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AEVF si aggiudica il bando HORIZON 2020

Con l’università di Vigo capofila un team di diversi Enti, fra cui l’Associazione Europea delle Vie Francigene in collaborazione e altri soggetti impegnati nel settore dello’innovazione e della ricerca, hanno vinto il prestigioso bando europeo HORIZON 2020.

La sovvenzione della Commissione europea è concessa per attuare il progetto “rurALLURE – Promozione di musei e siti del patrimonio rurale nelle vicinanze di percorsi di pellegrinaggio europei“.

Questo progetto mira a promuovere la cooperazione culturale e il turismo lungo i percorsi storici. AEVF è coinvolta nella sperimentazione pilota del patrimonio termale lungo la rotta per Roma insieme a Via Romea Strata e Via Romea Germanica sotto la guida accademica dell’Università di Bologna. Il progetto pilota si concentra sull’identificazione del patrimonio termale e culturale lungo i percorsi, sulla creazione di una rete di siti e musei sul patrimonio e sulla loro promozione.

L’associazione è anche responsabile delle strategie di comunicazione dello sviluppo per l’intera commissione e guiderà passo passo la diffusione dei risultati.

Il progetto inizierà il 1 ° gennaio 2021 con una durata di 3 anni e un budget di 3 milioni di euro.

Qui un video esplicativo del progetto https://www.youtube.com/watch?v=vpzR6mh8Tv8

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Erasmus plus 2020 lungo la Via Francigena

Per la seconda volta consecutiva, l‘Associazione europea delle Vie Francigene, riceve i fondi Erasmus+ che consentiranno la formazione di 100 giovani neodiplomati italiani in Francia, Regno Unito e Spagna.

Il progetto “FORREsT 2.0: nuove competenze per il turismo professionale” si concentra sulla formazione professionale attraverso esperienze di lavoro internazionali.

Il progetto prevede 62 giorni di mobilità per 100 diplomati italiani nei settori del turismo, del marketing e dei sistemi informativi aziendali, residenti lungo la Via Francigena – nel Nord e nel Sud Italia. Gli studenti avranno l’opportunità di viaggiare in Francia (40), nel Regno Unito (20) e in Spagna (40).

Per la realizzazione del progetto, AEVF ha istituito una specifica commissione nazionale composto da Istituti di istruzione superiore, Autorità locali e regionali e Associazioni di promozione turistica.

Il progetto mira a rispondere alle nuove tendenze del turismo internazionale (turismo esperienziale e sostenibile) e a promuovere lo sviluppo di specifiche competenze professionali nel settore pertinente. Il progetto garantisce lo sviluppo economico delle aree interessate dal transito della Via Francigena, al fine di valorizzare le comunità locali, unite da un’identità culturale europea espressa dalla Via Francigena in tempi di ripresa del turismo dopo l’emergenza sanitaria.

I giovani partecipanti avranno opportunità di tirocinio presso aziende europee nei settori del turismo, grazie a una borsa di studio che coprirà il loro collocamento, le spese in loco, la logistica e il supporto informativo.

“FORREsT” inizierà a ottobre 2020 e durerà fino a settembre 2022 con un budget complessivo di € 371.000.

AEVF è coinvolta nel sistema ERASMUS+ già dal 2019 quando ha gestito con successo il progetto FORREsT.

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La via Francigena come il miglior esempio di itinerario culturale nel webinar per il settore turistico dell’Uzbekistan

Il 23 luglio 2020 l’Associazione europea delle Vie Francigene ha partecipato ad un webinar organizzato dall’Istituto di sviluppo turistico dell’Uzbekistan. Il webinar si è concentrato sulle nuove tendenze turistiche dei percorsi tematici.

L’evento è stato moderato da Alla Peressolova, l’esperta dello sviluppo turistico della Via della Seta, mentre la relatrice principale per AEVF è stata Elena Dubinina, responsabile  per le relazioni internazionali ed esperta di itinerari culturali. Elena ha presentato ai partecipanti la Via Francigena  e la struttura dell’associazione, oltre a parlare dei principali progetti e le numerose attività.

Il webinar si è rivelato un grande successo con oltre 90 partecipanti del settore turistico pubblico e privato dell’Uzbekistan. La sezione Domande e risposte dell’evento ha rappresentato la possibilità di una vivace discussione sulla certificazione del percorso culturale, lo sviluppo sostenibile, i progetti AEVF e le sfide che un itinerario potrebbe dover affrontare.

AEVF è desiderosa di condividere le sue migliori pratiche ed è sempre aperta alla cooperazione con i diversi stakeholders, in modo da promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile nel mondo.

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Venerdì 31 Luglio: Live con Andrea Mattei

Venerdì 31 luglio alle ore 15:00  saremo in diretta IG per parlare, come sempre, di cammini e turismo lento. 

Ci soffermeremo in particolare su un importante compagno di viaggio di ogni pellegrino: lo zaino. Oggetto amato, a volte un po’ odiato ma comunque indispensabile. 

Ne parliamo con il giornalista Andrea Mattei: dopo 12 anni a Max, approda alla Gazzetta dello Sport, dove cura, tra l’altro, un canale web dedicato proprio all’Arte del Camminare. Ha scritto diversi reportage dedicati ai cammini, tra cui quelli sulla Via Francigena e sul Cammino Materano.

Si è avvicinato particolarmente al mondo dei cammini al compiere del suo primo mezzo secolo di vita, quando da romano di nascita, ha deciso di tornare a Roma a piedi, partendo da Milano dove vive e lavora da circa vent’anni. Per farlo ha percorso il nostro amato itinerario di Sigerico, invitando amici e parenti a percorrere alcune tappe assieme. Una festa itinerante, una scoperta (quella del viaggiare lento) di cui non ha più potuto fare a meno. Come può si mette in cammino, le sue vacanze sono sempre dei piccoli grandi pellegrinaggi. 

Ma torniamo allo zaino…

Andrea ha scritto un libro dedicato a questo irrinunciabile compagno: “L’Arte di fare lo zaino”.

Un omaggio simbolico alla collezione di oggetti che ognuno di noi si porta dietro, strumenti salva-vita, alcuni, altri un po’ fardelli di cui magari si può fare a meno… Ovviamente anche in senso filosofico. Un libro che è un elogio allo zaino, un trattato di “filosofia pratica” del viandante, più che un semplice manuale.

La leggerezza si sa è qualcosa a cui aspira ogni pellegrino, imparare a selezionare e a volte a lasciare andare. Questo libro ci regala diversi insegnamenti, tra cui uno fondamentale che accomuna probabilmente i viaggiatori di tutti i tempi: “Camminare è l’arte di togliere. Togliere peso ai pensieri e liberarsi della zavorra che ci lega alla vita di tutti i giorni”.

Non vediamo l’ora di parlarne con voi e di ascoltare i preziosi consigli di Andrei Mattei. Ci vediamo venerdì, all’ora della pausa-caffè.

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Live on IG con Andrea Mattei

Venerdì 31 luglio alle ore 15:00  saremo in diretta IG per parlare, come sempre, di cammini e turismo lento. 

Ci soffermeremo in particolare su un importante compagno di viaggio di ogni pellegrino: lo zaino. Oggetto amato, a volte un po’ odiato ma comunque indispensabile. 

Ne parliamo con il giornalista Andrea Mattei: dopo 12 anni a Max, approda alla Gazzetta dello Sport, dove cura, tra l’altro, un canale web dedicato proprio all’Arte del Camminare. Ha scritto diversi reportage dedicati ai cammini, tra cui quelli sulla Via Francigena e sul Cammino Materano.

Si è avvicinato particolarmente al mondo dei cammini al compiere del suo primo mezzo secolo di vita, quando da romano di nascita, ha deciso di tornare a Roma a piedi, partendo da Milano dove vive e lavora da circa vent’anni. Per farlo ha percorso il nostro amato itinerario di Sigerico, invitando amici e parenti a percorrere alcune tappe assieme. Una festa itinerante, una scoperta (quella del viaggiare lento) di cui non ha più potuto fare a meno. Come può si mette in cammino, le sue vacanze sono sempre dei piccoli grandi pellegrinaggi. 

Ma torniamo allo zaino…

Andrea ha scritto un libro dedicato a questo irrinunciabile compagno: “L’Arte di fare lo zaino”.

Un omaggio simbolico alla collezione di oggetti che ognuno di noi si porta dietro, strumenti salva-vita, alcuni, altri un po’ fardelli di cui magari si può fare a meno… Ovviamente anche in senso filosofico. Un libro che è un elogio allo zaino, un trattato di “filosofia pratica” del viandante, più che un semplice manuale.

La leggerezza si sa è qualcosa a cui aspira ogni pellegrino, imparare a selezionare e a volte a lasciare andare. Questo libro ci regala diversi insegnamenti, tra cui uno fondamentale che accomuna probabilmente i viaggiatori di tutti i tempi: “Camminare è l’arte di togliere. Togliere peso ai pensieri e liberarsi della zavorra che ci lega alla vita di tutti i giorni”.

Non vediamo l’ora di parlarne con voi e di ascoltare i preziosi consigli di Andrei Mattei. Ci vediamo venerdì, all’ora della pausa-caffè.

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Nuove membership AEVF

Nuovi soci francesi nell’Associazione Europea Vie Francigene.

I comitati escursionistici regionali e dipartimentali della Federazione Francese Randonnée (FFR) entrano a far parte della rete francigena. Si tratta del Comitato escursionistico regionale dell’Hauts-de-France e quello della Somme, con il Comitato escursionistico del dipartimento dell’Aisne.

I comitati escursionistici francesi svolgono attività di volontariato territoriale molto importanti: sviluppo del sentiero, segnaletica, manutenzione della sicurezza e animazione del percorso.

Nel 2018 AEVF hafirmato un accordo di partenariato con la Federazione Francese Randonnée Pédestre.

L’adesione ai comitati regionali e dipartimentali rappresenta un ulteriore passo per lo sviluppo della rete della Via Francigena in Francia.

 

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Riscoperta della VF nell’Alta Saona da parte del Comitato Regionale del Turismo della Borgogna-Franca Contea

Martedì 21 luglio 2020 il Comitato Regionale per il Turismo della Borgogna-Franca Contea ha intrapreso una gita nel dipartimento dell’Alta Saona per conoscere meglio la Via Francigena.

La giornata ha previsto una visita alla sede operativa di AEVF a Champlitte, in Francia, e una serie di passeggiate lungo il percorso: Leffond – Montarlot, le rive del fiume Saône – il tunnel della Savoia, fino a Vantoux e

Bucey-lès-Gy.

 

Jean-Philippe Perrusson, coordinatore dei sentieri del Comitato, ha fatto in modo di incontrare due proprietari di accoglienze pellegrine lungo il percorso: Christophe Desré, proprietario di un bed and breakfast a Dampierre-sur-Salon, che è stato completamente rinnovato per accogliere i viandanti e Monts de Gy gîte a Bucey-lès-Gy, che può ospitare fino a 13 persone ed è gestito dall’associazione “Patrimoine et environment de Monts de Gy“. Jean-Philippe Perrusson ha messo in evidenza una pista ciclabile Francigena per pellegrini sulle due ruote, che attraversa boschi, strade di campagna e piccoli villaggi.

La Via Francigena è uno dei principali percorsi pedonali della regione della Borgogna-Franca Contea, è un grande esempio di prodotto turistico sostenibile e sviluppo territoriale.

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Lo staff AEVF in cammino per scoprire e far promuovere l’itinerario. La partenza è stata inaugurata dal Presidente

La mattina di lunedì 28 luglio a Orbe, nel Canton Vaud, ha preso il via il cammino dello staff AEVF con Luca Bruschi, direttore e Elena Dubinina, responsabile relazioni internazionali. Dieci giorni itineranti con lo zaino sulle spalle lungo i 200km di percorso elvetico, alla scoperta di uno dei tratti più suggestivi dell’itinerario europeo.


La giornata di partenza è stata inaugurata simbolicamente anche dal Presidente Massimo Tedeschi che è intervenuto insieme allo staff nei due incontri istituzionali organizzati ad inizio e fine tappa. Al mattino presso il Municipio di Orbe con il Sindaco Henri Germond, al pomeriggio a Romaimotier con il Sindaco Nils Monbaron e la direttrice dell’ufficio turismo Delphine Reymond.

Questo viaggio a piedi nel tratto svizzero ha come obiettivo principale quello di valorizzare e promuovere il percorso mettendo in rete comuni, uffici del turismo e sistema di accoglienza, nonché aumentare il coinvolgimento delle comunità locali. Al centro del progetto c’è la diffusione della nuova guida “Editions Favre” (Losanna) presentata lo scorso mese di marzo.

 
Il tratto svizzero inizia al confine con lo Jura francese e attraversa il lago di Lemano, percorre la Valle del Rodano per poi salire in uno dei tratti più impegnativi quanto affascinanti, quello che conduce al Passo del Grand San Bernardo a 2473m di altezza.

 
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Il Piemonte, dalle Alpi alla pianura Padana

Dalle Alpi alla Pianura Padana nel giro di 85 km.

In auto quasi non te ne accorgi, ma a piedi c’è tutto il tempo di scoprire la differenza tra la montagna, le colline moreniche per finire alle risaie del vercellese. Le tappe piemontesi sono ricche di storia e natura, basti pensare a Ivrea con il suo possente castello e al periodo delle grandi trasformazioni dove la città era il capoluogo quasi mondiale dell’informatica.

Quattro giorni di strada che a Vercelli si congiungono con la Via Alta che arriva dal Monginevro e dalla Val di Susa, la cui variante è di grande bellezza.

 

Le tappe dell’Itinerario di Sigerico

Dal Pont St. Martin a Ivrea – 21,5 km 

Da Ivrea a Viverone – 20,2 km 

Da Viverone a Santhia – 16,7 km 

Da Santhia a Vercelli – 26,7 km 

 

Qui trovate tutte le informazioni ufficiali.

https://www.viefrancigene.org/it/mappe/#itinerarioSigerico

 

Qui le informazioni sulla Via Alta dal Monginevro a Vercelli

https://www.viefrancigene.org/it/resource/tour/via-alta-verso-roma/

 

Le accoglienze pellegrine

Lungo il tracciato si trovano tante accoglienze per ogni gusto. Potete scaricare l’elenco in pdf dal sito a questo link https://www.viefrancigene.org/static/uploads/01-accoglienza-gsb-pavia.pdf

 

Qui di seguito la situazione delle varie realtà ad ospitalità pellegrina tappa per tappa.

PONT SAINT MARTIN – Foresteria S.Martin 3472232039 

IVREA – Ostello Canoa Club – Via Dora Baltea, 1/d -+39 3280999579

VIVERONE – La Casa del Movimento Lento – Loc.Roppolo – Via Al Castello, 8 – +39 3357979550

SANTHIA’ – Gli ostelli sono al momento chiusi. Si può dormire all’hotel Vittoria, B&B la Sosta, B&B Il Giardino dei Cedri, Hotel San Massimo.

VERCELLI – Hospitale Sancte Eusebi – Vicolo degli Alciati, 4 – +39 3342386911 

 

Arrivare a Pont St. Martin

Arrivare con i mezzi pubblici è semplice perché passa la ferrovia. Per ogni informazione https://www.trenitalia.com/

 

La guida e la app

La guida ufficiale e la app sono validi strumenti per accompagnare il viandante in una esperienza ancora più intensa. Troverete ogni genere di informazione utile sia per preparare il vostro cammino, che per risolvere dubbi mentre percorrerete la Via. 

 

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Lo staff AEVF in cammino: La Valle D’Aosta di Lorena

Lorena Anelli fa parte del team AEVF. Ha percorso le tappe del primo tratto italiano della Via Francigena e ce le racconta con un appassionato diario di viaggio.

“E’ da qualche giorno che sono tornata da un viaggio di perlustrazione tecnica sul percorso, tra raccolta immagini, verifica segnaletica e una buona dose di momenti di relax in Valle d’Aosta. 

Un’esperienza con zaino sulle spalle, per la prima tappa fino ad Aosta in bicicletta, per tutta la seconda parte a piedi.  Ancora ho lo sguardo e il cuore pieno di immagini meravigliose, paesaggi che tolgono il fiato, non solo per le salite, ma tanto più per la bellezza di questi luoghi e per l’incontro con una popolazione locale accogliente e ben disposta al passaggio di visitatori curiosi. Forse dopo questo particolare momento storico ancora piu entusiasti, perché in qualche modo la vista di questi moderni viandanti simboleggia la ripresa e il ritorno alla “normalità”, alla vita di prima, dopo un momento duro per tutti. Quel che mi hanno fatto notare i proprietari e lavoratori delle strutture turistiche è un incremento notevole di turisti italiani che si sono messi in viaggio sulla Via, a riscoprire la bellezza dietro l’angolo di casa. 

Per quanto riguarda il controllo sicurezza del percorso e stato della segnaletica c’è un feedback davvero positivo. Sentieri puliti, curati, segnaletica presente e così ben disposta che quasi non si ha mai bisogno di usare il GPS!

La Valle d’Aosta è la porta d’accesso, tra le Alpi, della Via Francigena nel tratto italiano, punto di unione tra la Svizzera e il Bel paese, posta circa a metà dell’itinerario europeo.

Il tratto percorso si snoda su un centinaio di chilometri, suddivisi in cinque tappe, con importanti dislivelli (1900 in discesa nella prima tappa!) ed alcuni elementi che caratterizzano l’itinerario di Sigerico in maniera costante: il confine svizzero e l’influenza culturale che ne proviene, i due versanti ben distinti delle Alpi occidentali, monti e vette che si ergono su ogni scorcio della vallata, la presenza d’acqua un po’ ovunque… laghi, torrenti, cascate e fontane di acqua fresca e potabile lungo tutto il camino.

Altro elemento che cattura l’attenzione del viaggiatore lento è sicuramente la storia, che trapela e si manifesta tutt’attorno:  l‘antica strada delle Gallie, i ponti romani, i borghi, castelli medievali e celebri fortezze, le chiese romaniche, i villaggi di montagna abbandonati, le piazze in stile neoclassico.

Un ultimo importante elemento che ha completamente rapito i miei sensi è stata la vegetazione. La Valle d’Aosta è certamente uno dei punti focali della biodiversità nel territorio italiano: basti ricordare che qui si trova la montagna più alta d’Italia.

La vegetazione valdostana vanta la presenza di circa 2000 specie diverse  su un totale di 5600 varietà catalogate per l’intera flora italiana e questo è un dettaglio che gli appassionati, amanti della natura coglieranno a colpo d’occhio. Lungo il percorso francigeno infatti, si può notare il cambiamento della vegetazione a seconda della fascia altitudinale in cui ci si trova, (dai 2473 a 300 m) e pare di ritrovarsi in un percorso botanico ben studiato, che va dai boschi a conifere con dominanza di abete rosso, larice, pino uncinato e ontano verde, nel piano subalpino, passando per boschi di betulle, acero montano e pioppo tremolo, nel tratto che attraversa il piano montano. Scendendo più a valle, tappa dopo tappa, fino al piano collinare, troviamo i boschi di roverella, castagno, piccoli arbusti come il ginepro e una costellazione di fiori che sbocciano ai bordi del sentiero, come per l’esempio l’artemisia (con cui si produce il tipico ginepy) e i fiori di iperico, che decorano di giallo il percorso in questo periodo dell’anno. Infine compaiono le colture che tratteggiano tutta la Regione e accompagnano i pellegrini per il resto del cammino, parliamo di alberi da frutto come melo, noce e vite. Molti vigneti, qui, poggiano elegantemente su antiche strutture a terrazzamento, che si sporgono su pendii ripidissimi.

Si arriva dopo questa sfilata di botanica, borgo dopo borgo, a Pont Saint Martin: ultimo comune della Valle d’Aosta, che si caratterizza per la presenza di importanti memorie romane, come il famoso ponte del I secolo perfettamente conservato e in uso fino al diciannovesimo secolo, oggi “solamente” pedonale.

Da qui quasi si intravede il Piemonte e le successive tappe Francigene, che viene voglia di non fermarsi piu, continuare a percorrere sentieri ed esplorare nuovi itinerari… D’altronde qualcuno lo aveva detto che un viaggio di mille miglia inizia sempre col primo passo! “

Lorena Anelli