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Visioni in Movimento: nuova edizione della scuola di cinema senza sedie

Torna in Toscana, e torna a camminare sulla Via Francigena, “Visioni In Movimento”, la scuola di cinema “senza sedie” dedicata ai giovani film maker e che riflette sul concetto del cammino. Ancora una volta – per la 4a edizione del progetto nato nel 2017 – l’antica strada tracciata, oltre mille anni fa, da Sigerico tra Canterbury e Roma si trasforma in un incubatore artistico e cinematografico, ospitando la residenza itinerante che – dal 7 ottobre al 4 novembre – coinvolgerà tre giovani autori italiani, accompagnati e affiancati da tutor esperti e professionisti.

Cinque tappe, 110 chilometri nel cuore della Toscana, tra San Miniato e Siena: lungo questo percorso la trentina Francesca Monegaglia e il duo pratese composto da Teresa Bucca e Filippo Raschi avranno la possibilità di produrre il loro lavoro, dedicato appunto alla via Francigena e più in generale all’esperienza e al senso dei cammini ed ai grandi itinerari europei. 

I tre autori sono stati selezionati – grazie ai loro progetti «Riflessi» e «Side Mirror» – attraverso una call dedicata agli autori europei e del bacino mediterraneo tra i 18 ed i 30 anni che avessero un’idea da sviluppare sul tema del cammino e dell’itinerario della strada francigena. E sarà proprio camminando che potranno approfondire e lavorare sul loro progetto, coadiuvati e indirizzati dagli incontri, lezioni itineranti e laboratori che saranno organizzati lungo il percorso. 

Dopo la prima fase della residenza, da fare appunto in cammino, sarà il momento della produzione: ancora del tempo da trascorrere tra Siena e la via Francigena in cui gli autori daranno forma definitiva alle loro opere realizzando – con l’aiuto della casa di produzione Kiné – i loro cortometraggi d’autore, che poi entreranno in fase post-produttiva e dovranno essere consegnati entro il 4 novembre. I film finiti saranno poi presentati il prossimo inverno, in alcuni eventi sul territorio.

«La nostra – spiegano gli organizzatori – è un’esperienza che cresce, che copre percorsi diversi e che tende a mostrare un modo nuovo di fare cinema. Questa edizione, la quarta, ha ottenuto il contributo del Mibac proprio perché riesce a mettere assieme cinema sostenibile, formazione dei giovani autori e valorizzazione del territorio non urbanizzato. Durante la nostra residenza artistica, infatti, formeremo gli allievi non soltanto ad un modo di fare cinema “produttivamente leggero” ma anche, e soprattutto, a raccontare storie che abbiano una forte connessione con il territorio che viene attraversato. La fatica del cammino, le tappe da conquistare giorno per giorno in un paesaggio bellissimo come quello della Francigena toscana sono il miglior modo per creare condivisione totale tra tutor e allievi. Ancora una volta, infine, il territorio toscano della Francigena lega il suo nome a questa esperienza di formazione professionale e personale, i film che saranno realizzati saranno un omaggio originale ed autoriale a questo magnifico ed ospitale territorio».

IL PERCORSO

Cinque giorni di cammino, quattro tappe della Via Francigena, 110 chilometri da San Miniato a Siena: è questo il percorso su cui si snoderà la residenza artistica. Domenica 6 ottobre, alle 17, a San Gimignano la presentazione ufficiale e il mattino dopo, lunedì 7 ottobre di buon’ora, la partenza del gruppo. In cammino, zaino in spalla, si muoveranno i giovani autori insieme ai tutor, agli organizzatori del progetto e a tutti coloro che vorranno affiancarli anche solo per brevi tratti o pochi chilometri. Il percorso comprende 4 tappe (San Miniato-Gambassi Terme; Gambassi Terme-San Gimignano; San Gimignano-Monteriggioni; Monteriggioni-Siena), l’ultima delle quali sarà poi percorsa una seconda volta in senso contrario, per favorire l’incontro e lo scambio con altri pellegrini e camminatori. Un percorso affascinante che si snoda tra boschi e vigneti, che guada corsi d’acqua e si arrampica sulle coline, lambisce le pendici del Montemaggio, tra castelli medievali, vasche termali, insediamenti etruschi e pievi romaniche. 

I PROTAGONISTI

Francesca Monegaglia è la prima autrice selezionata, con il suo progetto «Riflessi». Ha 23 anni, è nata a Trento ma ha studiato a Venezia, Arti Multimediali alla Università Iuav di Venezia. Per seguire la sua grande passione – l’animazione – è arrivata fino a Roma, alla RUFA – Rome University of Fine Arts, dove sta studiando Computer Animation e Visual Effects. «In questo viaggio assieme – dice – spero di trovare un luogo sicuro dove dare forma e vita al mio progetto, grazie ai consigli e all’appoggio di persone esperte. È la mia prima vera esperienza di realizzazione di un corto e sarà di certo stimolante: non vedo l’ora di mettermi in gioco!».

Teresa Bucca e Filippo Raschi sono una “crew” tutta toscana, selezionata grazie al loro progetto «Side Mirror». Filippo ha studiato a Prato e a Londra ed è da sempre interessato al camminare come forma di espressione artistica; Teresa ha studiato a Firenze alla Fondazione Studio Marangoni e poi al polo pratese della Università fiorentina. «Dalla residenza – dicono – ci aspettiamo un clima di fertilità e scambio di opinioni, sollecitato dall’atto del cammino e dalla possibilità di osservare a ogni passo qualcosa di nuovo».

I TUTOR

I tutor che seguiranno i giovani autori durante la residenza e li affiancheranno, poi, nella fase di produzione dei loro lavori sono tutti professionisti, tecnici ed esperti di cinema. Cammineranno anche loro lungo la Via Francigena. Le loro biografie sono disponibili sul sito www.visionimovimento.com

Edoardo Fracchia, produttore

Sabrina Varani – direttrice della fotografia 

Claudia Tosi – regista e documentarista

Fabio Marson – sceneggiatore e scrittore

Maria Cristina Addis – semiologa e docente

Luca Ferrario – responsabile della Trentino Film Commission

Gianluca Novel – fondatore della Friuli Venezia Giulia Film Commission

IL PROGETTO

“Visioni in Movimento – il racconto contemporaneo della Via Francigena” è un progetto ideato ed organizzato dall’associazione Culture Attive (San Gimignano). I curatori sono Giuseppe Gori Savellini e Giulio Kirchmayr, mentre il direttore è il regista Matteo Oleotto. Il progetto è nato nel 2017 ed ha già coperto alcuni tratti della via Francigena, oltre a un lungo itinerario che unisce Trieste ad Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia. Questa 4a edizione è organizzata grazie al contributo e alla collaborazione attiva del Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale Cinema, il Comune di San Gimignano, la Fondazione Musei Senesi, l’associazione Mattador (Trieste) e Montura, The Ergonomic Equipage. 

Fonte: comunicato stampa
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Monte Sant’Angelo, il convegno internazionale sulla Via Francigena

“Via Francigena: Via per Roma, Santiago e Gerusalemme” è il titolo del convegno scientifico promosso dall’Associazione Europea delle Vie Francigene, Regione Puglia e Università di Bari che si svoge dall’11 al 13 ottobre a Monte Sant’Angelo (Puglia).

Il convegno si inserisce nel percorso di avvicinamenteo all’estensione della certificazione europea della via Francigena sino alla Puglia verso Gerusalemme, partendo dalle 3 peregrinationes majores che dal medioevo hanno condotto i pellegrini su questi storici ed emblematici cammini. Alle tre mete classiche, si aggiunge quella di Monte Sant’Angelo, luogo simbolico e strategico che fa da cornice a questo incontro internazionale .

Il convegno è stato aperto dal Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo D’Arienzo, dal Presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Massimo Tedeschi, dal direttore dell’Università di Bari, Paolo Ponzio. E’ poi intervenuto Padre Ladislao Suchy, rettore del santuario di san Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo che ha messo l’accento sulla dimensione spirituale e religiosa del cammino. Tedeschi, durante i saluti, ha ricordato il senso di questo importante momento di confronto scientifico internazionale che si svolge la settimana prima dell’Assemblea Generale AEVF prevista a Bari il 18 ottobre. Quella di Monte Sant’Angelo, è una occasione per riflettere sulla Via Francigena e dei fasci di strade che ad essa si ricongiungono. Il confronto vuole poi aprirsi alla natura stessa della Via Francigena, intesa come itinerario culturale che si identifica con i valori del Consiglio d’Europea e come via storica di pellegrinaggio.

La giornata di apertura ha visto le relazioni di tre importanti storici che da anni sono impegnati nello studio delle vie compostellane, romee, micaeliche. Paolo Caucci Von Saucken ha ricordato che “Le strade spesso erano le stesse a seconda della direzione che si prendeva. In tale prospettiva la Francigena svolge un ruolo esemplare in quanto è via romea, ed è certamente il suo uso principale, per coloro che vanno a Roma, ma per chi la percorre in senso opposto, verso nord,  ovest è via compostellana, mentre per chi la prosegue verso il sud e i porti della Puglia è  via gerosolimitana per chi  la usa per imbarcarsi per la Terrasanta e via micaelica, per chi va a Monte Sant’Angelo. Ma è anche via del Volto Santo per chi la usa fino a Lucca e francescana e lauretana per chi l’utilizza fino alle deviazioni per Assisi e Loreto. Una strada quindi che va compresa e valorizzata nelle sue molteplici valenze.

Renato Stopani ha messo l’accento sull’evoluzione della Via Francigena con particolare riferimento alla penisola italiana. “In Italia il fascio di strade per il quale veniva usato l’odonimo via Francigena (o via Francesca) costituiva, in tutto o in parte, l’itinerario comune a tali pellegrinaggi, non a caso chiamati, per il notevole numero di pellegrini che muovevano, “peregrinationes maiores”.  Si trattava di un percorso  che si svolgeva per tutta la penisola, dai valichi delle Alpi occidentali (soprattutto Gran San Bernardo e Moncenisio) sino alle coste adriatiche della Puglia, che si era andato formando tra l’VIII e il IX secolo sulle rovine del sistema stradale romano, le cui antiche “consolari” aveva utilizzato solo parzialmente, più spesso usandole come semplici direttrici viarie.”

A sostegno del fervente sviluppo dei percorsi della Via Francigena nel tratto meridionale, gli storici sono intervenuti per documentare il sistema viario che da Roma conduce ai porti della Puglia e a De Finibus Terrae. Emerge la forte identità della Via Francigena che oggi sempre più viene identificata come un utile strumento moderno che permette ai territori di recuperare il patrimonio culturale, generare un dialogo interreligioso, coinvolgere le comunità locali e favorire un modello di sviluppo sostenibile delle realtà locali.

Le vie di pellegrinaggio nella loro estensione verso sud, via terra e via mare, sono state messe in evidenza da Anna Trono (Puglia terra di arrivo e area di transito di pellegrini verso l’Oriente”), Renata Salvarani (Porti e imbarchi per Gerusalemme”), Raffaella Cassano (La via Litoranea adriatica tra Siponto ed Egnazia), Renzo Infante (I percorsi della Via Francigena nella Daunia tardo antica e medievale) e Fiorella Dallari (il pellegrinaggio verso Gerusalemme). affondo particolare sulla via micaelica e sul ruolo di San Michele, tra Oriente e Gargano è stato fatto da Giorgio Otranto in apertura di convegno.

Il direttore del dipartimento Cultura e Turismo di regione Puglia, Aldo Patruno, è intervenuto per inquadrare il senso di questo confronto scientifico anche nell’ottica dell’estensione della certificazione della Via Francigena nel Sud come itinerario culturale del Consiglio d’Europa. E’ stato ripercorso il lavoro che le regioni meridionali hanno fatto e stanno facendo per rendere fruibile l’itinerario da Roma a santa Maria di Leuca. Si tratta di una grande opportunità di sviluppo territoriale e culturale di tutte le aree attraversate dal cammino.

Riproduzione riservata 

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AEVF ha partecipato al Forum annuale degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa

EAVF, rappresentata da Christian Schülé, ha partecipato al Forum annuale degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa che si è svolto a Sibiu, in Romania, dal 2 al 4 ottobre 2019. Il Forum ha visto la partecipazione di 200 partecipanti provenienti da 50 Paesi.

Il Forum è l’evento annuale più importante realizzato all’interno del Programma degli itinerari culturali. Esso coinvolge gli Stati Membri, gli stessi itinerari, le reti candidate alla certificazione, le organizzazioni internazionali, autorità locali e regionali, associazioni e organizzazioni impegnate nel settore della cultura e turismo.

Nel 2019 l’edizione è stata intitolata “Itinerari culturali per il turismo culturale” ed è stata organizzata dall’Accordo Parziale Allargato sugli itinerari culturali ed il Minsitero del Turismo della Romania. Durante il Forum, i partecipanti hanno potuto entrare in contatto con i rappresentanti delle organizzazioni presenti impegnate nello svilupo di itinerari con progetti in ambito di management e marketing. Lo scambio di buone pratiche è stato un elemento rilevante all’interno del Forum.

Gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa hanno una grande capacità di impattare sulle politiche di turismo culturale, elemento che rappresenta un vettore importante per lo sviluppo di politiche socio-economiche nei territori attraverso le diverse regioni europee.

La diversità e la ricchezza dei singoli itinerari rappresenta una risposta importante alla offerta di prodotti culturali tematici sui territori e si pone come sfida importante per nuovie sfide in ambito di comunicazione, gestione, capacità innovativa territoriale.

Alla luce di queste premesse, l’Advisory Forum di Sibiu ha rappresentato indubbiamente una importante piattaforma di discussione per affrontare nuove opportunità legate al turismo sostenibile. Altro aspetto importante è stata la possibilità di sviluppare partenariati e progetti internazionali all’interno di un turismo autentico ed esperienziale.

I rappresentanti AEVF hanno condiviso le buone pratiche della Via Francigena in ambito di innovazione nel settore culturale, spaziando inoltre alla mobilità internazionale e dialogo interculturale.

Grazie ad interventi qualificati da parte delle organizzazioni internazionali presenti, sono stati esplorati nuovi target e nuovi mercati turistici sui quali investire energie e risorse.Gli itinerari sono in grado di intercettare la nuova domanda turistica culturale che sempre più si sta profilando a livello internazionale.

In occasione del Forum sono inoltre state sviluppate funzionali sinergie pubblico/privato nel settore del turismo culturale. AEVF ha contribuito alla discussione portando la propria esperienza a livello locale, reginale, nazionale e transnazionale all’interno della rete della Via Francigena e programma degli Itinerari Culturali.

Per maggiori info:

https://www.coe.int/fr/web/cultural-routes/annual-advisory-forum

https://www.coe.int/it/web/cultural-routes/sibiu-forum

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La Via Francigena participa al bando “La democrazia ha bisogno di immaginazione”

L’Associazione Europea Vie Francigene (AEVF) partecipa al bando “La democrazia ha bisogno di immaginazione” promosso dalla Fondazione Culturale Europea.Il programma supporta persone e organizzazioni che si impegnano a favore dei valori europei di democrazia, diritti dei cittadini, momenti di confronto pubblici per la libertà individuale ed spressione creativa delle persone.

La Via Francigena – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa– è un cammino di pace, dialogo interculturale e dialogo interreligioso. Essa promuove i valori del Consiglio d’Europa lungo i territori attraversati, dalla democrazia ai diritti umani, dalla tolleranza alla condivisione.

Per AEVF assume una valenza importante la partecipazione ad iniziativa focalizzate sulla democrazia e diritti civili in quanto essi, da sempre, fanno parte della mission dell’associazione stessa.

La Fondazione Culturale Europea , con sede nei Paesi Bassi , favorisce processi di sviluppo sociale e culturale attraverso l’Europa. Si impegna inoltre per rendere tangibile l’impatto socio-culturale sulla società civile, nonché per sostenere iniziative cittadine, opinione pubblica e combattere le situazioni che mettono a rischio il processo sociale di pace in Europa. Il risultato del bando è previsto il 30 ottobre 2019.

Maggiori info:

Associazione Europea Vie Francigene

European Cultural Foundation

Consiglio d’Europa

Programma Itinerari Culturali 

 

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Biagio de Nittis entra a far parte del Coordinamento dei cammini e degli itinerari culturali della Regione Puglia

Importante riconoscimento per Biagio de Nittis. Il vicepresidente dell’Associazione ‘Monte Sant’Angelo Francigena’ e direttore organizzativo di ‘Monde – Festival del cinema e dei camminientra a far parte del coordinamento dei cammini e degli itinerari culturali della Regione Puglia. 

La nomina diretta è arrivata da parte di Aldo Patruno, Direttore del dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio, della Regione Puglia, che nella comunicazione ufficiale, afferma: “Alla luce del suo impegno, dimostrato con ottimi risultati negli ultimi anni sul territorio regionale sul tema dei cammini e degli itinerari culturali, ho il piacere di parteciparLe la nomina a componente del Coordinamento dei cammini e degli itinerari culturali della Regione Puglia”.

Soddisfatto, de Nittis commenta: “Il nascente ‘Comitato sui cammini’ avrà la funzione di coordinare ed implementare le azioni di progettazione, valorizzazione e promozione degli itinerari pugliesi, puntando migliorare la fruibilità dei percorsi, sviluppando una vera e propria community e rafforzando il sistema dell’accoglienza e delle infrastrutture”

Fonte: comunicato stampa

 

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La Regione Campania in cammino sulla Via Francigena

A Napoli, presso la sede della regione, lunedì 7 ottobre si è svolto l’incontro sulla Via Francigena nel Sud per presentare il percorso in Campania. Si tratta di un tratto di 200km che riguarda 3 province e 26 comuni che si innestano nel tratto francigeno meridionale tra Lazio e Puglia.

La regione Campania fin dal 2015 ha approvato una serie di atti di programmazione e di indirizzo riguardanti l’estensione del tracciato della Via Francigena nel Sud anche in territorio campano. Questo processo istituzionale è finalizzato all’estensione della certificazione di “itinerario culturale del Consiglio d’Europa” del tratto che da Roma conduce alla Puglia.

Con DGR n.17 del 22/01/2019 è stato approvato il tracciato del percorso principale della Via Francigena in Campania. Nella primavera 2019, in collaborazione con l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) e il CAI regionale, è stato mappato, georeferenziato e analizzato tutto il percorso attraverso uno studio tecnico di fattibilità che riporta informazioni sulle tappe, accoglienza, beni culturali e propone interventi infrastrutturali migliorativi per la fruizione dell’itinerario.

L’incontro di Napoli è stato convocato da Regione Campania e coordinato dal direttore generale Rosanna Romano, affiancata dal dirigente Nadia Murolo e dallo staff tecnico regionale. Presenti numerosi comuni sul tracciato ed il CAI. AEVF ha partecipato per dare sostegno e condividere il lavoro svolto da regione Campania negli ultimi anni, ma anche per inquadrarlo in una dimensione europea. Sono interventi il presidente Massimo Tedeschi, il direttore Luca Bruschi ed il responsabile tecnico della Via Francigena nel Sud Angelo Fabio Attolico.

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CamminainTuscia è arrivata a Viterbo, successo per l’edizione 2019

Camminaintuscia è arrivata a Viterbo. La quarta edizione dell’iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio di Viterbo, dal 2 al 6 ottobre, ha portato i partecipanti alla scoperta della Francigena nella Tuscia attraversando anche i comuni della “Variante Cimina” della Via Francigena. 
 
Il gruppo, preceduto dai cavalieri che hanno viaggiato a cavallo, è arrivato a Viterbo verso le ore 16. I camminatori hanno potuto visitare il Museo Civico, il Palazzo dei Papi e il Polo Museale del Colle del Duomo. Alla fine, dopo tanta bellezza, spazio al gusto con il ristoro ben organizzato all’interno del Museo del Duomo e la degustazione di prodotti tipici. Camminaintuscia è ormai un appuntamento fisso e atteso dai tanti che vogliono scoprire la Via Francigena e la bellezza della Tuscia.
 
Gallery – nella seconda foto: il segretario generale della CCIAA di Viterbo, Francesco Monzillo; la Presidente del CAI, Stefania Di Blasi; l’Assessore Marco De Carolis, e per l’Associazione Europea delle Vie Francigene, Elisabetta Ferrari. 
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In Europa grazie al programma europeo ERASMUS PLUS con la Via Francigena: opportunità per 70 giovani

L’Associazione Europea delle Vie Francigene, nell’ambito del Programma Erasmus+, è capofila del progetto di mobilità transnazionale denominato “FORREsT: new skills FOR expeRiEntial Tourism”.

Il progetto prevede la mobilità di 62 giorni in favore di 70 neodiplomati italiani nei settori del Turismo, Marketing e Sistemi Informativi Aziendali che si recheranno in Francia, Regno Unito e Spagna (n.25 in Francia, n.20 in Regno Unito e n.25 in Spagna), per arricchire la propria formazione professionale attraverso la partecipazione a work experiences. 

Per la realizzazione del progetto, l’Associazione Europea delle Vie Francigene ha costituito uno specifico consorzio nazionale che abbraccia le regioni Valle D’Aosta, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Il Consorzio è composto da Istituti di Istruzione Superiore, Enti locali e regionali ed Associazioni di promozione turistica. 

Il progetto mira a rispondere ai nuovi trend turistici internazionali (turismo esperienziale e sostenibile), promuovendo lo sviluppo di specifiche competenze professionali nel relativo settore, atte a garantire lo sviluppo economico-produttivo delle aree interessate dal transito della Via Francigena, in un’ottica di valorizzazione delle piccole comunità locali, accomunate tutte da un’identità culturale europea espressa per l’appunto dalla Via Francigena.

I giovani partecipanti avranno l’opportunità di svolgere un tirocinio formativo/lavorativo presso realtà europee nei settori citati, grazie all’ottenimento di una borsa di studio che comprenderà una serie di servizi, tra cui l’individuazione del tirocinio e dell’organizzazione ospitante; la preparazione linguistica tramite la piattaforma Europea OLS, culturale e pedagogica dei tirocinanti; il viaggio aereo di andata e ritorno verso la destinazione del tirocinio; la copertura assicurativa per tutta la durata del soggiorno; l’alloggio; il tutoraggio e monitoraggio professionale, logistico e organizzativo; il rilascio certificazione e attestati. 

FORREsT” ha una durata di 24 mesi ed è finanziato dall’Unione Europea.  Radio Francigena è media partner di progetto e Euro Glocal partner tecnico. Il progetto verrà presentato il prossimo 15 ottobre p.v. a Fidenza (PR) presso la sala consiliare alle ore 11:30

Maggiori info: AEVF Erasmus PlusEuro GlocalRadio Francigena

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Alla scoperta dell’Emilia Romagna più introspettiva: sabato 19 e domenica 20 ottobre “Monasteri Aperti”

Ripercorrere le tappe della quotidianità di un monaco medievale, pranzare nel silenzio con le suore di clausura o partecipare a un suggestivo trekking serale con, a seguire, concerto d’arpa in un’antica abbazia. Sono solo alcune delle iniziative in programma durante “Monasteri Aperti Emilia Romagna”, la manifestazione prevista per sabato 19 e domenica 20 ottobre che vedrà protagoniste una ventina di strutture regionali.

Dalla splendida Abbazia di Nonantola (Mo) – recentemente riaperta al pubblico dopo il restauro post terremoto e oggetto nel 2019 di uno speciale Giubileo concesso da Papa Francesco – alla Cattedrale di Sarsina (Fc), passando per piccoli gioielli meno conosciuti, come il Monastero di San Pietro a Modena e il Monastero di Santa Chiara a Lagrimone (Pr). Per un intero fine settimana, il patrimonio di pievi, monasteri, chiostri, cripte, abbazie e luoghi di culto millenari, che si trovano lungo alcuni dei 18 Cammini per Viandanti e Pellegrini dell’Emilia Romagna, si disvela al pubblico, regalando atmosfere rarefatte e intimiste, silenzio ed introspezione e una full immersion nella più bella natura autunnale. 

Alcune delle strutture aprono per la prima volta le loro porte a visitatori esterni e grazie alla presenza di guide esperte d’arte permetteranno di conoscere approfonditamente la loro origine e storia, arte e architettura. L’iniziativa è promossa da Apt Servizi Emilia Romagna e CEER – Ufficio per la pastorale dello Sport, Turismo e tempo libero, in collaborazione con otto Diocesi regionali (Piacenza-Bobbio, Parma, Reggio Emilia, Modena-Nonantola, Bologna, Faenza-Modigliana, Forlì, Cesena-Sarsina) e dieci Associazioni dei Cammini della Regione (Via degli Abati, Via dei Linari, Via Romea Strata Longobarda- Via Nonantolana, Via degli Dei, Viae Misericordiae- Cammino di Dante, Cammino di Sant’Antonio, Via Romea Germanica, Cammino di San Vicinio). 

Valorizzare il capitale culturale, architettonico e religioso del territorio creando nuovi percorsi turistici lungo i 18 Cammini per Viandanti e Pellegrini dell’Emilia Romagna  significa -commenta l’Assessore Regionale al  Turismo Andrea Corsini- offrire ai visitatori ulteriori opportunità di viaggio. Va costantemente in due direzioni lo sguardo di questa Giunta che stanziando i fondi necessari per riaprire al pubblico i monasteri distrutti dal sisma, come recentemente le Abbazie di Nonantola e di Santa Chiara a Carpi, investe sia a favore delle comunità locali che del comparto turistico dell’Emilia Romagna”

L’iniziativa dei “Monasteri aperti“, concordata tra Regione Emilia Romagna e CEER –dichiara Monsignor Carlo Mazza, delegato CEER- assume un significato di particolare valenza culturale  in relazione al movimento turistico-religioso fortemente incrementato negli ultimi anni dai Cammini Per Viandanti e Pellegrini  promossi da Regione e Diocesi dell’Emilia Romagna. In realtà i luoghi segnati dal sigillo della “Sacralità”, quali i Monasteri, le Abbazie e Chiese e i Santuari, attraversano i tempi secolari delle tradizioni religiose del territorio costituendo un patrimonio di arte, fede e cultura del tutto ragguardevoli ed eloquenti. Il fatto della loro disponibilità ad una visita differenziata e comunque identitaria conferma un desiderio diffuso di esperienze interiori e di larga sensibilità sociale. Un evento che avrà anche una ricaduta sul territorio e il cui potenziale può crescere anche grazie alla sinergia con enti e organismi”.

In programma appuntamenti gratuiti e a pagamento, tra visite guidate, laboratori, escursioni con tappe in monasteri e pievi, concerti di musica sacra, tutte prenotabili al link https://camminiemiliaromagna.it/it/2019-monasteri-aperti-19-20-ott. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, dalla visita guidata al Monastero, all’Abbazia e al Chiostro di San Colombano, a Bobbio (Pc), uno dei principali centri di cultura tardomedievale del Nord Italia, al trekking serale con concerto finale d’arpe all’Abbazia di Sant’Ellero (Fc), passando per l’incontro con le suore Clarisse di clausura del Monastero Regina Mundi di Lagrimone, nel parmense, e il laboratorio di scrittura con penna d’oca al Monastero di San Colombano, a Bobbio.

I 18 Cammini per Viandanti e Pellegrini dell’Emilia Romagna, regione che vanta da questo punto di vista una concentrazione unica a livello nazionale, si stanno sempre più orientando al turismo d’esperienza. Il sito camminiemiliaromagna.it fornisce ai visitatori ogni genere di informazione. Si può così scegliere di soggiornare in bed & breakfast, agriturismi, hotel o strutture di accoglienza religiosa (oltre 4.700 le strutture ricettive presenti), visitare pievi e conventi millenari, scoprire sorgenti naturali ed alberi monumentali, attraversare parchi regionali (2732 i punti di interesse turistico mappati), ma fare anche tappa nelle aziende dove nascono i prodotti tipici Dop e Igp del territorio che si sta attraversando (circa 300 strutture), o visitare i Musei del Gusto che raccontano storia e origine delle eccellenze gastronomiche emiliano romagnole. Non solo, grazie alla sinergia con territori, operatori privati e istituzioni locali, il sito presenta un calendario con oltre cento eventi (sagre, festival, mostre mercato, passeggiate) che si tengono tra aprile e dicembre lungo i Cammini e possono offrire un ulteriore stimolo per partire. 

Fonte: comunicato stampa

In alleato scaricabile la locandina dell’iniziativa e il dettaglio delle attività dei Monasteri

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120 km, 10 comuni, 5 tracciati e 1000 iscritti: i numeri della “World Francigena Ultramarathon” 2019

120 km, 10 comuni coinvolti, 5 tracciati a scelta e 1000 iscritti di cui 560 da fuori Regione con un più 20% rispetto al 2018: questi i numeri della nuova edizione di “World Francigena UltraMarathon 2019” che riporta protagonista, dal 12 al 13 ottobre, il percorso di Sigerico, l’antica Via percorsa dai pellegrini.

Una camminata non competitiva a passo di trekking e nordic walking organizzata dall’assessorato al Turismo del Comune di Siena e dall’assessorato allo Sport e Turismo di Acquapendente, con il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, della Regione Toscana e della Regione Lazio, e la collaborazione dei Comuni di Monteroni d’Arbia, Buonconvento, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Casciano dei Bagni e Proceno. Un viaggio a passo lento tra la Toscana e il Lazio per scoprire il patrimonio storico-culturale e ambientale lungo questo importante cammino, ma non solo.

Novità di quest’anno anche l’esplorazione dei sapori del territorio nei punti di ristoro lungo il tracciato, ma anche con una degustazione di eccellenze gastronomiche venerdì 11 ottobre dalle 17.30 al Tartarugone in piazza del Mercato a Siena. Giorno in cui dalle 15 verranno consegnati anche i pettorali ai partecipanti che partono dalla nostra città. Un buon modo per iniziare l’avventura. 

Siamo molto soddisfatti perché abbiamo tagliato il traguardo dei 1000 iscritti. Era un obiettivo che ci eravamo posti e oggi possiamo dire di averlo raggiunto – ha esordito l’assessore al Turismo Alberto Tirelli, sottolineando anche che – circa 600 partecipanti arrivano da fuori regione e che con tutta probabilità si tratterranno a Siena per qualche giorno anche oltre la camminata”.

Un successo certificato anche dai numeri su web e social: “90 mila persone raggiunte nell’ultimo mese e 6.500 interazioni con i post su Facebook e Instagram  nell’ultima settimana – ha detto Tirelli – L’assessore ha poi sottolineato che “per quest’edizione abbiamo tracciato cinque percorsi possibili perché la World Francigena UltraMarathon non è una manifestazione competitiva ma una eccezionale occasione di scoprire il nostro bellissimo territorio e le sue tipicità. Una valorizzazione che passerà anche dai punti ristoro dove si troveranno panforte e ricciarelli senesi”. 

Il sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi ha rimarcato “l’eccezionale successo dell’edizione 2019 della  World Francigena UltraMarathon che rappresenta una grande opportunità di sviluppo per il nostro territorio – sottolineando – la disponibilità e collaborazione organizzativa tra tutti gli attori coinvolti che è alla base del successo della manifestazione”.

Il direttore dell’Associazione Europea delle vie Francigene Luca Bruschi, ha spiegato che “la World Francigena UltraMarathon è stata inserita tra le buone pratiche nel dossier con i risultati delle attività che presentiamo al Consiglio d’Europa”. Ha poi evidenziato “l’importante risultato raggiunto sul tratto senese dell’antico cammino dove grazie al lavoro svolto in sinergia tra l’amministrazione comunale e le associazioni si sta valorizzando la Via Francigena”.

Siena-Acquapendente: il percorso più impegnativo, di 120 km, parte il 12 ottobre alle ore 10 da Piazza Duomo con il ritiro dei pettorali (in vicolo San Girolamo, 4), dalle 16 alle 20 dell’11 ottobre e dalle 8 alle 9.30 del 12. Lungo le strade bianche della Val d’Arbia, con panorami immersi nella campagna più intatta del Senese che dalla città del Palio si sposta verso la Grancia di Cuna, l’antica fattoria fortificata che faceva parte del sistema dello Spedale Santa Maria della Scala, sfiora Monteroni d’Arbia e arriva a Quinciano. Da qui, è possibile scorgere il borgo fortificato di Lucignano d’Arbia, con la pieve romanica di San Giovanni Battista. Dopo un tratto lungo la linea ferroviaria, è la volta di Ponte d’Arbia e successivamente di Buonconvento, arrivo di tappa del percorso. Si prosegue salendo poi verso la valle dell’Ombrone, percorrendo un tratto della Cassia in direzione Montalcino, con la vista di colline ricoperte di vigneti da cui nasce il famoso Brunello. Lungo le strade bianche si raggiunge Torrenieri, con la chiesa di Santa Maria Maddalena, citata da Sigerico. Da qui si entra nei panorami della Val d’Orcia con un tratto in salita fino a raggiungere la collegiata di San Quirico D’Orcia. Si prosegue da San Quirico d’Orcia con una tappa impegnativa con salite e discese lungo brulle colline. Si raggiunge il piccolo borgo fortificato di Vignoni, col suo panorama che spazia sulla Val d’Orcia e si scende a Bagno Vignoni, famoso per la vasca termale monumentale. Un lungo tratto in saliscendi nelle valli dei fiumi Orcia e Paglia porta i partecipanti all’antico ospitale Le Briccole nel Comune di Castiglione D’Orcia. Da qui inizia una dura salita verso il punto tappa a Radicofani a 790 metri slm. Dopo una discesa di 8 km lungo il crinale, con attorno colline a perdita d’occhio e il Monte Amiata, dietro la Rocca di Radicofani, si giunge a Ponte a Rigo, Frazione di San Casciano dei Bagni. Dopo qualche chilometro si entra nel Lazio, e poi lungo una strada sterrata con panorami sulla valle del fiume Paglia, si arriva a Proceno. Si scende a Ponte Gregoriano, prima di affrontare l’ultima ripida salita verso la porta della Ripa, ingresso della Città di Acquapendente (La Gerusalemme D’Europa).

Siena-Buonconvento: è un itinerario di 35 km che, sempre il 12 ottobre alle ore 10 da Piazza Duomo, (ritiro dei pettorali in vicolo San Girolamo, 4, dalle 16 alle 20 dell’11 ottobre e dalle 8 alle 9.30 del 12) ripercorre i luoghi chiave della prima parte dell’Ultramarathon nella Val d’Arbia.

Buonconvento-San Quirico d’Orcia: è il percorso più corto di questa edizione: 20 km che da uno dei borghi più belli della provincia di Siena, Buonconvento, arriva alle porte della Val d’Orcia, patrimonio Unesco: San Quirico d’Orcia. La partenza è il 12 ottobre alle 15 in piazza Giuseppe Garibaldi a Buonconvento prima di aver ritirato il pettorale dalle 14 alle 15 allo stand Pro Loco.

San Quirico d’Orcia-Acquapendente: 65 km che attraversano il cuore della Val d’Orcia, per arrivare in Lazio tra borghi fortificati, panorami infiniti, luoghi termali, valli e fiumi. Al via sabato 12 ottobre in notturna (ore 21) da San Quirico d’Orcia (Piazza Chigi). Stesso luogo per ritiro pettorali, ma in orario 20-21.

Radicofani-Acquapendente: è la conclusione di un’esperienza che non è solo sportiva (32 Km), che ripercorre l’ultimo tratto della più complessa World Francigena UltraMarathon. L’appuntamento è domenica 13 alle ore 9 in Piazza San Pietro a Radicofani, dove dalle 7.30 alle 8.45 si potranno ritirare anche i pettorali. 

Info sul sito www.francigenaultramarathon.it

Comunicato stampa Comune di Siena