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Un congolese in marcia sulla Via Francigena per chiedere più attenzione al suo Paese

Un viandante africano in marcia per venti giorni sulla Via Francigena – da Reggio Emilia a Roma – per attirare l’interesse della gente e della comunità internazionale sulla difficile situazione della Repubblica Democratica del Congo, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. E’ la piccola grande impresa compiuta nelle scorse settimane dal congolese John Mpaliza che da 17 anni vive in Italia e lo scorso anno ha compiuto un pellegrinaggio analogo lungo il Cammino di Santiago per sensibilizzare persone comuni e rappresentanti istituzionali sulla sorte del suo Paese.

Mi chiamo John Mpaliza, sono un cittadino congolese – nello specifico della Repubblica Democratica del Congo – ed ho 42 anni. Sono un ingegnere informatico, vivo in Italia da 17 anni e da 13 risiedo a Reggio Emilia, dove lavoro come programmatore-sistemista. Sto camminando in primis perché il nostro Paese non è molto conosciuto, né in Italia né in Europa, nonostante sia un Paese molto grande e ricco di risorse. Poi cammino per sensibilizzare le persone sulla situazione in cui versa questo bellissimo Paese, per informare la gente comune – ed anche le istituzioni che ho potuto incontrare -, in particolar modo i giovani, su quanto è successo e continua a succedere in Congo. C’è stata una guerra economica che ha causato sei milioni di morti, c’è stato un genocidio, ci sono stati dei crimini di guerra. Tutto questo è riportato nel dossier dell’Onu rilasciato lo scorso anno, chiamato “Dossier Mapping”. Però, nonostante ciò, non si è fatto nulla per far emergere questa situazione, per farla conoscere. Io sto camminando per questo: incontrare gente e spiegare loro la situazione del mio Paese.

Perché credi sia importante aumentare la conoscenza del tuo Paese?
Intanto perchè così ci conosciamo meglio. Poi perché a novembre, in Congo, ci saranno le elezioni e bisognerebbe evitare che succeda di nuovo quello che è successo nelle ultime elezioni. Dobbiamo sperare che vada tutto bene perché, considerando che c’è stato un genocidio in questo Paese – e nessuno è stato punito per questo o comunque non se ne è neanche parlato – se le cose dovessero andar male chi ha commesso questi crimini potrebbe ripeterli tranquillamente. Quindi, vorrei intanto sensibilizzare i cittadini italiani, europei e tutti quelli che ci ascoltano ma anche le istituzioni, in modo che si rimanga in allerta, perché sappiamo che le elezioni, in Paesi come i nostri, sono sempre alquanto complicate. Bisogna rimanere in allerta, serve che tutti sappiano, che i nostri connazionali ed i nostri dirigenti siano a conoscenza del fatto che il mondo li guarda. Questo è davvero molto importante. Si deve far emergere questa situazione, perchè le multinazionali che ci sfruttano – come ha spiegato anche l’Onu – devono sentire che c’è qualcuno che sa o che “li controlla”. Spero che così possano prendere le cose che devono prendere, come i minerali, e prenderle in modo sostenibile, aiutando il popolo. 

Ascolta l’intervista a John Mpaliza realizzata da Fabio Colagrande di Radio Vaticana

 

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Il pellegrino equestre lungo la Francigena

Nel mese di giugno il dott. Gianluca Bambi, sotto la responsabilità scientifica del Prof. Matteo Barbari, dell’Università di Firenze, ha percorso l’intera tratta della Francigena Toscana in sella al suo cavallo ed ha collaudato e rilievato con GPS il percorso, le varianti equestri e i punti di sosta per il ricovero di cavalli e cavalieri.

La Toscana è una regione che sicuramente offre un’eccezionale possibilità di sviluppo del turismo equestre e rurale, sia per le ricchezze del suo patrimonio naturalistico e ambientale, sia per le tradizioni artigianali, storiche, e culturali dei suoi abitanti. Il cavallo è sicuramente fortemente radicato nella storia di molte regioni italiane, cosa che non si può dire della diffusione del concetto di turismo equestre. Il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali, sezione Ingegneria dei Biosistemi Agrari e Forestali, da anni si occupa di cavalli e turismo equestre e, grazie alla collaborazione con il Dipartimento del Turismo della regione Toscana, si è potuto concretizzare il progetto di verifica e collaudo a cavallo della Francigena Toscana. Il dott. Gianluca Bambi, sotto la responsabilità scientifica del Prof. Matteo Barbari, ha percorso l’intera tratta della Francigena Toscana direttamente in sella del suo cavallo italiano di razza Haflinger.. La partenza è stata il 10 Giugno e l’arrivo il 25 Giugno a Radicofani dopo aver percorso i 400 km (15 tappe) che dalla Cisa portano al confine con il Lazio. La ricerca ha previsto la progettazione e collaudo totale a cavallo della via Francigena Toscana, con rilievo GPS del percorso, delle varianti equestri e dei punti sosta per il ricovero cavalli/cavalieri. Oltre all’obiettivo tecnico del rilievo, la ricerca mira a promuovere e incentivare il turismo equestre e l’uso sano del cavallo, ampliando le possibilità di sviluppo economico dei territori interessati. Non solo, ma rendere la Francigena fruibile a cavallo, stimola l’incentivazione pubblica e privata verso diverse possibilità offerte dall’allevare e custodire il cavallo. Infatti quando si parla di multifunzionalità delle aziende agricole bisogna pensare anche alla multifunzionalità dell’allevamento del cavallo e ciò che dal suo uso ne deriva:

  • possibilità di scoperta di luoghi in modo sostenibile;
  • possibilità di recupero degli antichi mestieri;
  • conservazione della cultura e storia locale;
  • funzione sociale: favorisce le relazioni umane tra cavalieri e le popolazioni che s’incontrano;
  • funzione educativa (fattorie didattiche);
  • funzione curativa e riabilitativa (pet terapy, ippoterapia);
  • incentivazione di attività direttamente connesse (maniscalchi, veterinari, guide equestri, istruttori, allevatori, ecc.).

Durante la sua percorrenza il Dott. Bambi ha potuto evidenziare quale siano, allo stato attuale, le problematiche di percorrenza del tracciato Francigena; nei prossimi mesi sarà quindi suo compito quello di individuare soluzioni idonee a garantire la sicurezza dei pellegrini e turisti equestri.

 

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SIENAinBICI – LA FRANCIGENA

Sono aperte le iscrizioni fino al 20 agosto per l’annuale tre giorni Fiab “Pedali sulla Francigena”, organizzata dall’associazione FIAB di Siena, che si terrà nei giorni 9-10-11 settembre
Quest’anno, dopo edizioni che avevano fatto tappa in provincia, il cicloraduno torna ad avere come baricentro, lo splendido centro storico di Siena, che ospiterà i partecipanti e dalla quale partiranno e arriveranno tutte le pedalate (brevi, lunghe, per mountain bike) e le altre iniziative che faranno da cornice alla tre giorni FIAB.
Il territorio senese, come lo sa bene chi nel passato ha avuto occasione di apprezzarne le bellezze, si presta particolarmente, ancorché con qualche sforzo, ad essere vissuto e conosciuto in bicicletta e la scelta che quest’anno ha fatto l’associazione FIAB di Siena è strettamente legata al progetto nazionale “Via Francigena” che in provincia di Siena, grazie anche all’attenzione e all’impegno di alcuni amministratori, è ormai in fase di avanzata realizzazione e si propone a livello nazionale come un’esperienza da seguire.
L’associazione Amici della Bicicletta di Siena ha voluto valorizzare questa realtà ed offrire a chi parteciperà al cicloraduno l’occasione di percorrere, in punta di pedale, alcuni dei tratti più significativi di quella antica strada europea che fu, appunto, la Francigena.
E poi Siena, la città del Palio, con le sue inestimabili bellezze, farà da sfondo ad una tre giorni che si vuole caratterizzare come un’esperienza in bicicletta ricca di storia, natura, arte e amicizia.

Compila il modulo di iscrizione online

Per maggiori informazioni:
Riccardo Cannoni: cell. 338-3068279
Michele Bocci: cell. 335-7696686
Susanna Fantacci: cell. 329-6046178
FIAB “Amici della bicicletta”
“F. Bacconi” – Siena
Via Mazzini, n. 95 – 53100 – Siena
www.adbsiena.it

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L’altra Francigena – La quotidianità del pellegrinaggio medievale

Un libro originale e molto interessante che dimostra come tra antichi e moderni pellegrini i problemi fossero simili: fatica, sudore, caldo, sete, mal di piedi, la ricerca dell’alloggio sono solo alcuni dei temi trattati dallo Stopani, che analizza le autorevoli fonti storiche con il linguaggio semplice e piacevole al quale ci ha da tempo abituato.

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Giornata di Studio a Radicofani

Martedì 2 Agosto 2011 presso il Teatro Comunale di Radicofani è prevista una giornata di studi dedicata alla Via Francigena; in programma numerosi interventi, una visita guidata alla Posta Medicea ed una serata musicale nella Piazzetta del Teatro.

“PER SANCTUM QUIRICUM, AC ALTUM RADICOFANUM, ET DEINDE PER AQUAPENDENTEM…” Radicofani e la Via Francigena

Radicofani, 2 agosto 2011
Teatro Comunale –  Ore 10,00

-Radicofani e la viabilità romipeta del medioevo in val d’Orcia  (Renato Stopani)
-Divagazioni su Radicofani nelle fonti odeporiche (Fabrizio Vanni)
-Gli spedali di Radicofani nel medioevo (Fausto Cecconi)
-Gli ospizi, le osterie e le taverne. L’ospitalità commerciale a Radicofani dal Medioevo all’età moderna (Patrizia Turrini)

Visita Guidata alla Posta Medicea

Teatro Comunale  – Ore 16,30

-La Posta granducale di Radicofani. Avvio di un percorso di ricerca tra storia e architettura (Giuseppina Carla Romby)
-Per una storia urbana del borgo di Radicofani (Giovanna Casali)
-San Piero in Campo, Santa Trinità a Spineta, Monastero del Vivo : vallombrosani e camaldolesi in val d’Orcia (Marco Gamannossi)
-Spade forgiate dal vulcano. La terra di Radicofani nella letteratura   (Luciano Bassini)

Piazzetta del Teatro – Ore 21,15
Musica nel ghetto..arpa e canto 

 

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Via Francigena: una grande opportunità da cogliere con l’Europa

Questa la conclusione del convegno “Le vie della cultura. I percorsi storici di pellegrinaggio” che si è chiuso venerdì 15 luglio a Siena, dopo due intense giornate di confronto tra ospiti di rilievo nazionale ed internazionale

L’impegno del Consiglio d’Europa e la rete delle opportunità che possono aprirsi dalla valorizzazione della Via Francigena sono stati i temi centrali della terza sessione del convegno “Le vie della cultura. I percorsi storici di pellegrinaggio”, che si chiuso venerdì 15 luglio a Siena dopo due intense giornate di confronto tra ospiti di rilievo nazionale ed internazionale. Ad introdurre la dimensione europea è stato Alberto D’Alessandro, del Consiglio d’Europa: Gli itinerari culturali hanno bisogno di risorse significative per la loro infrastrutturazione e l’Europa sta lavorando seriamente per inserire la valorizzazione dei percorsi di pellegrinaggio, compresa la via Francigena, fra le sue priorità, anche in considerazione dell’interessante prospettiva di sviluppo economico offerta dalla cultura.

Cultura, locomotiva di sviluppo economico. Le prospettive di risorse e investimenti in arrivo sulla via Francigena sono stati illustrati da Cristina Loglio, consigliera della parlamentare europea Silvia Costa, da anni impegnata per la valorizzazione degli itinerari culturali. La Commissione europea – ha detto Loglio portando anche il saluto di Silvia Costa – sta sostenendo con forza il valore della cultura e i benefici significativi che può avere anche sul fronte dello sviluppo economico e dell’occupazione. Per questo, servono incentivi e una grande responsabilità politica, con una spinta sempre maggiore alla collegialità e alla crescente sinergia fra Commissione e Parlamento europeo. Anche grazie all’impegno di Silvia Costa e di altri parlamentari europei, la via Francigena sta andando in questa direzione e potrà contare, anche per il prossimo anno, di nuove risorse messe a bilancio. Un impegno bipartisan, quello per la strada dei pellegrini, che vede in prima linea anche il parlamentare europeo Marco Scurria, che ieri non è riuscito ad essere presente a Siena ma ha inviato un messaggio di saluto.

Il convegno ha offerto anche l’occasione per un confronto con altre esperienze, a partire da quella Svizzera, con l’intervento di Sandro Benedetti, di ViaStoria, che ha parlato dell’articolato e complesso percorso di tutela del patrimonio viario svizzero, durato circa ventanni, dalla catalogazione alla promozione degli itinerari nazionali. Della via Francigena come asse di un progetto culturale per Siena capitale europea della cultura ha parlato Gabriele Borghini, del Comitato di progetto, che ha sottolineato come Siena, anche per la sua centralità e il suo strettissimo rapporto con la strada, possa cogliere nella via Francigena un’opportunità per proiettare la sua dimensione culturale, paesaggistica e spirituale nella dimensione nazionale ed europea. Dei beni culturali ecclesiastici, del rischio del loro confinamento nel passato, della profonda natura spirituale del cammino e della straordinaria opportunità offerta dalla via Francigena per connettersi al contesto esperienziale dei beni culturali di cui è disseminato il territorio, ne ha parlato Monsignor Giuseppe Acampa, economo dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino. Da Sara Braga, di Catoni Associati Srl, la proposta di un logo della via Francigena che unisce elementi simbolici ed iconografici.

La tavola rotonda. Tantissimi gli interventi alla tavola rotonda coordinata da Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle vie Francigene, che ha richiamato l’unitarietà europea dell’itinerario e la necessità di valorizzare questa dimensione in ogni aspetto, a partire da quello comunicativo. Insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni lungo la via Francigena, sono intervenuti, tra gli altri, Cristina Menghini, pellegrina contemporanea e Alberto Conte, dell’Associazione ItinerAria, che ha presentato la quarta edizione del CamminaFrancigena, viaggio-evento lungo la via Francigena in Terra di Siena, in programma dal 7 al 12 ottobre, realizzato in collaborazione con la Provincia di Siena. Grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie – attraverso un trasmettitore gps che aggiorna in tempo reale la posizione del viaggiatore – un gruppo di moderni pellegrini realizzerà quotidiani racconti di viaggio da condividere in rete attraverso foto geo referenziate condivise sui social, video pubblicati in tempo reale su un canale You Tube dedicato, ma anche spettacoli teatrali lungo il percorso, con l’obiettivo di divulgazione culturale della via Francigena.

Il bilancio e le conclusioni. Un bilancio della due giorni e una conferma dell’impegno della Provincia di Siena sul progetto Francigena è arrivato dal vice presidente Alessandro Pinciani, in chiusura dei lavori: La valorizzazione di questo itinerario culturale è per noi una grandissima scommessa: l’abbiamo colta prima di altri e vogliamo continuare ad alimentarla, anno dopo anno, anche facendo tesoro delle esperienze, delle buone pratiche e del respiro europeo che questo convegno ci ha offerto. Lo faremo, forti dei tanti attestati di merito che abbiamo ricevuto, continuando a svolgere un essenziale ruolo di coordinamento; portando a termine la messa in sicurezza dei percorsi e progettando attentamente una governance per la manutenzione; collaborando per la massima fruibilità dei beni artistici, culturali ed architettonici lungo la via e stimolando la creazione di una rete di ospitalità povera essenziale per accogliere al meglio i pellegrini, senza mai dimenticare che il percorso senese, come tutti gli altri, può trovare nella dimensione europea la sua migliore e più opportuna valorizzazione. La Francigena, come via di culture a valenza storica, artistica ma soprattutto spirituale – ha concluso Pinciani – ci permette di sfidarci con coraggio, andando oltre le nostre esperienze.

Il convegno Le vie della cultura. I percorsi storici di pellegrinaggio è stato promosso dalla Provincia di Siena, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Consiglio d’Europa, Parlamento Europeo, Comune di Siena e Opera Romana Pellegrinaggi, e con il contributo della Fondazione Mps.

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Premio inVia! 2011: regala le tue emozioni sulle Vie Francigene

Il Premio internazionale “inVia!” 2011, alla sua seconda edizione, invita chiunque abbia percorso un tratto delle Vie Francigene a presentare, entro il 31 ottobre 2011, foto, video, lettere brevi ed sms, i migliori dei quali verranno selezionati da una Giuria di esperti che premierà l’originalità, la qualità artistica e la capacità di comunicare il valore dell’esperienza del cammino.

Si tratta di una iniziativa promossa dall’Associazione Civita e dall’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, e patrocinata dall’Associazione Europea delle Vie Francigene. Ma è anche un evento trasversale al Festival “Via Francigena Collective Project”, organizzato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene e dall’Associazione Civita nel periodo 16 giugno-30 settembre 2011.
In particolare, l’iniziativa è volta a premiare le migliori 3 fotografie (inedite a colori e b/n), 3 video (durata massima di 90 secondi), 3 lettere brevi (tra 1.000 e 1.500 caratteri), 3 sms (entro i 500 caratteri) e la migliore foto, video, lettera breve ed sms di giovani fino a 15 anni e di coloro che hanno esplorato la Via nel suo tratto laziale, che meglio raccontano l’esperienza, le sensazioni e le riflessioni sul valore e sul senso del cammino, le emozioni suscitate dall’esperienza umana e spirituale, dai paesaggi e dalle bellezze storico-artistiche che caratterizzano quegli itinerari.

I vincitori verranno premiati in occasione di un evento con la consegna di premi appositamente realizzati.
Partecipate numerosi con i vostri contributi!

Scaricate il Bando di Concorso per partecipare al Premio inVia e la cartolina.

 

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Francigena senese: i lavori proseguono

L’inaugurazione di un ostello e un passaggio pedonale potrebbero sembrare fatti marginali, se fossero un ostello e un passaggio pedonale qualunque…
A Strove, alle porte di Monteriggioni, in provincia di Siena, abbiamo invece visto qualcosa di diverso: un’opera di messa in sicurezza da manuale, che allontana dal traffico chi cammina lungo la Via Francigena, e un ostello in perfetto stile “pellegrino”, piccolo ma semplice.
Il tutto con il minimo investimento possibile, spendendo al meglio i soldi pubblici.
Complimenti, alla Provincia di Siena e al comune di Monteriggioni che hanno realizzato gli interventi, alla Regione Toscana che ha cofinanziato le opere.

 

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Francigena street view: il blog che racconta un grande viaggio

Una dottoranda di ricerca della Sapienza (dottorato in progettazione e gestione dell’ambiente e del paesaggio) ed un neolaureato in architettura del paesaggio presso lo stesso ateneo stanno camminando lungo l’itinerario ufficiale della Via Francigena, da Roma al Gran san Bernardo, utilizzando l’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa come osservatorio lineare sul (e nel) paesaggio italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

Di tappa in tappa si vanno censendo gli iconemi ovvero le immagini elementari, salienti, denotative e caratteristiche delle varie unità di paesaggio. Le percezioni dei due ricercatori sul paesaggio si uniranno a quelle raccolte intervistando gli altri pellegrini che si incontreranno tappa per tappa. In questa maniera si tenterà di disegnare una mappa cognitiva lineare degli iconemi del paesaggio narrato dalla Francigena ovvero un prototipo di quella carta che, secondo l’antropologo Eugenio Turri manca in Italia ed alla quale tutta la pianificazione paesaggistica dovrebbe adeguarsi.

Per far emergere dai paesaggi attraversati gli iconemi i ricercatori stanno seguendo il suggerimento dello stesso Turri circa il metodo di individuazione degli iconemi: “basta chiedere a 10 persone che hanno fatto lo stesso viaggio quali siano le immagini che più ricordano del Paese attraversato. Otto su dieci indicheranno le stesse cose. Ecco emergere gli iconemi“.

Considerando che sulla Via camminano centinaia di pellegrini, considerando che chi si muove a piedi nel paesaggio è in una condizione favorevole e privilegiata verso la sua osservazione e che la domanda di paesaggio è insieme a quella spirituale, sportiva, naturalistica uno dei principali moventi del pellegrinaggio la Via si configura come un sito ad alta reattività sperimentale per questontipo di indagine.

La Convenzione Europea del paesaggio designa come tale il territorio per come è percepito dalle popolazioni, in riferimento alle popolazioni locali ma Goethe ed il grand tour ci hanno insegnato come siano stati spesso gli occhi dei viaggiatori a farci riscoprire le bellezze del nostro paese. E se tale consapevolezza di valore e’cosa assodata per i monumenti architettonici, artistici per i centri
storici e, solo di recente, per i giardini storici, non lo è ancora per il paesaggio.

In considerazione di ciò e del fatto che insider ed outsider vedono le cose in modo diverso ovvero che, secondo gli antropologi, esistono tanti mondi quanti sono gli occhi che li vedono, si ritiene interessante intervistare circa gli iconemi anche gli abitanti delle sub mansiones che la Via incontra.

In tal modo, dando una voce all’auspicio del Consiglio d’Europa circa l’opportunità di utilizzare gli Itinerari Culturali del Consiglio come luoghi di sperimentazione dei principi della Convenzione Europea, si tenterà di osservare il fenomeno-paesaggio da una prospettiva multifocale che trascenda la percezione delle sole popolazioni locali.
Si tentera’ di capire quanta parte dell’immaginario paesaggistico delle comunità locali sia retaggio della memoria storica e quanta parte, invece, dell’immagine del paesaggio tradizionale sia tutt’ora nitidamente figuarbile anche per chi osserva quel paesaggio per la prima volta. Si tentera’ di mappare il grado entropico del caos semiotico del paesaggio italiano. Si tentera’ di restituire un’immagine percettiva di quello che un tempo fu’ il bel paesaggio elaborata a partire dagli sguardi dei suoi abitanti e dei pellegrini che l’hanno attraversata per buona parte, lentamente, in cammino, impiegando tutti i sensi.

Per quanto riguarda lo stato di avanzamento della ricerca, sono stati intervistati lungo la Via e negli spedali una trentina ventina di pellegrini, molti questionari scaricati da francigenastreetview@wordpress.com sono gia’ pervenuti all’indirizzo mail del blog, si sono presi contatti con quasi tutte le amministrazioni comunali delle soste Laziali della Via (nelle quali la ricerca di dottorato si approfondirà) per aprire delle giornate autunnali di osservatorio sul paesaggio. Sono già stati intervistati venti abitanti di Montefiascone e ci si accinge a fare altrettanto per Bolsena (tappa nella quale attualmente ci si trova).

I risultati della ricerca verranno pubblicati in futuro sul blog, mappe percettive comprese. Alcuni post aggiorneranno circa i risultati parziali. Con frequenza quasi giornaliera il blog riporta i diari di viaggio dei ricercatori e le narrazioni dei paesaggi attraversati, fatte, laddove e’possibile, tramite il racconto degli attori del paesaggio (principalmente i contadini).

A fine del viaggio si caricheranno sulle mappe satellitari di Google tutte le foto scattate ai paesaggi, di modo da ottenere una sorta di Francigena streetview ad integrazione ed ironica contrapposizione del progetto stesso profondamente fondato sull’esperienza percettiva diretta ed immersiva nel paesaggio.

Si prevede di concludere questa preliminare sessione di indagine pellegrinante verso i primi di settembre. L’osservatorio resterà aperto on line e le interviste proseguiranno sino a raggiungere una dimensione del campione teoricamente fondata allo spedale per pellegrini di Roma, città dove i ricercatori risiedono.

Serena Savelli e Lucio Pettine

In attesa di seguire passo dopo passo il loro cammino, del quale vi aggiorneremo, potete visitare il blog di Francigenastreetview oppure Paesaggiocritico.com

 

 

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Via Francigena: riaprono gli ostelli di Berceto e di Cassio

Chi camminerà sul tratto Parmense della Via Francigena potrà fermarsi in due rinnovati ostelli. Hanno riaperto sabato 9 luglio, con una nuova gestione, le due ex case cantoniere che offrono a escursionisti e pellegrini una quarantina di posti letto: l’ “Ostello della Cisa”, a Berceto in località Casa Grossa, e l’ “Ostello di Cassio” (Terenzo). In particolare, l’Ostello della Cisa ha 24 posti letto suddivisi in 8 camere, mentre l’ostello di Cassio, che si trova nel centro del paese, ha 13 posti letto suddivisi in 4 camere.
Le due ex case cantoniere, di proprietà di Anas, sono state recuperate dalla Provincia, che ha anche individuato i nuovi gestori. L’ostello della Cisa è stato affidato alla Cooperativa “Passo Cisa” di Berceto, mentre l’ostello di Cassio è stato affidato alla società “I salti del diavolo” di Cassio di Terenzo.

I progetti di adeguamento e potenziamento dei due ostelli –  afferma l’assessore provinciale al Turismo Agostino Maggiali – si inseriscono in un progetto più ampio intrapreso già da tempo dalla Provincia, con l’obiettivo di valorizzare dal punto di vista culturale e turistico l’antico percorso francigeno, che attraversa il nostro territorio da Fidenza fino a Berceto”.

Gli interventi di recupero delle ex case cantoniere, adibite a ostelli, e i più recenti interventi di adeguamento e potenziamento, hanno permesso di aumentare l’ospitalità del crinale appenninico, incentivando la presenza anche dei più giovani, e di andare incontro alle sempre più numerose comitive di persone che percorrono la Via Francigena.
Chi attraversa questi luoghi può godere delle bellezze storiche, ambientali e culturali della Via Francigena ma anche dei suoi dintorni. Da Cassio, ad esempio, si può decidere di percorrere l’antico sentiero degli Scalpellini. Da Berceto, invece, si possono scegliere i percorsi Cai di crinale che collegano la Val Taro al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, oppure visitare il borgo di Corchia con le sue miniere, recentemente recuperate e rese accessibili al pubblico grazie a un intervento della Provincia.

Per maggiori informazioni e prenotazioni:
Ostello della Cisa
Tel. 0525 6290