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Un bando della regione Lazio per sostenere l’arte sui cammini

La Regione Lazio ha varato un nuovo bando da oltre 1,7 milioni per il sostegno ai sistemi di valorizzazione del patrimonio culturale dei cammini di spiritualità, nell’ambito del progetto “Arte sui cammini

Sui “Cammini” la Regione ha destinato risorse per un milione 725 mila euro, tra il 2017 e il 2018. E  pubblicato un bando per partecipare al progetto “Arte sui Cammini”, che punta a disseminare, attraverso finanziamenti, i percorsi religiosi e tra questi la via Francigena, di opere d’arte contemporanea

A chi è rivolto
A società, imprese, associazioni, fondazioni, gallerie d’arte commerciali o non commerciali. Basta avere la sede legale o operativa nel Lazio, essere costituiti da almeno 5 anni e operare coerentemente con lo statuto. Occorre dimostrare una qualificata esperienza in progetti nel settore dell’arte contemporanea.

Nell’avviso si dà importanza alla valorizzazione degli aspetti paesaggistici: non vengono richieste sculture isolate ma sarebbe opportuno che le opere tendessero alla land-art con interventi di architettura del paesaggio che possano permettere un miglioramento della godibilità dei percorsi.

Cosa si chiede
La Regione finanzia progetti che devono includere almeno 3 opere d’arte con tema la spiritualità posizionati su aree pubbliche. Il contributo massimo previsto è di 150 mila euro, corrispondente al 90% del progetto complessivo, e servirà a sostenere le spese di progettazione di nuove opere e di accessori, spese tecniche e spese di promozione.

Scadenze
23 ottobre

I Comuni coinvolti nell’iniziativa  sono quelli della Via Francigena del Sud , San Benedetto, Via Francigena del Nord ed il Cammino di Francesco.

News e info dell’avviso sul canale cultura del sito della Regione:

 

 

 

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La Via Francigena dai Monti Dauni a Brindisi

Nel mese di luglio l’Associazione Europea delle Vie Francigene, in collaborazione con operatori ed esperti locali, ha effettuato un’attività di rilievo, verifica e monitoraggio del percorso della Via Francigena del Sud in Puglia, nel tratto che va dai Monti Dauni fino a Brindisi.

Il lavoro, svolto per conto di Puglia Promozione (Progetto “Monti Dauni: valorizzazione integrata delle eccellenze di carattere culturale, religioso, paesaggistico ed enogastronomico), l’agenzia regionale del turismo, consiste nella tracciatura di un itinerario percorribile a piedi a beneficio dei pellegrini che intraprendono il cammino della Via Francigena da Roma verso i porti d’imbarco per Gerusalemme.

L’obiettivo dell’attività è la definizione di un tracciato che tenga conto della camminabilità contemporanea, con indicazione delle tappe intermedie scelte in base alla presenza dei servizi essenziali e di una lunghezza media giornaliera non superiore a 30km.

Il percorso è stato predisposto e verificato da una squadra di 5 tecnici che si sono suddivisi il lavoro nell’arco di oltre un mese. La prima azione svolta è stata la predisposizione “a tavolino”, ovvero tramite l’utilizzo di carte geografiche della regione e di software cartografici, di un percorso che sia lineare, eviti quanto più possibile i tratti asfaltati e tocchi i principali punti d’interesse turistici.

Successivamente l’intero itinerario è stato percorso con mountain bike a pedalata assistita, dotate della strumentazione opportuna al rilievo della traccia, , ovvero GPS Garmin eTrex 35 touch, action cam Garmin VIRB, macchine fotografichecompact Sony e Canon G5X, smartphone iPhone 6 e Huawei P9 dotati di riconoscitore vocale.

Infine i punti critici che necessitavano di un approfondimento puntuale, come sentieri di difficile percorrenza o attraversamenti di strade ad altà velocità e traffico intenso, sono stati percorsi a piedi con un’auto d’appoggio, per verificarne l’effettiva percorribilità da parte dei pedoni.

Al termine di queste attività il team ha utilizzato un software cartografico di ultima generazione per la stesura definitiva delle tracce e dei waypoint che indicano la segnaletica dei bivi, i punti d’interesse e, in generale, i principali servizi a supporto dei pellegrini.

Il progetto, fortemente voluto e spinto dalla Regione Puglia, si inserisce strategicamente nella più ampia attività di valorizzazione della Via Francigena come principale cammino italiano a lunga percorrenza e, soprattutto, auspica di poter certificare la Via Francigena nel Sud come itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

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I colori della Francia. La tavolozza della Via Francigena

Il racconto di Luca Faravelli sulla esperienza di cammino sulla Via Francigena in Francia, nella regione della Franche-Comté. Una esperienza personale e di lavoro, al servizio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene per supportare lo sviluppo dell’itinerario europeo.

La terra francese è nuova per i miei scarponi, così come lo sono la campagna, i suoi colori e i tetti dei campanili, dipinti a diverse cromie e la di cui forma ricorda le scaglie di un pesce. La meta è Besançon, la celebre capitale della Franca Contea, ed il percorso inizia a Champlitte, un borgo di quasi duemila abitanti che si trova vicino al confine con la novella regione del Grand Est.

La mattina nuvolosa minaccia pioggia, ma non la incontreremo mai in questi tre giorni, solo qualche timida goccia che non ci impensierisce. La Via Francigena sfiora solo Champlitte, non si addentra nei suoi vicoli per giungere alla Chiesa di Saint Christophe o al castello, ma, quasi di nascosto, la costeggia permettendo al pellegrino una vista panoramica del borgo, quando, lentamente, la sua marcia si spinge verso la collina vicina.

Siamo in tre pellegrini, di cui un francese che si è unito all’ultimo momento, la camminata così si arricchisce, ed al medesimo tempo la nostra testa, di lingue d’oltralpe e d’oltremanica. Il dialogo sulle varie eccellenze gastronomiche e culturali sarà costante divertente ed interessante del nostro viaggio. La sera soggiorniamo a Seveux, piccolo villaggio a sei ore di cammino dal nostro punto di partenza, raggiunto dopo un tortuoso sentiero nel bosco che sfocia sulle sponde del Salon, ampio ma non impetuoso fiume della zona. La serata è allegra, il vino l’accompagna con veemenza, e Roger, oste e proprietario della gîte, svolge perfettamente il suo ruolo di anfitrione.

Il giorno successivo ci spingiamo fino a Bucey-les-Gy ed i colori che incontriamo nelle terre coltivate di questi luoghi quasi ci commuovono: colori vivi, accesi, e diversi oltretutto, arricchiti da un cielo limpido con alcune nuvole, numerose come le mucche che incontriamo costantemente a gruppi ai margini del tracciato. A Bucey-les-Gy alloggiamo in un vero ostello, con la cucina ed ogni servizio fondamentale per un pellegrino; qualche battuta, dopo un meritato riposo pomeridiano sulla branda, sono di sottofondo allo spignattare di padelle e coltelli che tagliano pomodori regalataci dai proprietari, così come all’acqua che cuoce la pasta e rinfranca i nostri stomaci. Incontriamo il letto molto presto quella sera, l’ultima tappa sarà di oltre 30 km, fino a Besançon e, nonostante una piacevole brezza sia sempre presente anche nei momenti più caldi e assolati, le ore di cammino saranno parecchie.

Il cammino verso Besançon ci impegnerà faticosamente per tutta la giornata, tuttavia la strada sarà costellata di deliziosi borghi e persone che si offriranno di aiutarci e riempire le nostre borracce. Sono rimasto molto colpito dalla cordialità e accoglienza degli abitanti del luogo, una signora ci ha perfino offerto della frutta da portare con noi. Giungiamo all’antica città borgognona nel pomeriggio dove ci accoglie Jacques Guy che, con passo svelto ed una veloce oratoria, ci mostra i più significativi edifici storici e qualche curiosità delle vicende qui accadute.

Un tragitto singolare e pittoresco quello che ci ha portato fino a qui, i cui paesaggi serberemo negli occhi e nella memoria, ed il suo terreno, che ha impolverato le calzature, non verrà rimosso tanto presto.

 

Luca Faravelli

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La Via Francigena in Francia: sviluppo in Bourgogne Franche-Comté

L’Associazione Europea delle Vie Francigene impegnata sul fronte francese per lo sviluppo della Via Francigena. Dopo le proficue attività svolte in Svizzera, sono in fase di implementazione importanti progetti in Francia nella Regione Bourgogne Franche-Comté.
Dal 31 luglio al 14 agosto, sfruttando la base operativa AEVF della città di Champlitte (sede operativa AEVF in Francia) nel dipartimento della Haute-Saône, Martine Gautheron, vicepresidente dell’Associazione, e Luca Faravelli dello staff AEVF, con la collaborazione del Comune stesso e dell’ Office de Tourisme Des 4 Rivieres, hanno promosso una serie di azioni culturali e di valorizzazione del cammino sul territorio.

La stretta sinergia con AEVF ha permesso una conoscenza approfondita dello stato di avanzamento dell’itinerario culturale della Via Francigena: dal percorso alla segnaletica, dalle strutture ricettive e alle eccellenze del luogo, naturali e culturali.

É stata anche una proficua occasione per scambiare know-how e buone pratiche in materia di cammini e per rinforzare l’attività di AEVF, incaricata dal Consiglio d’Europa della tutela dell’intero itinerario ed ora particolarmente attiva anche sul fronte francese.

Il lavoro si è svolto anche “sul campo” con azioni mirate di verifica, documentazione e georeferenziazzione del percorso partendo da Langres, nella Regione Grand Est, appena oltre il confine, per arrivare a Champlitte, fino alla storica città di Besançon, per un totale di 140 km di cammino.

Le due settimane di lavoro si sono concluse con un incontro di lavoro tra il presidente Massimo Tedeschi, il direttore Luca Bruschi, la vicepresidente Martine Gautheron e lo storico Christian Schuele (Presidente Associazione Chablais e membro UdP AEVF), insieme al sindaco di Champlitte Gilles Teuscher e vari rappresentanti dell’Office de Tourisme Des 4 Rivieres.

Luca Faravelli

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“Adesso pedala” in bicicletta sulla Francigena per aiutare Norcia

Quattro biciclette ed un obiettivo per il progetto di fundraising “Adesso pedala”. Luca Marzorati, Stefano Meneghello, Daniel Rocco e Mirko Trentin sono in viaggio da Milano a Norcia, ed infine a Roma, sulla Via Francigena per sostenere la Onlus “I love Norcia” ed il suo Progetto Arca, impegnata nella costruzione di un nuovo centro polifunzionale per l’omonima città, colpita dal terremoto.

Il presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Massimo Tedeschi, ha incontrato i quattro ragazzi davanti alla Cattedrale di Fidenza, pausa della tappa Fiorenzuola – Fornovo, e si è fatto raccontare come è iniziata questa esperienza.

L’idea è molto semplice” dice Stefanoci siamo chiesti cosa potevamo fare per aiutare la cittadina di Norcia e così abbiamo unito l’utile al dilettevole. Siamo saliti sulle nostre biciclette e promosso una raccolta fondi parallela al nostro viaggio che attraverserà mezza Italia! Diversi sono gli enti che ci stanno sostenendo e siamo fieri di poter dare un contributo!
I quattro studenti di Milano hanno creato un progetto online di fundraising con un obiettivo di 1000 Euro e sono già a buon punto.

Siamo diventati molto social” continua Danielun evento così, per quanto semplice, è bene che venga conosciuto e supportato il più possibile! La gente apprezza i pellegrini, coloro che, con volontà e tanto spirito di iniziativa, si mettono a faticare ed impiegano giorni per percorrere grandi distanze. Aggiorniamo ogni giorno i social con aneddoti curiosi e fatti che ci accadono lungo la Via. Il percorso è meraviglioso e si percorre senza problemi, incontrando luoghi di una bellezza unica.

Dopo i saluti, lo scambio dei contatti e qualche consiglio sul loro pellegrinaggio, i quattro ragazzi si rimettono in viaggio: la strada è tanta e hanno ancora due settimane da trascorrere sul sellino per raggiungere il loro obiettivo.

Invitiamo a visitare la pagina del loro progetto sul sito da loro creato e seguirli sulla pagina Facebook dell’evento.

Luca Faravelli

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Segnaletica, manutenzione e sicurezza del percorso lungo il tratto lombardo

L’Associazione Europea delle Vie Francigene è impegnata nella seconda fase dei lavori finalizzati a migliorare la percorribilità del tratto lombardo da Palestro a Pavia. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Regione Lombardia per valorizzare e far consocere il cammino.

Proseguono i lavori di verifica sul percorso e segnaletica iniziati a fine primavera: si tratta di giornate che vengono trascorse sul cammino per migliorare la fruizione della via. In particolar modo vengono sistemati i cartelli ed i pali accidentalmente abbattuti dai trattori. Generalmente è bene effettuare un passaggio di manutenzione ad inizio stagione ed uno nel pieno dell’estate, quando la vegetazione può nascondere i segnavia.

La Via Francigena anche durante questi momenti diventa occasione di incontro e confronto con pellegrini che sono stati incrociati sul cammino: un lituano in viaggio “contromano” da Venezia a Tolosa, Edit ed Emma, madre e figlia belghe in viaggio da Ivrea, Jan, cicloviaggiatore olandese in viaggio da casa sua e che ha già percorso 1500 km, Solly e Lars, giovane coppia tedesca in viaggio da Mortara, tutti diretti a Roma e molto felici del fatto che ci si prendesse cura del percorso.

L’intervento di manutenzione avviene con il sostegno della regione Lombardia ed in collaborazione con Itineraria. Il lavoro rientra nel progetto #ILoveFrancigena, una serie di eventi e iniziative di valorizzazione del tratto lombardo della via Francigena. La manutenzione proseguirà nelle prossime settimane, mentre è previsto per il fine settimana del 7-8 ottobre un viaggio evento da Groppello Cairoli a Belgioioso.

Durante il weekend, l’Associazione Europea delle Vie Francigene con il supporto tecnico di Itineraria condurranno un gruppo di volontari che insieme a lui si prenderanno cura del percorso sistemando la segnaletica e ripulendo i sentieri.

Il viaggio è gratuito e aperto a tutti. Per informazioni e iscrizioni scrivete a webmaster@viefrancigene.org

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In cammino con l’AEVF da Canterbury a Champlitte

Martine Gautheron, recentemente nominata vicepresidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, camminerà per 600km sul lungo percorso della Via Francigena da Canterbury a Champlitte, città dove abita.

Martine ricopre anche il ruolo consigliere delegato della città di Champlitte (regione della Borgogna / Franche-Comté) e da tempo è attiva nella valorizzazione della Via Francigena in Francia, sia nella rete di istituzioni, sia come hospitalera. Escursionista da venti anni, curiosa, percorse il cammino per Compostela: un’avventura, una sfida per imparare a conoscersi.

Intervista con Martine con la sua partenza:

“Nel 2009 ho “scoperto” la Via Francigena, grazie a Carlo, un pellegrino italiano alla ricerca di un alloggio, così lo accogliemmo nella nostra casa … e parlammo.

Ho riflettuto sul fatto: “perchè ricercare un pellegrinaggio lontano, quando ce n’è uno che attraversa la mia città?”. Dopo un po’ di tempo in cui si stava iniziando a promuovere la conoscenza della Via Francigena anche in Francia, è grazie al primo Pas à Pas organizzato sul percorso che ho scoperto AEVF.

I miei impegni con la città di Champlitte ratardarono la decisione di partire sul cammino per molte settimane, finchè prendemmo la decisione: andare a piedi con mio marito Bernard verso Roma, partendo da casa nostra! L’abbiamo fatto in 3 anni consecutivi, nel 2014 fino a Yverdon, nel 2015 Orbe – Orio Litta, e nel 2016 Orio Litta – Roma.

Viaggio concluso … no, non è possibile. Mi sono resa conto che ho bisogno di percorrere la Via da Canterbury a casa mia! In caso contrario, mi mancherà qualcosa, ho bisogno di trovare questa parte, per me è fondamentale: da Canterbury a Roma, questa è la direzione della Via Francigena.
Nel 2017 intraprenderemo la strada nel mese di agosto: il 29 partiremo in treno da Digione, in Francia (Borgogna / Franche Comté), fino a arrivare in l’Inghilterra, ad Ashford (Kent), poi una navetta per Canterbury.

Scopriremo la parte settentrionale del percorso storico, le città cariche di fascino come Canterbury, Calais, Arras, Bruay la Bussiere, Reims, ma a piedi anche attraverso le campagne inglesi e francesi, queste terre a me sconosciute. Ogni giorno cammineremo attraverso i villaggi e incontreremo persone.

Non vedo l’ora, di partire, scoprire, a piedi, per incontrare, condividere. In fondo sono anche un po’ preoccupata! Io lavoro davanti allo schermo del computer e non ho molto tempo per camminare, mi chiedo quindi se sarò ancora in grado di fare più di 600 km a piedi in meno di un mese. Partiremo il 29 agosto e arrivaremo il 22 o 23 settembre.

Voglio crederci, camminando con la testa e con i piedi, si, lo farò! Lo zaino mi aspetta, così come il mio taccuino ed il cammino davanti a me!”

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In cammino lungo la costa del Salento, da Otranto fino a Leuca

Un cammino immerso nella bellezza e nei colori della costa salentina da Otranto fino a Leuca, nel Sud dell’Italia. La Puglia terra di antichi tratturi, ponte di dialogo interculturale e sul Mediterraneo.

L’Appia antica e l’Appia Traiana da Roma si dirigono verso  Brindisi, per poi proseguire il loro naturale cammino fino a Leuca,  De Finibus Terrae. Siamo nel fascio di strade denominate Vie Francigene nel Sud, oggi al centro dell’attenzione di regioni, amministrazioni comunali e associazioni per rendere fruibili i cammini e poterli strutturare al servizio dei viandanti.

Luca Bruschi dell’ Associazione Europea delle Vie Francigene racconta il proprio cammino lungo la via della Costa Salentina.

Un viaggio alternativo di sette giorni, non ancora segnalato ufficialmente per cui è necessario dotarsi di gps lungo tutto il percorso. Utili anche i bastoni per il trekking trattandosi di sentieri talvolta impegnativa con continui dislivelli che si affacciano sul mare e rientrano in modo repentino verso l’interno, dove la natura si fa più selvaggia. Questi tratturi si vivono uno ad uno, camminandoci sopra e respirando il profumo di oliveti, aranci, melograni. Il sottofondo dei grilli accompagna ogni passo.

Il mare è il leitmotiv del viaggio, lo si incontra a più riprese in ogni tappa. Il mare è straordinariamente bello, blu scintillante. Calette dove è possibile entrare in acqua e bagnarsi sono una continua tentazione alla quale difficilmente si riesce a resistere.

Si parte lasciando alle spalle il bellissimo mare di Otranto e si  cammina lungo un impegnativo sentiero in terra rossa lungo la Costa fino al faro di Punta Palascia, punto più ad est della penisola (a 71km dalle coste dell’Albania). E’ un luogo mitico che merita una sosta ed un approfondimento sulle storie e leggende racchiuse proprio intorno al faro. Si prosegue in direzione Porto Badisco dopo aver passato la suggestiva Torre di San Emiliano, una delle più belle fra le torri costiere salentine.

Il cammino continua alternando sentieri sterrati e spiagge (rocciose e di sabbia) con mare cristallino fino al borgo di Porto Badisco. Un’altra lunga pausa. Nei km successivi si iniziano ad incontrare i Pagliari (o pajaru), costruzioni rurali realizzate con la tecnica del muro a secco. Sono ancora in ottime condizioni, tutt’ora utilizzate. Si vede in lontananza Santa Cesarea: ci si arriva dopo un pezzo di strada asfaltata che riscende fino al mare ed alle acque termali salsobromoiodiche e sulfuree. Il riposo dopo il cammino avviene proprio nel mare dove si possono scoprire e visitare alcune antiche grotte.

Si riparte nell’entroterra con l’incedere lento fino a Castro, borgo medievale che merita una sosta nella parte storica (davvero ben conservata), e nel suo piccolo porto al quale si arriva scendendo a piedi lungo un sentiero di scalini immersi tra piante di fichi d’india. Il trekking a questo punto si fa impegnativo e per un’ora e mezza si cammina lungo la scogliera. La fatica è alleggerita dalla bellezza del paesaggio, fino ad arrivare alla insenatura nascosta di Acquaviva. Il tramonto in questa gola è uno dei momenti più indimenticabili del viaggio.

La strada prosegue per due km verso Marittima, altro piccolo borgo che conserva tutto il suo antico fascino. Leuca si sta avvicinando anche se la fatica del cammino inizia a farsi sentire, complice il caldo estivo che quest’anno è stato particolarmente impegnativo. La via salentina prosegue all’interno per quasi una tappa, per poi tuffarsi nelle acque di Tricase e proseguire fino a Serra Marina. In questo luogo è rimani affascinato dalla piscina naturale che si trova nel mare, così come le sue grotte.

Ormai il cammino volge al termine. L’ultima giornata di cammino va vissuta fino in fondo. I tratturi si susseguono uno dopo l’altro: il sentiero del nemico, la via del sale, il sentiero delle cipolline. Uno degli ultimi borghi che si incontra è Novaglie, dove si può programmare una sosta refrigerante. Il sentiero poi riprende, mozzafiato, fino alla piccola insenatura del Ciolo. Un paradiso terrestre, nel profondo sud del Salento Ormai sono gli ultimi km. Il programma prevederebbe la sosta a Gagliano del Capo.  Decido però di proseguire fino a Leuca, meta finale e traguardo “estremo” dove il faro divide a metà i mari. Gli ultimi km li ho fatti in auto perché la strada ad agosto è molto trafficata, non valeva la pena rischiare. Non cambia però il pathos ed il fascino che questa storica meta di pellegrinaggio suscita a chi ci arriva dopo un viaggio a piedi.

Un commento sulla gastronomia di questa esperienza è d’obbligo. La buona cucina è un elemento altrettanto significativo per scoprire questa terra, con i suoi colori, profumi e odori: dai calamari alla griglia alle orecchiette, dal pancotto al polipo, dalle olive al rustico leccese e pasticciotti. Il vino non può mancare: Negramaro, Primitivo ed i bianchi del salento vanno assaporati con gusto, a fine di ogni tappa.

Infine, un capitolo speciale meriterebbe l’accoglienza. E’ spesso ciò che rende un viaggio unico, grazie agli incontri che si fanno lungo il cammino. Persone, volti, passione. Uno in particolare mi rimane nel cuore, quello presso il  B&B Lavaturi situato in località Marina Serra di Tricase a 100m dal mare. Adelaide e Sergio accolgono a braccia parte i viandanti. La loro storia e l’amore per la loro terra è di quelle belle, che riscaldano il cuore e fanno vivere a pieno la bella atmosfera di questo viaggio.

Il video del cammino


 

Maggiori informazioni:

  • Tappe: 7, con un trekking iniziale ad Otranto, la “Perla di Oriente”.
  • Distanza: media dei km giornalieri 14, con tappe da 4,5 a 6,5 ore l’una a seconda delle difficoltà
  • Difficoltà: media. E’ richiesto un minimo di allenamento e una adeguata attrezzatura trekking
  • Servizio trasporto zaini: Per chi ne avesse necessità, è possibile organizzarlo tra una struttura e l’altra
  • Punti d’acqua: nel periodo estivo si trovano strutture aperte lungo il percorso, attraverso i vari borghi che si incontrano. E’ comunque indispensabile partire con almeno un paio di litri d’acqua nello zaino.
  • Riferimento: S-Cape e SloWays 

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Gli itinerari culturali al centro delle politiche europee per lo sviluppo territoriale

Nel mese di giugno è stato presentato al Parlamento Europeo di Strasburgo il Rapporto sul tema “Verso una strategia dell’Unione europea per le relazioni culturali internazionali” (2016/2240(INI)). Gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa indicati come modello per sviluppo dei territori.

Il Rapporto è stato presentato dai relatori Elmar Brok e Silvia Costa attraverso le Commissione per gli affari esteri e la commissione cultura. L’eurodeputato Silvia Costa dal 2009, anno in cui è stata eletta al Parlamento Europeo, è fortemente impegnata a sostenere i programmi culturali europei, con una attenzione particolare rivolta agli itinerari culturali ed alla Via Francigena.

Il Rapporto sulla nuova Strategia dell’Unione contiene linee di indirizzo significative quali: piani di azione pluriennali e un programma per la mobilità e gli scambi internazionali; previsione di una linea di bilancio dedicata; sviluppo del turismo culturale e inclusione della cultura in tutti gli accordi bilaterali; l’istituzione di un programma internazionale di mobilità e di residenze d’artista per giovani artisti e professionisti della cultura europea.

Stiamo andando concretamente nella direzione che vuole la cultura come quarto pilastro autonomo e trasversale dello sviluppo sostenibile, senza il quale le società  non si rigenerano, non producono innovazione né relazioni pacifiche ” ha detto la Costa dopo la presentazione.

La stessa Commissione Cultura  ha ottenuto, la proclamazione del 2018 come Anno del Patrimonio culturale  Europeo. Una prima, concreta opportunità per la promozione del patrimonio culturale, materiale, immateriale e digitale, come elemento centrale della dimensione internazionale dell’Unione Europea.

Nella proposta di risoluzione trovano spazio gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa richiamati con grande fermezza sia negli articoli di premessa, sia in quelli del Rapporto. Essi rappresentano un volano per sviluppare progetti transfrontalieri; diventano uno strumento istituzionale importante per rafforzare le relazioni culturali fra i paesi, al fine di promuovere i valori fondamentali di diversità culturale, dialogo interculturale e sviluppo territoriale sostenibile di destinazioni culturali meno note, preservando al contempo il loro patrimonio culturale comune.

Il Programma, che nel 2017 festeggia i 30 anni e che proprio a Lucca nei giorni 27-29 settembre organizza il Forum annuale, sta supportando con forza gli itinerari culturali europei come occasione di sviluppo, dialogo interculturale e interreligioso, coesione sociale e tolleranza. Il successo di questo programma dipende sempre più dalla capacità di mettere in rete i territori, dalle istituzioni alle comunità locali, favorendo l’inclusione della cultura (in tutte le sue forme) all’interno delle politiche di sviluppo territoriale

La Via Francigena, insieme al Cammino di Santiago, è uno dei 32 itinerari certificati dal Consiglio d’Europa.

Luca Bruschi

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Fausto Cecconi ambasciatore della Via Francigena Toscana

Il consigliere comunale con delega alla Cultura e al Turismo del comune di Radicofani, Fausto Cecconi, ha ricevuto il riconoscimento di ambasciatore della Via Francigena Toscana. La consegna del titolo è avvenuta sabato 19 luglio nella frazione di Contignano, in occasione del convegno  “La Francigena di ieri e di oggi..a piedi ed in bicicletta” organizzato all’interno della manifestazione ‘I giorni di Ghino’.

Un riconoscimento inatteso,  un ringraziamento simbolico attribuito ad una persona con la Via Francigena e l’accoglienza nel cuore. Prima ancora del ruolo istituzionale, Fausto Cecconi, ha infatti vissuto il cammino da ospitalero a Radicofani, tappa della Francigena in Val D’Orcia, dove è nato e ha origine la sua famiglia.

Per anni ho accolto le persone sul campo e ho potuto capire qualcosa di più di chi cammina e si mette in viaggio – racconta il consigliere nonché ex assessore nel precedente mandato del comune di Radicofani   – è un’esperienza che mi ha consentito di riscoprire la vocazione della comunità e di uscire fuori dal guscio locale, entrando in una dimensione diversa.  Conosco il mio cammino toscano da Pontremoli a Radicofani. Questa strada – prosegue Cecconi – regala un rapporto con la natura particolare, emoziona per il paesaggio e l’arte.  Così si finisce il viaggio con un bagaglio magari più leggero ma carico di suggestioni e affetti. L’incontro con le persone è il valore più importante di questo  cammino”.

Un valore umano da sempre punto di riferimento per il consigliere, premiato a sorpresa dal presidente dell’Associazione Toscana delle Vie Francigene, Sandro Santini, insieme ad altri rappresentanti istituzionali, tra i quali il sindaco di Radicofani Francesco Fabbrizzi.

Il consigliere Fausto Cecconi si merita questo riconoscimento per tutte le iniziative che ha messo in campo per la Francigena, specialmente nell’area sud della Toscana. – conferma Andrea Lombardi, vicepresidente dellAssociazione Toscana delle Vie Francigene – E’ una persona timida e modesta, ci è sembrato giusto attribuirgli questo titolo simbolico per l’impegno profuso in questi anni. E’ un riconoscimento che diamo a chi rappresenta  lo spirito di promozione e valorizzazione degli itinerari”.

Un momento emozionante condiviso con il pubblico insieme a Giovanni Corrieri, esperto di cammini, nominato ambasciatore della Francigena Toscana lo scorso febbraio in occasione del Forum di San Miniato. 

Silvia Iuliano