Via Francigena

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Francigena Tuscany Marathon 2017

Domenica scorsa più di 2000 pellegrini hanno invaso le strade ed i sentieri della Versilia e della Lucchesia in occasione della prima edizione della Francigena Tuscany Marathon. La FTM, organizzata dagli Amici della Via Francigena Pietrasanta, è partita alle prime ore dell’alba dalla Piazza del Duomo di Pietrasanta per portare le ‘magliette azzurre’, dopo 42 km di camminata non competitiva, a Lucca.

 

Un successo senza precedenti ottenuto subito alla prima edizione. Centinaia di plausi all’organizzatori dell’evento, alla disponibilità all’accoglienza della popolazioni ed alla bellezza del percorso hanno inondato la pagina Facebook della FTM e degli Amici della Via Francigena Pietrasanta.

Nonostante la pioggia che ha imperversato per più di un ora nel tratto centrale del percorso, i partecipanti sono comunque riusciti ad arrivare alle mete previste, grazie anche all’attenzione dei volontari che hanno dato una importante mano in tutte le situazioni si rendessero necessarie. Un plauso particolare deve essere fatto alla popolazione di Valpromaro, al suo parroco ed ai volontari che hanno operato presso la Casa del Pellegrino. Sotto la pioggia battente sono riusciti a rifocillare con un piatto di pasta calda i 2000 pellegrini in arrivo che, grazie al parroco che ha aperto le porte della chiesa, si sono potuti rifocillare e asciugare in un luogo caldo e sicuro. Forse la più bella immagine di tutta manifestazione.

A Lucca all’arrivo, presso la Casa del Boia, gestito in modo impeccabile dai volontari della Misericordia e dell’Associazione Lucca Ospitale, sono giunti circa 850 pellegrini, i più intrepidi. Grandi sorrisi, grande soddisfazione per aver realizzato un’impresa e tantissime foto sotto il cartello dei 42 km. Il primo è arrivato alle 11.22 e Paola da Roma, l’ultima arrivata, alle 19:35, accompagnata dagli applausi di tutta l’organizzazione che le ha donato simbolicamente il cartello dei 42km suggellando di fatto la chiusura della prima edizione della Francigena Tuscany Marathon.

“Sono ancora commosso e frastornato”, dice Adriano Bigongiari Presidente dell’Associazione della Via Francigena Pietrasanta, “per la dimensione della partecipazione, dei sorrisi, dei complimenti, dei ‘Bellissimo ci vediamo il prossimo anno’. Tutto questo è stato possibile grazie all’enorme lavoro fatto dai volontari di tutte le Associazioni che ci hanno dato una mano. Questo ha creato una rete di amici sul territorio che hanno superato i campanilismi poichè si è capito che la Via Francigena è unica ed esiste perchè è tale, non è di proprietà di un Comune o di un’altro. Gli scopi che ci eravamo prefissi erano far conoscere alla popolazioni residenti il ‘popolo dei cammini’, valorizzare le bellezze di questa parte meno nota della Francigena Toscana e creare una rete tra associazionismo da usare nel futuro. Direi che tutti questi obbiettivi sono stati raggiunti in pieno. Un altro enorme grazie dobbiamo farlo anche ai Comuni coinvolti, Pietrasanta in primis con l’Assessore Lora Santini ed il Consigliere Daniele Taccola, che, nonostante un scetticità iniziale, dovuta alla non conscenza di questo mondo ed alla mancanza un curriculum pregresso, alla fine hanno risposto nel modo giusto ed è anche grazie a loro e alle Polizie Municipali che tutto si è svolto nei migliore dei modi. Questo è solo l’inizio di una avventura.

Stiamo già lavorando alla prossima edizione cercando di identificare una data stabile in modo che la FTM diventi un appuntamento fisso. Qualche piccola cosa da ritoccare c’è e faremo tesoro di tutti i consigli che abbiamo ricevuto perchè volgiamo che la prossima edizione sia ancora più bella di questa.”

 

Foto di Mara Maggiani

 

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Dal 6 all’8 ottobre: ‘Perdersi per ritrovarsi lungo la Via Francigena piemontese insieme a Franco Michieli”

Un seminario in lento movimento sul territorio alla scoperta delle facoltà umane di orientamento e degli infiniti elementi naturali che permettono a uomini e animali di viaggiare sulla terra, nell’acqua e nell’aria senza bisogno di strumenti artificiali, ritrovandosi sempre.

Oggi si è soliti dire che l’esplorazione geografica sia terminata, e che se resta qualche angolo di mondo ancora ignoto è con i potenti mezzi tecnologici a nostra disposizione che possiamo svelarlo. 
In verità, forse mai come in questa epoca si è perso contatto con la Terra, e l’effetto non è soltanto che la nostra idea del mondo è sempre più virtuale. La perdita più grande è dentro di noi: perdendo la Terra, abbiamo anche lasciato addormentare gran parte delle facoltà naturali che hanno permesso ai nostri antenati, per decine di migliaia di anni, di rapportarsi alla realtà con una sensibilità propria, interamente umana. 
Oggi ci sentiamo perduti senza strumenti tecnologici sofisticati che fungono da protesi ai nostri sensi e alla nostra capacità interpretativa di fronte agli eventi attorno a noi. È anche per questo che il Potere, nonostante l’aumento teorico dell’istruzione, continua a tenere in pugno i popoli. Perché i più non sanno di avere in se stessi gli strumenti per interpretare, imparare e capire, e si affidano a quanto recitano strumenti e media.
Da questa situazione si può iniziare a uscire molto facilmente. La natura vicino a noi, fatta anche soltanto di piccoli angoli non organizzati dall’uomo, ci offre l’occasione di interrompere momentaneamente la dipendenza dal preconfezionato, di passare qualche ora soltanto con i nostri sensi e la nostra attenzione, e di scoprire quante rivelazioni possiamo raggiungere. Possiamo addirittura imparare a perderci provvisoriamente, così da vivere il magnifico momento in cui spetta a noi “ritrovare il mondo”. Anche dietro casa impariamo a diventare esploratori: e a quel punto innumerevoli strade si aprono, in ogni campo.

Gli obiettivi del corso
Il corso serve a scoprire che con giusto approccio e con una preparazione accessibile a tutti è possibile ristabilire una relazione molto personale e libera con il territorio. Si può superare la paura di perdersi e imparare a capire dove si è, dove si può andare, quante cose ci accadono intorno mettendo in gioco la personalità. Ciò ci può permettere di rivoluzionare la dimensione delle nostre escursioni, di qualche lungo trekking, di vere avventure, ma anche di comuni momenti della vita quotidiana. Chi lavora nel campo del turismo, dell’accompagnamento in montagna o natura, dell’educazione o anche dell’arte, può trarre spunto da questa esperienza per sviluppare progetti innovativi.
Il corso, della durata di 16 ore, prevede alcuni momenti teorici, con spiegazioni accompagnate da immagini esemplificative delle più diverse situazioni, e altre parti pratiche, in cammino e osservazione sul territorio.
Alla fine dei due giorni ci sarà uno scambio di opinioni su quanto appreso per mettere in luce i diversi orizzonti che l’approccio esplorativo apre in ciascuno dei partecipanti.

Il programma
Venerdì: 
Ore 17-18: Accoglienza 
Ore 18: lezione introduttiva alla lettura del cielo e della terra
Pre 20: cena condivisa

Sabato: 
Ore 9: uscita pratica, senza portare con sé alcuno strumento per orientarsi o per telecomunicare, con osservazioni e ascolto di tutto quanto nel paesaggio può aiutarci a orientarci e a individuare percorsi. 
Ore 13: pranzo al sacco e ritorno alla Casa
Ore 15: lezione in aula su alcuni segreti dell’orientamento e sul concetto di mappa mentale. 
Ore 18: proiezione del film “La via invisibile”.

Domenica: 
Ore 9: nuova escursione “a vista”, cercando di allontanarsi dalla base fuori da strade o sentieri per poi riorientarsi e fare ritorno lungo un diverso itinerario; 
Ore 13: pranzo al sacco e ritorno alla Casa
Ore 14: prova di disegno di una mappa approssimativa del territorio conosciuto nelle due giornate, cercandone gli elementi significativi nella memoria;
Ore 16: conclusioni e saluti

Il corso si svolgerà con un numero minimo di 10 partecipanti, un numero massimo di 15.

Attrezzatura consigliata: un paio di scarponcini o scarpe da trekking, uno zainetto da escursioni con borraccia e giacca a vento. Utile un quaderno con matita o biro per appunti e schizzi del territorio.

Il docente
Classe 1962, geografo, redattore di Alp e della Rivista della Montagna, originale esploratore e garante internazionale di Mountain Wilderness, è tra gli italiani più esperti nel campo delle grandi traversate a piedi di catene montuose e terre selvagge. Dopo i percorsi integrali delle Alpi (81 giorni), dei Pirenei (39 giorni) e della Norvegia (150 giorni) compiuti da giovanissimo, continua tutt’ora la ricerca dei significati dell’esplorazione, specie nelle terre artiche e sulle Ande, ma anche sulle montagne di casa. Dal 1998 propone una testimonianza controcorrente rispetto a una civiltà sempre più virtuale: con uno o due compagni attraversa a piedi terre impervie interpretandole esclusivamente con occhi e facoltà umani, in vero isolamento nella natura: senza Gps, strumenti ricetrasmittenti, mappe, bussola e orologio, cioè come un animale migratore o un umano antico, mostrando che nel rapporto concreto fra uomo e natura si trovano molte soluzioni che la civiltà ipertecnologica ha domenticato. Ha raccontato le sue esperienze in centinaia di articoli, conferenze e nel film La via invisibile.

Guarda la videointervista a Mountain Blog in cui Franco racconta la sua filosofia:

Logistica e costi
Il Corso si terrà presso la Casa del Movimento Lento, un antico casale situato lungo la Via Francigena piemontese a Roppolo, in provincia di Biella.

Il corso è riservato ai soci del Movimento Lento. Chi non fosse socio avrà la possibilità di iscriversi prima del corso, pagando la quota di iscrizione di 15 Euro all’anno.

Il contributo richiesto per il corso è di 90 Euro per ogni socio partecipante.
Altre spese previste per vitto e alloggio: è possibile pernottare sia presso la Casa del Movimento Lento, sia in altre strutture di accoglienza convenzionate. Prezzo del posto letto nella Casa in camera tripla: 19 Euro/notte per persona (per chi usa il proprio sacco a pelo e asciugamani) o 23 Euro (comprese le lenzuola), colazione inclusa. Pranzi al sacco e cene condivise, dividendo i costi con la cassa comune.

Per informazioni sui prossimi corsi e prenotazioni: Segreteria organizzativa – 0161 987866 – 335 7979550 – casa@movimentolento.it 

 

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A Lucca il via al VII Forum degli Itinerari Culturali Europei

Ha preso ufficialmente il via oggi a Lucca, il VII° Forum degli Itinerari Culturali Europei in programma dal 27 al 29 settembre. Un evento speciale che quest’anno celebra il 30° anniversario del Programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa. La città toscana ha accolto rappresentanti di ministeri nazionali e dell’Unione Europea, personalità del mondo accademico e del turismo riuniti a Palazzo Ducale.

Tanti gli interventi che si sono alternati sul palco. Dopo gli onori di casa da parte degli amministratori locali, tra i quali il presidente della provincia di Lucca, Luca Menesini e il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, hanno preso parola numerose autorità: dal vice segretario generale del Consiglio d’Europa, Gabriella Battaini-Dragoni al neo segretario generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Carla Di Francesco, dal direttore generale del Ministero del Turismo Francesco Palumbo, alla presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, Silvia Costa.

Diversi punti di vista accomunati da un unico obiettivo: evidenziare l’importanza degli Itinerari culturali per la promozione della diversità culturale, del dialogo interculturale e del turismo sostenibile. La sfida di domani, passa infatti attraverso la valorizzazione e il racconto di un patrimonio storico culturale e paesaggistico senza confini. Oggi sono oltre 30 gli Itinerari Culturali certificati e di questi ben 22 attraversano l’Italia.  

Gli itinerari culturali d’Europa sono tali laddove contribuiscono non solo a promuovere la conoscenza dell’identità culturale europea ma soprattutto a comprenderne una realtà in continua trasformazione, ad interpretarla ricorrendo ai valori di integrazione e democrazia che caratterizzano l’Europa, a far crescere nuove generazioni consapevoli” ha ribadito il neo segretario generale Di Francesco.

 “La valorizzazione del patrimonio storico culturale e paesaggistico del nostro paese è uno degli asset principali del nuovo piano strategico del turismo – ha aggiunto Palumbo, annunciando la prossima presentazione di un atlante dei cammini italiani per le 20 regioni italiane – Chi viene in Italia, vuole entrare in relazione con la popolazione, vivere all’italiana. La dimensione della rete delle piccole medie città, dei piccoli e medi borghi italiani, non rappresenta solo il patrimonio ma lo proponiamo come esercizio di confronto a livello europeo. Ci piacerebbe che questa dimensione territoriale diffusa, fosse uno degli elementi del turismo su cui ragionare a livello europeo e in questo, i cammini, svolgono un ruolo di infrastruttura non solo fisica e materiale ma anche di conoscenza e comunicazione” .

La Regione Toscana, rappresentata dall’assessore al Turismo, Stefano Ciuoffo e dalla vicepresidente Monica Barni, ha ricordato il valore patrimoniale e artistico della regione e l’attenzione attraverso la promozione di studi e progetti sugli Itinerari culturali europei, come la Via Francigena, che hanno coinvolto vari attori.

Percorrere un itinerario culturale è come entrare nella storia del territorio, entrare nella vita e nell’identità per conoscerli e percepirne le differenze e valorizzarle – ha sottolineato la vicepresidente Barni – noi possiamo valorizzare le differenze non come fonte di barriera ma come arricchimento. Abbiamo riconosciuto e promosso il valore di questi progetti che riguarda soprattutto l’educazione dei cittadini europei, la costruzione di una cittadinanza democratica”.

Siamo solo custodi di qualcosa che va conservato o abbiamo una responsabilità? Il patrimonio costituisce l’elemento nel quale è racchiuso un sistema di valori che deve essere condiviso. Dobbiamo elevare la capacità di comprendere i contenuti culturali della memoria collettiva a noi consegnati. Dobbiamo mettere insieme ciò che ci unisce, non solo le continuità territoriali” ha concluso Ciuoffo. 

Silvia Iuliano

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Vie Franci-Gene: il Quiz sulla Via Francigena fa tappa a Pontremoli

“Vie Franci – Gene”. No, non si tratta di un errore di battitura o di ortografia, ma è il titolo del pomeriggio in programma domenica 1 Ottobre alle ore 17:00 al Teatro della Rosa di Pontremoli.

Protagonisti l’antico percorso tracciato da Sigerico, oggi conosciuto da migliaia di pellegrini, e il comico di Fidenza Gene Gnocchi, che ha intrapreso un vero e proprio tour su alcune delle tappe fondamentali dell’antica Via. Un modo nuovo di approcciarsi alla Via Francigena, non convenzionale ma comunque stimolante e interessante. Ad intrattenere tutti coloro che vorranno partecipare proprio Gene Gnocchi, che tra una battuta e l’altra porrà a tutti i presenti divertenti quiz per mettere alla prova la nostra conoscenza sulla Via Francigena. Mito, passione, religione, fede, natura e sport andranno a braccetto intrecciandosi con conoscenze più profonde, spunti insoliti e curiosi per andare alla scoperta della più importante Via di pellegrinaggio in Italia.

Con la collaborazione di Associazione Europea delle Vie Francigene, il tour del comico è cominciato proprio in questi giorni con la prima tappa nella sua terra natale, Fidenza, e proseguirà domenica 1 ottobre a Pontremoli. L’ingresso al Teatro della Rosa sarà gratuito e, al termine, seguirà un assaggio di prodotti tipici lunigianesi da gustare “pellegrin – ando”, tutti offerti da attività locali.

Un modo nuovo ed insolito di andare alla scoperta di una delle peculiarità del territorio, attrazione per migliaia di turisti e pellegrini che ogni giorno arrivano alla Porta della Toscana ammirando la natura circostante, la bellezza dei suoi panorami, la ricchezza dei suoi colori e delle sue sfumature. Resa ancor più completa dalla presenza della Foresteria dell’Ospitale San Lorenzo Martire, fonte di ristoro e di rigenerazione, e dalle tante bellezze storiche, artistiche e culturali che hanno fatto di Pontremoli luogo nevralgico e strategico nel corso dei secoli.
“Vie Franci – Gene” sarà l’occasione di conoscere qualcosa in più, di scoprire dettagli e curiosità non conosciuti da tutti e in maniera non convenzionale e divertente. Una serata dai contorni unici e ben delineati, da gustare, e intendiamo letteralmente, in tutti i sensi.

A seguire lo spettacolo, “pellegrin-ando” verrà gentilmente offerto un assaggio di prodotti tipici da aziende del luogo:

Forno Tarantola, Pasticceria-Panetteria Riccò, Cantine Belmesseri, Azienda Agricola la Costa, Azienda Agricola Lucchetti Ferrari, Acqua, Farina & Fantasia di Lunigiana Preziosa, Podere Benelli, Macelleria Andrea, Naturalmente Lunigiana, Bardini Pasta fresca e Gastronomia, Le Torte di Agnese, Pastificio da Cristina, A Tutta Pasta, Macelleria Tamagna.

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Da Monteriggioni a Lucca, l’accessibilità in cammino con Pietro Scidurlo

Missione compiuta per Via Francigena Toscana Accessibile, la pedalata dallo Slow Travel Fest al Cultural Routes Advisory Forum 2017 di Pietro Scidurlo e lo staff di Free Wheels Onlus. Dopo quattro giorni in cammino, Pietro e i suoi compagni di viaggio sono arrivati in piazza Napoleone a Lucca, dove, oggi, prende il via il VII° Forum Europeo degli Itinerari Culturali.

Un viaggio iniziato ad Abbadia a Isola, nel comune di Monteriggioni lo scorso 24 settembre per l’accessibilità dei cammini e lo sviluppo della Ciclovia Francigena. “Ci aspettavamo delle difficoltà e tutti insieme le abbiamo superate – commenta Pietro Scidurlo, fondatore dell’Associazione Free Wheels Onlus – Un grazie immenso all’Associazione Toscana delle Vie Francigene, senza di loro non ce l’avremmo fatta”.

Dopo i chilometri sulla Francigena e varie tappe, Pietro porterà la sua testimonianza all’interno del Forum per sensibilizzare le istituzioni sul tema dell’accessibilità dei cammini e la Francigena. Un argomento che sarà ufficialmente affrontato giovedì pomeriggio, alla presenza di rappresentanze istituzionali internazionali.  

“Domani si dovrà parlare di tanti aspetti, anche dell’accessibilità. Noi punteremo sul fatto di tenere sempre più in conto la presenza di persone con esigenze specifiche anche sugli itinerari culturali. Questo è il nostro impegno, lo facciamo da anni e sembra che qualcosa si sia muovendo” ha aggiunto Scidurlo.

Siamo partiti da Monteriggioni alla fine dello Slow Travel Fest, abbiamo fatto tappa a San Gimignano, Altopascio e oggi arriviamo a Lucca per l’apertura del VII° Forum degli Itinerari Culturali europei. Insieme con Pietro, l’Associazione Toscana delle Vie Francigene ha mappato quelle che sono le accoglienze accessibili sulla Francigena, dando le indicazioni agli amministratori e segnalando alla Regione le possibili migliore da fare per aumentare l’accessibilità sul percorso toscano” ha spiegato infine Andrea Lombardi, vicepresidente Associazione Toscana delle Vie Francigene e Cammini.

Ad accogliere Pietro e staff, in piazza Napoleone, oltre all’Associazione Europea delle Vie Francigene, erano presenti numerose autorità, tra questi: il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini e Gabriella Battaini-Dragoni, Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

Silvia Iuliano

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30 anni di Itinerari culturali: costruire il dialogo e lo sviluppo sostenibile

Strasburgo, 25.09.2017 – L’Europa è ricca della sua storia, del suo patrimonio e dei suoi valori: il Programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa celebra il suo 30° anniversario, in occasione del 7° Forum consultivo, che si svolgerà presso il Palazzo Ducale e il Real Collegio di Lucca (Italia) dal 27 al 29 settembre, con una cerimonia speciale per evidenziare l’importanza degli Itinerari culturali per la promozione della diversità culturale, del dialogo interculturale e del turismo sostenibile.

L’evento è organizzato dal Consiglio d’Europa, in cooperazione con il Ministero italiano dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, la Regione Toscana, la Provincia e il Comune di Lucca e l’Istituto europeo degli Itinerari culturali (www.culture-routes.net). Il primo discorso inaugurale sarà pronunciato dalla Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa Gabriella Battaini-Dragoni. Il Forum di quest’anno, dal titolo “Costruire il dialogo e lo sviluppo sostenibile attraverso i valori e il patrimonio europei”, dedicherà un’attenzione particolare al ruolo degli Itinerari culturali nel promuovere i valori del Consiglio d’Europa, lo sviluppo locale e nuovi spazi per il dialogo interculturale. Nel corso delle tre giornate di workshop e dibattiti interattivi, saranno esaminati tre temi principali: 30 anni di storia degli Itinerari culturali, valori e prospettive future; Patrimonio culturale e turismo sostenibile: partecipazione democratica, sviluppo locale e accessibilità; Promozione della diversità interculturale, del dialogo interculturale e del ruolo della cultura nelle relazioni internazionali.

Il Forum esaminerà le evoluzioni e le sfide degli Itinerari culturali, offrendo una sede di dialogo per condividere esperienze, passare in rassegna i progressi compiuti, analizzare le pratiche professionali, discutere del lancio di nuove iniziative e dello sviluppo di partenariati in tutta Europa e oltre i confini del nostro continente. Riunirà un vasto numero di partecipanti, tra cui responsabili dei 31 Itinerari culturali del Consiglio d’Europa, rappresentanti di ministeri nazionali, dell’Unione europea e di Organizzazioni internazionali, nonché personalità del mondo accademico, esperti e professionisti del turismo. Una cerimonia per la consegna di un premio alle personalità che hanno segnato la storia del programma degli Itinerari culturali sarà organizzata presso il Teatro del Giglio mercoledì 27 settembre (alle ore 21:00), insieme a una cerimonia per gli Itinerari già certificati.

Il Programma degli Itinerari culturali, lanciato dal Consiglio d’Europa nel 1987, sottolinea i diversi contributi forniti al patrimonio comune da paesi e culture d’Europa, attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo. Dal leggendario percorso del Cammino di Santiago di Compostela e il viaggio storico lungo la Via Francigena all’eredità transfrontaliera delle Rotte dei Vichinghi e i sentieri nordici delle Vie di Sant’Olav; dall’arte e architettura della Transromanica allo stile Liberty e le Vie europee di Mozart, sulle tracce del grande musicista in sale da concerto e teatri lirici; dalle glorie del passato della Via Regia, alle mitiche e sacre Rotte dell’olivo: 31 itinerari culturali che attraversano 56 paesi, ponendo in risalto la ricchezza e la diversità dell’Europa in termini di architettura, paesaggio, cultura, società e religione. Le precedenti edizioni del Forum consultivo si sono svolte in Lituania (2016), Spagna (2015),
Azerbaigian (2014), Austria (2013), Francia (2012) e Lussemburgo (2011). Il Forum consultivo 2018 si terrà a Görlitz (Germania).

L’Accordo parziale allargato (EPA) sugli itinerari culturali del Consiglio d’Europa, con sede nell’Abbazia di Neumünster in Lussemburgo dal 2011, contribuisce a promuovere il potenziale degli itinerari culturali in materia di cooperazione culturale, sviluppo sostenibile del territorio e coesione sociale, ponendo un’attenzione particolare a temi di importanza simbolica per l’unità, la storia, la cultura e i valori dell’Europa e la scoperta di destinazioni meno note. Contribuisce a rafforzare la dimensione democratica degli scambi e del turismo culturale, grazie al coinvolgimento di reti e associazioni presenti sul territorio, autorità locali e regionali, università e organizzazioni professionali. Aiuta a preservare la diversità del patrimonio attraverso progetti culturali e itinerari turistici alternativi e a tema. Il Comitato direttivo dell’EPA procede regolarmente a una valutazione degli Itinerari culturali. Dal 1° gennaio 2018, 30 Stati saranno membri dell’Accordo parziale allargato.

Per maggiori informazioni visitate il sito del Consiglio d’Europa.

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Tecnologia in cammino, un viaggio self-guided con Alberto Conte

In viaggio a piedi o in bici autoguidati, orientandosi grazie ad un’applicazione e una road map. Allo Slow Travel Fest ad Abbadia a Isola, Monteriggioni, si è parlato anche di tecnologie e cammino in un’escursione con Alberto Conte.

Il fondatore di SloWays e Movimento Lento, ha accompagnato i partecipanti in una passeggiata di formazione sulla Via Francigena illustrando un modo di viaggiareself-guided’.L’escursione è stata un’occasione per spiegare la filosofia del viaggio del nostro gruppo e l’uso concreto che si fa delle App lungo il percorso – ha spiegato Conte – In genere per i nostri viaggiatori prevediamo una formula autoguidata in cui organizziamo tutto un cammino, le persone possono partire da sole nel giorno che vogliono, scegliere la tratta che preferiscono e poi viaggiare in autonomia orientandosi quando serve con la nostra App”.

Prima dell’aspetto tecnologico, l’escursione con Alberto Conte, ha consentito di vivere la Francigena conoscendo il dono dell’ospitalità grazie all’incontro di una coppia di residenti. “Santi e Simona sono due persone che accolgono i pellegrini nel giardino di casa, cenano insieme ai pellegrini, in cambio di un’offerta – ha detto il fondatore di Sloways – Sono persone che come diverse altre lungo il percorso, Marcello a due passi da Monteriggioni, Immacolata e Franco a Montefiascone ad esempio, hanno deciso di fare della Francigena la loro missione di vita”.

La via Francigena cresce infatti insieme a chi la vive e la percorre. Una soddisfazione per Alberto Conte e il suo cammino di lavoro iniziato molti anni fa per questo itinerario che oggi aspira a diventare Patrimonio Unesco. “Siamo riusciti a farne una professione – ha aggiunto infine Conte – siamo molto orgogliosi di poter dare un contributo allo sviluppo di questo percorso”.

Il video con l’intervista ad Alberto Conte

Silvia Iuliano

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Sopravvivere nella natura, i segreti del bushcrafting

Accendere un fuoco, costruire un riparo, conoscere le pratiche fondamentali per saper vivere in mezzo alla natura. Allo Slow Travel Fest, in corso ad Abbadia a Isola, Monteriggioni, è stato protagonista anche il bushcrafting. Il Festival del viaggio lento, ha infatti dedicato un laboratorio a queste tecniche, magistralmente spiegate dalla guida escursionistica Michael Bolognini.

Un’esperienza apprezzata dai partecipanti che hanno potuto scoprire piccoli trucchi e alcune regole fondamentali per un trekking sicuro in condizioni più o meno estreme. “Il bushcrafting è il saper vivere in mezzo alla natura, è una variante del nostro survivor, perché sopravvivere in mezzo alla natura quando possiamo viverci sentendoci a nostro agio, è questa la differenza. sono tecniche e conoscenze che ho appreso nei miei viaggi e nelle mie spedizioni” spiega Bolognini.

Quale consiglio dare a chi di approccia al mondo del trekking? “Uscire di casa e vivere l’ambiente senza troppe insicurezze – commenta – informandosi prima, preparandosi fisicamente se è un cammino di una certa portata ma poi una volta che si esce dimenticare le nostre regole materiale e fare proprie quelle perfette della natura, la luce, le stagioni e viverlo così senza troppe preoccupazioni ma soprattutto senza fretta”.

Il video con l’intervista a Michael Bolognini

 

Silvia Iuliano

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Le regioni italiane della Via Francigena si confrontano sulla candidatura UNESCO

L’incontro, coordinato da Regione Toscana, si è svolto sabato 23 settembre in occasione del Salone Mondiale del Turismo sulle città e siti UNESCO di Siena.

I rappresentanti di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio si sono incontrati a Siena per un momento di confronto sull’attività legata alla valorizzazione del percorso. Si tratta di una azione finalizzata alla candidatura dell’itinerario di Sigerico all’interno del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

A seguito dell’accordo sottoscritto tra le 7 regioni il 3 marzo, è stato avviato il gruppo tecnico di lavoro (24 luglio) affidando all’Associazione Europea delle vie Francigene il coordinamento delle attività per la predisposizione dell’analisi e studio preliminare della candidatura. La direzione scientifica è affidata alla prof.ssa Paola Falini.

Il programma predisposto prevede diverse fasi operative: storia e sviluppo dei cammini francigeni europei; descrizione dei valori stoico culturali della rete francigena in Italia; identificazione e descrizione del bene da proporre; giustificazione dei criteri di iscrizione; analisi comparativa con altri cammini; protezione e gestione; piano di gestione.

Questa candidatura rappresenta una sfida che vede collaborare insieme regioni diverse con un unico obiettivo. Cercheremo di trovare il maggior equilibrio fra la componente culturale e legata ai valori della Via Francigena con la componente turistica, ha sottolineato laVice Presidente di Regione Toscana Monica Barni.

Obiettivo comune è quello di predisporre entro la fine di marzo 2018 il documento per iscrivere la Via Francigena nel suo tratto italiano alla tentative list UNESCO. Per la sua dimensione transnazionale, l’itinerario della Francigena guarderà all’apertura verso Svizzera, Francia e Inghilterra affinché si possano coinvolgere negli step successivi anche gli altri Paesi coinvolti, sottolineandone la dimensione europea.

L’Associazione Europea delle vie Francigene ha accolto con molto entusiasmo e convinzione questa proposta di collaborazione sullo studio di fattibilità per la candidatura. Dopo aver ottenuto nel 1994 la certificazione di itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, la certificazione del patrimonio UNESCO farebbe fare un grande salto di reputazione e visibilità ai territori lungo la via francigena favorendo una maggiore conoscenza e fruibilità del percorso” , ha concluso il Presidente Massimo Tedeschi

Luca Bruschi.

 

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La Francigena Welcome Walk apre lo Slow Travel Fest

La Francigena Welcome Walk ha aperto l’edizione 2017 dello Slow Travel Fest, il Festival del viaggio lento a piedi e in bicicletta, in programma ad Abbadia a Isola (comune di Monteriggioni) dal 22 al 24 settembre. Una trentina di partecipanti ha preso parte alla lunga passeggiata da San Gimignano ad Abbadia a Isola percorrendo una delle tappe più belle della Via Francigena.

Una camminata di circa 25 km iniziata da porta San Matteo e poi all’interno del borgo famoso per le sue torri, in compagnia di due testimoni d’eccezione: Paolo Marrucci del Gruppo Amatori Ciclismo San Gimignano e lo storico Raffaele Razzi.

Dopo sentieri saliescendi e panorami mozzafiato, l’abbazia di Badia a Coneo ha fatto da cornice alla sosta per il pranzo a sacco del gruppo, diretto verso Gracciano, Strove e infine Abbadia a Isola. Non sono mancate le spiegazioni e gli interventi della giovane guida ambientale Carola Barilari in compagnia di alcuni rappresentanti istituzionali: Carolina Taddei, assessore al Turismo e alla Cultura del comune di San Gimignano; Giada Tinacci per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e Giuseppe Gori Savellini, direttore artistico di Visionaria.

Con la Welcome Walk ha preso ufficialmente il via lo Slow Travel Fest. Ad attendere i partecipanti, una serata di musica e la cena col fuoco. Oggi si riparte con numerosi appuntamenti culturali, workshop ed escursioni in programma. Tutto rigorosamente all’insegna della lentezza.

Il video della Francigena Welcome Walk e l’intervista alla guida Carola Barilari

 

Silvia Iuliano