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Da Robbio a Piacenza. AviSport lungo la Via Francigena

Il gruppo polisportivo nato all’interno della sezione Avis di Legnano ha percorso 140 km sulla via dei pellegrini

Legnano, 7 giugno 2017Da Robbio (PV) a Piacenza impugnando i caratteristi bastoncini. AviSport, l’associazione polisportiva nata in seno al gruppo Avis di Legnano, ha camminato per oltre 140 km lungo la Via Francigena portando il nordic walking sul cammino dei pellegrini.

Partito il 29 maggio dalla provincia di Pavia, dopo sei tappe (Robbio, Mortara, Garlasco, Pavia, Santa Cristina, Orio Litta e Piacenza) il gruppo degli avisini della sezione “Cristina Rossi” di Legnano è approdato in Emilia Romagna, dando il via ad un viaggio destinato a proseguire.

«È stata un’esperienza decisamente interessante e molto bella», commenta Franco Prandoni che, insieme con Domenico Mazzalovo e Katia Casalinuovo, ha percorso le prime quattro tappe del percorso prima di essere raggiunto dal gruppo a Santa Cristina. «Un’esperienza che, per quanto faticosa, vorremmo continuare così, anno dopo anno, da portare fino a Roma la credenziale che hanno intestato ad AviSport».
Partiti in tre da Robbio, sono arrivati in 20 a Piacenza, tra loro anche il presidente della sezione di Avis Legnano Pierangelo Colavito. «È stata un’esperienza formante per tutti sia sotto il profilo dell’impegno fisico, sia dal punto di vista interiore – prosegue Prandoni -. Il semplice cammino non è stato solamente un percorso fatto di chilometri, ma è stato un viaggio che abbiamo fatto come gruppo e come singoli. Un viaggio fatto di incontri e storie di storie che abbiamo raccolto; di persone che abbiamo conosciuto e di sensazioni che abbiamo vissuto come singoli e come gruppo. Impossibile dimenticare François, il sessantenne francese che abbiamo incontrato la prima sera a Mortara: partito il 7 ottobre del 2015 era di ritorno dalla Terra Santa».
Particolarmente toccante è stata la tappa a Garlasco dove il gruppo di AviSport, raggiunto per l’occasione dal presidente Colavito, è stato ospite della comunità Exodus. «Non dimenticheremo anche l’ospitalità ricevuta a Orio Litta. Qui il sindaco Pierluigi Cappelletti ci ha personalmente accompagnato in un momento che è stato di grande festa», ricorda Prandoni.

Al di là di quella che è stata l’esperienza personale, AviSport ha potuto portare in giro per l’Italia la passione per il nordic walking, una disciplina che grazie all’uso di particolari bastoncini coinvolge attivamente e tonifica la parte superiore del corpo, sia a livello muscolare che articolare. Camminando con i bastoncini si attiva l’85% dei muscoli, si alleggerisce l’apparato motorio inferiore e si incrementa l’ossigenazione dell’intero organismo oltre a migliorare il tono dell’umore. Il tutto nello spirito di Avis che non è solo donazione di sangue, ma anche promozione di stili di vita sani e di benessere sia esteriore sia interiore.

 

Fonte: www.mi-lorenteggio.com

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DigitaLife e la Via Francigena

Associazione Europea delle Vie Francigene è partner di DigitaLife, progetto per un film collettivo che racconterà i cambiamenti avvenuti negli ultimi vent’anni con uno sguardo proiettato al futuro. L’opera verrà realizzata principalmente grazie ai video inviati dai cittadini.

Tra gli altri, la Via Francigena sarà uno dei “luoghi” protagonisti. AEVF ha per questo stretto una relazione forte con la produzione del film. Crediamo che il film sia una reale opportunità di promozione del cammino e nel contempo di come la cultura digitale stia cambiando le nostre vite.

CHE FARE?
Per costruire adeguatamente il film sono necessari tanti video realizzati da soggetti diversi. Le realtà locali potranno avere un ruolo significativo e per questo potrete prendere contatto con la produzione scrivendo a digitalife.film@gmail.com
I video potranno riguardare qualsiasi aspetto dell’esperienza del cammino con un’attenzione all’ambiente e alla tecnologia, ma soprattutto alle storie di chi si rende protagonista delle esperienze.

Locandina in allegato

 

INFO e CONTATTI
www.digitalife.com
digitalife.film@gmail.com

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La Cattedrale ritrovata. La Via indicata dalle pietre millenarie.

I restauri della splendida facciata antelamica della Cattedrale di Fidenza si sono conclusi. Le statue ed i bassorilievi antelamici del XII e XIII secolo tornano alla luce, indicando la Via Francigena ai pellegrini che, dopo mesi di lavori, riacquistano un gioiello del percorso storico.
Simon Apostolus eundi Roman Sanctus demonstrat hanc viam” tale iscrizione ricompare tra le mani dell’Apostolo Simone, sopra la sua colonna, che da secoli osserva l’incedere dei viandanti verso Roma.

La conferenza conclusiva del restauro ha visto intervenire le più importanti istituzioni della città, affiancate da esperti del settore, professionisti che hanno collaborato alla realizzazione di questo ingente e necessario intervento di conservazione. Il Vescovo Carlo Mazza, “custode” della Cattedrale, il sindaco Andrea Massari, lo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle, l’architetta restauratrice Barbara Zilocchi con il suo team e rappresentanti dell’Opificio delle pietre dure – Mibact, nonché la Soprintendenza, sono intervenuti durante la conferenza di conclusione dei lavori di restauro avvenuta ieri, in data 14 giugno, presso la Chiesa di San Giorgio Martire in Fidenza.

L’evento si è concluso con la benedizione della facciata che, con periodici lavori di manutenzione e conservazione, continuerà a mostrare i suoi capolavori e a far soffermare lo sguardo del pellegrino il quale, attraverso i giochi di luce, le scanalature e la maestria compositiva di queste opere, immaginerà i suoi “colleghi” più antichi camminare sui suoi stessi passi e rivolgere l’attenzione agli stessi particolari.

Luca Faravelli

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I Love Francigena. L’impegno del pellegrino

“Il pellegrino ha molti diritti ed altrettante responsabilità” Questo lo hanno dimostrato concretamente le venti persone che, a passo lento ma costante, hanno percorso la Via Francigena da Santa Cristina ad Orio Litta ed hanno proseguito verso Piacenza, nelle giornate del 10 e 11 giugno con un progetto utile e coinvolgente: “I Love Francigena“.

L’Associazione Europea delle Vie Francigene ed Itineraria hanno organizzato questo progetto: viaggio evento atto a sensibilizzare gli appassionati di cammini nella pulizia del percorso e nella manutenzione della segnaletica. I venti pellegrini, guidati dai rappresentanti delle due associazioni e armati di guanti e sacchi, hanno camminato lungo l’Itinerario Culturale Europeo rendendosi fruitori e al contempo primi responsabili dello stesso.

Le due tappe lombarde, preludio dell’entrata nella regione emiliana, si avvicinano lentamente al fiume Po, sempre visibile dall’alto del percorso sull’argine, che scorre pigramente lungo la Pianura Padana. Il cammino offre una vista panoramica sui paesaggi padani che mai si arresta: le cascine ed i vari colori dei campi coltivati si susseguono e si alternano in una policromia affascinante che accompagna il pellegrino lungo il suo tragitto e lo rende parte della stesso.

Gli incontri sono stati diversi, non solo le strutture lungo il tratto francigeno che hanno accolto i viaggiatori con amicizia ed ospitalità, ma anche pellegrini che conducevano il loro viaggio da soli o in coppia e subito si è creato quel desiderio di conoscenza che nasce immediatamente condividendo tali esperienze.

Le due giornate si sono concluse positivamente e con ottimi risultati. Un secondo incontro è già  in programma per il 24 e 25 di giugno, in cui vige il medesimo obiettivo. Leggi qui le informazioni e come partecipare.

Luca Faravelli

 

Visualizza il video di questo evento!

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Trenitalia-AEVF: La Via Francigena in Treno. Un progetto di mobilità sostenibile

Si consolida la collaborazione fra Trenitalia e Associazione Europea delle Vie Francigene per l’integrazione lungo il tratto italiano della Via Francigena, dalla Valle d’Aosta a Roma, del trasporto ferroviario con il cammino a piedi e in bicicletta.

L’accordo, che prevede una riduzione del 10% per i pellegrini che utilizzano i treni Regionali, ha lo scopo di promuovere modalità di trasporto sostenibili lungo l’Itinerario europeo, luogo eccellente di turismo slow che la stessa Organizzazione Mondiale del Turismo indica come uno dei principali segmenti con maggiori potenzialità di crescita.

Sono 22 le stazioni ferroviarie italiane che intercettano il percorso della Via Francigena, distribuite nelle regioni Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. In forte e continua crescita le persone di ogni età interessate a questo tipo di vacanze “esperienziali”, all’insegna del rispetto dell’ambiente e a sostegno delle economie locali.

La Via Francigena attraversa l’Europa in un contesto di eccellenze naturali e culturali di grande pregio, permettendo di immergersi nella storia e nell’atmosfera più autentica del Belpaese.

A tre mesi dalla firma dell’accordo sono evidenti i primi notevoli risultati: oltre 4.000 credenziali numerate distribuite e oltre 100.000 visitatori mensili delle pagine web dedicate. Sono inoltre attivi oltre trenta punti di distribuzione delle credenziali lungo l’intero tracciato europeo, da Canterbury a Roma. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.viefrancigene.org.

“Ci fa molto piacere il successo di questa collaborazione che assume ancora più valore nell’Anno del Turismo Sostenibile voluto dalle Nazioni Unite”. Ha dichiarato il direttore esecutivo ENIT Giovanni Bastianelli. “ENIT ha individuato nella sostenibilità un tema strategico prioritario, declinato poi nelle varie azioni promozionali che in tutto il mondo stiamo sviluppando a sostegno dei Borghi, dei Cammini e di quel turismo lento che consente al turista di apprezzare pienamente l’unicità del nostro Paese”.

“L’accordo con l’Associazione Europea delle Vie Francigene – ha detto Orazio Iacono, direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitaliasi colloca nel solco di una serie di partnership e di collaborazioni che stiamo attivando per incentivare l’uso dei treni regionali nel tempo libero: per turismo e per piacere. Ossia in orari e in giornate nei quali il treno regionale ha potenzialità e disponibilità di posti tali da soddisfare egregiamente questo genere di domanda. Tra l’altro con il progressivo rinnovo della flotta – ha proseguito Iacono – i nostri clienti hanno a disposizione treni sempre più moderni, confortevoli, ospitali. Che percorrono aree di grande valore paesaggistico, storico e culturale e offrono occasioni di facile e felice integrazione con gli spostamenti in bici, a piedi, o con i mezzi pubblici su gomma. Il tutto all’insegna di una mobilità sostenibile e socializzante”.

“Il successo dell’iniziativa – ha affermato il presidente AEVF Massimo Tedeschici sprona, con l’aiuto di Trenitalia, che ringrazio, a proporre analogo accordo anche alle società ferroviarie degli altri tre Paesi della Francigena, Svizzera, Francia, Inghilterra, al fine di dar vita, proprio nell’anno in cui il programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa (di cui la Via Francigena fa parte) festeggia il XXX anniversario, un importante e bell’esempio di mobilità sostenibile”.

Comunicato stampa congiunto Trenitalia-ENIT-AEVF

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Sutri – La casa del Pellegrino ricorda le rappresentazioni teatrali nei teatri di Pietra etruschi

La Casa del Pellegrino è un bel monolocale per famiglie o gruppi con uso cucina, due bagni con doccia, situato a 1,6 km dalla Via Francigena e raggiungibile con breve camminata nel suggestivo panorama o con transfer gratuito da e per la Via a cura dei gestori con semplice contatto telefonico. La struttura offre inoltre gratuitamente mountain-bike agli ospiti per agevolarli negli spostamenti limitrofi o per visitare l’adiacente “parco suburbano” ove è esperienza unica visitare la necropoli , il mitreo, l’antica Villa Savorelli con i bellissimi giardini all’italiana.
Per la cena a 400 mt dalla struttura è eventualmente a disposizione ristorante pizzeria di ottimo livello. 

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Di pievi, sentieri e campanari. Il Passo della Cisa sulla Via Francigena

Tre giorni e tre tappe impegnative: da Fornovo a Pontremoli, passando per CassioBerceto ed il fatidico Passo della Cisa. Zaino in spalla e macchina fotografica e tanta, tanta voglia di camminare e scoprire.

 

Partendo da Fornovo in una luminosa mattina di aprile, una veloce visita alla pieve di Santa Maria Assunta con a guardia il pellegrino senza capo, utilizzato anche per il timbro, immancabile, della tappa; si inizia subito a salire, e il panorama diventa sempre più affascinante, passo dopo passo.
Attraversate alcune frazioni, si entra nei sentieri di collina, si costeggia un fiume e alcune persone, poche, ci salutano, sono gli abitanti di questi paesini che ci riconoscono per gli zaini appariscenti e gli scarponcini colorati.

Si raggiunge Bardone e la sua pieve, antica e misteriosa, si prosegue poi per Terenzoe si raggiunge Castello di Casola, una frazione microscopica incastonata tra le rocce di queste colline, conosciute poco dopo come i salti del diavolo. Qui incontriamo il custode, campanaro e abitante di queste cinque case e della chiesa, finemente restaurata, che custodisce ancora qualche segreto: nel suo archivio sono conservati alcuni documenti del XVII e XVIII secolo, in latino, che Romano ci mostra con orgoglio.
Un piccolo break ci dà la forza per riprendere il cammino e raggiungere Cassio, non senza difficoltà, prima tappa del nostro breve viaggio. Cena frugale e riposo, il primo giorno è sempre arduo.

Il giorno seguente ci avventuriamo verso la Cisa, il dislivello si riduce, i paesaggi si aprono uscendo dalla fitta vegetazione, caratteristica della tappa precedente. Una lunga sosta a Berceto ci permette di visitare la famosa pieve, decorata con sculture del XI – XII secolo e con dipinti più recenti. Timbro e si riparte.
Il percorso verso l’Ostello del Passo della Cisa sembra breve, forse per la compagnia di due pellegrini, Fabio e Kim, che si sono uniti a noi e ci regala una sorpresa: un cervo attraversa il sentiero, velocissimo, ma non abbastanza per non essere scorto e far sollevare le dita stupite di noi camminatori.
L’Ostello viene raggiunto nel tardo pomeriggio e ci offre un ristoro più che adeguato, una cena deliziosa e la simpatia dei gestori ci accompagnano per tutta la sera fino all’incontro con l’agognata branda.

Ultimo giorno e lunga tappa quella che porta a Pontremoli, ma oltremodo emozionante. Partiamo in sei stamattina, si aggregano Mimmo e Valentina, accrescendo il nostro gruppo di viaggiatori. Superiamo il valico nella prima ora di cammino, passando sotto l’arco ligneo della Porta della Toscana. Camminiamo sulla cresta della montagna e possiamo ammirare entrambe le regioni che abbiamo toccato, proseguiamo poi nel bosco, fitto, sul sentiero ripido che scende repentinamente verso valle.
Nonostante la pioggia ci faccia compagnia, veniamo accolti e sfamati dai proprietari di un affittacamere e da una piccola trattoria lungo il percorso che, accortisi di queste sei figure che incedono sotto la pioggia battente, ci offrono un riparo per qualche minuto, un panino e un piatto di pasta con una bottiglia di vino. Nulla di più necessario in quel momento. Ci ristoriamo dovutamente e, ringraziando, ripartiamo.

Raggiungiamo Pontremoli, splendida cittadina toscana, ben più popolosa dei paesi che abbiamo incontrato in questi due giorni. Abbiamo giusto il tempo per visitarla e poi, soddisfatti anche se rammaricati, ci dirigiamo verso la stazione che ci riporterà verso casa, fiduciosi e volenterosi nel tornare e riprendere il Cammino da dove lo abbiamo lasciato.

Luca Faravelli

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“Visioni in Movimento” la Francigena è spazio di creatività cinematografica

La Via Francigena come spazio di sviluppo creativo in ambito artistico e cinematografico.
È questo il senso del progetto “Visioni in Movimento” che le associazioni Mattador (Trieste) e Visionaria (Siena) hanno lanciato per l’estate 2017: una residenza artistica e formativa per due giovani filmmaker europei che avranno la possibilità di produrre il proprio lavoro dedicato appunto alla Via Francigena e più in generale all’esperienza ed al senso dei cammini ed ai grandi itinerari europei.

È stata lanciata la call a cui potranno rispondere giovani autori europei tra i 18 ed i 30 anni che hanno un’idea da sviluppare sul tema del cammino e dell’itinerario della strada francigena. Durante il periodo di residenza poi saranno organizzati incontri, laboratori e lezioni per formare i due autori residenti (aperti comunque al pubblico) su come si racconta un territorio e si produce un film “in cammino”.

Visionaria e Mattador, assieme al Comune di San Gimignano e alla Casa di Produzione Kiné ed in collaborazione con Culture Attive, ospiteranno quindi due giovani autori nel tratto di via Francigena che unisce San Gimignano e Siena (due tappe del percorso ufficiale San Gimignano-Monteriggioni e Monteriggioni-Siena) con l’intento di far loro sviluppare il proprio progetto e produrre due brevi film che diano uno sguardo autoriale e personale sul cammino.

Per partecipare alla selezione basta avere l’età compresa tra i 18 ed i 30 anni ed essere cittadini europei. Sarà sufficiente inviare il proprio progetto alla mail francigena.visionaria@gmail.com, il testo completo del bando è a disposizione di tutti gli interessati nei siti delle due associazioni: www.visionaria.eu e www.premiomattador.it

 

Fonte: Il cittadino online

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La Via Francigena nuovo set per “DIGITALIFE”

L’Associazione Europea delle Via Francigene e Movimento Lento diventano partner del progetto e saranno protagonisti della fase di produzione del docufilm sui cambiamenti con il mondo digitale.

DIGITALIFE è il film collettivo che racconterà i cambiamenti avvenuti negli ultimi vent’anni con uno sguardo proiettato al futuro continua il proprio cammino. Da questa settimana entrano nel progetto anche L’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Associazione Movimento Lento. Un accordo che valorizza i tanti aspetti del più importante cammino culturale in Italia e tra i più percorsi in Europa.
Una via che parte da Canterbury per arrivare fino a Roma attraverso 1800 km di cui circa mille nel nostro paese. Insieme alle due associazioni è nata la domanda da porre agli appassionati in cammino: “Come internet ha cambiato il loro modo di viaggiare?”. La risposta potrà darla chiunque, girando un video e inviandolo attraverso il sito del docufilm.

«Abbiamo scelto di contribuire al progetto – racconta Massimo Tedeschi, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DELLE VIE FRANCIGENE – perché esso rappresenta una concreta opportunità per fra conoscere maggiormente la Via Francigena, itinerario culturale del Consiglio d’Europa, la cui visibilità sta assumendo una dimensione sempre più internazionale. I media possono offrire un concreto strumento di promozione e divulgazione, oltre che di analisi e studio sociologico-culturale legato al percorso». «Per chi si occupa di gestire le informazioni – spiega Luca Bruschi, DIRETTORE DELL’ASSOCIAZIONE – il progetto diventa un contenitore prezioso che potrà meglio identificare il profilo di chi cammina e chi “vive” la Via Francigena. Il progetto DigitaLife si affianca agli strumenti di comunicazione dell’AEVF, come il portale web, al quale si rivolgono oltre 100.000 visitatori ogni mese». Non è la prima volta che l’associazione sostiene la produzione di un documentario: negli ultimi anni ha appoggiato “I volti della via Frangigena” di Fabio Dipinto e “Energie invisibili” di Luca Contieri.

L’accordo con le due associazioni permetterà di diffondere la conoscenza del progetto e raccontare così tanti aspetti legati alle scelte del mettersi in cammino. Avremo la possibilità di coinvolgere persone provenienti da ogni parte del mondo. «Internet e le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il viaggio lento, a piedi e in bicicletta. Mappe, racconti, informazioni un tempo difficili da reperire, oggi possono essere condivise in tempo reale, e il GPS aiuta l’orientamento dei meno esperti su percorsi privi di segnaletica» spiega Alberto Conte, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE MOVIMENTO LENTO.

«Chi si mette in cammino – racconta Marco Giovannelli, PRESIDENTE DELLA VARESE WEB – sa bene come dietro allo sforzo di ogni passo si mette in movimento una grande energia. La Via Francigena è un patrimonio di assoluto valore per il nostro paese. Ascolto, accoglienza, incontro sono elementi centrali per l’esperienza del pellegrino e dei tanti che si impegnano affinché il cammino possa essere un’esperienza anche di serenità. È un grande onore per noi collaborare con l’Associazione e siamo certi che il film sarà un’ottima occasione per diffondere ancor di più questo cammino».

DALL’AVVIO DEL PROGETTO SONO GIÀ ARRIVATI I PRIMI CENTO VIDEO. Tante letture diverse circa il rapporto nella propria vita con il digitale e con Internet. «Il lavoro procede e costruiremo il film insieme a voi – spiega Francesco G. Raganato, GIÀ REGISTA DI DOCUMENTARI PER SKY E RAI – Sarà un lavoro collettivo nel vero senso della parola. La volontà è quella di creare una community che dia linfa vitale al film giorno per giorno. E’ una sfida in tutti i sensi, a partire dal fatto che daremo l’opportunità a chiunque di raccontare la sua storia e condividerla.”

Riconoscimenti
Tutti i video verranno pubblicati in diversi spazi e coloro che parteciperanno con l’invio di un proprio lavoro, riceveranno un riconoscimento da parte della produzione. Ogni DUE SETTIMANE poi sarà scelto un filmato particolarmente rappresentativo dello spirito del film e all’autore verrà offerto UN WEEKEND PER DUE PERSONE IN UNA LOCALITÀ ITALIANA. Tutti coloro che verranno scelti per far parte di DIGITALIFE saranno inseriti nei titoli di coda del film e nei credits ufficiali dell’opera.

Social
Per rimanere aggiornati, o per entrare a far parte della comunità che nei prossimi mesi “costruirà” il film, DigitaLife avrà una presenza attiva su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube. Per qualsiasi altra richiesta è possibile scrivere a digitalife.film@gmail.com

Il regista Francesco G. Raganato
È stato scelto da Varese Web tramite un bando a cui hanno partecipato 230 registi e vedomaker.  Ha diretto diversi documentari per il programma “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli su Rai2, realizzando poi prodotti anche per La7 e History Channel. Parallelamente alla TV lavora ad alcuni film-documentari, creati apposta per il cinema e l’on-demand. “L’Isola Analogica”, su alcune vicende legate al consumo accidentale di LSD nella piccola isola di Alicudi nelle Eolie, vince il Gran Premio del Mediterraneo/Prix Italia, festival a cui partecipano le maggiori emittenti televisive europee. Dopo qualche anno esce al cinema e poi in dvd per Feltrinelli Real, “Tsunami tour”, l’unico documentario che racconta la prima campagna elettorale di Grillo. Con “Looking For Kadija”, mette in scena un picaresco viaggio in una sconosciuta Eritrea, riuscendo a raccogliere numerose testimonianze sulle condizioni di vita nella ex-colonia italiana. Questo documentario, prodotto da RAI Cinema, vince il primo premio al Festival del Cinema di Roma nel 2013. Tra i suoi ultimi lavori c’è la serie “Islam Italia”, ideata e condotta da Gad Lerner per Rai3, attualmente candidata al Prix Italia.

La Via Francigena
La Via Francigena promuove un patrimonio legato alle identità culturali europee partendo da un itinerario storico che si esprime attraverso un fascio di strade, sulle quali si è formata la storia dell’Europa nei secoli scorsi. Per scoprire questo percorso di 1800 km attraverso l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e l’Italia sugli antichi passi dei pellegrini medievali che camminavano verso le grandi mete come Roma, Santiago di Compostela o Gerusalemme, il 22 aprile 2001 è stata creata l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). In qualità di soggetto abilitato ufficialmente dal Consiglio d’Europa, l’AEVF dialoga con istituzioni europee, regioni, collettività locali, associazioni e operatori del settore per promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario, turistico.

Per maggiori info: www.viefrancigene.org

Movimento Lento
Il Movimento Lento si occupa della divulgazione della cultura dello “slow travel”, e utilizza le tecnologie più avanzate per riscoprire antiche vie e tracciare nuovi itinerari, e per organizzare viaggi a piedi e in bicicletta alla portata di tutti.

Per maggiori info: www.movimentolento.it

La produzione Varese Web
Varese Web è l’editore di Varesenews, il quotidiano online della provincia di Varese che nasce nel 1997. Allora la connessione era ancora una condizione di pochi. Il giornale negli anni è cresciuto grazie alla capacità di esser parte delle proprie comunità. È stato un elemento di spinta per diversi territori per far crescere la cultura digitale e oggi ha raggiunto 4 milioni di lettori al mese, 188mila fan sulla pagina Facebook, 20mila follower su Instagram e 15mila su Twitter. La produzione del docufilm DigitaLife è solo una delle iniziative che sono in programma per festeggiare i 20 anni della testata giornalistica.

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Lo zaino, qualche consiglio. Il cammino ci aspetta.

Lo zaino, la nostra “casa” durante il cammino. Alcuni consigli su questo indispensabile strumento che ci accompagna nel viaggio. Cosa non deve mancare, e cosa deve mancare.

Come preparare e vivere l’esperienza di un lungo cammino sulla Via Francigena? Nel periodo primaverile sono aumentate all’Associazione Europea delle Vie Francigene le richieste di consigli pratici da parte di camminatori o appassionati che vogliono scoprire a piedi la Via Francigena, partendo magari per la prima volta alla scoperta di questo percorso. Un approfondimento con Luca Bruschi, dell’AEVF.

Ho sulle spalle e sulle gambe ormai diversi cammini. Non mi considero un esperto del settore, ma penso di aver acquisito una discreta esperienza negli ultimi dodici anni maturata “sul campo”.
Alcune informazioni per chi deve preparare lo zaino e si accinge per la prima volta a percorrere cammini come quello della Via Francigena: innanzitutto sullo zaino (e scarpe) meglio non sbagliare! Per tutto il resto, invece, si possono trovare compromessi.

Un consiglio preliminare: meglio mettere in evidenza sul calendario la data della partenza ed evitare di arrivare all’ultimo secondo alla preparazione dello zaino. Ci sono cose che non devono mancare.  Molte altre, invece, possono tranquillamente mancare.

Un paio di settimane prima di partire consiglio di tenere a portata di mano un taccuino ed il libro del percorso che andrete a scoprire. A me piace iniziare a prendere appunti sparsi prima del cammino, alla quale affianco una personale lista della spesa. Celo, celo, manca. Di solito arrivo al giorno della partenza riuscendo ad infilare nello zaino tutto quello che avevo previsto, tranne una cosa. Sì, ogni anno mi accorgo che riesco a dimenticare un oggetto: dall’asciugamano alle ciabatte. Il tutto è comunque facilmente rimediabili sul cammino.

Consigli sulle cose che non possono mancare:
– Indumenti in materiale tecnico e leggero. Di solito metto sempre tre ricambi. Inoltre un pile (leggero), un kway, una camicia outdoor a maniche lunghe
– Le scarpe meritano un capitolo a sé. L’importante è che abbiano già macinato km e siano in confidenza con il piede. Preferisco utilizzarle fino a quando sono al limite delle loro forze: un “buon usato” ai piedi è il miglior alleato per affrontare lunghi cammini. Prima di partire metto del borotalco sui piedi, a fine tappa utilizzo una crema defaticante e rinfrescante, alla menta.
Kit medico e di prima emergenza: indispensabile per i piedi, punture di insetti e scottature, ma anche per combattere eventuali debilitazioni fisiche lungo il percorso.
– coltellino multiuso
– Recuperare delle informazioni pratiche sul cammino che si andrà a fare, soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza, i punti d’acqua ed i ristori. Generalmente meglio riservare il pernottamento nelle prime due tappe. Poi, di giorno in giorno, chiamo almeno un paio d’ore prima la struttura ubicata nel luogo dove decido di concludere la tappa.
– la tenda, per chi decide di portarla con sé, rappresenta sicuramente un modo per rimanere maggiormente a contatto con la natura durante la notte. È fortemente legata alla filosofia del cammino. Si trovano spesso camping organizzati oppure, in alternativa, si possono trovare aree private dove poterla montare agilmente. Se sei un camminatore (magari parecchio stanco!), sicuramente ci sarà qualcuno che potrà ospitarti nel giardino oppure ti indicherà un luogo alberato vicino al percorso..
Bastone (o racchette da trekking): utile per dare ritmo quando si cammina, utile nelle salite e nelle discese, utile contro eventuali cani randagi.

Nella preparazione dello zaino consiglio di far attenzione a mettere gli oggetti più pesanti vicino alle zone d’appoggio oppure nel mezzo; inoltre, meglio bilanciare sempre i pesi (es. borraccia in un taschino laterale con 1 litro d’acqua) e tenere a portata di mano le cose essenziali.

Sulle cose che devono invece mancare, non mi soffermerei troppo: quando lo zaino ha raggiunto 7-8 kg, tutto il peso che si aggiunge di solito è qualche cosa di cui potremmo fare a meno. Il superfluo, appunto. Ognuno è quindi in grado di valutare.
Devono mancare, a mio avviso, la frenesia e la fretta di arrivare alla meta, qualsiasi essa sia. Camminare su questi percorsi vuol dire recuperare la lentezza, fare attenzione al paesaggio ed alle persone che si incontrano, recuperare un contatto fisico con la natura. Il cammino aiuta a rimettere le cose in ordine, è una terapia naturale che ha effetti positivi sul nostro corpo e sulla nostra mente.

Meglio camminare lentamente, anzi molto lentamente, con lo spirito del viandante (consiglio la lettura del buon libro dello scrittore-camminatore Luigi NacciViandanza. Il cammino come educazione sentimentale“, ediciclo). Questa predisposizione al cammino lento è quasi una forma di ribellione, un modo per riappropriarsi del tempo che troppo spesso nel quotidiano sfugge al nostro controllo. È anche un modo per tornare ad essere degli esseri umani, imparando anche ad ascoltare il silenzio.

Non ci resta che fare il primo passo e partire.

Luca Bruschi
Luca.bruschi@viefrancigene.org