlitte e Dampierre sur Salon) ha partecipato al Salone Destinazione Natura di Parigi (Porta Versailles) in collaborazione con il Comitato Regionale del Turismo della regione Borgogna/Franca Contea. Un’occasione per presentare la Via Francigena!

Il Salone è stati seguito da oltre 70.000 visitatori in 4 giorni durante i quali è stata presentata la ricchezza del territorio ed è stata fatta promozione alla Via Francigena. Un modo per facilitare la conoscenza degli 825km di cammino in Francia, ancora poco conosciuto.

Molti pellegrini, escursionisti o appassionati hanno mostrato grande interesse verso la Via Francigena. Il Salone è stata l’occasoione per parlare al pubblico e per dare rassicurazioni sul percorso e accoglienza. La Via Francigena può essere ovviamente percorsa in tutta la sua estensione, da Canterbury a Roma, attraverso una grande ricchezza umana ed un significativo patrimonio culturale

Martine Gautheron
Comune di Champlitte

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Itinerari culturali accessibili: percorso, sosta, accoglienza

Esperienze a confronto per far vivere la cultura e gli itinerari attraverso l’accessibilità. Il Forum “Matera Mare” al quale ha partecipato AEVF si è focalizzato sulle attività a favore della sostenibilità di itinerari accessibili a tutti.

Giornata di incontro, dibattito e confronto all’interno del Forum a Matera, città Capitale Europea della Cultura 2019, su un tema particolarmente significativo, quello legato all’ “accessibilità degli Itinerari storici per la valorizzazione del territorio: Percorsi, Luoghi e Soste“. Un forum molto partecipato.

Mettere a disposizione di tutti i viaggiatori le informazioni circa itinerari e percorsi, strutture e servizi fruibili sulla base di criteri condivisi diventa una priorità da inserire all’interno delle politiche di sviluppo per i territori, a livello regionale e nazionale, partendo dalle raccomandazioni che si trovano su scala europea. L’obiettivo è che viaggiatori con bisogni speciali possano trovare strutture e luoghi attrezzati ad accoglierli, offrendo servizi e informazioni anche grazie ai moderni sistemi di localizzazione.

Al Forum ha portato la propria esperienza l’Associazione Europea delle Vie Francigene con il Presidente Massimo Tedeschi: La Via Francigena si inserisce nel contesto degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa che seguono il principio del dialogo interculturale e interreligioso, rispetto e tolleranza, democrazia. A questi principi, si aggiunge quello dell’inclusione che si rivolge anche all’ambito culturale e turistico.

L’assemblea AEVF ha recentemente varato il nuovo Vademecum per la fruizione della via Francigena ed i suoi standard di riferimento. Uno degli assi principali è quello dell’accessibilità, sulla quale le istituzioni, associazioni e operatori privati sono chiamati a collaborare.
La proposta di Pietro Scidurlo con la sua associazione FreeWheels e di altre esperienze sull’accessibilità si è innestata in modo naturale all’interno dei principi sui quali si sta sviluppando la Via Francigena”.

Nel corso della mattinata, presentati studi, riflessioni e progetti legati al turismo per tutti per favorire l’inclusione turistica. Al pomeriggio si sono svolti tavoli di lavoro indirizzati ad esplorare strategie condivise sull’accessibilità in Basilicata e nel territorio nazionale italiano per creare una rete efficace con gli attori del territorio.

Luca Bruschi

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L’autismo e il trekking – Via Francigena

L’Autismo: una testimonianza per la valorizzazione del patrimonio italiano.

È di questi giorni la notizia che 7 regioni italiane firmeranno un protocollo d’intesa perché la Via Francigena venga riconosciuta come Patrimonio dell’Unesco con la seguente motivazione: “vederne riconosciuta l’eccezionale particolarità ed importanza, sia sotto il profilo culturale che naturale”. Forse tutti non sanno cosa sia la Via Francigena e cosa abbia rappresentato nella storia. La via Francigena è un cammino lungo un itinerario medievale calpestato, nei secoli, da milioni di pellegrini. Collega Canterbury (Inghilterra) con Roma, passando anche per Francia e Svizzera. Lunga 1.800 chilometri (di cui oltre 1000 in Italia) e divisa in circa settanta tappe, la Francigena nel 990 d. C. venne attraversata dall’arvicescovo di Canterbury, Sigerico. L’abate annotò ogni avvenimento su di un taccuino e tornò a casa con un ricco diario di viaggio che conteneva notizie dettagliate non solo sull’intero percorso fino a Roma, ma anche sulle stazioni dove i pellegrini potevano pernottare. Molti percorrevano questo lungo cammino per espiare le proprie colpe, per chiedere una grazia o sperare in un miracolo, altri nel desiderio di veder modificato il corso di un destino avverso.

Ma quale significato assume per le famiglie di ragazzi con Autismo camminare sulla Francigena?
Noi percorreremo i sentieri della Via Francigena con una nuova consapevolezza dettata sì dalla fede, ma intesa come una rinnovata fiducia sia nelle potenzialità dei nostri figli, sia nel miglioramento della loro condizione di vita futura. Come gli antichi pellegrini, offriremo i nostri sacrifici perché i nostri figli possano vedere soddisfatti i propri bisogni e rispettati i propri diritti.
Non siamo nuovi ad esperienze di questo tipo. Nei due anni appena trascorsi (settembre 2015 e Luglio 2016), abbiamo percorso due diverse tratte del Cammino di Santiago: 864 km del Cammino Francese da Saint Jean Pierre du Port a Santiago il primo anno, e circa 270 del Cammino Portoghese da Porto a Santiago nel 2016. Ancor prima ci siamo cimentati sulla Via dei Monti Liguri: due settimane lungo i sentieri della Liguria che ci hanno regalato momenti unici ed educativi in uno scenario incantevole con ampi terrazzi a tratti affacciati sul mare. Esperienze come quelle del Cammino, ci hanno fatto comprendere come sia importante e sotto certi aspetti anche terapeutico, portare i nostri ragazzi ad affrontare nuove esperienze, lontano da casa a contatto con luoghi, spazi, abitudini anche molto diversi da quelli incontrati nella quotidianità.
Reagire agli stimoli, affrontare nuove problematiche, essere sottoposti a periodi di stress fisico e psicologico, li aiuterà a crescere, ad essere il più possibile autonomi, e determinati, ma anche pazienti, disponibili e meno inclini alle stereotipie e ai comportamenti problema.

Quindi forti delle precedenti esperienze, vorremmo anche noi portare la nostra testimonianza e partecipare attivamente a favore di questa meritoria proposta atta a valorizzare il nostro patrimonio ambientale, storico e culturale e che potrebbe donare la giusta visibilità all’autismo raccontato attraverso le imprese dei nostri ragazzi.
Lungo il cammino molte occasioni di tranquillità, ma anche momenti in cui è necessario concentrarsi, reagire, attenersi alle regole, adattarsi e contenere le ansie ed impulsi negativi.
Circondati da un paesaggio naturale che restituisce quiete e tranquillità, i ragazzi si muoveranno lungo un palcoscenico ideale perché si abituino a poco a poco ai cambiamenti e alle mutevoli condizioni climatiche, ambientali e logistiche. Coordinazione, partecipazione, interazione, apprendimento, inclusione, adattabilità, solo alcuni dei benefici che li aiuteranno a migliorare le proprie autonomie in previsione del futuro che li attende. La forza e determinazione che muoveva i nostri antichi popoli, sarà la stessa che muoverà i nostri passi.

 

Fonte: Aviva Community Fund

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La Via Francigena incontra la Silk Road: una opportunità per nuovi progetti comuni sul turismo sostenibile

L’Associazione Europea delle Vie Francigene è intervenuta al seminario della Via della Seta organizzato a Mosca con le regioni russe e stakeholders privati. Un evento internazionale per scambiare buone pratiche sul turismo sostenibile.

Il seminario della Via della Seta si è svolto il 12 marzo a Mosca, organizzato congiuntamente dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) delle Nazioni Unite e dall’Agenzia Federale del Turismo, con il supporto della Fiera internazionale Intourmarket.

Il seminario si è focalizzato sulle possibilità di sviluppo della Via della Seta. Partecipato dai rappresentanti delle regioni russe e dagli stakeholders del settore pubblico-privato, l’evento ha messo in evidenza il potenzale di questo prodotto culturale e turistico attraverso azioni di promozione e legate al forte brand della via. Una importante possibilità per sviluppare i territori.

Nel suo discorso di benvenuto, Zoltán Somogyi, Direttore Esecutivo dell’OMT Nazioni Unite, ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra le regioni russe per lo sviluppo degli itinerari storici della via della Seta, così come ha evidenziato le opportunità legate alla creazione di di nuovi itnerari transfrontalieri.

Il seminario, moderato da  Leonid Gelibterman, Presidente del Centro Internazionale del Vino e la Gastronomia, ha proposto gli interventi di Gavin Bell, esperto internazionale di turismo che ha presentato “I risultati del lavoro sulla Via della Seta Occidentale”,  e  Luca Bruschi, direttore dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, il quale ha condiviso l’esperienza sulla gestione dell’itineraio europeo della Via Francigena. Sono state presentate buone pratiche negli ambiti di promozione, comunicazione e meccanismi di governance. La Via Francigena e la Via della Seta Occidentale posso sicuramente sviluppare progetti comuni per sviluppare itinerari tematici transfrontalieri.

Il seminario si è mostrato come una valida piattaforma di dialogo e scambio sugli itinerari. Gastronomia, natura, patrimonio cuturale intangibile sono stati identificati come strumenti intorno ai quali sviluppare la Via della Seta Occidentale ed elementi importanti per avviare cooperazioni tematiche con nuovi itinerari.

Il programma della Via della Seta dell’OMT è una iniziativa di collaborazione per sviluppare l’omonimo itinerario storico. L’obietivvo è quello di ottimizzare i benefici delle comunità locali legati allo sviluppo della Via, stimolando la promozione del patrimonio culturale e naturale. Oggi il Programma della Via della Seta coinvolge numerosi Paesi, Agenzie europee, Membri Affiliati così come una fitta rete di partner privati.

 

Maggiori info:
http://silkroad.unwto.org/

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Via della Costa, una scommessa per il futuro nell’era dei cammini

Nella geografia dei cammini europei c’è un tesoro nascosto. Si chiama Via della Costa e attraversa la Liguria dal confine francese a quello toscano. Un itinerario di circa trecento chilometri a piedi da Mentone a Sarzana. Una terra di mezzo che unisce Santiago di Compostela a Roma e aspetta di essere valorizzata e riconosciuta ufficialmente dalle Istituzioni.

Nell’era dei cammini, la via ligure rappresenta una scommessa. E lo è per diversi motivi: in primis perché è strategicamente importante, si pone come tracciato alternativo a quello che passa dalle Alpi e porta alla scoperta della Liguria, della Costa Azzurra della Via Tolosana, bussando alle porte della Spagna. E’ un ponte tra i cammini francesi di San Giacomo e la via Francigena.

La via della Costa è anche un itinerario unico nel suo genere: grazie ad un clima mite è percorribile praticamente tutto l’anno ed offre un cammino a passo lento, tra la vastità del mare e il suo aspro entroterra. La Liguria è una via di santi di devozione e storia. Un cammino dove passato e futuro si incrociano e il pellegrino ritrova se stesso.

Un percorso dalle potenzialità straordinarie, intuite da Silvio Calcagno e Anna Rocchi nel 2003, durante il cammino a piedi da Imperia a Roma. Un viaggio che ha fatto nascere in loro l’esigenza di creare in Liguria un percorso di pellegrinaggio alternativo alla via Aurelia. E’ nata così la Via della Costa tracciata dai due pellegrini imperiesi che, dopo anni di studio e verifiche, hanno individuato 12 tappe, illustrate sul sito www.viadellacosta.it  e nella guida “Via della Costa. Una balconata tra cielo e mare sulle strade di pellegrinaggio in Liguria” pubblicata da Fusta Editore.

Un cammino descritto anche da Monica D’Atti e Franco Cinti per Terre di Mezzo nel volume “La via della Costa, l’itinerario ligure per la via Francigena” che illustra un percorso di 14 tappe, in parte coincidente con quello di Calcagno e Rocchi, nato dall’esperienza della Confraternita di San Jacopo di Compostella nel 2004 e nel 2008, ispirato per la parte di levante anche al percorso Verdeazzurro.

La Via della Costa non è tracciata come unico cammino e non ha un percorso ufficiale. Chi la percorre può seguire le conchiglie e le frecce gialle bidirezionali (riconosciute nel tratto della Provincia di Imperia), le indicazioni del Sentiero Liguria, i cartelli urbani, i segni bianco e rossi del CAI. Anche sul fronte dell’ospitalità esistono diverse possibilità. Previa verifica, ci si può rivolgere a parrocchie, case religiose o singoli cittadini ma anche B&B e alberghi. Non c’è una rete di accoglienza organizzata, così come avviene oltralpe, lungo i cammini francesi.

Percorso e ospitalità rappresentano quindi due basi fondamentali per il decollo di questo cammino, conosciuto e amato per la sua bellezza ma percorso ancora da pochi pellegrini. All’alba della candidatura della Via Francigena a Patrimonio Unesco, l’appendice ligure necessita allora di un’attenzione istituzionale e di un riconoscimento ufficiale che concretizzi il lavoro, in parte fatto negli anni da pellegrini e appassionati. Il cammino che unisce Santiago, Roma e Gerusalemme passa anche da qui. Nell’era dei cammini, la Via della Costa non può essere dimenticata.

Silvia Iuliano

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Focus sul Comune francese di Ornans

Ubicato nel verde cuore della Valle della Loue, Ornans, in Bourgogne/Franche-Comté, è un centro culturale ed artistico del primo altopiano del Giura.

Atipico, acquatico, artistico e… autentico di sicuro. Questa incantevole città è soprannominata “piccola Venezia del Doubs” in riferimento alle sue case pittoresche edificate su palafitte sul bordo della Loue.

Ornans appare per la prima volta nella documentazione storica alla fine del XI secolo: viene infatti menzionato un castello, di cui purtroppo non è reperibile la data di edificaizone. Una delle cappelle, ancora oggi esistente e denominata Saint Georges chapel, è stata costruita nel 1289 da Ottone IV. Ornans possiede inoltre un ricco patrimonio di dodici monumenti storici e molte dimore.

Il pittore Gustave Courbet (1819-1877), antesignano del movimento realista, ha lasciato un’impronta senza precedenti a Ornans. Gran parte del suo lavoro è stato infatti portato avanti nella valle della Loue. Il suo museo ha assunto importanza nazionale e internazionale, con il ritorno della famosa “Quercia di Flagey” e con le sue numerose mostre di qualità.

La città offre ai turisti una vasta gamma di attività all’aria aperta, grazie al fiume che l’attraversa e alle scogliere che la circondano: è un grande parco giochi per canoa, arrampicata, mountain bike, pesca, trekking e arrampicata.

L’energia delle associazioni locali permette anche Ornans di distinguersi in vari ambiti, come le tradizionali feste estive dedicate ad Arti e Mestieri, i mercatini, l’accogliente mercato di Natale della prima domenica d’Avvento. Senza dimenticare dello sport con la “X-Trem sur Loue”: camminate e competizioni in mountain bike di fama internazionale. Nel 2017 questa prove sarà qualificante per il campionato del mondo di maratona.

Ornans ha combinato con successo la valrizzazione del suo passato con il desiderio di far crescere la sua posizione economica. Valorizzata dal suo tessuto locale di artigiani, Ornans è infatti diventata importante centro economico per la presenza di impianti industriali come Alstom, Guillin Emballages, ITW Rivex, DDLG Décolletage Luxe.

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Incontro compostellano in Liguria: riflessione sul futuro dei cammini

Seguire l’evoluzione dei cammini con uno sguardo rivolto alla Terra Santa. Il 15° incontro compostellano in Liguria che si è svolto a Genova Nervi lo scorso 25 e 26 febbraio, ha offerto un momento di riflessione su accoglienza, progetti e futuro dei pellegrinaggi.

 

L’incontro – spiega Paolo Caucci Von Saucken, rettore della Confraternita di San Jacopo di Compostella –  è stato utile per mettere a fuoco tutto quello che viene fatto. Il Cammino di Santiago cambia costantemente così come la Via Francigena e ogni anno dobbiamo ricalibrarci sull’evoluzione dei pellegrinaggi”.

Un’evoluzione che estende i confini e unisce le tre peregrinationes maiores: Santiago, Roma e Gerusalemme. L’attenzione della Confraternita si concentra, infatti, anche sulla promozione e l’accoglienza dei pellegrini in Terra Santa. A tal proposito, a settembre 2016 è stato inaugurato l’ospitale dei Santi Chiara e Giacomo nel complesso del monastero delle Clarisse a Gerusalemme.

Si tratta di un’iniziativa in fase di sperimentazione. Per tre mesi all’anno i pellegrini che arriveranno a piedi, potranno essere ospitati in alcuni locali della foresteria gestiti dai volontari e confratelli.

Il cammino verso Gerusalemme è radicato nella storia della Confraternita, fondata a Perugia nel 1981 da un gruppo di pellegrini che volevano mantenere il ricordo del loro pellegrinaggio a Santiago, recuperando la tradizione di una precedente confraternita presente in città fin dal Trecento. Un sogno medievale che appassiona e passa anche per la Via della Costa in Liguria, anello di congiunzione tra i cammini europei e casa di accoglienza dell’incontro compostellano.

“La via della Costa è fondamentale perché lo sviluppo dei pellegrinaggi è Santiago, Roma e Gerusalemme – ha ricordato in chiusura il Rettore – e quindi la maggior parte dei pellegrini deve passare da lì. Altri possono farlo dal Monginevro però la via più diretta è quella della Costa che unisce la parte francese, la via Francigena e il cammino di Santiago”.

Silvia Iuliano

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L’impronta sostenibile della Toscana. Il Forum sulla Via Francigena e cammini

E’ su questo tema che si è svolta la due giorni di confronto a San Miniato con l’obiettivo di mettere in rete istituzioni, associazioni e operatori privati. L’incontro è stato organizzato da Toscana Promozione, Regione Toscana, Comune di San Miniato, con il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e RadioFrancigena media partner.SAN MINIATO – Progettualità in corso e prospettive future. Dal percorso all’accoglienza, dall’UNESCO al patto di collaborazione tra le quattro aggregazioni dei 39 comuni toscani. Una intensa giornata di confronto e lavoro che ha visto numerosi interventi ed una larga partecipazione.

Dopo il saluto dell’amministrazione comunale ospitante, Regione Toscana e Associazione Europea delle Vie Francigene hanno avviato il forum.

L’assessore Stefano Ciuoffo ha aperto gli interventi istituzionali ricordando come la Via Francigena stia diventando un prodotto turistico esperienziale, oggi in fase di grande crescita. “La Toscana sostiene la Via Francigena perché essa rappresenta una fonte complementare ed alternativa al turismo di massa, legato alle città d’arte. E’ la Via Francigena dei piccoli borghi che ci aiuta a scoprire storie ed emergenze straordinarie lungo quasi 400km: è un modo nuovo di raccontare la storia dei nostri territori”.

Enrico Conti, responsabile Turismo dell’IRPET, è intervenuto sull’evoluzione demografica dei 38 comuni “francigeni”, per analizzare l’impatto dell’itinerario in territori che partono da livelli di sviluppo contenuti. “Dal 2007 in avanti le presenze lungo la Via Francigena ed aree limitrofe crescono in modo considerevole grazie al sostanziale aumento di offerta ricettiva e domanda. La Via Francigena sta mostrando una buona capacità di creare lavoro in ambito del settore culture e spettacolo, oltre ristorazione ed ospitalità.

Tra il 2009 ed il 2015 possiamo calcolare circa 35.000 presenze annue, il cui numero è in aumento nell’ultimo triennio. Da segnalare altri numeri: PIL di 21,1 milioni; 8,8 milioni di investimento; 388 unità di lavoro. Oggi occorre ancora costruire il prodotto della Via Francigena, è solo su questo sviluppo che potremo aumentare i flussi turistici legati al cammino.”

Il coordinatore della sessione Francesco Gazzetti, consigliere regionale, ha sottolineato l’importanza di iniziare una nuova fase che deve necessariamente coinvolgere il settore privato, a fianco del pubblico e dell’associazionismo. “Su questo aspetto si sta lavorando anche all’interno della legge regionale dedicata al turismo al fine di avviare anche la riflessione sull’accoglienza a donativo: obiettivo è di arrivare ad una normativa nel settore. La componente dell’associazionismo ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo della Via. Da questa due giorni si vuole lanciare la sfida di un protocollo d’intesa con le associazioni impegnate sul cammino per raggiungere diversi obiettivi: fotografare lo stato dell’arte e le forze a disposizione, mettere in rete le iniziative e valorizzare quanto viene fatto da questo importante settore.”

Il Presidente AEVF Massimo Tedeschi ha ricordato come la Regione Toscana rappresenti un esempio a livello europeo per lo sviluppo della Via Francigena. “Si tratta di una regione che conta quasi 50 milioni di presenze e che ha deciso di investire sull’itinerario per arricchire l’offerta turistica della regione.”

E’ stato evidenziato l’aspetto europeo del cammino come elemento fondamentale: Via Francigena è itinerario culturale del Consiglio d’Europa e ne segue principi e valori: rispetto, democrazia, tolleranza e pace. Proprio il Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa festeggia nel 2017 il trentesimo anniversario e quest’anno, a fine settembre, sarà la città di toscana Lucca ad ospitare il Forum rivolto ai 32 itinerari culturali europei.

La Via Francigena è la storia di una intuizione di successo. Cosa rende un cammino un caso di successo? ha continuato Tedeschi -Quando si crea un’armonia tra istituzioni e associazioni, cioè tra i pellegrini che rappresentano l’anima alla via Francigena e tra le istituzioni, che rappresentano tutta la comunità. Ad esso si deve aggiungere la componente della ricerca scientifica e quella degli operatori privati.

AEVF è oggi al servizio delle istituzioni, associazioni e dei territori attraversati. Nell’ultimo anno sono stati lanciati la guida ufficiale (la prossima settimana anche in inglese), il vademecum del percorso, l’abaco dei cartelli, l’accordo con Trenitalia. La sfida che si apre è quella di rendere questo cammino sempre più internazionale.

Monica Barni, vicepresidente della Regione, è intervenuta sulla candidatura UNESCO della Via Francigena. Un progetto ambizioso che vuole mettere a valore tutto il lavoro fino ad ora è stato svolto, riconoscendo che la Via Francigena rappresenta un fattore di crescita, scambio e confronto fra persone che provengono da Paesi diversi. I valori del Consiglio d’Europa sono un elemento importante intorno ai quali si svilupperà questa candidatura.

Progettazione integrata e partecipata alla quale spesso non siamo abituati. Occorre sviluppare un nuovo sistema di governance che ci invita a riflettere sulla gestione e sostenibilità dei nostri siti in termini di sviluppo sociale, culturale ed economico.

Firmiamo un protocollo d’intesa fra le 7 regioni italiane per promuovere un metodo di analisi e progettazione integrata, in sintonia e coerenza con i principi del Consiglio d’Europa, per la candidatura UNESCO della Via Francigena. Inizia un cammino in stretta collaborazione con l’Associazione Europea delle Vie Francigene per lavorare sulla tratta da candidare, le priorità di intervento, le modalità di dialogo con i territori e di gestione.

A fine sessione l’assessore Ciuoffo ha presentato il progetto che vede la suddivisione del territorio della Via Francigena in Toscana in quattro aree omogenee. Obiettivo è quello di responsabilizzano i comuni sulla progettazione, manutenzione e accoglienza, percorso, ragionando in uno spirito di collaborazione che invita le amministrazioni locali a lavorare con i comuni limitrofi in ottica di sostenibilità. La via Francigena toscana si struttura ancora meglio attraverso un patto di collaborazione tra le quattro aggregazioni dei 39 comuni (i comuni capofila, da sud a nord: Siena, Fucecchio, Lucca, Pontremoli).

Pomeriggio dedicato ai progetti oggi in campo sulla Via Francigena ed i cammini in regione Toscana. Ha coordinato la sessione Alberto Peruzzini di Toscana Promozione.
Dalla “Via Francigena a piedi, in bicicletta, a cavallo” al progetto “Google trekker Francigena Toscana”, presentato da Diego CiulliFrancesca Basanieri (Sindaco Cortona, Responsabile Turismo ANCO Toscana) ha presentato “Wi-fi e accessibilità lungo i cammini” mentre Mons. Andrea Migliavacca è intervenuto nel merito dell’”accoglienza sui cammini”.

Spazio poi alle “realtà economiche intorno al cammino: opportunità del territorio” con gli interventi di Giovanni Morozzo (Slow Travel Fest), Massimo Cimadoro (Ostello Abbadia Isola Monteriggioni), Simona Polli (Cooperativa Sigeric di Villafrancia in Lunigiana) e Luigi Lazzerini (Walden Viaggi).

A fine sessione proiezione in anteprima del Docufilm “La Toscana sulla Francigena: storie, misteri, curiosità di una Via Maggiore”

Il secondo giorno, invece, sessioni di confronto sui cammini: dalle ciclovie all’anno dei Borghi, dalle guide specializzate per raccontare i cammini agli itinerari regionali.
E’ stata infine stipulata l’importante firma del protocollo tra le sette regioni italiane Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia, Liguria, Toscana e Lazio per avviare i lavori legati alla candidatura della Via Francigena a patrimonio UNESCO. Una nuova sfida, una nuova occasione di dialogo fra istituzioni, associazioni e territori. 

Luca Bruschi

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Sessa Arunca (CE) – Tenuta Ruti San Pietro

Nuova struttura di accoglienza pellegrina immersa nei suggestivi vigneti ed oliveti della Via Francigena del sud in località Ruti di Lauro, Sessa Arunca (CE) 

http://www.viefrancigene.org/it/resource/accomodation/4086/

http://www.tenutarutisanpietro.it

https://www.facebook.com/tenutarutisanpietro/