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17 sindaci laziali firmano il protocollo d’intesa per la Francigena

Mercoledì 25 marzo alle ore 10, presso la Sala Grande di Palazzo Chigi in Piazza San Lorenzo a Formello, i sindaci dei 17 comuni della via Francigena laziale, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Lidia Ravera e coordinati con i Municipi I, XIV e XV di Roma Capitale, firmeranno un protocollo di intesa per sostenere lo sviluppo e la promozione della Via Francigena.
 
Alla presenza di AEVF, in questa sede verrà firmato il Protocollo d’Intesa per la costituzione di un Tavolo di Coordinamento per la valorizzazione della Via Francigena nel Lazio tra i seguenti i Comuni: Acquapendente, Bolsena, Campagnano di Roma, Capranica, Caprarola, Formello, Grotte di Castro, Mazzano Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Sutri, Vetralla, Viterbo.
 
“Il fenomeno del viaggio a piedi lungo gli itinerari culturali e di fede è da anni in forte sviluppo, e lo sarà ancora di più in vista del prossimo Giubileo; ma ciò che rende più significativo l’evento è che per la prima volta nella nostra regione i territori si sono auto organizzati, coordinandosi ‘dal basso’ per favorire lo sviluppo di un turismo sostenibile dalla significativa potenzialità economica e al tempo stesso propulsore di una cultura dell’accoglienza. Ora che anche Roma Capitale ha finalmente definito il percorso di ingresso in città, l’intero sistema può finalmente e definitivamente decollare” ha dichiarato Sergio Celestino, Sindaco del Comune ospite.
 
“Ringraziamo la Regione Lazio che ha aiutato i comuni ad organizzare la costituzione del Tavolo di Coordinamento. Ora sarà più facile cercare finanziamenti per migliorare l’intero sistema territoriale, a cominciare dagli stanziamenti del decreto ‘Destinazione Italia’, che stiamo aspettando da tempo“, ha concluso il Sindaco di Formello.
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La Via Francisca del Lucomagno verso Roma e Santiago di Compostela

La Via Francisca del Lucomagno dal Lago di Costanza a Pavia – via degli imperatori o via di pellegrinaggio – verso Roma e/o Santiago di Compostela. Gli imperatori germanici controllano il passo alpino più basso (1920 m s.l.m.) delle Alpi utlizzato anche per tutto il traffico commerciale verso l’Italia fino alla fine del XIII sec.  

Il nostro pellegrinaggio inizia nel santuario mariano (Wahlfahrtkirche Unsere Liebe Frau, 1470) di Rankweil-Voralberg al bivio tra la via romea proveniente da Bregenz sul lago di Costanza e quella compostelana del Voralberg. La segnaletica jacobea conduce fino a Feldkirch (la romana Clunia), dove il pellegrino trova alloggio presso il convento dei capuccini. Dopo la benedizione, si incammina sull’antica via alta dell’Eschnerberg e raggiunge la chiesa di Bendern in collina. Acquistata nel 1619 dai principi del Lichtenstein, la contea di Schellenberg è all’origine dell’attuale Principato, uno dei più piccoli stati indipendenti in Europa.

L’itinerario risale la riva destra del Reno toccando Schaan – possibile alloggio nel monastero Sankt-Elizabeth – fino al capoluogo Vaduz, dominato dal castello del Principe, costruito nel XIII sec.

Da Vaduz a Balzers (477 m) il pellegrino segue il Reno, sale a Luzisteig (713 m), dove visita la chiesa di Steig (chiavi presso il ristorante), e riscende a Maienfeld (504 m). Il castello Brandis in mezzo ai vigneti adorna la pittoresca cittadina conosciuta in tutto il mondo per il “villaggio di Heidi” situato nei pressi.

Da qui l’itinerario storico prosegue – per 220 km in Svizzera, di cui 130 nel cantone dei Grigioni – risalendo il grande fiume europeo fino alla sua sorgente. Inizialmente si incontra il castello Marschlins (XIII sec.) e si raggiunge Zizers (561 m) dove visse nell’ex castello dei Salis l’ultima imperatrice d’Europa, Zita, moglie dell’imperatore Carlo I d’Austria, dal 1962 fino alla sua morte nel 1989 quasi centenaria.

Oltrepassato Trimmis, si attraversa la foresta Fürstenwald in direzione di Coira, la più antica città svizzera (2500 a.C.) e già capoluogo della Retia Prima e sede vescovile dal IV sec. Oggi il pellegrino ottiene il timbro della credenziale presso l’ufficio “Ordinariato-HOF” del palazzo episcopale posto in cima alla citta vecchia.

Da Coira l’antica via romana raggiunge la cappella carolingia di San Pietro a Domat / EMS. Attraversato il Reno detto anteriore (per l’avvicinarsi alla sorgente), si sale a Tamins e si passa nuovamente il fiume per risalire a Bonaduz: le cappelle di Sogn Paul (San Paolo, XIII sec., con affreschi del XIII-XVII sec.) e Sogn Gieri (San Giorgio, X sec., con affreschi del XIV-XV sec.) à Rhäzuns sono imperdibili per pellegrini e turisti.

Camminare sul sentiero con vista mozzafiato a strapiombo delle famose gole di Ruinalta tra Bonaduz e Valendas rappresenta per il pellegrino, senza dubbio, l’emozione più forte di tutta la Via Francisca del Lucomagno, passando da tipici antichi villaggi montani come Versam e Valendas.

Raggiunta la regione detta Surselva (al di sopra della foresta), il viandante fa tappa nel modernissimo convento – Casa dell’Incontro – e visita (cartina disponibile alla stazione ferroviaria) la città vecchia di Ilanz con edifici del XVI-XVII sec. e museo etnografico, e avverte una lingua parlata diversa: il romancio del Sursilvan (una delle 4 lingue nazionali svizzere, di cui esistono 6 versioni differenti).

Da Ilanz un tranquillo sentiero conduce a Trun, via Tavanasa e Darvella passando davanti alla curiosa cappella Sogn Giusepp (San Giuseppe, 1676). A Trun, nel 1424 si svolse un evento storico importante per i Grigioni: le Leghe Grigie (origine del nome Grigioni) decisero di rinnovare il loro patto, e l’acero presso la cappella Sankta Anna ricorda il sito dell’evento. Il museo Sursilvan Cuort Ligia Grischa, ospitato nell’ex convento di Trun, fu donato dall’abate di Disentis per essere sede del parlamento delle Leghe Grigie.

Tutta la Via Francisca degli imperatori è percorsa regolarmente (in caso di necessità) da un servizio di autopostali-“diligenze” o ferroviario tra Maienfeld e Disentis.

Da Trun l’antica via sale a Sumvitg – villaggio caratteristico con antiche case decorate – e ridiscende per seguire la riva orografica sinistra del Reno fino a Disentis, ove s’impone alla vista il possente e già potente monastero benedettino. L’abbazia, fondata nell’VIII sec. da Sigisberto, monaco scozzese, nonostante incendi, distruzioni e ricostruzioni (l’ultima nello stile rococó del 1700), sopravvive e raggiunge un’influenza europea dovuta alla sua posizione ai piedi del Lucomagno. Vi fece tappa, tra gli altri, Carlomagno al ritorno dall’incoronazione a Roma.

I suoi possedimenti erano sparsi dalla Germania e dalla Svizzera interna fino al Ticino e alla Lombardia, ad esempio l’abbazia di San Gemolo in val Ganna-Varese. L’itinerario attraversa i suoi ex alpeggi siti nella valle di Blenio, oggi parco naturale.

Uscendo da Disentis, il pellegrino passa dapprima davanti alla chiesa di Sogn Gions (San Giovanni del 1643), poi alla cappella di Sontga Gada (Sant’Agata, del 1100) ammirandone gli affreschi del XV sec.

A questo punto ha inizio la salita sulla riva sinistra del Reno di Medelfino alla cappella di Mutschnengia (1610) e si scavalcato il ponte sospeso in direzione di Acla, dove una moderna cappella ricorda le vittime di una valanga.

Salendo fino al passo si incontrano varie cappelle che testimoniano l’esistenza di antichi ospizi, quello di Santa Maria del 1374 (ricoperto da una diga nel 1968) e sostituito da un confortevole rifugio montano al confine tra Grigioni e Ticino.

A metà strada tra Disentis e Olivone, ecco raggiunti il passo e il sud delle Alpi.

La discesa si snoda lungole sorgenti del Brenno – tra cui la famosa Alpe Pertusio – su antiche vie romano-medievali, mulattiere segnate dal passaggio di carri; dopo una foresta di pini di cembro, il viandante scopre scolpita sulla facciata dell’”attuale” ospizio di Camperio (datato 1254), una croce di Malta; si accorge inoltre che qui si parla il dialetto ticinese-lombardo.

Olivone si presenta con tutte le strutture degne del capoluogo della valle di Blenio, cioè alberghi, ristoranti, il museo etnografico Cà da Rivoi: una visita da non mancare.

Oltrepassata la chiesa di San Martino (XI sec.), la strada conduce tra le case affrescate del nucleo di Solario, a Ponte Aquilesco e a l’oratorio di Santa Caterina (del 1567) infine ad Aquila. Passato sulla riva sinistra del Brenno nelle vicinanze del ponte romano di Grumarone (citato nel 1305), il pellegrino percorre una mulattiera che gli permetterà di scoprire sulla collina soprastante la piu celebre chiesa romanica del Ticino, e forse della Svizzera per architettura e affreschi: San Carlo di Negrentino (XI sec.); grazie a una vertiginosa passerella aerea si raggiungono il villaggio e la chiesa in stile tardo rococó (molto comune in Ticino) di Leontica.

La tappa – in parte su mulattiera – Leontica-Biasca è tutto un susseguirsi di monumenti storici importanti da non perdere: tra essi la chiesa barocca di Corzoneso, in mezzo alla piana quella romanica di San Remigio, famosa per l’altare con i Santi Pietro e Paolo (copia dell’originale dell’ XI-XII sec.) e il gigante San Cristoforo. Dopo 1 km circa si incontrano l’oratorio di S. Maria del Monastero, con le rovine dell’ospizio del 1270 sulla Via Francisca, e ancora un altro gioiello romanico ticinese: la chiesa di San Pietro di Motto, ornata di affreschi del XIV-XV sec.

Il villaggio di Ludiano sfoggia antiche dimore e ricche “ville” costruite da fortunati emigranti in America del sud al loro rientro in Ticino a fine XIX-inizio XX sec.
Prima di Semione la Via Francisca, tra vigne a percolati sbuca nel magnifico complesso delle rovine del castello di Serravalle (toponimo tipico delle chiuse lungo le grandi vie di transito internazionale), dove, tra gli altri, soggiorno nel 1176 Federico Barbarossa! Distrutto definitivamente nel 1402, il sito è “protetto” dalla chiesa affrescata (1587) di Santa Maria di Castello.

Attraversata la riserva naturale da Legiüna a Loderio, il pellegrino raggiunge il fondo valle a Biasca, alla confluenza con la via del San Gottardo, e conclude la tappa (o inizia la successiva) sull’altura alla pieve dei Santi Pietro e Paolo, capolavoro architettonico e pittorico dell’arte romanica. L’interno sorprende per il pavimento granitico inclinato e per la ricchezza delle pitture murali (XIII-XVI sec.), tra cui i motivi geometrici bianco/nero e elementi allegorici zoomorfi.

Seguendo il fiume Ticino, attraversando piccoli villaggi come Lodrino e Gnosca, oppure seguendo la pista ciclabile, si raggiunge Bellinzona – capitale del canton Ticino –, iscritta al patrimonio mondiale dell’Unesco per i suoi tre imponenti castelli medievali (Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro). Da Montebello l’antica via scende ripida al centro storico (con ostello della Gioventù), passa dalla ricchissima chiesa di Santa Maria delle Grazie, porta a quella di San Biagio di Ravecchia (altro caposaldo dell’architettura romanica ticinese), e alla parrocchiale Santa Maria Assunta di Giubiasco dove il pellegrino è accolto dal gigantesco San Cristoforo sulla facciata, e da un affresco della Veronica (testimonianza di pellegrinaggio romeo) all’interno.

Lungo il canale del Ticino il pellegrino entra nel parco delle Bolle di Magadino, che lo conduce al Lago Maggiore. San Carlo Borromeo fece il suo ultimo viaggio da Magadino per Arona e Milano nel 1584. La via costeggia il lago, si affaccia alla Cà di Ferro (1560, già centro di arruolamento dei mercenari svizzeri), alla chiesa di San Quirico (del 1300) e alla collegiata di San Vittore (capolavoro del IX sec.) per arrivare a Locarno.

Città di origine romana, sotto il controllo dei vescovo di Milano, di Como, dal 1347 dei Visconti, dal 1516 baliaggio dei cantoni svizzeri, oggi con Ascona luogo idialliaco per turisti da tutto il mondo.

È d’obbligo salire al santuario della Madonna del Sasso sopra Locarno (anche con funivia), essendo esso la principale meta di pellegrinaggio in Ticino (fondato da un eremita di Ivrea nel XV sec.).

Per raggiungere Arona (patria di san Carlo), da secoli il pellegrino si imbarca (oggi su aliscafi) e costeggia le Isole Borromee, di fama mondiale per la loro flora e per i tesori delle loro ville. Dopo la visita alla Rocca di Arona, la Via Francisca confluise in una “via fluviale” di 120 km, percorribile anche in bicicletta nel Parco del Ticino (il più grande d’Europa), spesso utilizzando le piste ciclabili lungo i navigli fino al ponte di barche (unico rimasto in Italia) di Bereguardo e a quello coperto di Pavia.

Il pellegrino trova alloggio nel nuovo ostello di Pamperduto o in piccoli borghi come Turbigo. Per concludere il pellegrinaggio – tra bellezze artistiche e naturali incomparabili – non c’è sosta migliore che una visita alla grandiosa abbazia cistercense di Morimondo -“morire al mondo”- fondata nel 1134.

 

Luigi Guglielmazzi, Margot Collins-Fäh, Adelaide Trezzini 2.2015

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Nasce l’Associazione Via Francigena Belgio

E’ nata l’Associazione Via Francigena Belgio, in collaborazione con l’AEVF. La rete è nata con l’obiettivo di promuovere e di facilitare le partenze verso Roma a partire dal Belgio.

I  membri sono un piccolo gruppo di volontari che si prestano a fornire informazioni e indicazioni utili sulla Francigena in Belgio. Sono sei pellegrini con il forte animo dei camminatori: Vincent Imperiali (Presidente) Geert Smellenbergh (Tresoriere), Myriam Fobe (Segretario), Jacques Riva, Albert Fobe et Olivier Everard.

La prima sessione di lavoro è prevista a Bruxelles il 18 aprile a partire dalle 15:00 presso:

Cercle des Voyageurs
Rue des Grands Carmes 18
1000 Bruxelles
www.viafrancigena.be

 

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L’innovazione digitale: la Cattedrale di San Donnino apre le porte alla realtà aumentata

Martedì 24 marzo 2015 alle ore 10.30 presso la “Sala Conferenze” del Palazzo Vescovile di Fidenza (Parma) si terrà la conferenza stampa di presentazione del Progetto San Donnino: Cultural Heritage”.

Si tratta di un progetto di riqualificazione a fini turistico-culturali e religiosi della Cattedrale di Fidenza mediante la creazione di un nuovo sito Web con apps, ovvero applicazioni informatiche dedicate ai dispositivi elettronici di tipo mobile, quali smartphone e tablet. Il progetto è stato voluto dal Vescovo di Fidenza e dal Consiglio di Amministrazione della Chiesa Cattedrale di Fidenza, in collaborazione con il Museo del Duomo ed il Comune di Fidenza, per la valorizzazione del più importante monumento del territorio fidentino, già meta privilegiata per migliaia di turisti e pellegrini della Via Francigena, e per la promozione del culto di San Donnino Martire.

La valorizzazione dell’insigne luogo di culto e della sua preziosa architettura romanico – gotica, verrà effettuata mediante il supporto delle nuove tecnologie informatiche messe a disposizione dall’azienda Humarker Srl di Parma. Il progetto è stato realizzato anche grazie alla collaborazione dell’Università degli Studi di Parma, e in particolare della Prof.ssa Francesca Zanella. Inoltre, si deve ringraziare la Diocesi di Fidenza, il Comune di Fidenza e la Fondazione Monte di Parma per l’iniziale sostegno economico al progetto. La proposta innovativa non riguarda solo il nuovo sito web della Cattedrale, ma le sue principali applicazioni (apps) che potranno essere “scaricate” dal portale web: in tal modo, ogni visitatore interessato a scoprire la bellezza della Cattedrale e la gloria del suo Santo, potrà avere sul suo smartphone o sul tablet tutte le principali informazioni per conoscere al meglio l’importante monumento di fede, d’arte e di cultura. Il progetto riguarderà non solo la Cattedrale, la Chiesa madre della Diocesi, ma la Città di Fidenza, il suo territorio locale e la Via Francigena tramite lo sviluppo di soluzioni WEB e di Realtà Aumentata per gli utenti finali che potranno già utilizzarle nell’occasione di EXPO Milano 2015, a partire dal 1 maggio 2015, nonché durante il Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco che si aprirà a Natale 2015.

Alla conferenza stampa interverranno il vescovo di Fidenza S.E. Carlo Mazza, il sindaco di Fidenza Andrea Massari e il vice sindaco Alessia Gruzza, il direttore dell’ufficio tecnico diocesano della Cattedrale di Fidenza Marco Tombolato, il presidente dell’amministrazione della Cattedrale di Fidenza Antonino Besagni, il direttore del Museo del Duomo di Fidenza Alessandra Mordacci, il membro del Cda di Fondazione Monte Parma Giancarlo Menta, il membro del consiglio direttivo dell’Unione Parmense degli Industriali Renzo Zucchi e il presidente di Humarker Paolo Salvatori.

Per informazioni:

Humarker Srl

Giorgia Cavalca  – cell. 347 7347436 – mail: giorgia.cavalca@humarker.com

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Ricerca sull’Alzheimer: Peter in cammino 2400 km da St. Andrews (Scozia) a Roma, sulla Francigena, per una azione di fundraising

Lo scozzese Peter Skelly in cammino 2400 miglia per realizzare una azione di fundraising a favore della ricerca sul morbo dell’Alzheimer, in Inghilterra.

Peter, 47 anni,  è partito nell’ottobre 2014 e pensa di raggiungere la sua destinazione all’inizio del mese maggio. Durante suo cammino gigante, Peter viene incoraggiato dai pensieri di sua madre Anne (71), la quale è ammalata di Alzheimer da tanti anni.

Non appena arrivato a Canterbury, nel Kent, Peter si è messo in cammino su un itinerario antico, noto come la Via Francigena, che lo porterà fino a Roma. Il percorso della Via Francigena attraversa la Francia, la Svizzera e sette regioni dell’ Italia, passando attraverso città medievali, paesi incantevoli e le Alpi nevose.

Peter, ingegnere informatico, dice: “Sto camminando da qualche settimana e ho già incontrato delle persone fantastiche lungo il percorso. Tutti sono sorpresi che io abbia scelto il periodo più freddo dell’anno per cominciare il mio viaggio. Ci sono cosi tante persone, come mia madre, che vivono con l’Alzheimer; sono determinato a procurare quante più risorse possibile per aiutare gli esperti dell’Alzheimer’s Research Uk, a trovare le terapie necessarie.

Peter viaggia con bagagli leggeri cioè con pochi vestiti, una tenda e lo stretto necessario per poter continuare il suo cammino. Ha passato il capodanno in Francia, nella sua tenda.

Quando Peter arriverà a Roma, ritirerà una bicicletta che ha lasciato qui durante un soggiorno precedente cinque anni fa. Spiega: “Cinque anni fa, ho dovuto interrompere un viaggio attorno il mondo perché non mi sentivo bene e avevo lasciato la mia bicicletta a Roma. Quando arriverò a Roma devo poi decidere se prolungare il mio viaggio su due ruote oppure se ritornare a casa in bicicletta.”

“La malattia di mia madre mi ha fatto capire che devo apprezzare le piccole cose della vita e che devo seguire i miei sogni invece di rimandarli.”

Jodie Vaughan, gestore per la accolta di fondi di Alzheimer’s Research UK, dice: “Questa è una sfida incredibile e noi siamo tanto grati a Peter che sta facendo questo viaggio epico da St. Andrews a Roma per aiutare il nostro lavoro. Ogni 20 dollari che riesce a procurare per l’Alzheimer’s Research UK, possono pagare un’altra ora di ricerca di alto livello il che ci aiuta a trovare modi per diagnosticare, prevenire, curare e guarire il morbido di Alzheimer e altre forme di demenza.

Per aiutare Peter a raccogliere soldi per Alzheimer Research UK è possibile donare online sul sito web www.justgiving.com/imayromeResearch e per seguire il progresso di Peter è possibile visitare il sito web  www.imayrome.eu.

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L’incontro di primavera della Rete dei Cammini: verso il 2016, anno dei cammini

L’attenzione ai cammini storici, a tutti i cammini storici italiani, e la consapevolezza del ruolo determinante che essi possono svolgere per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese e per la tutela del nostro patrimonio culturale ed ambientale e del nostro benEssere.

E’  stato questo il focus dell’incontro nazionale di promavera della rete dei cammini, l’Associazione non lucrativa che raccoglie le Associazioni italiane impegnate nella tutela dei cammini e dei pellegrini. Il tutto in linea con la cosiddetta “Carta di Toronto dell’Attività Fisica” (The Toronto Charter for Physical Activity: A Global Call to Action), accordo internazionale, o “protocollo globale”, attivo dal 2010,per la promozione della salute sociale attraverso la promozione del camminare.

L’INCONTRO DI PRIMAVERA della RETE DEI CAMMINI, reso possibile dalla preziosa collaborazione e ospitalità della consociata POLISPORTIVA DILETTANTISTICA MONTALTO / AMICI DEL CAMMINO DI SAN PELLEGRINO, ha avuto luogo sabato 7 marzo dalle 15.00 presso la sede del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia, con il titolo VIE SOTTO I NOSTRI PIEDI. UN “VICINO” CHE PORTA LONTANO. Per la riscoperta dell’Italia “minore” e dei suoi cammini . L’ambiente, quello delle terre di Matilde di Canossa, dove storia e natura creano un binomio straordinario. L’incontro ha visto gli interventi del MIBACT, della UNIONE NAZIONALE DELLE PROLOCO D’ITALIA, degli enti territoriali direttamente interessati allo sviluppo dei cammini, quali i comuni del territorio e il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

In sinergia con essi, nel corso dell’incontro la RETE DEI CAMMINI ha fatto proposte concrete di azioni congiunte:

il “rinforzo” della GIORNATA NAZIONALE DEI CAMMINI FRANCIGENI come EVENTO DI PROMOZIONE del benessere della persona, oltre che di cura dei luoghi. dei monumenti, dell’ambiente; la conseguente decisione di coinvolgere nella GIORNATA oltre ala CAI, dieate del progetto SALUTEINCAMMINO, Enti con mission sociale, educativa e sociosanitaria, come AUSER, AGESCI, ASL;

la realizzazione di una iniziativa di CONVERGENZA, identificata nella giornata del 15 ottobre 2015, a Roma, dove in quella data convergeranno cinque grandi eventi: la tradizionale presentazione della Giornata Nazionale dei Cammini francigeni con il suo colorito corredo di video; l’arrivo a Roma del grande pellegrinaggio transeuropeo PILGRIM CROSSING BORDERS da Trondheim (Cammino di S. Olaf- Norvegia) a Roma; la conclusione del cammino Assisi-Roma, organizzato dalla UNIONE NAZIONALE DELLE PROLOCO D’ITALIA (UNPLI); l’arrivo a Roma dai Cammini del Sud; l’evento middleterm del grande CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA (Sardegna)

Tutto questo farà di Roma e di quel 15 ottobre 2015 il luogo e il momento ideali per fare conoscere al più vasto pubblico l’immenso patrimonio dei cammini italiani e per presentare il nuovo grande progetto della RETE per il 2016: quello di fare del 2016 l’ANNO Nazionale dei CAMMINI.

Il tutto sarà promosso dalla RETE DEI CAMMINI anche in occasione di EXPO 2015, dove la RETE sarà presente dell’8 al 21 giugno, ospite dell’Associazione NOCETUM ONLUS di Milano, presso la Cascina TRIULZA, il settore di EXPO dedicato alla Società Civile e al Terzo Settore.

INFO/CONTATTI:

Associazione RETE DEI CAMMINI, Via G. Ferrari 2 – 2100 Como, tel 031 279684 mobile 347 7418614 ;

email info@retecamminifrancigeni.eu website www.retecamminifrancigeni.eu

LA RETE DEI CAMMINI aderisce a EUWALKNET- RETE EUROPEA DELLE CITTA’ CAMMINABILI

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Approvata l’estensione della Via Francigena nel Sud, in direzione Gerusalemme

Giornata storica per la Francigena: l’Assemblea generale AEVF ha approvato l’estensione della Via Francigena al Sud Italia. L’istruttoria tecnica del dossier curata da Società Geografica Italiana.

Giovedi 19 marzo è stata una giornata importante per la Via Francigena, a Roma, presso la prestigiosa sala “Pietro da Cortona” dei Musei Capitolini. Nel corso dell’Assemblea dell’Associazione Europea delle Vie Francigene è stato illustrato ed approvato il dossier di candidatura per estendere alla Via Francigena del Sud la certificazione di “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”. L’assessore alla Cultura e Turismo di Roma Capitale Giovanna Marinelli ha portato il saluto dell’amministrazione comunale e ne ha confermato l’impegno in merito all’attrezzamento e alla promozione nel territorio romano illustrando la recente deliberazione in merito della giunta comunale.

All’assemblea hanno partecipato due autorevoli esponenti politici, grandi amici della Francigena: l’eurodeputato Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, e Francesco Rutelli, già Sindaco di Roma e Ministro dei Beni Culturali, incaricato dal Vaticano per migliorare il sistema di accoglienza dei pellegrini a Roma e l’ingresso a nord attraverso il Parco dell’Insugherata e di Monte Mario.

All’assemblea hanno partecipato inoltre rappresentanti di comuni, province, regioni ed associazioni amiche. AEVF, in veste di organismo preposto a tutela e valorizzazione dell’itinerario europeo, ha portato a termine questo percorso in stretta relazione con l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo.

La deliberazione dell’Assemblea generale AEVF approderà nei prossimi giorni a Lussemburgo al Consiglio di Direzione dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali per la ratifica. L’istruttoria tecnico-scientifica è stata autorevolmente curata da Società Geografica Italiana, il cui Segretario Generale prof. Simone Bozzato ha presentato il lavoro svolto e la cartografia prodotta.

A tre anni dall’adesione di Regione Puglia e Regione Lazio, cui sono seguite quelle delle altre Regioni, AEVF ha compiuto l’importante passo in accordo con i propri associati: “Il via libera alla Via Francigena nel Sud costituirà il presupposto di un progetto integrato di cultura e turismo in grado di rispondere alla tendenza corrente orientata all’incontro, alla conoscenza, all’esperienza. Ciò è ancor più vero nel momento in cui la Chiesa cattolica indice il Giubileo la cui filosofia è in perfetta sintonia con quella della Francigenapoiché Francigena è anche percorso di dialogo interculturale ed interreligioso collegante grandi centri mondiali di spiritualità: Canterbury, Santiago di Compostela, Roma, Istanbul, Gerusalemme. “ha  spiegato il presidente Massimo Tedeschi.

E’ intervenuto all’assemblea Fabio Dialmi, vicepresidente della Associazione Europea della Via Egnazia, con sede a Tirana, itinerario che integra idealmente e fisicamente la Via Francigena e che conduce da Durazzo, città portuale albanese, all’antica Costantinopoli, oggi Istanbul, attraverso l’antica via consolare romana.

La giornata del 19 marzo ha avuto un importante prologo al mattino, presso la Camera dei Deputati. AEVF ha incontrato i rappresentanti della Associazione interparlamentare degli “Amici della Via Francigena” che raggruppa 40 parlamentari di tutti gli orientamenti politici. Gli onorevoli Alessandra Terrosi, Giuseppe Romanini e Francesco Prina hanno poi partecipato anche all’Assemblea generale AEVF del pomeriggio. Il supporto dei membri del Parlamento assume enorme importanza per raggiungere gli obiettivi pratici e strategici di sviluppo del progetto francigeno con particolare riferimento ad accoglienza, percorso, sicurezza.

 

 

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Sarà ripristinato il tratto della via Francigena che attraversa il comune di Massarosa

Approvato dalla giunta municipale il progetto definitivo relativo alla messa in sicurezza di una parte del tracciato della via Francigena, insistente sul territorio del comune di Massarosa.

“L’intervento- spiega l’assessore alla mobilità lenta Stefano Natali- che è stato finanziato con € 180.000,00 dalla regione Toscana, prevede il ripristino di una strada vicinale già esistente che dalla località Purgatorio risale fino all’abitato di Gualdo per poi scendere gradualmente fino a Vapromaro, all’altezza della Casa del Pellegrino.

L’intento è quello di evitare che i pellegrini, in questo tratto, si trovino a dover transitare sulla via provinciale SP1 offrendo loro un percorso indubbiamente più sicuro e paesaggisticamente più interessante. Un sentiero il cui sviluppo totale è di quasi tre km, la maggior parte dei quali attraversano il bosco, la cui sezione sarà portata a circa 2 mt. in modo da poter poi garantire il transito ai mezzi che dovranno curarne la manutenzione. L’intervento prevede inoltre l’esecuzione di alcune opere di ingegneria naturalistica a monte e a valle per il contenimento della scarpate nonché opere di regimazione idraulica.

La via Francigena- conclude Natali – rappresenta una straordinaria opportunità turistico-culturale per il nostro territorio, che si sposa perfettamente con i progetti di mobilità lenta fortemente voluti da questa amministrazione. Ricordo che nel 2014 le presenze in Toscana legate alla via Francigena sono state 150 mila contro le 100 mila nell’anno precedente . Un incremento assolutamente straordinario che persiste dal 2011 con una crescita sempre costante”.

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Centro Didattico Pieve di Sorano, Filattiera, sempre più punto di riferimento del turismo in Lunigiana e della Francigena

A Filattiera Il Centro didattico di Sorano, Porta del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano per le Pievi e le Vie Storiche, ubicato lungo la Via Francigena accanto alla Pieve romanica di Santo Stefano di Sorano, è sempre più punto di riferimento per il turismo in Lunigiana.

Sorano che per secoli ha avuto un  ruolo baricentrico in Val di Magra, lo testimoniano i reperti qui trovati, dalle Statue Stele al Medioevo, passando attraverso i Liguri Apuani, i Romani, i Bizantini, sta ora diventando punto di riferimento per lo sviluppo turistico dell’area. Il Centro, gestito da maggio 2014 dall’Associazione di Turismo Responsabile Farfalle in Cammino in collaborazione con Comune di Filattiera e Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, ha ospitato in questo primo anno di vita più di 20 differenti eventi tra presentazioni di libri, convegni, su tutti Bikeway2014, corsi e incontri. Importante anche l’attività didattica con lo scavo archeologico e le proposte rivolte ai bambini e ragazzi della scuola primaria.

Il centro didattico è anche punto di riferimento del progetto ParcoBike, mobilità sostenibile nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Punto informazioni turistiche e riferimento per i pellegrini che transitano su questo tratto di Via Francigena, in collaborazione con Associazione Europea delle Vie Francigene. Da Febbraio 2015 è stato allestito anche un servizio WiFi Free fruibile all’interno del centro e nel piazzale antistante a disposizione di cittadini, turisti e pellegrini.

Dalla settimana dopo Pasqua,  precisamente da mercoledì 8 aprile, riaprirà con regolarità il Punto Informazioni turistiche, in cui personale qualificato sarà pronto ad accogliere turisti e pellegrini e fornire utili informazioni sul territorio. Sarà inoltre possibile consultare guide e cartine del territorio, reperire materiale informativo, connettersi gratuitamente a internet con i propri dispositivi mobili o con una postazione fissa allestita, acquistare oggetti ricordo della Via Francigena, questi gli orari di apertura per tutta la Primavera ed Estate 2015 (8 Aprile – 27 Settembre):

  • Mercoledì, Giovedì, Venerdì 9.30 – 12.30
  • Sabato, Domenica 9.30-12.30/15.00-17.00
  • Lunedì e Martedì Chiuso

Per ulteriori informazioni:

info@farfalleincammino.org

Segreteria Farfalle 331.5740114

Punto Info Sorano 0187.457523

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Sulla Francigena in bicicletta, Lorenzo racconta la sua esperienza

Lorenzo racconta la propria esperienza in bicicletta lungo la Francigena, verso Roma. Una di quelle avventure che si ricordano per tutta la vita.

Da diverso tempo mi frullava in testa un’idea fissa: percorrere la Via Francigena in bici.
Per chi non lo sapesse, la Via Francigena è un percorso antichissimo. Fa parte di quelle strade medioevali chiamate “Vie Romee”, nel senso che “portavano a Roma”: parte da Canterbury, in Inghilterra, attraversa tutta la Francia, valica le Alpi per discendere verso la pianura padana e si dirama nei meravigliosi paesaggi toscani, dalle colline lucchesi alle crete senesi per terminare nell’abbraccio barocco di piazza San Pietro.
Da Torino – punto di partenza – sono suppergiù 850 chilometri.

Ho passato qualche anno a chiedere – invano – a qualche amico di accompagnarmi in questa avventura, ricevendo sempre risposte negative; così, dopo un po’ di tempo passato a correre maratone, ho deciso finalmente che era arrivato il momento di provarci.
Da solo.
Mi sono comprato una mountain bike nuova della Bianchi, un portapacchi, i parafanghi e via! Direzione Roma.

La fase della preparazione si rivelò, come capita spesso, quella più fastidiosa, noiosa e meticolosa. Ansia di partire, e pulsioni ossessivo-compulsive nel curare tutti i dettagli, più e più volte: dormirò qui, dovrò fare tot chilometri, devo allenarmi fino a quel punto, devo mangiare con equilibrio… Non cose che mi facevano stare benissimo, ero la personificazione dell’agitazione. Ho passato mezza dozzina di notti per cercare di caricare le mappe gps sull’orologio, cosa che la maggior parte degli under 15 suppongo risolva bendato e con la mano destra legata dietro la schiena. Ma io sono un non-tecnologico fatto e finito, ho appena aperto una corrispondenza diplomatica col microonde e siamo ancora ai saluti formali (conto per Natale di arrivare a darci del tu e poi, chissà, potremmo anche finire per volerci bene): vi sarà facile immaginare l’esito dell’operazione “scarica le mappe/aggiornale/convertile nel formato adatto/caricale/impara a usarle”. 

Finalmente il giorno della partenza arriva, ad inizio giugno: le previsioni meteo sembrano essere dalla mia parte, per la prima settimana è previsto sempre il sole (ed effettivamente è poi andata così: un gran sollievo, non posso immaginare cosa sarebbe stato percorrere chilometri e chilometri di sterrato con una bici carica sotto il diluvio).
Parto da Sassi, quartiere di Torino che pur non essendo vicino al centro si fatica a definire “periferia”: case basse, qualche giardino, il fiume che scivola molle nell’odore dell’erba di giugno e il verde vitale della collina sullo sfondo.
La mia intenzione è percorrere la Via il più possibile senza deviazioni sulla Strada Statale: percorso originale, buche, polvere, alta fedeltà. Munito di cartine (nel senso vero e proprio del  termine: il “progetto gps” è naufragato miseramente), mi sono segnato con l’evidenziatore gli sterrati più selvaggi. Per ficcarmici dentro con tutto me stesso, ovviamente: questa avventura ha un senso solo se e nella misura in cui mi mette alla prova.

Il clima è torrido, i primi tre giorni supera anche i 40 gradi di temperatura: nelle risaie del vercellese non è proprio una notizia magnifica, a cui si aggiungono zanzare che arrivano in stile Apocalypse now, con tanto di Wagner in sottofondo. Il primo giorno scorre alla grande, fatta eccezione per una foratura nella ruota posteriore in pieno “deserto vercellese”, sperduto tra i canali.

La bici è molto pesante (20 kg), ma scorre che è un piacere.
La preparazione schizofrenica mi ha regalato un’agendina piccola ma zeppa di contatti: si tratta di numeri di telefono di case di accoglienza, parrocchie e monasteri sulla Via. In cambio di un’offerta libera mi offrono una brandina, una coperta e una doccia.

Le prime due tappe  (Torino-Pavia; Pavia-Fidenza) sono abbastanza piatte e monotone, dalla terza si comincia a fare sul serio: il Colle della Cisa è la mia personalissima Cima Coppi. Seicento metri di dislivello distribuiti su una ventina scarsa di chilometri mi separano dalla Versilia, e alla base sembrano veramente insormontabili con una  bici così pesante.
La fatica è veramente immensa, ma una volta scollinato posso fermarmi a dormire a Pontremoli in una comunità di monaci con un’abbazia molto accogliente.

Il giorno dopo un amico mi aspetta a Viareggio: per questo nei primi giorni ho “tirato”, per portarmi avanti nei km e concedermi una giornata di “riposo”, che prevede solo 60 km.
Ad ogni modo, in quattro giorni prima di arrivare in Versilia ne ho già macinati molti più di 400, quindi sono più che soddisfatto.

Dicevo all’inizio di quanto è bella la Toscana. Magnifica Toscana, davvero: peccato che in questa terra non esista un  metro di pianura, salita e discesa costanti (o mangia e bevi, come dicono loro).  Dopo il mio giorno viareggino a ritmi più bassi inizia il pezzo più duro.
La tappa è Viareggio-San Gimignano attraversando Lucca e tutta la Valle del Montalcino: gli ultimi 30 km sono un inferno, San Gimignano la vedi sempre lì ma sembra non arrivare mai, e una “crisi di fame” mi coglie all’improvviso sotto il sole  cocente.
Entrato finalmente nelle porte di San Gimignano mi dico: “Lorenzo,  va bene tutto, il sacrificio, il pellegrinaggio e quello che vuoi, ma stasera dormi in albergo”. Ebbene si, ho ceduto alla tentazione. La vasca da bagno mi è sembrata la cosa più bella che potesse  esistere…

Sveglia! si riparte per un’altra tappa durissima ma dal  paesaggio mozzafiato, percorrendo le vie del Brunello. San Gimingnano-Acquapendente (nel Lazio) passando per Siena e la Valle del Montepulciano.
All’arrivo a Siena mi attende Maurizio, un mio caro amico che ha deciso di accompagnarmi per gli “ultimi” 350 km senza un briciolo di allenamento sulle due ruote: un grandissimo.
Avere un compagno è una cosa molto rasicurante: sapere di avere un appoggio nel caso succedesse qualcosa non è affatto male.
Anche questa tappa è molto dura, ma dal giorno dopo si respira già aria di arrivo. Acquapendente-Laghi di Bracciano non è particolarmente impegnativa, si passa per Viterbo, le strade sono molto più brutte e in cattivo stato rispetto alla Toscana ma ormai si contano solo i km che ci  separano da Roma.

Finalmente si arriva a San Pietro. Ci teniamo l’ultima tappa molto corta appositamente per poter festeggiare l’arrivo a Roma in grande stile, con soli 50 km. Fortunatamente entriamo nella Città Eterna la domenica mattina presto ed il traffico non è così caotico. Rischiamo la vita solo in un paio di occasioni.
Siamo elettrizzati, ce l’abbiamo fatta veramente! Senza appoggio logistico, con una bici discreta e stracarica e con poco allenamento! La sera si festeggia con un bel po’ di birre e spritz! 

È stata un’avventura che ricorderò tutta la vita: il mio progetto ora è ovviamente di farne altre.
Sarebbe bellissimo poter avere il tempo per partire da Torino ed andare fino a Santiago di Compostela (dove ho gia fatto il pellegrinaggio a piedi): una qualcosa come 1800 chilometri di percorso, si tratta solo di trovare un po’ di coraggio. Ma l’idea di essere da solo con (e contro) la natura, la bicicletta è elettrizante, e la fatica è una droga potentissima, una cosa che ti rigenera.
Mentre sei da solo coi tuoi pensieri, coi muscoli massacrati e il solo desiderio di un riparo alla fine della tappa fai i conti con te stesso, i tuoi dolori, le tue preoccupazioni, i tuoi obiettivi, la tua determinazione: questo è quello che chiama “capire le cose veramente importanti della vita”. Anche per questo percorso, del tutto interno alla propria anima, ci vanno allenamento e intraprendenza.

Lorenzo Bertoldini

Fonte e sito con articolo: Tagli