Via Francigena

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Gli amici di Ivrea danno il benvenuto all’Abate di Saint-Maurice

Il 20 agosto è stato accolto ad Ivrea un piccolo di gruppo di pellegrini, guidato dall’Abate Joseph Roduit, attualmente in cammino verso l’Abbazia di Saint-Maurice nel Cantone Vallese per la ricorrenza del 1500esimo anno della fondazione. Il 29 agosto sono previste le celebrazioni ufficiali.

L’Associazione “La Via Francigena di Sigerico” di Ivrea, ha dato loro il benvenuto e li ha accompagnati per una breve visita ai monumenti dell’Ivrea Medievale, alla Chiea di S. Bernardino ed al Duomo, dove hanno potuto incontrare il Vescovo Mons. Edoardo Cerrato.
 
L’Abate Roduit ha fatto dono al Vescovo di un libro sull’Abazia e di un oggetto originale svizzero, esprimendo il proprio augurio di “Buon Cammino” ai pellegrini in partenza .

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Cammino dei Diritti. Tanti passi per l’uguaglianza

E’ partita il 15 agosto da Torino, la marcia ‘Cammino dei Diritti‘, promossa da Piero Spina per rivendicare i diritti delle coppie di fatto di tutte, etero e no, sostenuta dai Radicali.

La meta da raggiungere è Roma il 20 settembre percorrendo la Via Francigena. presenti alla partenza esponenti di associazioni per i diritti come Angelo Pezzana, fondatore del Fuori, e Paola Bragantini, parlamentare Pd che ha annunciato che il 20 sarà a Roma. Hanno mandato il loro saluto, tra gli altri, il sindaco Piero Fassino e l’assessore Ilda Curti.

Lo scopo e le motivazioni sono spiegate nel dettaglio da Piero Spina nella pagina del “Cammino dei diritti“.

Sono tante le storie di soprusi che ogni giorno coinvolgono le coppie di fatto”, con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione del governo su una legge che garantisca alle coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate, compresa la reversibilità della pensione e la possibilità per gli omosessuali di sposarsi civilmente.

4 settembre 2011: Rossana Podestà, compagna per trent’anni dell’alpinista esploratore Walter Bonatti, viene allontanata dalla rianimazione di un ospedale romano (“tanto lei non è la moglie”).

24 maggio 2014: un mio caro amico muore di cancro. Il compagno di una vita non può autorizzare l’espianto delle cornee perché “non è un parente”, con grave danno per la collettività.

Questi sono solo due tra i numerosi episodi di ingiustizia sociale che continuano a succedere nel nostro Paese, che non vuole dare tutele alle coppie di fatto, spesso invocando la priorità, quando non l’esclusiva nelle scelte, alla sola famiglia tradizionale. 

Dal Dopoguerra ad oggi, tutti i Governi che si sono succeduti hanno colpevolmente ignorato i diritti di milioni di persone.

Questo Cammino dei Diritti vuole sensibilizzare l’Opinione Pubblica e chiedere al Governo Italiano:

una legge che garantisca alle coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale, diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate (possibilità di stare accanto al proprio compagno in ospedale, reversibilità della pensione, ecc.)
una legge che garantisca alle coppie dello stesso sesso che lo desiderano, di potersi sposare civilmente
Negli altri Paesi europei dove queste leggi già esistono, la famiglia tradizionale non ha subito contraccolpi di alcun tipo e tutto procede come prima, con una sola differenza: è stato posto rimedio a una grave ingiustizia e finalmente tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo. Piero Spina – Presidente del Comitato promotore del Cammino dei Diritti”

Erano circa una ventina il 15 agosto tutti con la t-shirt bianca e la scritta “Camminata dei diritti”, il percorso e le esperienze dei “pellegrini” è aggiornato sulla pagina Facebook e da Radiofrancigena queste le tappe del cammino:

15 agosto: Torino-Castiglione Torinese km 15,6

16 agosto: Castiglione Torinese-Lamporo km 32,9

17 agosto: Lamporo-Vercelli km 29,9

18 agosto: Vercelli-Robbio km 18,5

19 agosto: Robbio-Mortara km 15,6

20 agosto: Mortara-Gropello Cairoli km 24,6

21 agosto: Gropello Cairoli-Belgioioso km 33,1

22 agosto: Belgioioso-Orio Litta km 24,1

23 agosto: Orio Litta-Montale km 26,3

24 agosto: Montale-Fiorenzuola km 22,7

25 agosto: Fiorenzuola-Costamezzana km 28,5

26 agosto: RIPOSO

27 agosto: Costamezzana-Sivizzano km 26,8

28 agosto: Sivizzano-Berceto km 22,8

29 agosto: Berceto-Pontremoli km 26,3

30 agosto: Pontremoli-Aulla km 27,9

31 agosto: Aulla-Sarzana km 15,8

01 sett-: Sarzana-Pietrasanta km 33,9

02 sett.: Pietrasanta-Lucca km 32,3

03 sett.: Lucca-Altopascio km 16,4

04 sett.: Altopascio-San Miniato km 23,5

05 sett.: San Miniato-Gambassi Terme km 23,6

06 sett.: Gambassi T. – San Gimignano km 13,5

07 sett.: RIPOSO

08 sett.: San Gimignano-Monteriggioni km 24,8

09 sett.: Monteriggioni-Siena km 15,3

10 sett.: Siena-Ponte d’Arbia km 26,2

11 sett.: Ponte d’Arbia-San Quirico km 22,3

12 sett.: San Quirico – Radicofani km 28,6

13 sett.: Radicofani-Acquapendente km 23,8

14 sett.: Acquapendente-Bolsena km 20,0

15 sett.: Bolsena-Viterbo km 32,4

16 sett.: Viterbo-Capranica km 30,9

17 sett.: Capranica-Campagnano km 25,8

18 sett.: Campagnano – La Storta km 24,3

19 sett.: La Storta – Roma km 14,5

Fonte: TazebaoNews

 

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Arte in tavola sulla Francigena, a Berceto

A Berceto fino al 13 settembre si può sostare per «gustare l’arte». Quarantaquattro artisti sulla strada del gusto e dell’arte, lungo la via Francigena che va da Roma a Canterbury e che in questo caso interessa solo la tratta italiana, con tutti i comuni aderenti all’iniziativa promossa dall’Associazione Sentieri dell’Arte e patrocinata dall’Associazione Europea Vie Francigene.

Li troviamo esposti in ordine topografico (dalla Valle d’Aosta a Roma) nella mostra al Museo Pier Maria Rossi di Berceto, una delle tappe più significative di un percorso che vuole valorizzare le tradizioni del gusto associate a quelle dell’arte figurativa; quindi ricette sui tavoli e pitture, sculture, fotografie, installazioni nelle sale. Una dedicata a 9 artisti bercetesi: Claudia Tebaldi con una natura morta pop a confronto con quella tradizionale di Maria Manghi, Mara Carrescia con il suo “Volto d’anziana” a celebrare i depositari della tradizione, come fa Giuseppina Pioli con l’intenso ritratto del nonno a puntasecca su lastra di zinco. Alan Alfieri evoca la figura dello “Spaccapietre” con segno marcato, espressivo, Luciana Zucchelli dipinge volti femminili lunari, evocativi e Paolo Delpiano si spinge nell’astrazione estrema, geometria di linee purissime, mentre Giuseppe Bigliardi, anche lui molto sintetico e simbolico propone la “Babele”, struttura di legno e piombo con la scritta Genesi in tutte le lingue e il numero 01, ovvero la lingua binaria, a ricordare come la via sia da sempre stata il mezzo di comunicazione, nel Medioevo come e forse più di ora. Infine due sculture differenti per stile e per dinamica nello spazio ma unite nel segno del cammino e della fede che conduce: il bozzetto ligneo per la statua di S. Moderanno di Claudio Marchetti e “il Pellegrino” in trucioli di ferro dipinti di Pino Carcelli.

Da segnalare l’imponente scultura de “Il viandante” di Mario Tonino di Carema, gigante di terra uscito dalla fantasia di Tolkien, “Il mercato delle donne” del piacentino Alberto Gallerati, vago ricordo di Guttuso ma con figure tra la ferma iconicità di Campigli, la composta bellezza di Cassinari nei volti e la gioiosa esuberanza corporea di Botero.

A fianco un suggestivo quadro dalle tinte ocra e i corposi spessori a spatola del fidentino Rino Sgavetta rievoca il passo del viandante a cavallo “Sulla via Francigena”, mentre il fornovese Ermanno Ponzi apre “Una finestra sul Taro” da dove entrano solo le tinte delle emozioni, del fango e della sera, informi sensazioni. Nell’altra sala s’ammira l’ariosa natura morta dell’acquerellista inglese Jannina Veit Teuten che aveva già presentato una personale in questa sede, quindi l’intenso “Angelo del pellegrino”, dalle linee in stile “Scuola romana” dell’artista, poeta, scultore Massimo Lippi di Siena. Il pontremolese Luciano Preti propone un’arca bronzea con lo sfondo di un sole ripreso da un arredo liturgico barocco, mescolando tempo e spazio e creando la dimensione di un viaggio eterno, tra aldiqua e aldilà, tra passato e futuro, umano e divino. Roberto Joppolo di Viterbo ha dipinto una sinfonia di corpi intrecciati, puzzle colorato che è abbraccio universale e corale preghiera di vita e d’amore, la stessa fusione che si ritrova nelle sue celebri sculture. E questa commistione introduce all’interessante collaterale al secondo piano con le opere delle creative del “Parma Patchwork Club” che celebrano l’arte e il gusto della via Francigena con lavori non più definibili come mero artigianato. Nell’anno dell’Expo, ecco l’esaltazione delle eccellenze italiane lungo la via da sempre più famosa d’Europa.

Manuela Bartolotti su Gazzetta di Parma

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Il report della VII riunione interregionale

Il rapporto della VII riunione di coordinamento tra le Regioni europee della Via Francigena, svoltasi il 26 giugno u.s. negli spazi dell’Abbazia di Saint-Maurice in collaborazione con l’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno portato il loro significativo contributo, funzionale per il dibattito e ai risultati della riunione, ed ai partner di Saint-Maurice e del Canton Vaud per la calorosa e generosa ospitalità.

Report in allegato

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Tra Santiago e Roma, lungo la Via Tolosana

Da Arles a Toulouse, attraverso la Provenza, Linguadoca e Midi-Pirenei. Luca Bruschi racconta l’esperienza di questo affascinante cammino che da una parte guarda a Santiago di Compostela, dall’altra volge lo sguardo verso Roma e la Francigena.

IL TRACCIATO
In cammino per quasi 400km lungo la Via Tolosana, una delle quattro vie storiche che portano a Santiago de Compostela e che si riuniscono in un solo itinerario in Spagna, a Puente-la-Reina. Questo primo cammino parte da Arles passando da altri splendidi luoghi come Saint-Gilles, Montpellier, Toulouse e Somport; un altro parte invece da Puy-en-Velay, verso Conques e Moissac; Il terzo inizia da Vezelay e l’ultimo da Tour, in direzione Saint-Jean d’Angely e Bordeaux. Cammini carichi di storia, di cultura, di spiritualità.

Oggi la Via Tolosana è ben segnalata con l’indicazione GR653. Questo cammino è lungo in totale circa 700km. Una volta arrivato al colle di Somport si unisce al cammino aragonese ed entra in Navarra, dove poi incomincia il celeberrimo Camino Francés. Questa via viene percorsa nella doppia direzione, cioè verso Santiago e verso Roma: attualmente il percorso è aperto anche ai pellegrini nella parte francese fino alle Alpi del Monginevro (GR653D) e nella tratta fino al confine con la Liguria (GR653A), verso l’Italia.

Una via che racchiude al suo interno numerosi siti inseriti all’interno del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1998. Diventa difficile sintetizzare i motivi per cui vale la pena scoprire “lentamente” questo percorso, a piedi o in bicicletta. Personalmente ho apprezzato i piccoli villaggi attraversati intrisi di colore e mediterreneità, i paesaggi selvaggi della Camargue, l’impronta romana legata alla storia passata, le distese di vigneti che si attraversano, il Ponte del Diavolo ed la splendida abbazia di Saint-Guilhem, il parco naturale regionale dell’Alta Linguadoca, il patrimonio gastronomico, l’accoglienza verso i pellegrini.

IL COLLEGAMENTO CON LA VIA FRANCIGENA
Il collegamento con la Francigena ed il potenziale che lega i due itinerari è di indubbio valore storico. Da una parte il cammino si innesta al valico del Monginevro, in Piemonte, dall’altra in Liguria, seguendo quella che viene definita “Via della Costa”. In entrambi i casi il percorso francese – segnalato dalla Federazione Francese della Randonnée Pedestre (FFRP) in collaborazione con le istituzioni locali- si collega alla Francigena europea di Sigerico e ne diventa la naturale estensione verso Roma.

L’Associazione Chemins Saint-Jacques Compostelle (ACIR) è il punto di riferimento per tutti coloro che vogliono approfondire e percorrere questo cammino. Ho avuto la possibilità di incontrare Sebastian Penari e Laetitia Marin, due dei responsabili della rete europea fondata nel 1990 dalle regioni- Midi-Pyrenées e Aquitaine, supportata dalla città di Toulouse (oggi riunisce oltre 80 città e 30 associazioni amiche). Dalle loro parole si percepisce tanto del grande lavoro che stanno facendo per promuovere la via, oggi ancora poco fequentata (sono solo 2.000 pellegrini all’anno) e per preservarne il valore culturale. Grazie al prezioso lavoro dell’associazione, in collaborazione con la FFRP ed il Ministero della Cultura Francese, i Cammini di Santiago di Compostela in Francia sono stati iscritti al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO attarverso la messa in rete di 64 monumenti individuali e 7 d’insieme. Una attività comune tra la ACIR e l’AEVF è auspicabile, soprattutto per lavorare congiuntamente su temi quali segnaletica, manuenzione, accoglienza, percorso, promozione, progettazione transfrontaliera, scambio di buone prassi.
Per maggiori info:
Agence de Coopération Interregional et Réseau Chemins de Saint-Jacques de Compostelle (Touluse)
www.chemins-compostelle.com

LE IMPRESSIONI DI VIAGGIO
Mi sono lasciato trasportare dal cammino, come sempre mi accade. Ho scelto volutamente questo “angolo” di Francia poco frequentato dai pellegrini ed ancora poco conosciuto. Esso mi ha restituito un tempo prezioso per fermarmi, per guardare lontano, per riflettere. In cammino riesco a prendere appunti, chiacchierare senza fretta con persone lungo la via, faccio vagare e fluttuare i miei pensieri con il tempo che scorre senza il minimo affanno. Tutto si relativizza alla velocità di 4km/h con il ritmo cadenzato del bastone che, ogni volta che tocca il terreno, sostituisce idealmente la lancetta del mio orologio.

Da undici anni trovo in questo modo di viaggiare una autenticità che ogni volta riesce a sorprendermi. E’ bello lasciarsi trasportare verso posti nuovi, ascoltare la gente, le loro voci e le loro storie, vedere le facce delle persone. Si tratta poi di esperienze di viaggio che racchiudono una forte dimensione spirituale e di ricerca personale, anche legata alle radici culturali di questi cammini. Su questi sentieri e in questi luoghi riesco a sentire la voce della storia.

Mi piace viaggiare cosi. Viaggiare alla fine penso sia un’arte semplice, fatta di pochi ingredienti e senza nulla di superfluo. Parafrasando Tiziano Terzani, più il viaggio è lento, più riesco a farlo con passione e amore. Trovo anche nella solitudine del viaggiatore una magnifica compagna. Di questo cammino mi rimangono ovviamente gli incontri, quelli che magari fai per caso e che per tutta la vita porti con te: il giramondo esploratore Philipphe conosciuto a cena a Saint-Gervais-sur-Mare, alcuni hospitaleri come il folle “pasionario” Nicolas a Vauvert, Jean Claude che si fa in quattro per accompagnarmi nel punto tappa ad Anians, l’anziana signora di Lodeve che si preoccupa per rifornirci le provviste di cibo per la lunga tappa successiva, il pittore ed artista Catalo di Boissezon che mi apre le porte della sua casa/atelier per offrimi il caffè.

Ci sono i bei compagni di viaggio con i quali ho condiviso parte dell’esperienza: Irina che ha viaggiato con me la prima parte di cammino e che presto partirà per un tour di un anno in giro per il mondo; la musicista tedesca Laura, il generoso Hugo e le sue mitiche omelettes (che non si staccano dalla pentola); l’estroversa Eva che è riuscita a fare alcune tappe impegnative con l’infradito, la rassicurante e colta Caroline, l’artista “on the road” Viola alla ricerca di un nuovo cammino personale, la giovane studentessa Angie che viaggiava con uno zaino da quasi 20kg.

Jacques Lanzamann dice che “camminare diei giorni con qualcuno, è come aver vissuto dieci anni con lui“. Non posso che confermare questa affermazione, la trova assolutamente vera.

Come sempre trovo nella condivisione a fine tappa uno dei momenti più forti del cammino, fatto di racconti, di stanchezza, di aneddoti, di partecipazione. Mi rimangono poi i risvegli e le immagini avvolgenti dell’alba: la giornata assume un colore differente quando hai la possibilità di vedere il sorgere il sole e sei immerso nel slilenzio della natura e del cammino. Questi eterni momenti mi restituiscono una impagabile energia, difficile da spiegare. Tutto ciò mi fa sentire un atomo infinitesimale e mi fa entrare in un’altra dimensione dove spazio e tempo si fondono in un’unica onda emozionale. Mi sento davvero vivo.

Nel cammino riesco a spogliarmi di tutto. Nello zaino prima di partire tendo a mettere solo l’essenziale (che non supera 8kg!), comprese le mie imperfezioni e le mie paure, le ansie, le preoccupazioni che via via si fanno più leggere con l’intercedere lento del cammino. L’essenza e la semplicità del cammino le trovo poi ogni giorno, nei sorrisi gratuiti delle persone e nelle piccole cose: un grappolo di lamponi o frutta trovata lungo il percorso, una fetta di anguria o il gusto dissetante di una birra dopo la doccia a fine tappa, la scoperta di uno dei tanti prodotti gastronomici del territorio.

Ora è tempo di pensare al prossimo viaggio, come sempre inizierà con il primo passo. Penso di avere una irreversibile sindrome per questi cammini, ognuno dei quali ha una sua storia da raccontare.

Luca Bruschi

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Il B&B L’aBBaino a Bollengo, la sosta che state cercando

Se amate le mansarde vi piacerà l’aBBaino: un bed & breakfast accogliente, ristrutturato con gusto e attenzione, un ampio spazio da 1 a 4 posti letto. Un luogo di sosta, ristoro e quiete anche per fedeli e pellegrini che hanno intrapreso il lungo e affascinante cammino della Via Francigena. Un luogo dove, nei momenti di relax, potrete leggere, guardare la tv e ascoltare musica godendo della quiete circostante.

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In cammino sulle frequenze di Radio Francigena!

Il crogiolo di cultura, storia, tradizioni e turismo che si è rivelato essere la Via Francigena, si arricchisce di una nuova voce, quella di Radio Francigena, un progetto multimediale in tre lingue (Italiano, Inglese, Francese) che ha l’obiettivo di alimentare la memoria dei suoi percorsi e di darne una nuova energia, valorizzando modelli di vita slow, più consapevoli, più riflessivi, vicini alla natura.

Il palinsesto, basato su una programmazione musicale, in linea con lo spirito di conoscenza, è arricchito da interviste, anteprime, showcases dal vivo con artisti italiani e stranieri, ma anche da aneddoti e racconti direttamente dalla voce dei protagonisti dei viaggi.

Non mancheranno letture, segnalazioni di libri, racconti e chiacchierate in libertà con gli autori, con i migliori attori ma anche con i viandanti che incontreremo sui percorsi per riscoprire il valore della parola e del saper ascoltare, per camminare verso un’integrazione sociale rispettosa delle culture dei vari popoli.

Si parlerà di arte, pittura, scultura, teatro, cinema, poesia, d’immaginazione e di conoscenza per la valorizzazione del patrimonio storico; presenteremo una raccolta aggiornata di ogni espressione artistica esistente lungo i percorsi europei e francigeni in particolare.

Attraverso la radio nascerà un filo diretto con tutti i produttori di cultura turistica, di “movimento lento”, di qualità enogastronomica, di cultura del vino, di prodotti a chilometro zero, che permetterà di amplificare la conoscenza di tutte le molteplici iniziative locali.

La redazione inoltre fornirà in tempo reale aggiornamenti meteo, situazione strade, disponibilità alberghiera, ospitalità e links a cartine guide, indicazioni sui luoghi da visitare, a tutti gli eventi che saranno presentati lungo la via Francigena e i percorsi culturali europei ma ascolterà anche i suggerimenti ed i consigli degli ascoltatori.

Saranno protagonisti della web radio molti professionisti del settore radio-televisivo che sapranno interessare e coinvolgere gli ascoltatori.

Ha già sposato il progetto Fiorella Pierobon, ex presentatrice di Canale 5 e ora stimata pittrice, che sarà la conduttrice di CamminaFrancigena, la prima trasmissione di Radio Francigena, che dal 18 luglio al 2 settembre seguirà con collegamenti e podcast giornalieri un viaggio ambizioso, un cammino-evento di 42 tappe, più di 1000 km dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, una staffetta alla quale parteciperanno dieci persone, a piedi e in bicicletta, con diverse esperienze di cammino guidate da Alberto Conte di Movimento Lento.

Per seguire questo vero e proprio racconto di viaggio multimediale.

www.radiofrancigena.com

Buon ascolto!

 

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Fuori Expo “Dalla Via Francigena alla Via del Sale”: avviso alle imprese per la partecipazione al progetto

Il 1° Maggio 2015 ha avuto avvio EXPO Milano 2015, la prima Esposizione Universale a riservare alla società civile una presenza significativa e trasversale in tutto il sito espositivo, riconoscendo un ruolo specifico al contributo di imprese e associazioni.

I comuni di Colle Val d’Elsa, Monteriggioni, Poggibonsi, Radicondoli, San Gimignano, Volterra parteciperanno al progetto “Toscana Fuori Expo”, quale ulteriore opportunità per le imprese e gli enti della Toscana di presentare le eccellenze dei rispettivi territori a Milano; si tratta di un progetto integrato di valorizzazione e promozione delle eccellenze toscane, che unisce spazi espositivi e contenuti culturali, turistici, scientifici e economici. Una straordinaria opportunità per comunicare il “Buon vivere” toscano a livello nazionale ed internazionale. Il progetto che verrà ospitato negli spazi di Toscana Promozione del “Fuori Expo” si chiama “Dalla Via Francigena alla Via del Sale” e sarà coordinato da Apea Srl, società partecipata dai Comuni della Provincia di Siena, dalla Provincia di Siena e la CCIAA.

Nell’ambito di tale progetto, la Regione Toscana e i comuni mettono a disposizione uno spazio, fuori dai padiglioni di Expo, ma nel cuore di Milano, nella centralissima Via Daverio, dove si trovano i “Chiostri dell’Umanitaria”, detti anche “di San Barnaba”; un complesso del XV secolo caratterizzato da una grande accessibilità e da un’eccezionale versatilità. Questo sarà a disposizione nel periodo 1-6 Settembre 2015 e permetterà di allestire eventi promozionali, incontri B2B, mostre, convegni e conferenze, show cooking e wine bar.

Per poter rappresentare al meglio il nostro territorio e le sue eccellenze direttamente in EXPO e attrarre conseguentemente flussi di visitatori sul territorio, i comuni intendono raccogliere adesioni da parte delle imprese interessate a utilizzare gli spazi espositivi del Fuori Expo.

L’obiettivo della partecipazione all’iniziativa è mostrare come il territorio stia affrontando il tema dell’Esposizione Universale di Milano “Nutrire il Pianeta”, portando all’interno del sito espositivo la cultura gastronomica, artigianale del territorio, i prodotti locali, realizzando anche attività di degustazione.

OGGETTO DELL’AVVISO

In coerenza con quanto esposto in premessa e per la realizzazione del progetto “Dalla Via Francigena alla Via del Sale”, la cui finalità è quella di potenziare la capacità di espansione delle imprese in mercati extraregionali ed internazionali, col presente avviso si intende individuare le imprese interessate ad usufruire gratuitamente degli spazi del fuori Expo nella prima settimana di settembre 2015.

Per conferire maggiore efficacia e coerenza all’azione di marketing all’interno del Fuori Expo, le aziende dovranno possedere un oggetto sociale o svolgere attività riconducibili ai seguenti settori produttivi: tecnologia, enogastronomia, artigianato manifatturiero e design.

Nell’ambito dello spazio sarà inoltre presente un Wine Bar, per il quale Apea individuerà un soggetto gestore nella settimana prevista, e che dovrà invece operare nel settore della somministrazione di alimenti e bevande. In questo caso il soggetto gestore non dovrà obbligatoriamente avere sede legale e/o operativa nei 6 comuni interessati.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE

Le imprese interessate ad usufruire gratuitamente dell’opportunità, potranno utilizzare gli spazi per le seguenti attività:

–       Esposizione prodotti;

–       Product presentation;

–       Incontri B2B o con potenziali clienti;

–       Gestione e organizzazione eventi di degustazione, enogastronomici culturali in genere;

–       Gestione Wine Bar nel periodo 1-6 settembre

Nell’adesione al progetto l’impresa si impegna ad accettare il Regolamento generale e Regolamento tecnico predisposto dalla Regione Toscana.

SOGGETTI AMMISSIBILI E SETTORI DI RIFERIMENTO

Sono ammessi a presentare domanda di partecipazione le imprese, in possesso dei seguenti requisiti:

a) Sede legale e/o operativa nel territorio dei 6 comuni interessati (esclusi i soggetti interessati alla gestione del wine bar);

b) Aziende d’eccellenza del territorio comprese nei seguenti segmenti produttivi: tecnologia, enogastronomia, artigianato, manifatturiero e design.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE

Le imprese ammesse a partecipare saranno tenute a:

  • Sostenere in proprio le spese di viaggio e soggiorno dei rappresentanti aziendali che saranno presenti nel luogo di svolgimento delle attività;

  • Fornire gratuitamente materiale informativo l’impresa e i suoi prodotti;

  •  SOLO PER I  SOGGETTI CANDIDATI ALLA GESTIONE DEL WINE BAR – apertura del Wine Bar in tutti i giorni della settimana a partire dalle 17 di pomeriggio

    Sempre per quanto riguarda i soggetti interessati alla gestione del wine bar, essi saranno vincolati ad approvvigionarsi almeno in parte dalle aziende del territorio per i prodotti da somministrare, secondo un accordo che andrà definito con il soggetto coordinatore Apea Srl.

    MODALITA’ E CRITERI DI SELEZIONE (eventuale)

    Qualora le imprese interessate risultassero superiori ad un numero compatibile con lo spazio disponibile in Expo (indicativamente nell’ordine di 10-15 aziende) ovvero fossero estremamente concentrate in un settore di attività tra quelli indicati, sarà effettuata una selezione basata su criteri di qualità dei prodotti, sostenibilità ambientale dei processi produttivi, immagine internazionale o nazionale dell’azienda, riconoscimenti ufficiali ottenuti in precedenza.Le imprese richiedenti saranno informate tempestivamente della eventuale necessità di selezione che avrà luogo, ove occorra, nella settimana successiva alla scadenza dell’avviso.

    Per quanto riguarda la gestione settimanale del wine bar, in presenza di più soggetti candidati, anche in questo caso Apea procederà a una selezione sulla base della qualità dei proponenti e della coerenza con gli obiettivi del progetto e dando priorità a soggetti che operano sul territorio dei 6 comuni.

    MODALITÀ E TERMINI DI DI PARTECIPAZIONE

    Al fine di concorrere al presente avviso, le aziende interessate dovranno far pervenire la documentazione richiesta inviando il modello di istanza, debitamente compilato in tutte le sue parti attraverso posta elettronica all’indirizzo concorso@apea.siena.it entro il 22 luglio 2015.

    I dati comunicati nell’istanza e nella scheda tecnica di partecipazione saranno trattati da questa Amministrazione, ai fini del procedimento di selezione, a norma di legge.

    Apea Srl si riserva la facoltà di annullare la presente manifestazione di interesse qualora fattori esterni indipendenti dalla propria volontà impedissero la realizzazione e la gestione del progetto.

    INFORMAZIONI SULLA PRIVACY

    I dati richiesti sono raccolti per le finalità inerenti all’oggetto del presente avviso. Il conferimento dei dati richiesti ha natura obbligatoria. Il trattamento dei dati avverrà mediante strumenti, anche informatici, idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza. I diritti spettanti all’interessato sono quelli previsti dal d.lgs. 196/2003 e ss.mm.ii.

    ALTRE INFORMAZIONI

    Il presente avviso verrà pubblicato integralmente sul sito internet di Apea S.r.l. http://www.apea.siena.it

Fonte: Go News

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Un nuovo rifugio per i pellegrini a Radicofani

Apre il nuovo ostello per i pellegrini a Radicofani, luogo affascinante che dalla toscana conduce i pellegrini nel territorio laziale. “Una risposta concreta al crescente numero di pellegrini ma non solo”, dice il Sindaco.

“La Città fortificata di Radicofani” offre al visitatore emozioni, suggestioni e scenari di straordinaria bellezza. Valorizza il tratto centrale della Via Francigena, invitando i viandanti ad un salutare «bagno» di arte, cultura e gastronomia. La salita verso Radicofani è molto dura, ma è ripagata dal bellissimo panorama che si gode lungo il percorso attraverso la val d’Orcia e la vista sull’Amiata.

Radicofani città bella, intrisa di storia ed accogliente. Oggi con un nuovo rifugio a basso costo per i pellegrini (e non solo) della Francigena che sempre più numerosi si incamminano verso Roma, provenendo da ogni angolo del mondo. A Radicofani l’amministrazione comunale ha realizzato importanti lavori di adeguamento per mettere a norma i locali: ora la struttura può arrivare ad ospitare fino a 50 persone. Una capienza grande che risponde al forte incremento di interesse verso la Francigena, anche in vista del Giubileo.

Con grande soddisfazione il Sindaco Francesco Fabbrizzi sottolinea questa importante azione che il territorio di Radicofani, da molti anni impegnato per sostenere lo sviluppo e l’accoglienza della Francigena, ha voluto mettere in campo: “Il comune attraverso una gara di appalto ha deciso di affidare la gestione del rifugio e dell’ufficio informazioni ad unico soggetto per ottimizzare le risorse e per offrire un servizio di qualità in termini di accoglienza turistica, materiale informativo, bookshop e monitoraggio. E’ stata anche l’occasione per dare una risposta di tipo occupazionale ed offrire opportunità di lavoro grazie alla Francigena”

La Francigena sta generando sui territori importanti ricadute, in ambito culturale, turistico, sociale ed economico. Negli ultimi mesi si registra l’avvio di nuove start-up, l’apertura di luoghi di accoglienza pubblica e privata per i viandanti, la creazione di nuove app e strumenti di comunicazione, l’esplosione dell’editoria, l’incremento della ristorazione che presenta il menu del pellegrino, la nascita di nuove reti di impresa e associazioni giovanili che grazie alla Francigena offrono servizi ai camminatori.

Ancora una volta (e l’esempio del comune di Radicafani lo dimostra) diventa essenziale la collaborazione fra le istituzioni, associazioni e operatori privati affinchè il cammino della Francigena possa diventare sempre più fruibile, bella ed accogliente.

Luca Bruschi

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Un cammino di straordinaria bellezza

 

Una strada faticosa si trasforma in opportunità. Il racconto finale del direttore di Varesenews Marco Giovannelli che riassume esperienze ed emozioni di un viaggio più dimensioni

 

 I piani di lettura sono tanti, e ognuno si interseca con gli altri in una narrazione densa di riflessioni ed emozioni. Così, a caldo, mi viene da dire che la Via Francigena è una straordinaria opportunità.
Lo è sul piano individuale, su quello culturale, su quello collettivo e anche sociale.
È un cammino di straordinaria bellezza che permette al pellegrino di immergersi nella natura, ma anche nelle problematiche che viviamo ogni giorno.

Lo sguardo è diverso perché si è centrati prima di tutto su se stessi. Il procedere giorno dopo giorno, passo dopo passo, richiede prima di tutto una capacità di ascolto del proprio corpo e poi della propria anima. La psiche parla molto ed è bene ascoltarla. Racconta di noi permettendoci di andare più in profondità alla scoperta di lati di noi spesso sopiti nella nostra quotidianità.

Lo si avverte anche nello sguardo e nel racconto dell’altro. In questo io sono stato molto fortunato perché prima di partire ho cercato di capire cosa fosse stato meglio per me vivere dentro quella esperienza. L’avrei vissuta nella totale intimità o avrei provato ad aprire questa dimensione fortemente personale anche alla condivisione con le persone che avrebbero voluto seguirmi?

Non avevo molta esperienza in proposito perché il viaggio in Vespa di cinque anni fa o quelli in Nicaragua, erano stati completamente diversi e soprattutto non richiedevano la fatica che avrei dovuto affrontare durante il cammino della Francigena.
Sono contento di aver scelto di condividere la mia esperienza. Lo sono per molte ragioni.

Quando nel gennaio di quest’anno ebbi qualche problema sanitario, dopo un momento di difficoltà, riflettei sull’opportunità che mi veniva offerta. La crisi può esser vissuta in modi diversi. Sul “come” viverla, dipende da noi e dalle energie di cui disponiamo. Spesso esse sono solo un dono e non ne abbiamo alcun merito, ma questa è una ragione di più per ascoltarsi e decidere. Per me i diversi giorni in ospedale hanno voluto dire molto. Sperimentai la fatica, la sofferenza, l’affidarmi, la solidarietà, la scoperta di sensazioni diverse e infine, anche la vicinanza con la morte. Il mio vicino di stanza, il grande Maurizio Arcieri, ci avrebbe lasciati proprio il giorno dopo in cui io sarei stato dimesso.

Ecco, la scelta del cammino è maturata come una risposta a una crisi. Non solo fisica, ma che coinvolgeva molto di me stesso. Ha ragione Paola, una donna incontrata lungo una tappa, quando dice che il cammino è il modo migliore di entrare in contatto con la propria anima.

Si parte dall’ascolto quindi. Del proprio corpo, perché se lui non ci supporta non si può procedere, ma soprattutto di ogni altra parte di noi stessi.
La nostra parte razionale va sempre a pescare in quell’area che vive con fastidio ogni processo di cambiamento. Lo esprime bene mia mamma quando mi chiede: “Ma te l’ha ordinato il dottore?”. Quella parte di noi, fatta eccezione per chi ne ha già fatto una scelta di vita, suggerirebbe di lasciar stare. Davvero: chi te lo fa fare? Fatica, sudore, problemi con i piedi, scomodità, e in più te lo paghi anche. Non tanto, ma diciamo che è difficile spendere meno di mille euro per ventidue giorni di cammino considerando anche i viaggi in treno per il punto di partenza e per il rientro.
Oggi sono contento di aver ascoltato ogni parte di me e non solo quella che mi frenava perché spaventata del cambiamento che avrebbe portato il cammino.

La Via Francigena è molto bella. Potrei muovere tante critiche, e ci sarà tempo e modo per farlo, ma credo sarebbe il solito atteggiamento che deve andar a trovare cosa non va piuttosto che valorizzare quello che merita.
Ho scelto di partire dalla Cisa per poter percorrere il tratto su cui è stato fatto il maggior lavoro. Questo poi mi avrebbe permesso con uno sforzo ulteriore sul progetto iniziale, anche di arrivare fino a Roma. Se volete una scelta parzialmente di comodo, ma non avrei avuto un tempo maggiore e poi per la verità anche solo sei mesi fa avrei considerato irrealizzabile fare oltre 560 chilometri a piedi. Figuratevi 900.

Le prime tappe si snodano lungo l’Appennino tosco emiliano fino a portarci a ridosso del mar Tirreno. Sarzana e Pietrasanta sono state una grande scoperta. Con loro, i tanti piccolissimi borghi sulle montagne. La Lunigiana è poco conosciuta, ma è una terra straordinaria. Il passaggio all’Apuania è il meno bello. Troppo asfalto, ma soprattutto una lunga sequenza di marmifici e fabbriche. Da Pietrasanta a Lucca una tappa interminabile, ma di una bellezza incredibile. Si va su e giù scoprendo tanti luoghi poco noti. Poi arrivano tappe da restar increduli per la bellezza. Da Altopascio a San Miniato e poi Gambassi terme fino ad arrivare a San Gimignano che non ha certo bisogno di presentazione. Da lì a Monteriggiori e infine a Siena.

A questo punto si percorrono tre tappe da paura sia per ciò che si incontra che per la fatica. Ho trovato un caldo a tratti asfissiante, ma che mai, a parte Radicofani, ha messo a rischio il proseguimento del cammino. Ponte d’Arbia è una “tappa tecnica”, utile per spezzare una strada altrimenti impossibile per distanze più lunghe. San Quirico d’Orcia ci da l’idea di cosa sia quella regione e Radicofani chiude un cerchio con una storia e una bellezza di primo ordine. Dai suoi 8-900 metri a seconda di dove ci si trovi, si dominano tutte le vallate e ci si rende conto di cosa siano Toscana e Lazio. A metà della tappa successiva si entra in provincia di Viterbo dove si rimane per quasi sei tappe. È la provincia che ha il maggior numero di pernottamenti. Inizia ora a prender consapevolezza della ricchezza della via Francigena. Con i suoi due laghi, Bolsena e Vico, con borghi incantevoli e teatro di strada splendidi, la Tuscia potrebbe diventare meta di tanti pellegrini e anche di trekking diversi.

Da lì a Roma ormai la strada è poca, ma non le sorprese. La tappa da Campagnano a La storta è una delle più affascinanti e merita molto.
L’emozione degli ultimi chilometri l’ho descritta nell’ultimo articolo. Dalla terrazza panoramica di Monte Mario si inizia a capire che il viaggio volge ormai a termine. Il resto della strada si compie volando.

Il cammino però non è solo il proprio corpo, la propria anima e le tappe fisiche.

Per me il suo nucleo energetico è nell’incontro con gli altri. Con i pellegrini, con i volontari o con semplici persone con cui ti fermi a parlare. A me colpisce ancora la signora ultra ottantenne di Vecchietro, sopra Aulla, che mi ha raccontato come stava e cosa fosse stato quel paese 50 anni fa. Dolce con una forte malinconia, mi stava presentando la realtà sociale meglio di come avrebbe fatto un trattato di sociologia. Poi gli incontri anche con alcuni amministratori. In tutto quattro assessori e un sindaco. In tutti l’entusiasmo e l’orgoglio di raccontare un momento importante. È anche grazie a loro che la via Francigena sta crescendo. Persone non conosciute ma che lavorano seriamente e lo fanno con passione. Filattiera, Altopacio, san Gimigano, Siena e Montefiascone sono i paesi in cui li ho incontrati.

Dei volontari non si finirebbe mai di parlare. Ognuno con la propria storia e convinzioni. Si va da chi ha come faro Santiago di Compostela e cerca di rifar vivere il proprio ostello come fossimo su quel cammino, a chi fa i turni per tener aperta una struttura che altrimenti non potrebbe vivere a chi invece prende le ferie e va in un paesino di cento abitanti perché fare l’hospitalero è una esperienza unica. Con loro un grande merito va anche ai diversi religiosi che aprono le proprie case per ospitare i pellegrini. Suor Ginetta a Siena merita una particolare menzione perché negli spazi dove lei lavora e vive transita una tale energia che anche chi non crede esce con qualche dubbio in più. Una donna che vive l’attenzione ai più deboli con una tale carica che si fatica a immaginare dove prenda tante risorse. Tutti la descrivono così e non sono pochi quelli che tornano anche se la notte da lei è stata una delle più difficili.
Ho letto molto i libri dove i pellegrini lasciano i messaggi. Se ne dovrebbe fare una vera opera perché li passa la narrazione autentica di cosa sia la Via Francigena.

Questo cammino è anche tanta arte e cultura. Su questo non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. O forse invece sì perché sembra quasi che noi non si abbia alcuna consapevolezza del l’immensa fortuna che abbiamo. Ci è stata lasciata una eredità di cui non abbiamo alcun merito. Dovremmo saperlo e ricordarlo. La ricchezza che offre l’Italia è immensa e non possiamo considerarla solo nostra. Intanto però sarebbe bene iniziare a considerarla.
Ho scelto la via Francigena e non Santiago anche per questo. Avevo visto giusto e sono felice di averlo fatto. Occorre crederci e far crescere questo cammino per le ragioni che in questi giorni ho provato a raccontare e per tante altre che ognuno di voi potrà trovarci.
Prima di partire ho letto tutto quello che è stato pubblicato in italiano. Guide, racconti, diari sono molto utili e interessanti. È straordinario leggere ma è bene ricordarci sempre che ognuno di noi vede quel che la propria persona proietta.

Non c’è una realtà, ma tante proiezioni del proprio modo di essere che rendono ancor più ricca la narrazione. A modo mio ho provato a fare la mia, di narrazione. Considerate che avevo solo uno smartphone per scrivere. Con questo ho pubblicato sui social e approfitto per ringraziare tutti per le migliaia di like e commenti, sul mio blog e soprattutto su VareseNews grazie all’impegno dei miei collaboratori. Quello che ho scritto è invece responsabilità solo mia, ma devo un infinito grazie a tantissime persone incontrate che hanno stimolato il mio sguardo. Senza di loro il cammino sarebbe stato diverso.

Marco Giovannelli su VareseNews