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ATWS 2018, tour operator e giornalisti internazionali alla scoperta della Via Francigena

Si è chiuso con un grande successo il 15° Adventure Travel World Summit ospitato dal 15 al 18 ottobre a Montecatini Terme in Toscana.

L’evento, organizzato da ATTA (Adventure Travel Trade Association), Toscana Promozione Turistica e dalla locale Amministrazione Comunale, ha coinvolto 750 esperti di 67 nazioni, è stato un’occasione importante per presentare l’offerta turistica Toscana del settore outdoor ed avventura, Via Francigena compresa.

Nell’ambito del summit internazionale, Tullia Caballero, direttrice di S-Cape Italia e di SloWays, ha organizzato due viaggi di 6 giorni di avvicinamento lungo la Via Francigena e due “Day of adventure” ai quali hanno preso parte in tutto una cinquantina tra tour operator e giornalisti

Uno dei viaggi proposti alla scoperta della Francigena, da San Miniato a Buonconvento, guidato da Alberto Conte (fondatore di ItinerAria e Movimento Lento) ha visto la partecipazione di importanti personalità, tra le quali Sunniva Sorby, la prima donna che ha raggiunto il polo sud con gli sci, Caio Vilela, uno dei più importanti fotografi giornalisti di viaggio del Brasile ed Eric Stoen, blogger americano autore di Travel Babbo, classificato nel 2017 da Forbes quarto travel influencer del mondo, vincitore nel 2012 del Conde Nast per la migliore foto di viaggio dell’anno. 

Il blogger americano ha raccontato i 5 giorni in “cammino” lungo la Francigena con bellissimi scatti fotografici e testi descrittivi mostrando l’itinerario a migliaia di followers su Instagram e Facebook. Un vetrina importante per la Via Francigena che si conferma ancora una volta attrattore internazionale, al centro dell’attenzione di tour operator e appassionati di viaggi da tutto il mondo.

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Ultramarathon, la tappa da 32km da Radicofani ad Acquapendente ritorna a dicembre

La 32 km da Radicofani ad Acquapendente della World Francigena Ultramarathon sarà recuperata il 9 dicembre 2018.

Ad annunciarlo è il responsabile dell’organizzazione per il comune di Acquapendente, Sergio Pieri. Il maltempo dello scorso weekend ha infatti risparmiato solo la prima delle due giornate della maratona partita da Siena. 

Con il passare delle ore, acqua e vento hanno messo a dura prova camminatori e organizzazione, fino allo stop ordinato dalla Prefettura per il peggioramento delle condizioni meteo. Nonostante i comprensibili disagi, la maratona non ha perso il suo spirito grazie al lavoro incessante di sicurezza e assistenza garantito lungo il tracciato. 

Vista la richiesta dei camminatori già iscritti precedentemente alla Ultramarathon, l’organizzazione ha ritenuto opportuno recuperare il tratto da Radicofani ad Acquapendente, annullato il giorno giorno 28 ottobre per condizioni meteorologiche avverse – spiega Sergio Pieri sulla sua pagina Facebook – L’evento sarà gratuito per tutti gli iscritti ai km 120, 65 e 32 (tratto Radicofani). Possono partecipare anche camminatori non iscritti alla manifestazione del 27-28 Ottobre (contributo da stabilire)”.

Seguirà a breve regolamento dettagliato dell’evento. Nel frattempo, i camminatori già iscritti, possono mandare la loro richiesta di partecipazione (nome e cognome) all’ indirizzo di posta: turismo@comuneacquapendente.it  mettendo nell’oggetto: partecipazione camminata Radicofani – Acquapendente.

Aggiornamento: dal 7 al 27 novembre iscrizioni online sul sito ufficiale della maratona. Il dettagilo nella nostra news dedicata all’evento: World Francigena Ultramarathon, il programma del 9 dicembre.

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Ostello di San Frediano, indagine di mercato per l’affidamento

il Comune di Lucca ha avviato la procedura con avviso d’indagine di mercato per l’affidamento in concessione dei servizi turistici da realizzare presso l’Ostello di San Frediano, nel centro storico cittadino. 

La concessione comprende i seguenti “servizi minimi”: servizio di pernottamento con somministrazione di prima colazione; b) servizio bar/ristorazione con somministrazione di alimenti e bevande; c) servizio Infopoint di prima accoglienza ed informazione turistico-culturale sul territorio; d) servizi accessori innovativi e di valorizzazione della struttura per lo sviluppo del turismo culturale, scolastico, ricreativo e sportivo, escursionistico e ciclabile sul territorio.

La concessione in oggetto sarà comprensiva dell’obbligo da parte del soggetto gestore di provvedere ad alcuni interventi di manutenzione dell’immobile (indicati nell’avviso). Saranno, inoltre, a carico del soggetto gestore le spese inerenti i seguenti interventi da realizzare entro i primi 6 mesi successivi alla data di consegna dell’immobile:  trattamento ignifugo dei controsoffitti lignei (come da normativa vigente) e riparazione e/o sostituzione degli infissi esterni lignei con altri aventi le medesime caratteristiche.

La concessione avrà la durata di 6 anni, decorrenti dalla data di esecutività della Determinazione Dirigenziale di affidamento definitivo, anche nelle more della stipula del contratto. Il canone di concessione annuo posto a base di gara è individuato in € 60.000,00 (IVA al 22% esclusa). Il canone per il periodo di durata 6 anni della concessione è quindi pari ad un totale di € 420.000,00 (IVA al 22% esclusa). Verranno ammesse esclusivamente offerte in rialzo rispetto al canone posto a base di gara. 

Sarà consentito richiedere sopralluogo presso l’immobile “Ostello di San Frediano” al fine di prendere visione dello stato dei locali, previo appuntamento da concordare con: Settore 6 “Servizio Promozione del Territorio” – U.O. 6.2 “Sport e Turismo” email: turismo_sc@comune.lucca.it . I soggetti interessati potranno inviare tramite email una richiesta di sopralluogo indicando: nome e cognome, denominazione e ragione sociale, dati anagrafici delle persone incaricate. 

Il termine di scadenza per la presentazione della manifestazione d’interesse è fissato per il giorno giovedì 15 novembre alle ore 17. I soggetti interessati possono presentare domanda tramite la piattaforma regionale START, nella sezione dedicata.
 
 
Scarica in allegato: avviso di indagine di mercato e determina
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La Via Francigena in Piemonte, a novembre l’Assemblea Generale AEVF

Si svolgerà venerdì 9 novembre 2018 a Ivrea, presso il Teatro Giacosa, l’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. Presenti soci e amici dell’Associazione provenienti da Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia, ma anche tutti i soggetti interessati all’itinerario europeo.

Sin dal Medioevo la Via Francigena è un itinerario seguito dai pellegrini per raggiungere Roma e per collegare quest’ultima alle principali mete di pellegrinaggio: Santiago di Compostela e Gerusalemme. Il percorso è stato descritto, in 79 tappe, nel  990idall’Arcivescovo Sigerico, di ritorno da Roma a Canterbury dopo l’investitura del pallio arcivescovile. Ildiario è quindi la più autentica testimonianza del tracciato, che nel 1994 il Consiglio d’Europa ha dichiarato “ Itinerario Culturale Europeo” analogamente al Cammino di Santiago de Compostela in Spagna. 

Oggi, gli itinerari francigeni in Piemonte sono suggestivi cammini di fede ma anche percorsi adatti a tutti e ottimi pretesti per stuzzicanti degustazioni. Itinerari perfetti per escursionisti ma anche per famiglie e turisti slow, occasioni per scoprire territori ricchi di testimonianze storico-artistiche e di incredibili bellezze paesaggistiche, ma anche di ottima enogastronomia.

Considerando la candidatura UNESCO della Via Francigena e il prossimo inserimento del tratto italiano nella cosiddetta Tentative list UNESCO presso MiBACT, ospitare l’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene a Ivrea – città dal primo luglio 2018 iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO – significa presentare a livello europeo il lavoro svolto in Piemonte.

La giornata inizierà con un convegno aperto al pubblico dal titolo “La Via Francigena in Piemonte. Risultati raggiunti e prospettive future per la valorizzazione del territorio”. Dopo i saluti istituzionali di Antonella PARIGI, Assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Piemonte, di Stefano SERTOLI, Sindaco di Ivrea e di Massimo TEDESCHI, Presidente Associazione Europea delle Vie Francigene, inizieranno gli interventi tecnici che affronteranno quelli che sono i servizi lungo la Via Francigena e i progetti di valorizzazione territoriale oltre alle migliori pratiche a livello europeo

Sarà poi il momento della presentazione della Via Francigena in Piemonte con un focus sui quattro tratti che la compongono (Morenico – Canavesano, Valle di Susa, Torino-Vercelli e Verso il Mare) e uno di confronto sulla gestione dell’accoglienza lungo la Via Francigena. Sarà anche l’occasione per presentare l’inserto della rivista ufficiale “Via Francigena and the European Cultural Routes” dedicato al Piemonte e per evidenziare il ruolo da protagonista dell’enogastronomia nell’intervento conclusivo sulla valorizzazione dei prodotti tipici attraverso l’esempio dei Maestri del Gusto di Camera di commercio di Torino

Nel pomeriggio si svolgerà invece l’assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. A seguire i delegati avranno modo di ammirare il Museo civico Pier Alessandro Garda di Ivrea attraverso una visita privata accompagnati dal Direttore Paola MANTOVANI.

La giornata vuole essere un’occasione di confronto e di formazione per gli operatori privati, attraverso l’esposizione delle case history che saranno invitate a parlare. L’assemblea generale rappresenta inoltre un importante momento di condivisione di esperienze volto a maturare nuovi spunti di riflessione rispetto alla valorizzazione e alla promozione della Via Francigena.

Partecipazione gratuita, iscrizione obbligatoria alla mail c.crovella@turismotorino.org

Scaricabile in allegato:

– il programma dell’evento (anche in lingua inglese e francese)

– l’Odg dell’Assemblea AEVF

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Via Francigena del Sud, una strategia coordinata per la certificazione

La Via Francigena del Sud – Appia verso la certificazione. Quale ruolo per le associazioni”: è stato questo il tema al centro dell’incontro organizzato nel Parco dell’Appia Antica, il 20 ottobre dal Comitato Via Francigena del Sud.

Quaranta rappresentanti di varie associazioni ed enti territoriali di Lazio e Campania, si sono confrontati insieme ai rappresentanti di Regione Lazio, Regione Puglia e Associazione Europea Vie Francigene (AEVF). Dal ruolo dei parchi, alla Rete dei Cammini, all’iter di certificazione di un itinerario: tanti gli argomenti affrontati dai presenti al fine di condividere una strategia coordinata per arrivare alla certificazione del Consiglio d’Europa.

Stefano Cresta, dirigente Ente Parco dei Castelli Romani, ha ripercorso il ruolo svolto dai parchi proponendo l’affidamento agli Enti parco del compito della messa in posa della segnaletica lungo il percorso, estendendo le competenze anche alle aree non direttamente ricomprese (es. Monti Lepini). Angela Varner, in rappresentanza del consigliere regionale Eugenio Patanè (primo firmatario L.R. 2/2017 – Rete dei Cammini nel Lazio) ha invece analizzato la struttura della LR 2/2017 e lo stato d’attuazione della legge regionale.

Per l’Assessorato Regionale al Turismo e alle Pari Opportunità della Regione Lazio, è Silvio Marino che ha ribadito come la Regione, tramite l’organo di governo della Rete dei Cammini, intenda supervisionare direttamente lo sviluppo e la gestione della Rete dei Cammini. In merito alla Via Francigena del Sud, ha comunicato che nei giorni scorsi sono state formalmente trasmesse agli organi competenti le tracce dei percorsi laziali sui quali occorrerà lavorare nei prossimi mesi. Il Coordinamento, anche se non perfezionato, potrà operare sin da subito e contribuire a definire i criteri di formazione del Forum dei Territori.

Per essere certificato, un percorso deve rispondere a dei requisiti precisi. Il direttore di AEVF, Luca Bruschi e il responsabile per lo sviluppo tecnico della Via Francigena del Sud (AEVF) Angelofabio Attolico, si sono soffermati sul procedimento della certificazione di un itinerario europeo, puntualizzando che il ruolo di AEVF è quello di garantire al Consiglio d’Europa che tutto il percorso (da Canterbury sino a Leuca, attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia) risponda ai requisiti previsti la certificazione che ha validità triennale.

Il 18 settembre le Regioni del Centro Sud hanno trasmesso ufficialmente al Mibac le tracce del percorso della VFS. “Da questo momento – ha spiegato Attolico, presente anche in qualità di risorsa in forza al Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia – ogni modifica dovrà essere vagliata dagli organi regionali e da AEVF direttamente con un processo connotato da criteri assolutamente trasparenti ed oggettivi”. Attolico ha inoltre ribadito che la certificazione rappresenta un processo dinamico e continuo che ogni tre anni offre la possibilità di aggiornare il percorso valutando le proposte del territorio, ricordando infine la necessità che le azioni di segnaletica rispettino il vademecum europeo e siano coordinate dagli organi competenti.

Fonte: comunicato stampa

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Carta di Spineto, standard condivisi e una cabina di regia tra le linee guida

Il filosofo Spinoza scrisse: “La strada che porta alla conoscenza è una strada che passa per dei buoni incontri” e indubbiamente buoni e proficui sono stati quelli che si sono conclusi nel fine settimana presso l’Abbazia di Spineto, a Sarteano in occasione de convegno “Toscana in cammino..verso le altre Regioni“.

Due giorni di dialoghi, “brain storming” collettivi, sondaggi in tempo reale, alternati a riunioni in plenaria e a gruppi tematici. Sei regioni (Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Lazio) al lavoro per consolidare la rete di cammini interregionali e promuoverla attraverso la costruzione di un prodotto turistico complesso.

“Un’iniziativa partita dalla Regione Toscana – afferma Stefano Ciuoffo, Assessore al Turismo e Commercio – che è subito diventata terreno comune condiviso da tutte le Regioni, un progetto pilota che ha iniziato un dialogo sul tema dei cammini e che rappresenta un circolo virtuoso per tutti gli attori coinvolti. Una strategia che lega un turismo ‘lento’, sostenibile, esperienziale con un’opportunità di crescita e di sviluppo economico“.

Il convegno ha già ottenuto un primo successo: la regione Marche si è proposta per ospitare l’evento del prossimo anno, con l’idea condivisa da tutte le Regioni, di renderlo un appuntamento continuativo. Il documento di sintesi del lavoro: la “Carta di Spineto” con linee guida e programmi concreti condivisi tra le Regioni è in fase di stesura finale. Gli spunti che la caratterizzeranno sono molteplici.

E’ forte e trasversale la necessità di condivisione delle buone pratiche, della collaborazione per valorizzare i territori, di uno scambio di opinioni ed esperienze. Piace l’idea di una cabina di regia per fare atti coerenti fra le varie Regioni, con standard condivisi e volontà di collaborare sul piano amministrativo. Per gli aspetti della governance si concorda sull’utilità di avere partner comuni per ricercare fondi per progetti europei, la volontà di dotarsi di strumenti comuni per misurare i dati sui cammini; l’idea di un osservatorio permanente in collaborazione tra Ministero, Università e Regioni che aiuti a monitorare gli aspetti sui dati socio economici in modalità open data, numeri per capire quali indicatori utilizzare per misurare lo sviluppo locale e la percezione del benessere. Il ricorso ad una “governance cooperativa” convince i partecipanti che auspicano una cabina di regia unica tra le regioni coinvolte, con incontri periodici e normative condivise su ricettività, ristorazione e criteri di manutenzione.

Molto sentita rispetto all’accoglienza è la forte richiesta di favorire la consapevolezza degli abitanti locali, una sensibilizzazione del territorio nel senso più ampio (popolazione, imprese, associazioni) per promuovere la cultura dell’ospitalità, anche attraverso la formazione. Interessante spunto, quello di un censimento dei potenziali fornitori di servizi erogati da privati (culturali, economici, di trasporto…) al fine di integrare l’offerta pubblica e privata. E’ emersa la necessità di introdurre figure a supporto dei camminatori come gli “Angeli Custodi del Pellegrino”e nuove infrastrutture “leggere” come le “tende del Pellegrino”.

Per quanto riguarda gli aspetti legati alla comunicazione e promozione si segnala l’esigenza di dare una precisa identità ad ogni cammino, individuato attraverso un’immagine coordinata, da promuovere in maniera condivisa. Un modo per preservare l’unitarietà del percorso, pur rispettando le differenti peculiarità territoriali. Un lavoro importante di comunicazione interna rivolto agli abitanti, per coinvolgerli come protagonisti, primi ambasciatori del proprio territorio e agli operatori economici per renderli attori del processo di promozione e comunicazione. Risorse comuni per una promozione coordinata a livello nazionale e internazionale, che permetterà di ridurre i costi, come nel caso della presenza con stand a fiere di settore.

Per la manutenzione, è emersa l’idea di inserire i cammini nei piani urbanistici comunali per garantire la loro percorribilità nel tempo e un disciplinare per la loro manutenzione attraverso una gestione condivisa tra pubblico e privato. Oltre alla definizione di una segnaletica uniforme, si avanza l’idea di una georeferenziazione del percorso in coerenza con il tracciato storico. Molteplici e innovative le proposte emerse per quanto riguarda le Associazioni: dall’idea di identificare volontari come “custodi” del cammino in un costante dialogo con gli enti locali, a quella di istituire in via sperimentale “adozioni” di tappe da parte di privati e Associazioni, che possano contribuire alla corretta manutenzione del percorso.

Alla fine dei lavori è stato proposto un censimento di tutte le Associazioni che si occupano di cammini e proposto un incontro di tutte le Associazioni per il prossimo anno in Toscana. Il passo successivo alla stesura finale della Carta di Spineto, sarà la proposta formale di un protocollo d’intesa tra le Regioni dell’Italia centrale con cui sistematizzare le collaborazioni sui cammini.

I numeri: 6 regioni, 200 comuni, 22 associazioni, 180 partecipanti, 5 cammini, 1100 km di percorsi, 50 sondaggi e 2500 risposte

I lavori: Sono stati individuati 5 cammini interregionali “pilota” (Via Lauretana, Via degli Dei, I Cammini di Francesco, Via Matildica del Volto Santo e Via del Volto Santo,Via Clodia) e quattro ambiti operativi e strategici: manutenzione, accoglienza, promozione e governance, su cui tutti gli attori per ogni singolo cammino (Regioni, Comuni, Associazioni) potranno confrontarsi per sviluppare una strategia comune.

Il metodo: Per condurre il dialogo in modo organico e costruttivo, ci si è avvalsi di strumenti tecnologici ad hoc che hanno facilitato la co-progettazione. I partecipanti hanno interagito e votato con gli smartphone durante le fasi dell’evento e le sessioni di brainstorming, visualizzando i risultati in tempo reale. La metodologia ha ricevuto ampio consenso perché ha consentito di produrre proposte concrete e lavori, grazie alla tecnologia e al modello di efficienza decisionale applicato. Toscana in cammino… verso le altre Regioni è stato organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con l’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Fonte: comunicato stampa

Scarica la mappa dei cammini in allegato

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Toscana in Cammino, Regioni compatte verso la creazione di una rete condivisa

Sei regioni (Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Lazio) al lavoro per creare una rete di cammini interregionali e promuoverla attraverso la costruzione di un prodotto turistico complesso.

Un lavoro di squadra per realizzare un’offerta condivisa ed omogenea attraverso unità d’intenti e visione complessiva. Questo lo scopo del convegno “Toscana in cammino..verso le altre Regioni” che si è tenuto oggi (e si svolgerà anche domani) presso l’Abbazia di Spineto a Sarteano.

Tanti i temi messi in evidenza nel corso della sessione plenaria che ha coinvolto i rappresentanti istituzionali delle regioni coinvolte. 

Tutto questo – ha detto il Ministro al Turismo Gian Marco Centinaio in un messaggio trasmesso all’assemblea dei partecipanti – fa parte della narrazione Paese, dice qualcosa di noi, delle nostre origini, delle nostre tradizioni, del nostro saper fare. In questo contesto ho detto fin da subito quanto sia preziosa la sinergia con le Regioni con le quali voglio avere un rapporto diretto. I cammini si stanno rivelando uno strumento sempre più strategico ed efficace per promuovere quelle aree che maggiormente hanno necessità di incrementare la loro attrattività. Nelle linee programmatiche del Ministero dell’Agricoltura e del Turismo abbiamo deciso di puntare proprio sulla tutela e la promozione di questi paesaggi per valorizzare tutte queste mete, definite di “seconda fascia” ma altrettanto emozionanti. Le città d’arte sono ormai sature. Facciamo in modo allora che i turisti vengano ad ammirare quello che l’Italia può dare in termini di turismo alternativo. Ma offriamo loro anche servizi adeguati. E in questo, iniziative come quella presentata oggi da voi sono in linea con i nostri obiettivi

La Regione Toscana – afferma Stefano Ciuoffopromuove quest’incontro che rappresenta la prima occasione di dialogo sul tema dei cammini tra tutti gli attori coinvolti: Ministero, Regioni, Comuni e Associazioni. Un’opportunità per costruire un prodotto turistico con caratteristiche omogenee, aldilà dei confini regionali. Un modo per proporre un turismo ‘lento’, sostenibile, esperienziale che porta a scoprire, attraverso il cammino, i piccoli borghi del cuore dell’Italia”.

La tematica è importante e sentita, prova ne sono le numerose proposte di cammini avanzate negli ultimi tre anni da parte di Enti locali ed Associazioni. “Il lavoro sugli itinerari – ha ribadito Ciuoffo – permette di destagionalizzare i flussi turistici e di farli confluire nelle aree interne, consentendo un’opportunità di crescita e di sviluppo economico”. “La capacità di creare nuove vie fruibili in sicurezza – ha detto ancora l’assessore – deriva dalla unione di intenti tra gli attori pubblici coinvolti e l’associazionismo che si dedica a questi temi. Camminare significa recuperare una percezione interiore e una dimensione individuale attraverso l’interazione senza filtri con il paesaggio e con tutto ciò che ci circonda. Camminare significa anche unirsi e superare confini, acquisire capacità di osservazione e distinguere il bello dal brutto. Insomma tanti valori che permettono di creare condivisione e sopratutto, per tante realtà locali attraversate dai cammini, mantenimento delle realtà locali, permanenza di giovani e sopratutto rilancio economico“.

“I cammini – ha detto Moreno Pieroni assessore al turismo Regione Marche, intervenuto al dibattito in video conferenza – diventano una grande opportunità per le realtà più piccole. Un percorso molto complesso che oggi parte. Per le Marche diventa un’occasione importantissima soprattutto per le comunità colpite dal sisma. Sarebbe molto bello se la seconda parte di questo incontro, il prossimo anno, potesse tenersi in una di queste piccole realtà“.

La Toscana – ha aggiunto Andrea Corsini assessore al turismo Regione Emilia Romagna – per noi è stata quasi un modello, un punto di riferimento al quale ci siamo ispirati quando abbiamo deciso di avviare la strutturazione dei nostri cammini. Per noi è stato anche un modo per far sentire protagoniste dello sviluppo turistico regionale tante piccole realtà che si sono sentite trascurate. Adesso però è importante anche sapere se al governo attuale interessa ancora continuare a sviluppare un discorso avviato nella precedente legislatura. C’è un pò di inquietudine dopo l’esito del bando per le periferie. L’unione di intenti che abbiamo subito trovato con le altre regioni però ci fa ben sperare”.

“Auspico – ha quindi proseguito Fabio Paparelli, vicepresidente Regione Umbria – che su questo versante si possa entrare nella fase operativa e che anche il Mibact continui ad starci accanto. Dobbiamo portare a compimento un lavoro importante già in parte avviato dalle singole amministrazioni regionali. E occorre farlo avendo sempre in mente tre elementi: sostenibilità, accessibilità e innovazione. Tutto questo diventa importante per arrivare a un’offerta omogenea e strutturata anche a livello nazionale. La sinergia tra le regioni centrali deve diventare sempre più forte”.

Conclusione affidata a Marta Eleonori, consigliere Regione Lazio che ha spiegato che “i cammini rappresentano la sintesi di tutto quanto di bello l’Italia è in grado di esportare, attraverso un turismo diffuso e sostenibile. Il Lazio ha dedicato un assessorato a questo ed avviato tante azioni importanti. Ritengo che la tecnologia, che al camminatore tradizionale può apparire qualcosa di estraneo, possa giocare un ruolo determinante per la promozione, l’informazione, l’offerta di servizi, l’abbattimento di barriere fisiche e non“.

I lavori, organizzati in collaborazione con AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene) proseguiranno nel pomeriggio e nella giornata di domani. Sono stati individuati 5 cammini interregionali ‘pilota’ (Via Lauretana, Via degli Dei, I Cammini di Francesco, Via Matildica del Volto Santo, Via Clodia) e quattro ambiti operativi e strategici: manutenzione, accoglienza, promozione e governance, su cui tutti gli attori per ogni singolo cammino (Regioni, Comuni, Associazioni) potranno confrontarsi per sviluppare una strategia comune. Per condurre il dialogo in modo organico e costruttivo, ci si avvarrà di strumenti tecnologici ad hoc che faciliteranno la co-progettazione. I partecipanti potranno interagire e votare con gli smartphone durante le fasi dell’evento e le sessioni di brainstorming e contribuire agli interventi dei relatori, visualizzando i risultati in tempo reale.

I contributi dei partecipanti e gli impegni presi dalle Regioni confluiranno, alla fine dei lavori, nel documento: “Carta di Spineto” che segnerà le future linee guida per le azioni sui cammini dell’Italia centrale.

LA TOSCANA

Dialogare con le altre regioni dell’Italia centrale per arrivare alla costruzione di un rete interregionale di cammini omogenea e condivisa. Dalla Toscana investimenti importanti a partire dal 2009, oltre 21 milioni di euro: principalmente sulla Francigena, che rappresenta la colonna vertebrale della rete. Adesso prende avvio una fase successiva che punta a mettere in rete il resto dei cammini presenti in regione collegandoli con quelli promossi dalle altre confinanti.

La Toscana, ai 20 milioni investiti a partire dal 2009 sulla via Francigena per la sua messa in sicurezza, dotazione di segnaletica e di punti sosta e realizzazione di punti tappa con Ostelli, ha aggiunto più recentemente somme più piccole ma non meno importanti: 370.000 euro sulle vie Etrusche, 50.000 euro sulla Romea Strata, anche queste finalizzate alla messa in sicurezza ed alla segnaletica; sono stati aggregati i Comuni sulla Via Lauretana con cui è stato definito un piano di interventi prioritari di messa in sicurezza e segnaletica per circa 300.000 euro che la Regione presenterà al Ministero per il finanziamento. Ancora più complessa è stata l’operazione che ha permesso di aggregare 26 Comuni delle Vie di Francesco che hanno presentato schede di interventi per circa 2 milioni per la messa in sicurezza ed ulteriori progetti per interventi di miglioramento che verranno presentati sempre al Ministero. Inoltre saranno a breve avviati dei bandi riservati ai Comuni (per circa 400 mila euro) per il finanziamento della segnaletica dei percorsi che ancora non ne dispongono a condizione che i Comuni abbiano stipulato una convenzione per la gestione associata del cammino. Attivata anche una collaborazione con l’Università di Firenze che ha permesso di qualificare gli interventi e le proposte dei Comuni che si sono avvalsi di questo supporto scientifico; avviato un confronto con i rappresentanti della Conferenza Episcopale Toscana che ha dato vita ad una preziosa indagine sulle emergenze religiose.

Cammini sempre in crescita. In questi ultimi tre anni sono state avanzate da parte degli Enti locali ed Associazioni molte proposte di cammini: dalla Via del Volto Santo da Pontremoli a Lucca 60 Km alla Via Matildica da Mantova a Borgo a Mozzano 160 Km, La Via Ducale da Lucca a Parma 130 km, La Via degli Dei da Firenze a Bologna 80 km, La Romea Strata dai Paesi Baltici a Fucecchio 1300 Km, La Romea Germanica dai paesi scandinavi a Radicofani 1100 Km, Via di Dante da Firenze a Ravenna 130 Km, Cammini di Francesco da Santa Croce al Sacro Eremo di La Verna e da Arezzo- Cortona al Sacro Eremo di La Verna e da La Verna ad Assisi circa 400 Km, Vie Etrusche che collegano le città Etrusche compresa la Via Clodia che parte da Roma e giunge a Roselle, Via Lauretana che collega Siena a Loreto, La Linea Gotica una testimonianza che attraversa la Toscana fino alle Marche. Come dimenticarsi della principale via Francigena di cui la Toscana si è fatta promotrice della sua candidatura a patrimonio UNESCO.

Fonte: comunicato stampa

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La torcia olimpica sulla Francigena, alla Ultramarathon parteciperà anche il tedoforo Fattori

La torcia olimpica è un simbolo di pace, sportività, fratellanza e condivisione. Sono pronto a portarla con me sulla Francigena”. Ad annunciarlo è Gianpaolo Fattori, uno dei diciannove tedofori italiani che a gennaio 2018 hanno portato la fiaccola olimpica in Corea del Sud, in occasione dei XXIII Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang

Il 27 ottobre parteciperà alla World Francigena Ultramarathon come camminatore ma con l’esperienza nel cuore da tedoforo.

Classe 1958 originario della provincia di Cremona, Gianpaolo è stato selezionato al concorso indetto dalla Samsung Italia (tra gli sponsor delle Olimpiadi) “Corri per il sogno, diventa tedoforo” e il 5 gennaio scorso ha percorso i suoi 300 metri con la fiamma olimpica nella staffetta a Suwon, sede dei Mondiali di Calcio del 2002 che si trova a 30 km da Seul. Un’esperienza unica vissuta grazie alla passione per lo sport e ad un spirito olimpico tatuato sulla pelle. Da allora condivide questa emozione con gli altri, spesso anche per cause benefiche, ed è pronto a farlo anche sulla Francigena. Il tedoforo si è iscritto alla maratona che prenderà il via da Siena e percorrerà la tappa di 65 km da San Quirico d’Orcia la sera del 27 ottobre fino alla meta finale: Acquapendente.

Quella fiaccola sarà con me alla Ultramarathon, pronta ad essere condivisa con gli altri camminatori, perché rappresenta un simbolo di pace, di fratellanza e di lealtà – ci racconta Gianpaolo – se ci fosse la possibilità di fare una staffetta da Siena ad Acquapendente o da San Quirico d’Orcia tra i partecipanti sarebbe bellissimo”.

Da quel 5 gennaio in Corea, la fiaccola n.66-27 è rimasta al fianco di Gianpaolo. “Ricordo benissimo quel momento. Era il 66° giorno di staffetta per la fiaccola partita da Atene ed io ero il 27° tedoforo di quel giorno, il primo degli italiani, un grande onore – racconta – L’organizzazione ci aveva consegnato la divisa da tedofori e le torce, siamo saliti sul pullman e da lì abbiamo visto sui monitor in diretta mondiale la staffetta. Ad un certo punto è arrivato il mio turno. Tra il pubblico in festa, la sicurezza e gli scatti degli fotografi, mi sono messo in posizione, un addetto ha aperto il gas della fiaccola ed è arrivato il momento: il bacio tra le torce con il passaggio della fiamma olimpica. Il fuoco l’ho ricevuto da un ragazzo coreano, abbiamo simpaticamente simulato un selfie. Ho camminato per tre minuti e poi da diabetico ho passato il fuoco all’amico William Palamara, il giovane Presidente di Diabetes Marathon www.diabetesmarathon.it, un evento sportivo solidale a sostegno della lotta contro il Diabete. La catena umana di tedofori è proseguita fino al Castello di Suwan dove la sera è stato acceso il braciere”.

Il 9 febbraio, l’ultimo tedoforo ha acceso il bracere che si trova all’interno dello stadio olimpico di Pyeongchang decretando l’inizio ufficiale dei Giochi invernali. Oggi quella torcia è ancora tra le mani di Gianpaolo ed è pronta a portare un po’ di olimpiadi in cammino.

Come è nata l’idea di partecipare alla maratona? “L’idea dei lunghi cammini arriva grazie all’invito che mi ha rivolto l’amico e tedoforo Giorgio Scuri di fare la Bergamo Rifugio Calvi, una camminata a favore di www.armr.it, di cui è testimone e ripercorre lo stesso tragitto che fece l’alpinista con le stampelle Egidio Gherardi 40 anni fa, sotto la neve per 62 km – spiega Fattori – la camminata è stata effettuata con successo il 30 settembre scorso. Dopodiché ho trovato questa maratona e mi sono iscritto. Poi mi sono detto: perché non portare un simbolo di pace sulla Via di pellegrinaggio verso Roma? Cerco di fare girare la fiaccola non per notorietà personale, la protagonista è lei e quello che rappresenta – aggiunge infine il tedoforo – Io la porto in cammino poi vediamo quello che succede”.

Una nuova avventura ma non un debutto per Gianpaolo: nel 1984, il tedoforo è partito da casa in bicicletta alla volta di Roma. Oggi guarda alla Francigena con interesse e spera di percorrerla a piedi dal Gran San Bernardo. Intanto la World Francigena Ultramarathon lo aspetta. La maratona a passo lento è alle porte e la torcia olimpica è pronta a sbarcare sulla Francigena. Non resta che mettersi in cammino e portare il simbolo olimpico alla meta.

Silvia Iuliano

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A Roma i murales dedicati al cammino

Le strade di Roma celebrano il cammino e lo fanno grazie alla street art nel quartiere del Trullo con due nuovi murales che, per la prima volta in Italia, sono dedicati al camminare.

Le opere sono state realizzate dagli artisti Moby Dick e Manuela Merlo nel quadro della iniziativa “Periferia delle Meraviglie. Trullo Corviale in cammino”, ideata da Ilaria Canali per la Giornata del Camminare del 14 ottobre scorso. Il progetto ha portato alla nascita di un nuovo percorso urbano tracciato dalla guida escursionistica Fabio Giuliani di ACER che ha guidato i camminatori dal Trullo a Corviale, passando attraverso dei canali verdi nascosti nel tessuto della città. L’evento è stato lanciato nell’ambito della attività di progettazione dei volontari di Federtrek ed è stato realizzato in collaborazione con gli accompagnatori, Perifera, Comunicazione in Cammino, Italia a piedi.

L’opera di Moby Dick rappresenta la giraffa nera che lo scorso anno fu uccisa da una cacciatrice americana suscitando una grande indignazione sui social. Marco Tarascio, in arte Moby Dick, è da sempre attivo sul fronte della difesa degli animali ed ha accolto l’invito a partecipare alla giornata del camminare facendo dono della sua arte per “lanciare un messaggio per chi non ha voce, gli animali. In un percorso di comunicazione molto vicino a quello del progetto #PeriferiadelleMeraviglie”. Il disegno di Manuela Merlo invece rappresenta uno dei momenti più intensi del film Uccellacci e Uccellini di Pasolini che si ambienta proprio a Montecucco. Nel dipinto il cammino fa nascere dei fiori sulle impronte di Totò e Ninetto Davoli.

“Un’opera d’arte realizzata sulla parete di un muro di una città è in grado di veicolare un messaggio aperto a tutti e amplificarlo nella relazione con i passanti. Questi due murales sono un regalo per tutti i camminatori e aiuteranno una periferia meravigliosa a promuoversi ancora di più. Rappresentano un segnale positivo di sinergia tra chi crede nei valori della ecologia e della sostenibilità veicolati dal camminare e chi, sulla strada, fa dono di arte e poesia come gli street artist. Sono entrambi gesti che celebrano la bellezza”, dice l’organizzatrice Ilaria Canali, attiva da anni nella promozione dei cammini in Italia, che ha sottolineato come sia stato importante la partecipazione dal basso di tanti cittadini del quartiere e la collaborazione di Mario D’amico con i Pittori Anonimi del Trullo.

Il cammino del 14 ottobre è stato l’occasione per accendere i riflettori sulla ricchezza del fermento culturale di una periferia di Roma con i suoi scorci panoramici sull’Eur e l’ansa del Tevere da Montecucco, Torre Righetti, i ruderi di Villa Kock e Villa Baccelli, i murales di artisti straordinari come Gomez, Solo, Moby Dick, e le poesie di strada tra cui quelle di Ivan Tresoldi e Gio Evan, di cui sono stati letti vari versi nel corso del cammino.

Il percorso, che ha realizzato una formazione diffusa in cammino grazie ai contributi di tanti studiosi ed esperti del territorio tra cui Antonello Anappo e l’arch. Gianfilippo Lo Masto, Luigi Plos, ha ricevuto una fortissima adesione sia da parte della cittadinanza che dal mondo dei camminatori con la presenza di rappresentanti di importanti progetti come il Cammina Molise, il Cammino Naturale dei Parchi, la Francigena Tuscany Marathon e di soci di associazioni affiliate Federtrek come Ogniquota, Movimento Tellurico e Montagna Libera.

Il cammino si è chiuso al Campo dei Miracoli, a Corviale, sede del Calcio Sociale e di Radio Impegno, presidio di legalità e di centro di promozione di coesione sociale. Massimo Vallati, responsabile del progetto del Calcio Sociale sull’iniziativa ha affermato che “ha dato voce e vita a una realtà, come quella di Corviale, troppo spesso dimenticata. Le periferie sono un valore per la città e devono essere riscoperte e valorizzate. Il cammino #TrulloCorviale ha permesso di guardare da una prospettiva diversa la periferia cogliendone aspetti che uno sguardo frettoloso spesso non riesce a vedere.  Aver accolto i camminatori al Campo dei Miracoli è stato per noi molto importante. Il lavoro che facciamo ogni giorno con le nostre iniziative e con Radio Impegno è volto proprio a favorire il riscatto della periferia. #TrulloCorviale in cammino è un passo in più verso questa direzione”.

Fonte: Comunicato Stampa // Foto: Cristina Cutarelli

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Via Francigena termale, parte il progetto in Toscana

Parte ufficialmente Via Francigena termale in Toscana. Il progetto, presentato il 10 ottobre presso la sede della Regione Toscana a Firenze, ha l’obiettivo di offrire un servizio a chi fa il cammino e desidera ampliare l’esperienza del pellegrino attraverso una proposta dedicata al benessere.

L’iniziativa, ha come capofila il comune di Gambassi Terme ed è realizzata da Regione Toscana, Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con la collaborazione di FEDERTERME ed ANCOT.

Sono sei le società termali che aderiscono al progetto nei comuni di Gambassi, Chianciano, Fivizzano, Montecatini, Montepulciano, Sorano. Si tratta di una opportunità sia per i comuni della Francigena che per le strutture termali: un progetto che accresce le possibilità dei territori di qualificarsi. Le strutture termali si impegnano con un’offerta adeguata al pellegrino legata al trasporto, all’accoglienza e alla cura del corpo con momenti di benessere termale e tariffe agevolate ai pellegrini ed ai turisti della Via Francigena provvisti di credenziale ufficiale di AEVF.

Il sindaco di Gambassi Terme, Paolo Campinoti, ha sottolineato che le opportunità che si presentano vanno colte e valorizzate: “La Via Francigena ha creato la possibilità di ampliare la rete e l’offerta termale tradizionale. Il progetto nasce come proposta pilota da estendere alle altre regioni della Via Francigena“.

Il Presidente AEVF Massimo Tedeschi Raffaelle Mannelli di Regione Toscana hanno espresso soddisfazione per la nuova progettualità che nasce intorno alla via Francigena, sottolineando l’importanza di un forte collegamento tra strutture termali private e amministrazioni locali al fine di attivare un coordinamento ben strutturato.

Durante la presentazione, è stata illustrata l’attività preparatoria per far avviare il progetto: un disciplinare condiviso con strutture termali e comuni, un sito web dedicato all’interno del portale europeo delle Vie Francigene, la brochure trilingue e la raccolta di pacchetti termali per gli escursionisti che utilizzano la credenziale ufficiale della via Francigena. L’obiettivo è di consolidare la rete e di estenderla alle regioni europee attraversate dalla Via Francigena.

Giuseppe Bellandi, Sindaco di Montecatini e Presidente della rete europea delle città storiche termali (EHTTA), ha sottolineato l’importanza di un itinerario culturale europeo come la Via Francigena come mezzo per coinvolgere altri itinerari culturali. Il cammino di Santiago, già oggi propone un binomio fra cammino e acqua termale. Un esempio su tutti è la città romana di Ourense che si colloca sulla via della Plata, capitale termale della Galizia. Gli itinerari culturali, quando si incrociano e si mettono in sinergia, moltiplicano le opportunità di sviluppo di un territorio.

All’incontro di presentazione, sono intervenuti la Presidente ANCOT (Associazione Nazionale Comuni Termali), Franca Roso e Luigi Fasano di FEDERTERME che hanno assicurato massimo supporto al progetto.

Per informazioni sull’iniziativa, le proposte termali e le stazioni coinvolte,  è possibile visitare il sito www.viefrancigene.org

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