Via Francigena

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La Via Francigena incontra l’ufficio federale della cultura svizzero e gli itinerari culturali

L’ufficio federale della cultura Svizzera ha riunito a Berna venerdì 23 agosto i differenti itinerari culturali presenti sul territorio elvetico.
Questo primo incontro avviene dopo l’adesione della Svizzera (2012) all’accordo parziale allargato sugli itinerari culturali del Consiglio d’Europa. Sono state riunionte le otto associazioni o fondazioni di riferimento che hanno visto anche la partecipazione della Via Francigena con la partecipazione di Gaëtan Tornay, vice-président per la Svizzera  Christian Schüelé, membro e collaboratore scientifico (foto).
 
La sessione di lavoro ha permesso agli itinerari culturali di presentarsi e di condividere alcune problematiche comuni come quella relativa al finanziamento delle attività, la comunicazione o l’ospitalità. Sono state indirizzate all’ufficio federale diverse piste di riflessione come l’organizzazione di una riunione semestrale o annuale con il fine di scambiare le buone pratiche di cascun itinerario, la creazione di un portale web dedicato per mettere in evidenza gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa all’interno del territorio svizzero rivolto a turisti ed esperti del settore.
 
Con la propria esperienza in ambito internazionale, la si impegna a partecipare attivamente alla rete e a condividere la propria conoscenza sullo sviluppo di itinerari culturali in Svizzera.
 
 
 
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Routes4U, incontro di formazione a Romainmôtier sulla Via Francigena

Romainmôtier, nel cantone Vaud, il 22 agosto si è svolto l’incontro d’informazione sulla Via Francigena all’interno del progetto Routes4U nella macro regione Alpina (EUSALP).
L’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), destinataria del mini-grant Routes4U finanziato dall’Unione Europea, sta portando avanti le azioni inserite nella macro-regione alpina dove sono coinvolte numerose regioni sulla via Francigena: Bourgogne/Franche-Comté; Vaud; Vallese; Valle d’Aosta; Piemonte; Lombardia; Liguria.

Il progetto presentato da AEVF, si basa sulla diffusione del sistema di governance e delle “buone pratiche” della Via, al fine di stimolarne la replicabilità nell’intera area della macro-regione, garantendo al contempo la valorizzazione dell’ambiente alpino e dei valori ad esso legati. 

A Romainmotier sono state condivise le attività in corso: 

– posa di segnaletica informativa e turistica in quattro luoghi strategici della macro-regione attraversati dalla Via
– coinvolgimento degli attori privati e categorie economiche che operano lungo la Francigena
– sviluppo di convenzioni legate alla credenziale ufficiale del pellegrino
– coinvolgimento di tour operator per la creazione di pacchetti tematici riferiti alla Via nella macro-regione.
– distribuzione di materiale informativo

È stata inoltre presentata la grafica dei pannelli, flyer e documentazione prevista all’interno del progetto.

Sono intervenuti sindaco di Romainmotier e membro dell’Ufficio Presidenza AEVF Fabrice de Icco e lo staff della stessa associazione: Luca Bruschi, direttore; Sami Tawfik, responsabile progetti; Leslie Maussang, responsabile sviluppo Via Francigena in Francia. 

Presenti rappresentanti di amministrazioni, responsabili di uffici turismo, operatori privati e volontari di associazioni dei territori di Champlitte, Romainmotier, Yverdon Les Bains, Montreaux, Orbe, Vallorbe, Aigle, Morges, Bex, Losanna.

Maggiori info sul bando:

 

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Peregrinus, da un workshop l’idea di due rifugi per i pellegrini in cammino

L’architettura ispira nuove soluzioni di accoglienza, l’ultimo esempio è il brillante progetto denominato “Peregrinus“. Nel giardino dell’Abbazia di Salaz a Ollon, nel Canton Vaud, sono stati costruiti due piccoli rifugi al servizio di pellegrini.

L’iniziativa è stata realizzata in 10 giorni da venti studenti che si sono ritrovati ad a Villars sur Ollon durante l’assemblea annuale EASA Tourism 2019.  

L‘Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) che ha patrocinato lo studio, si è recata a Ollon dove ha incontrato tre dei protagonisti del progetto, gli architetti Laurent Chassot, Elena Chiavi e Thibault Smith. Un colloquio costruttivo che ha permesso di vedere le opere dal vivo e parlare dell’evoluzione del progetto, anche in una prospettiva internazionale e di riproposizione in altri territori della Francigena.

L’itinerario europeo che unisce Canterbury a Rome attraversa il territorio svizzero per 215 km. Passando per lo Jura, il cammino costeggia il lago Léman, passa per l’Abbaye de St-Maurice e si dirige verso il colle del San Bernardo. Prima di transitare a San Maurice, il tracciato passa appunto presso l’Abbazia di Salaz che oggi è adibita a luogo di produzione vino e alloggio per pellegrini, gestitor dalla famiglia Huber-Kropf.

“Peregrinus” è il nome della semplice unità abitativa che accoglie i pellegrini ed è anche un workshop di costruzioni volto ad esplorare strutture abitative minimali per i pellegrini in cammino sulla Via Francigena. “Il tema turismo è stato la linea direttrice del workshop che ha sviluppato forme di rifugio per pellegrini in contesti naturali attraverso uno studio dell’architettura e del paesaggio. Ecco che hanno preso forma due capanne in legno primitive sulla Via Francigena, in un luogo splendidamente immerso tra natura e vigneti.  I due habitat realizzati, si sono ispirati ai materiali locali e alle tecniche di costruzioni specifiche in Svizzera.

il progetto parteciperà al festival Feÿ arts in Bourgogne nel mese di settembre 2019. Entrambi i rifugi riceveranno i pellegrini per 3 giorni e faranno parte di un grande evento culturale.

Contatti: peregrinus.easa@gmail.com – Instragam: peregrinus_easa

Architetti Laurent Chassot, Elena Chiavi, Agathe Mignon, Thibault Smith – Partner: EASA CH, Abbaye de Salaz, Associazione Europea delle Vie Francigene, ALICE EPFL – Equipe tutors: Laurent Chassot, Elena Chiavi, Agathe Mignon, Thibault Smith

Partecipanti: Evelina Bartusevičiūtė, Luís Correia, Leda Demetriadou, Eneida Firaku, Evelyn Flores, Matteo Fontana, Julia Frendo, Lars Gustav Rogne, Ezgi Hoca, Dirk Hoogeveen, Michal Karpeta, Eglė Kliučinskaitė, Yimika Koya, Manogna Murari, Pantelis Ninis, Csongor Nyíri, Dinesh Prasad, Annachiara Squitieri, Noa Akosuka Wilhemi, Daniel Xuereb

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In cammino con Stefano Dominioni, uno sguardo europeo sulla Via Francigena

“E’ stata un’esperienza autentica, spero che un giorno i miei figli decidano di percorrere un itinerario culturale del Consiglio d’Europa come la Via Francigena magari in compagnia dei loro amici”. L’estate ha portato un pellegrino speciale lungo la Francigena.

Stefano Dominioni, Segretario Esecutivo dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa e Direttore Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, ha trascorso qualche giorno con la sua famiglia in Valle d’Aosta approfittando delle vacanze per percorrere qualche tappa dell’antico itinerario di Sigerico.

Ritengo sia opportuno conoscere sul terreno e fare esperienza dei 38 itinerari culturali europei certificati dal Consiglio d’Europa (www.coe.int/routes). Non si tratta solo di cammini ma anche di luoghi, territori europei legati da uno stesso tipo di patrimonio culturale, penso anche all’itinerario europeo delle città termali storiche. – spiega Dominioni – Sulla Via Francigena ci sono stato varie volte ma per convegni e conferenze. Non l’avevo ancora percorsa a piedi e mi sembrava importante farlo”.

Zaino in spalla, Dominioni, ha scelto Aosta come tappa di partenza per due giorni di cammino fino ad uno dei luoghi simbolo della Francigena: il forte di Bard. “Il nostro cammino è iniziato dall’ufficio turistico di Aosta dove ho trovato degli operatori gentili e disponibili. Lì abbiamo acquistato la credenziale e ottenuto informazioni sul percorso e accoglienza in zona. Passo dopo passo siamo arrivati a Chatillon senza rinunciare ad un gustoso pranzo alla valdostana in un agriturismo a Nus”.

Decine di km tra i panorami della Valle e il sole estivo della montagna: “Avremmo voluto dormire presso il Monastero dei Francescani Cappuccini ma era tutto pieno così abbiamo deciso di proseguire fino a Saint Vincent portando a casa, con fatica, 33 km di cammino!”. Il secondo giorno, tappa a Verrès (20km) per poi arrivare fino a Bard: “Ero stato ad aprile al forte di Bard per una riunione organizzata dalla Regione Valle d’Aosta nell’ambito del nostro programma con la Commissione Europea per la Macro Regione alpina (Eusalp). Abbiamo dormito nelle camere del forte: una bella esperienza. Il giorno successivo siamo rientrati ad Aosta con un autobus”.

Un’esperienza breve ma intensa durante la quale, Dominioni ha potuto vivere la Via Francigena da pellegrino: “La segnaletica lungo il terreno è buona. Avremmo potuto camminare seguendo le indicazioni ma l’utilizzo dell’App di AEVF per smartphone è stato di supporto e le tracce gps ci hanno guidati con maggiore sicurezza. Ho apprezzato i punti ristoro e le strutture segnalate e convenzionate con la rete Visit Vie Francigene – sottolinea il direttore dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali – è stato bello portare a casa come ricordo la credenziale e riguardare i timbri con il pellegrino delle nostre tappe. Abbiamo trovato un’ottima accoglienza, la gente del posto è consapevole delle potenzialità di questo itinerario”.

Un cammino in crescita, un ponte tra culture e territori che unisce Canterbury a Roma e guarda all’estensione della certificazione della Via Francigena del Sud: “L’importanza della Via Francigena risiede proprio nella sua dimensione europea, perché è un percorso che storicamente unisce popoli e culture attorno agli ideali che sono quello del Consiglio d’Europa: diritti umani, diversità culturale, dialogo e scambi interculturali – spiega Dominioni – l’estensione della certificazione è da leggere in quest’ottica. Personalmente trovo interessante la valorizzazione del patrimonio culturale locale e lo sviluppo socio economico del territorio dove le comunità locali con le loro identità si mettono in rete, lo sviluppo di un turismo lento intelligente, un turismo culturale. Lunga il cammino si verifica uno scambio di esperienza fondamentale anche per i piccoli borghi, un’esperienza di apertura all’Europa”

Ritornerà a percorrere la Via Francigena? “Certamente! La prossima volta mi piacerebbe approfondire la Francigena in Francia. Qualche anno fa avevo percorso parte del cammino di Santiago con mio figlio. Quest’anno ho avuto l’occasione di vivere un po’ di Francigena insieme mia moglie e a mia figlia. Speriamo di trasmettere alle nuove generazioni la voglia di camminare e di scoprire il nostro straordinario patrimonio culturale!”.

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I Love Cammini lungo la Via Francigena, due giornate a passo lento in Emilia Romagna

Ritorna a settembre l’appuntamento con “I love cammini Emilia Romagna”. Sono due le date dedicate alla Via Francigena per vivere e conoscere l’itinerario a passo lento: il 7 settembre da Cassio a Berceto e il 14 settembre da Pontenure a Fiorenzuola d’Arda.

L’iniziativa rientra nel progetto promosso da APT Servizi Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna e l’associazione AIGAE per vivere i cammini storici dell’Emilia Romagna da Piacenza a Rimini.

Sabato 7 settembre sarà possibile percorrere 10,4 km dell’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa fra boschi e mulattiere da Cassio a Berceto, ultimo borgo storico prima del valico appenninico della Cisa verso la Toscana. Info qui: (https://camminiemiliaromagna.it/it/via_francigena/eventi_luoghi/258-i_love_cammini_er-via_francigena).

Il 14 settembre “I Love Cammini Emilia Romagna” porterà alla scoperta della Francigena nella campagna padana da Pontenure a Fiorenzuola. Le date francigene sono organizzate dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) in collaborazione con Banca Generali Private e l’associazione Fiorenzuola in Movimento (Info quihttps://camminiemiliaromagna.it/it/via_francigena/eventi_luoghi/260-i_love_cammini_er-via_francigena).

Come partecipare? L’escursione è gratuita, l’unico obbligo è prenotarsi sul sito camminiemiliaromagna.it

Bastano un paio di scarpe da ginnastica, meglio se con una suola rigida e a carrarmato, un cappellino, uno zainetto e si è già pronti per prenotarsi a uno dei weekend gratuiti della prima edizione di “I love Cammini Emilia Romagna 2019”. I percorsi non superano quasi mai i 10 km – la maggior parte anzi si limita a 7 o 8 km – e sono adatti a tutti. Si parte verso le 9.30 del mattino e si rientra nel pomeriggio. Ogni rientro è stato calcolato in modo da permettere di prendere (se si vuole) i mezzi pubblici per tornare a casa. 

Maggiori informazioni sul sito: www.camminiemiliaromagna.it e https://www.viefrancigene.org/it/I-love-francigena/

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La Via Francigena al Meeting di Rimini con l’Emilia Romagna

C’è anche la Via Francigena al Meeting di Rimini dal 18 al 24 agosto. Nello stand istituzionale della Regione Emilia Romagna (Padiglione A3, Posizione A3.09) coordinato da APT Servizi Emilia Romagna, i cammini sono protagonisti di numerosi appuntamenti.

 Il 22 agosto è in programma un evento dal titolo “Circuito dei Cammini e delle Vie di Pellegrinaggi in Emilia Romagna. Cinque appuntamenti dedicati ai Cammini, alle Vie di Pellegrinaggio, ai suoi protagonisti, alle novità ed alle proposte di viaggio” che vedrà la partecipazione anche dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.

La giornata sarà infatti anche occasione per parlare di “I Love Cammini Emilia Romagna” con le escursioni in programma, tra le quali il 7 e il 14 settembre sulla Via Francigena.  

Pnrogramma: 

  • 11,30 Incontro con la Via Romea Strata Nonantolana – Longobarda alla scoperta di un antico percorso europeo e delle proposte di viaggio, e con il Cammino di Sant’Antonio, da Padova a La Verna via che unisce luoghi di fede millenaria ,e con la sua proposta dei prodotti della Bisaccia del Viandante.
  • 13.00 Cammini e Vie di pellegrinaggio in Emilia Romagna: alla scoperta dei territori, degli eventi e delle novità del 2019 promosse sul sito camminiemiliaromagna.it e della Via degli Abati.
  • 15.00 Incontro con la Via Romea Germanica alla scoperta di un antico percorso europeo verso Roma e delle proposte di viaggio e la Via della Lana e della Seta con le offerte di viaggio. 
  • 16,30 Cammini, Monasteri e luoghi di Fede in Emilia-Romagna. Novità e incontro con i protagonisti.
  • 18,00 I Love Cammini Emilia Romagna: 12 passeggiate da giugno a settembre 2019. Presentazione e incontro della passeggiata del 1 settembre sulla Via Romea Germanica, del  7 e 14 settembre lungo la Via Francigena e del 15 settembre sulla Via Matildica e del 28 settembre sul Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna. Incontro con i protagonisti.

Maggiori informazioni:https://www.meetingrimini.org/en/ e https://www.viefrancigene.org/it/I-love-francigena/

 

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La Via Francigena in Lombardia, il progetto Aevf vince il bando della Regione

C’è anche la Via Francigena tra i progetti selezionati dal bando di Regione Lombardia per la promozione dei siti UNESCO lombardi e gli Itinerari culturali. La proposta, dal titolo ” La Via Francigena in Lombardia. Verso la candidatura UNESCO“, è stata presentata dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con il supporto delle Province di Lodi e Pavia.

Un passo importante per la Francigena e per AEVF, associazione volontaria formata da Enti locali d’Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra, abilitata dal Consiglio d’Europa al ruolo di réseau porteur – riferimento ufficiale per la salvaguardia, tutela, promozione, sviluppo della Via Francigena in Europa.

In questa contesto internazionale, la Lombardia ricopre un ruolo centrale. La Regione è stata infatti la prima ad aderire ad AEVF nel 2004 e, da allora, svolge un’azione attiva sia per i rapporti con gli enti locali territoriali sia per lo sviluppo delle progettualità del tavolo di coordinamento interregionale per la gestione della Via.

Una doppia dimensione, globale e locale, si fonde dunque nel progetto di comunicazione e valorizzazione della Francigena in Lombardia. Il piano di AEVF prevede, infatti, diverse attività, tra queste la nuova grafica del sottosito dedicato a Regione Lombardia all’interno del portale ufficiale www.viefrancigene.org. Le informazioni, verranno costantemente implementate con la collaborazione delle Province di Lodi e Pavia.

Questo progetto rappresenta un’opportunità, per il territorio lombardo, di avere maggiore visibilità e migliori servizi sulla Francigena. Il materiale realizzato aiuterà a far conoscere ancora di più un Itinerario che cresce giorno dopo giorno. Un ringraziamento va alla Regione Lombardia – afferma Francesco Ferrari, sindaco del comune di Orio Litta e vicepresidente vicario AEVF – questo bando premia l’esperienza e l’efficienza di AEVF, ma anche il lavoro di collaborazione che da anni l’Associazione porta avanti con i territori”.

Tra le altre azioni previste dal progetto, compare la realizzazione di uno speciale editoriale dedicato alla Lombardia e l’inserimento dello stesso all’interno del 48° numero della rivista ufficiale AEVF “Via Francigena and the European Cultural Routes”. Lo speciale sarà anche realizzato in versione staccabile e distribuito sul territorio lombardo. E’ prevista inoltre la produzione di due cartine ufficiali della Via, una riferita alla Provincia di Pavia e l’altra alla Provincia di Lodi. La cartina includerà anche l’attraversamento del Fiume Po, collegamento alla Regione Emilia-Romagna e unico attraversamento di un grande fiume lungo la Francigena.

Il Presidente della Provincia di Lodi, Francesco Passerini, aggiunge: “Il riconoscimento regionale di questo progetto, che considero come il primo passo verso un obiettivo maggiore, consente alle amministrazioni provinciali lombarde, situate sui territori attraversati dalla Via Francigena, di avviare tutta una serie di azioni di valorizzazione e promozione turistica e culturale trasversali che mettano in evidenza non solo la collaborazione reciproca ma anche una volontà di intraprendere un percorso comune che unisca le rispettive comunità nel rispetto di sensibilità religiose e popolari che ne sostanziano le identità”.

Penso che la capacità di cogliere le opportunità offerte da Regione Lombardia per far crescere il territorio sia un segnale concreto di attenzione nei confronti delle comunità che vi vivono; tra i primi soci, la Provincia di Pavia ha aderito all’AEVF nel 2007 e ha sempre creduto nella capacità della rete, che oggi comprende 155 collettività territoriali europee, di sviluppare progetti e servizi a favore dello sviluppo culturale e del rafforzamento della valenza anche turistica del percorso. – afferma il Presidente della Provincia di Pavia, Prof. Vittorio Poma Non mancheremo di attribuire al progetto “La Via Francigena in Lombardia. Verso la candidatura UNESCO” tutta l’attenzione che merita e già nelle prossime settimane convocheremo con AEVF i Sindaci soci e gli operatori per condividerne i contenuti e le prospettive future; lavorare insieme per l’obiettivo della candidatura a patrimonio dell’Unesco non può che riempirci di voglia di fare e orgoglio per i beni e le esperienze culturali e di turismo sostenibile che il nostro territorio sa esprimere”.

Dal locale al globale verso l’UNESCO. Il progetto AEVF prevede la realizzazione del Framework europeo propedeutico alla candidatura della Via Francigena a Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO. Un percorso che prosegue a livello europeo e riguarda da vicino anche la Lombardia, dal 2015 parte attiva del progetto di candidatura. Il lavoro tecnico svolto da AEVF, a supporto delle Regioni italiane, ha già consentito l’inserimento della candidatura all’interno della Tentative list italiana il 24 gennaio 2019.

Comunicato stampa congiunto: AEVF – Provincia di Lodi e Provincia di Pavia

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World Francigena Ultramarathon: il 12 e 13 ottobre a passo di trekking e nordic walking sull’antico percorso di Sigerico

L’antica Via percorsa dai pellegrini protagonista il 12 e 13 ottobre con la World Francigena UltraMarathon. Una camminata non competitiva a passo di trekking e nordic walking lungo 120 km, percorribile in cinque diversi tracciati a scelta.

L’evento, organizzato dall’assessorato al Turismo del Comune di Siena e dall’assessorato allo Sport e Turismo di Acquapendente, con il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, della Regione Toscana e della Regione Lazio, e la collaborazione dei Comuni di Monteroni d’Arbia, Buonconvento, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Casciano dei Bagni e Proceno ha lo scopo di far vivere, in un’ottica di turismo lento e green, un territorio ricco di gioielli naturali e artistici che costituiscono il patrimonio storico-culturale e ambientale dei dieci Comuni coinvolti nell’iniziativa sportiva, tra Toscana e Lazio.

<<Questa manifestazione – ha dichiarato l’assessore al Turismo Alberto Tirelli oggi in conferenza stampa – è una forma reale di valorizzazione della Via Francigena soprattutto in termini manutentivi con un costante controllo, anche grazie al lavoro corale con i Comuni coinvolti e le Associazioni, come il Gruppo Trekking Senese che monitora il reticolo di strade bianche percorrendolo tutto l’anno>>. Nel sottolineare le novità di quest’anno: <<l’aumento dei percorsi brevi per un’offerta più ampia, la decisione di stabilire una soglia massima di partecipanti per assicurare una maggiore sicurezza durante l’evento e un incremento dei punti di ristoro gourmet con sponsor del territorio (Conad, Coldiretti, Menchetti, la Fabbrica del Panforte Siena), per continuare la promozione delle eccellenze locali>>, l’assessore ha anticipato l’intenzione da parte dell’amministrazione di organizzare a Siena <<una festa, la sera prima del 12 ottobre, per dare il benvenuto agli iscritti>>.

Come ha ricordato Angelo Ghinassi sindaco di Acquapendente: <<questa Ultramarathon si ispira alla più storica “Francigena Marathon”, con l’intento di rilanciare il nostro piccolo comune, tagliato fuori dal flusso di passaggio di potenziali turisti dopo l’apertura nel 1964 dell’Autostrada del Sole. È un progetto di visibilità volto a far riscoprire ai più, un gioiello d’Italia capace di custodire importanti tesori come il Santo Sepolcro, una singolare riproduzione fedele  all’originale di Gerusalemme>>. Nel concludere ha auspicato di poter vedere nella prossima edizione <<un segmento di percorso mattutino che attraversi la Val d’Orcia, culla di paesaggi spettacolari da gustare anche di giorno>>.

<<La valorizzazione del territorio per un turismo diverso, non solo culturale-artistico, ma anche naturalistico, passa anche attraverso la salvaguardia dell’ambiente >>: è il pensiero dell’assessore allo Sport e Ambiente Silvia Buzzichelli che nel ricordare l’ultimo caso di abbandono di rifiuti proprio vicino alla storica Via, ha ribadito quanto << l’approccio green sia fondamentale per esaltare la bellezza di un luogo. Ecco perché l’organizzazione di eventi come questo, con un costante controllo delle strade bianche, ci permette di limitare i danni e controllare meglio la situazione>>.

<<Cinque gli itinerari a disposizione – come ha ricordato Daniele Bibbiani, dell’associazione Gruppo Trekking senese – studiati in base alle esigenze e all’allenamento dei partecipanti, ma tutti pronti a raccontare la bellezza di uno dei percorsi storici più famosi d’Europa, e rivivere così la magia del camminare. Motivo per il quale, quest’anno, abbiamo introdotto alcune varianti: come il passaggio da Renaccino e strada di Radi (sul percorso inizialmente tracciato dalla Via Francogena), lungo uno splendido crinale con vista su Siena, evitando così la zona industriale di Isola d’Arbia; e ancora, a Radicofani,  dove abbiamo eliminato un pezzo di strada asfaltata per passare in tracciati più suggestivi. Inoltre l’introduzione di una notturna, Buonconvento-San Quirico d’Orcia, che permetterà di vedere Montalcino e la Val d’Orcia illuminata di notte>>.

Uno spettacolo per gli occhi e la mente e <<un’occasione – come ha dichiarato il vicesindaco di Buonconvento Elisabetta Borgogni di partecipazione, anche per chi vive queste piccole realtà, in uno scambio continuo tra chi resta e chi passa ricordando sempre quanto sia importante conservare, accudire e valorizzare questi luoghi di storia e di fascinazione>>.

Siena-Acquapendente: il percorso più impegnativo, di 120 km, parte il 12 ottobre alle ore 10 da Piazza Duomo con il ritiro dei pettorali (in vicolo San Girolamo, 4), dalle 16 alle 20 dell’11 ottobre e dalle 8 alle 9.30 del 12. Lungo le strade bianche della Val d’Arbia, con panorami immersi nella campagna più intatta del Senese che dalla città del Palio si sposta verso la Grancia di Cuna, l’antica fattoria fortificata che faceva parte del sistema dello Spedale Santa Maria della Scala, sfiora Monteroni d’Arbia e arriva a Quinciano. Da qui, è possibile scorgere il borgo fortificato di Lucignano d’Arbia, con la pieve romanica di San Giovanni Battista. Dopo un tratto lungo la linea ferroviaria, è la volta di Ponte d’Arbia e successivamente di Buonconvento, arrivo di tappa del percorso. Si prosegue salendo poi verso la valle dell’Ombrone, percorrendo un tratto della Cassia in direzione Montalcino, con la vista di colline ricoperte di vigneti da cui nasce il famoso Brunello. Lungo le strade bianche si raggiunge Torrenieri, con la chiesa di Santa Maria Maddalena, citata da Sigerico. Da qui si entra nei panorami della Val d’Orcia con un tratto in salita fino a raggiungere la collegiata di San Quirico D’Orcia. Si prosegue da San Quirico d’Orcia con una tappa impegnativa con salite e discese lungo brulle colline. Si raggiunge il piccolo borgo fortificato di Vignoni, col suo panorama che spazia sulla Val d’Orcia e si scende a Bagno Vignoni, famoso per la vasca termale monumentale. Un lungo tratto in saliscendi nelle valli dei fiumi Orcia e Paglia porta i partecipanti all’antico ospitale Le Briccole nel Comune di Castiglione D’Orcia. Da qui inizia una dura salita verso il punto tappa a Radicofani a 790 metri slm. Dopo una discesa di 8 km lungo il crinale, con attorno colline a perdita d’occhio e il Monte Amiata, dietro la Rocca di Radicofani, si giunge a Ponte a Rigo, Frazione di San Casciano dei Bagni. Dopo qualche chilometro si entra nel Lazio, e poi lungo una strada sterrata con panorami sulla valle del fiume Paglia, si arriva a Proceno. Si scende a Ponte Gregoriano, prima di affrontare l’ultima ripida salita verso la porta della Ripa, ingresso della Città di Acquapendente (La Gerusalemme D’Europa).

Siena-Buonconvento: è un itinerario di 35 km che, sempre il 12 ottobre alle ore 10 da Piazza Duomo, (ritiro dei pettorali in vicolo San Girolamo, 4, dalle 16 alle 20 dell’11 ottobre e dalle 8 alle 9.30 del 12) ripercorre i luoghi chiave della prima parte dell’Ultramarathon nella Val d’Arbia.

Buonconvento-San Quirico d’Orciaè il percorso più corto di questa edizione: 20 km che da uno dei borghi più belli della provincia di Siena, Buonconvento, arriva alle porte della Val d’Orcia, patrimonio Unesco: San Quirico d’Orcia. La partenza è il 12 ottobre alle 15 in piazza Giuseppe Garibaldi a Buonconvento prima di aver ritirato il pettorale dalle 14 alle 15 allo stand Pro Loco.

San Quirico d’Orcia-Acquapendente: 65 km che attraversano il cuore della Val d’Orcia, per arrivare in Lazio tra borghi fortificati, panorami infiniti, luoghi termali, valli e fiumi. Al via sabato 12 ottobre in notturna (ore 21) da San Quirico d’Orcia (Piazza Chigi). Stesso luogo per ritiro pettorali, ma in orario 20-21.

Radicofani-Acquapendenteè la conclusione di un’esperienza che non è solo sportiva (32 Km), che ripercorre l’ultimo tratto della più complessa World Francigena UltraMarathon. L’appuntamento è domenica 13 alle ore 9 in Piazza San Pietro a Radicofani, dove dalle 7.30 alle 8.45 si potranno ritirare anche i pettorali.

Le iscrizioni per tutti i tragitti, con un contributo economico che varia in base al percorso scelto da specificare al momento della registrazione (65 euro per i 120 km dell’Ultramarathon; 55 euro per 65 km San Quirico-Acquapendente; 20 euro per Siena-Buonconvento di 35 km; 25 euro per 20 km da Buonconvento a San Quirico e 20 euro per i 32 km da Radicofani ad Acquapendente), possono essere effettuate on-line fino al 1° ottobre, o al raggiungimento di 1000 partecipanti, sul sito www.francigenaultramarathon.it

Fonte: comunicato stampa Comune di Siena

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Festival Vie Francigene: in cammino nelle periferie con Ilaria Canali

L’edizione 2019 del Festival europeo “Vie Francigene, Cammini, Ways, Chemins 2019” è dedicato al tema “La Via femminile. Sensibilità nei paesaggi umani e naturali”. Il viaggio con le testimonial di quest’anno continua con Ilaria Canali, promotrice della Rete Nazionale Donne in Cammino.

In città le periferie sono un laboratorio di meraviglie che si scopre solo camminando. Quando mi chiedono “da dove vieni?” mi viene spesso da rispondere “dalla Via Francigena” e sebbene possa sembrare un modo ironico e forse poetico per sottolineare la mia passione per i cammini, in realtà è proprio così. Abito a Formello, l’ultima tappa di questa via di pellegrinaggio prima di arrivare a Roma, e il genius loci di questo territorio ha nutrito il mio amore per la natura e influenzato le mie scelte professionali al punto da indurmi a inventarmi un lavoro prezioso e originale che ha nella promozione dei cammini il suo centro.

Devo alla scoperta del camminare la costante e inesauribile curiosità per tutto ciò che si scopre a passo lento, con uno sguardo pronto a cogliere le occasioni che si offrono di stupore e meraviglia.

Camminare è per me un esercizio di attenzione impareggiabile, di riflessione e di accoglienza della realtà. Un percorso che mi ha portato a cercare la bellezza non solo nella natura, nei tramonti, nel tronco di un albero o nelle spighe di grano mosse dal vento, ma anche dove è meno scontata come accade nella periferia di una città. Da questa sfida è nato il progetto che si chiama appunto “Periferia delle Meraviglie”, un format di cammini urbani dove i protagonisti sono la natura, l’arte e l’umanità. Un cammino corale dove oltre al paesaggio esterno i partecipanti percorrono i paesaggi interiori condividendo storie, talenti e saperi.

Camminare, nei sentieri, come nella vita, significa per me inseguire la possibilità di dare luce, o maggior luce, a ciò che splende e fiorisce. Ecco perché ho provato a creare ponti, connessioni e sinergie tra tante donne che amano camminare in Italia e piano piano si è andata tessendo una vera e propria rete che oggi collega migliaia di persone animate dalla passione per il camminare: la Rete Nazionale Donne in Cammino. Ecco cosa può fare il cammino: il miracolo di creare piccoli, lenti, graduali e pacifici cambiamenti che, passo dopo passo, creano bellezza nel mondo”.