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Svizzera

Alle tue spalle hai lasciato il massiccio del Jura, alle cui pendici è Besançon, ma altre montagne ti attendono. I campanacci delle bovine ti danno il benvenuto al primo paese in territorio svizzero, Sainte-Croix, nel cantone di Vaud. Stai seguendo un antico percorso, già utilizzato dai romani nei loro spostamenti verso il nord del continente, oggi itinerario escursionistico segnato come Route 70 e individuato come tracciato ufficiale della via Francigena.

Non sappiamo se al tempo di Sigerico il distretto di Lavaux, affacciato sul lago Lemano, fosse già coltivato a vigneti terrazzati, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Di sicuro l’arcivescovo pellegrino si è fermato a Losanna, città adagiata sul versante assolato del suo lago, che merita la sosta, anche solo per una visita alla bella cattedrale gotica.

Imboccando il solco della valle del Rodano lasci la riviera del lago, con le sue celebri località turistiche e mondane: Vevey e Montreaux. Il paesaggio si fa solenne e ritrovi silenzio e spiritualità nella grande abbazia di Saint-Maurice, nel Vallese, fondata nel VI secolo e meta costante di pellegrinaggio alle reliquie dei santi. Fermarsi per la notte all’abbazia è un’esperienza da provare.

Le ultime due tappe saranno memorabili, e non solo per la salita – da Martigny a tratti erta. Raggiungere il Colle, il punto più alto dell’itinerario, l’aria fine dei 2000 metri, e poi il maestoso ospizio al Passo, fondato intorno al 1100 da Bernardo d’Aosta: il grande viaggio è giunto a un punto nodale, una svolta, uno spartiacque. Dal versante italiano i fiumi – e le strade – puntano al Mediterraneo.

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Francia

Mentre attraversi il canale della Manica, volgi il tuo sguardo all’indietro e contempla le scogliere di Dover: immagina quale impressione la vista dell’isola che si allontana doveva esercitare sul pellegrino medievale che affrontava un viaggio pieno di incognite.

Rivedrai il mare dopo oltre un mese di cammino e sarà il Mediterraneo. Intanto cammina con passo agile sui percorsi segnati del GR®145, che la Fédération Française de la Randonnée ha individuato come percorso ufficiale della Via Francigena in territorio francese.

La conurbazione di Calais sarà presto un ricordo e ti ritroverai nella tranquilla campagna della Piccardia, su vie campestri con dislivelli trascurabili. La prima meta importante, ormai nella regione della Champagne – Ardenne, è Reims, con la sua cattedrale gotica, dove quasi tutti i re di Francia sono stati incoronati.

Il tuo cammino prosegue nello straordinario contesto dei vigneti dello Champagne e altre ardite cattedrali gotiche, con le loro scintillanti vetrate, ti attendono a Châlons-en-Champagne, che Sigerico ricorda come Chateluns. Segui il corso della Marna, ti porterà in un luogo speciale per la storia di tutta Europa. A Clairvaux, tra Champagne e Borgogna, Bernardo di Chiaravalle fonda la prima abbazia cistercense: il timbro della casa madre sarà tra i più preziosi della tua credenziale.

Sembra non finire mai l’orizzonte di colline e campi coltivati, ma un’altra importante città ti attende. È Besançon, che Sigerico ricorda come Bysiceon. Si dispone su ben sette colli, quasi un’anticipazione della meta finale, Roma. Lasci la capitale della Franca Contea per inoltrarti nel paesaggio alpestre che prelude alle valli della Svizzera e ai passi alpini.

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Inghilterra

Quale modo migliore per incamminarsi sulla via Francigena – sulle tracce dell’arcivescovo Sigerico – che scegliere come punto di partenza del viaggio proprio la sede vescovile delle lontane isole britanniche, da cui il più illustre pellegrino partì, nel 990.

Prenditi il tempo di visitare la cattedrale, mirabile capolavoro di arte gotica, costruita alcune centinaia di anni dopo che Sigerico fece ritorno alla sua sede, sano e salvo, reduce dal lungo e faticoso viaggio fino alla capitale della cristianità. Di questo ritorno ci ha lasciato l’elenco delle 79 tappe, riproposte fedelmente, per quanto possibile, nel percorso moderno che ti accingi a seguire.

Accanto al portico sud della Cattedrale di Canterbury è posta la pietra che indica il chilometro zero dell’itinerario. I primi passi ti portano alla porta Christchurch, e poi all’Abbazia di Sant’Agostino lungo la Pilgrim’s Way, dove per 10 anni Sigerico fu abate.

E poi lasci la città sulla North Downs Way, il percorso escursionistico che coincide con il tracciato francigeno e ti immergi nella verdissima campagna inglese, punteggiata di fattorie e villaggi. Il Kent è stato definito “Giardino d’Inghilterra”, per i suoi orti e per la bellezza del paesaggio rurale.

Due sole tappe – di cammino facile e rilassante – ti portano al mare di Dover, ma avrai tempo di sperimentare l’accoglienza inglese nella sosta a Shepherdswell, tranquillo villaggio che ha come principale luogo di aggregazione il pub, dove non mancherai di brindare al primo giorno di cammino.

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Italia – Le Colline toscane e laziali

Orizzonti vastissimi si aprono dal crinale che si affaccia sulla Valdelsa, dove cammini seguendo fedelmente le orme dell’arcivescovo Sigerico. Ti ritrovi immerso nella solitudine dei campi di grano, contemplando paesi lontani: Castelfiorentino, Gambassi Terme, una costellazione di borghi sui crinali, i casali, le pievi romaniche tra gli ulivi. Svettano le torri di San Gimignano e quelle della cerchia tonda di Monteriggioni, a cui arrivi seguendo strade bianche bordate di cipressi.

Siena è la città emblema della via Francigena, a cui deve la sua fortuna e prosperità. Cammina nel medioevo tra le sue vie, visita l’antico ospitale di Santa Maria della Scala, con il suo pellegrinaio affrescato. Rimettiti in cammino, ma volgi lo sguardo: le torri e il suo inconfondibile profilo ti seguiranno a lungo, mentre cammini sui facili percorsi della val d’Arbia.

La via Cassia sale a un altro spartiacque e attraversa da un capo all’altro San Quirico d’Orcia, alta sul suo poggio. Una nuova alba ti riserva la sorpresa dei paesaggi assoluti della val d’Orcia: un incalzare di dolci colline, il giallo del grano o i campi arati a perdita d’occhio. Affacciati alla balaustra sulla piazza d’acqua di Bagno Vignoni: quelle acque calde erano un toccasana per i pellegrini medievali. Da Vignoni Alto hai notato un paesaggio nuovo, su cui svetta il cono vulcanico del monte Amiata. Non perdere di vista un rilievo che appare all’orizzonte, coronato da una torre isolata. Quella è Radicofani, ed è lì che devi arrivare. Terra di confine tra Ducato di Toscana e Stato della Chiesa, ti accoglie con strade solitarie e ambienti più selvaggi.

Si dirada la presenza umana nella discesa verso la valle del Paglia, sulla vecchia Cassia ancora sterrata. Greggi di pecore, pascoli battuti dal vento e poi la terra scura della Tuscia viterbese prelude ad Acquapendente e ad altre belle città di antichissima origine: Bolsena con le sue memorie etrusche e romane, Montefiascone alta sul lago, Viterbo cinta dalle mura merlate. Vivrai l’emozione di poggiare il piede sul basolato della via Cassia romana, quando mancano ormai meno di 100 chilometri a San Pietro.

Non correre ora che la meta è vicina. Assapora ritmi rilassati sostando sulle piazze barocche di Sutri, Campagnano, Formello. Rinfrescati nelle ombrose foreste nel parco di Vejo, dove stenterai a credere che Roma sia così vicina, e che la silenziosa campagna romana debba lasciare posto alle vie e ai palazzi. Le emozioni dell’ultimo giorno, della breve ultima tappa, resteranno con te per sempre: sei arrivato nella Città Eterna e alle sue bellezze, e con il viso rivolto a San Pietro, il colonnato del Bernini ti abbraccia negli ultimi passi. 

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Italia – L’Appennino e l’Alta Toscana

Il profumo dell’erba medica è intensissimo a inizio estate, sulle colline che, oltre Fidenza, sono il prologo della lunga salita verso il passo della Cisa. La brezza spira sempre sui crinali e la vista spazia sulla pianura che è ormai alle spalle. Durerà almeno tre giorni l’ascesa al colle, segno che le pendenze sono dolci e graduali. C’è tutto il tempo per contemplare l’incanto delle fioriture di aglio orsino sotto i faggi, prima della lunga discesa nella verdissima Lunigiana, verso la costa e il mare.

Il medioevo vive sulle mulattiere dell’alta val di Magra, dove attraverserai borgate di pietra, tra vigne e uliveti. Passa in rassegna i portali di arenaria scolpita dei centri storici che sono figli della Via: Pontremoli, Filattiera, Filetto, Sarzana, dove la montagna è ormai lontana e l’aria del mare porta profumi nuovi. A Luni ritrovi le tracce dell’antica Roma. Tra le sue rovine, in quella pianura fertile e coltivata, immagina un porto pieno di navi, visualizza il pellegrino che, prima dell’anno Mille, si imbarcava diretto alla costa di Francia, ai lontani Pirenei, sulle tracce di San Jacopo. Tra Toscana e Liguria, tra Aulla e la costa, sulla via Francigena si innestano altre tracce, che portano lontano.

Il mar Ligure brilla oltre le spiagge della Versilia, mentre cammini tra le vigne sulle vie a mezzacosta ai piedi delle Alpi Apuane, tra le città del marmo: Carrara, Massa, Pietrasanta, Camaiore. Trascorri una serata in piazza, tra gli artisti, scoprendo nei vicoli laboratori di scalpellini. Riparti per ritrovare boschi ombrosi nella Valfreddana, ultima propaggine della catena apuana. Il percorso spiana nella piana del Serchio, in vista delle mura di Lucca. Concediti il riposo di una sosta, il tuo viaggio è ancora lungo, nuovi paesaggi e incontri ti attendono. Guarda il labirinto, sotto il portico del duomo di San Martino: rispecchia il tuo itinerario, il tuo vagabondare, i tuoi pensieri che divagano nelle ore del cammino.

Si avvicina un passaggio che, intorno all’anno Mille, era tra i più temuti. La piana del Serchio, i boschi delle Cerbaie, i paduli di Porcari e di Fucecchio, aree paludose oggi bonificate – l’Aqua nigra menzionata dall’arcivescovo Sigerico – il passaggio dell’Arno. Tu lo vedi scorrere da un solido  ponte in muratura, e se alzi lo sguardo dagli argini, già vedi svettare la torre di San Miniato. Oltre quel crinale si distende il mare ondulato delle colline toscane.

 

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Italia – La Grande Pianura

Hai appena lasciato le valli alpine, ma le montagne continuano a vegliare sul tuo cammino. I ghiacciai del Monte Rosa si specchiano dai loro oltre 4000 metri sulle risaie allagate in primavera. È questo il momento migliore per sfidare i grandi orizzonti della Pianura Padana, i rettilinei interminabili, le geometrie dei campi. Paesaggi assoluti, inattesi. Non ti aspettavi di trascorre giorni procedendo a passo spedito tra superfici di acqua e luce, scandite da sottili argini. Da Santhià ti avvolge il silenzio, rotto solo dall’improvviso volo degli aironi.

Ma non sarai mai solo a camminare su un argine lungo un canale. Presto a tardi sbuca dalle nebbie un trattore, che procede lento tra i campi. Emerge un campanile, o il profilo tozzo di una cascina a corte. Affàcciati alle porte carraie di questi grandi complessi, e sappi che la loro fondazione risale all’alto medioevo, a quando la pianura era ancora ammantata di foreste e paludi da bonificare. Immagina le mondine, solo cent’anni fa chine a sudare sotto il sole. Concediti una sosta nelle piazze dei paesi, c’è sempre un caffè, un’osteria dove un piatto di panissa, il robusto risotto della tradizione vercellese, ti darà tutta l’energia per proseguire il cammino.

La carrareccia punta verso le città, che si annunciano da lontano: torri e cupole e campanili ti guidano verso le belle piazze e i portici. A Vercelli si incontrano i due principali rami della via Francigena, che vi arrivano dai passi più frequentati: Gran San Bernardo, Monginevro e Moncenisio. Dedica un po’ di tempo al suo ricco patrimonio storico-artistico. A Pavia, la capitale dei longobardi, fai un ingresso memorabile dal Ponte Coperto. Le sue chiese sono tra i più insigni monumenti del romanico. Piacenza non è da meno, snodo importante di tutte le via che scendevano dalle Alpi orientali. A Fidenza, sul duomo di San Donnino trovi, scolpita nell’arenaria, la teoria di pellegrini medievali che ti indica la direzione da prendere per le tombe dei martiri e per Roma.

Ti ricorderai a lungo l’emozionante passaggio sul Po, a bordo di un piccolo natante, il vento umido e freddo del mattino, le nebbie tra i pioppeti nella golena, la vastità di quell’acqua torbida e mobile. Rimetterai con piacere il piede sull’argine, pronto a riprendere il cammino con rinnovata energia.

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Italia – Le Alpi

Per chi parte dal Nord Europa, il valico del Gran San Bernardo (m 2473) e le Alpi sono il primo vero ostacolo da superare. Passata la montagna, i pascoli alpini, i torrenti, le foreste di conifere lasciano il campo ad ambienti di dolcezza già mediterranea. Camminerai su mulattiere tra muri a secco, di castello in castello, tra montagne incombenti e imbiancate. La valle della Dora è un solco ampio e profondo, ma si allarga nella conca dell’anfiteatro morenico di Ivrea, con i suoi laghi, specchi luminosi, che intravedi tra le pergole delle vigne.

La bellezza del paesaggio alpino si accompagna alla ricchezza del patrimonio artistico. Aosta accoglie il viandante ancora racchiusa tra le mura della città romana. Lì vedrai il teatro e le torri di Roma antica, passerai – proprio come i pellegrini medievali – sotto la Porta Pretoria e accanto all’arco di Augusto, che dal I secolo dà il benvenuto al forestiero in terra d’Italia. Troverai le tracce della via consolare delle Gallie, scavata nella roccia, a Donnas e ancora a Ivrea, la romana Eporedia.

Sui luoghi dei templi pagani sono sorte le chiese medievali: fermati a contemplare i bellissimi portali gotici, gli svettanti campanili, punto di riferimento del pellegrino. A ogni campanile corrisponde una borgata, una delle tante innumerevoli frazioni che fanno un paese, tutte circondate da prati. Sul sentiero scandisce il tuo cammino il suono dei campanacci. Trovi nel borgo la possibilità di ristoro e sapori nuovi: il pane nero di segale, il burro d’alpeggio, la Fontina, i saporiti prosciutti e il lardo.

Non ti aspettavi che il Canavese fosse una terra da vino. Ne prendi atto sui ripidi versanti assolati, lungo le mulattiere che costeggiano vigne verticali, tralci sorretti da muri a secco e pilastri di pietra, che il sole scalda. Qui fioriscono i rosmarini a fine inverno e i mandorli, ai piedi delle ultime propaggini alpine. I paesi – Bollengo, Viverone, Roppolo – si adagiano sui dolci declivi morenici della Serra d’Ivrea. Hanno belle torri e logge di legno, ancora racchiusi tra le mura dei ricetti medievali. La Dora scorre sulla piana sempre più ampia, che sfuma ormai nelle vastità orizzontali della Pianura Padana.

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Prosegue la posa della segnaletica!

Il nostro Stefano sta continuando con il posizionamento della segnaletica sulla CicloVia Francigena. In compagnia della sua bicicletta pieghevole (Franca, la bicicletta che arranca) è ripartito da Milano con il treno ed è arrivato in Emilia, a Piacenza, da dove è ripartito con la posa alla volta di Lucca, toccando le città di Fidenza, il valico del Passo della Cisa, Cassio, Pontremoli, Forte dei Marmi e Pietrasanta. Il tragitto è stato segnato dal ritmo dettato dal salire e scendere dalla bicicletta per attaccare i segnali adesivi e ripartire ogni 2-300 metri con poca gioia delle sue ginocchia, ma soprattutto dalle condizioni meteo, che sembrano non voler essere particolarmente clementi causando degli stop imprevisti.

Martedì 7 Giugno si riparte da Lucca alla volta di Siena, se tutto va bene la raggiungeremo giovedì. Nulla può fermarci, arriveremo a Roma!

 

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CicloVia Francigena: segnati i primi 150 km

Il primo tratto della CicloVia Francigena è stato segnato: nei giorni scorsi abbiamo posato centinaia di segnavia tra Vercelli e Piacenza, completando tre tappe e mezza, per una lunghezza di 150 km circa.

I segnavia sono del tutto simili a quelli già usati sul percorso pedonale, cambia solo il colore (bianchi e azzurri anziché bianchi e rossi), mentre per richiamare la parentela tra i due percorsi il pellegrinetto nero è stato inserito in una ruota di bicicletta stilizzata.

Abbiamo scelto un nuovo materiale plastico, più sottile e adesivo rispetto a quello usato per il percorso pedonale, che ci ha dato degli ottimi risultati. Ottima anche la scelta di affiancare le classiche “fascette” da 7×21 cm con dei lunghi nastri da 7×100 cm, che possono essere installati anche su pali di grandi dimensioni.

Un’altra importante novità sono i segnavia tondi con la freccia, che rendono più comprensibili i cambi di direzione e che all’occorrenza possono essere installati sugli altri supporti adesivi.

L’installazione è gestita da Stefano Mazzotti, guida escursionistica, una new entry della squadra di SloWays, che viaggia lungo il percorso su una bici pieghevole nelle cui borse trasporta i segnavia. Finita la giornata di lavoro può ripiegare la bici e tornare alla base utilizzando i mezzi pubblici: una soluzione comodissima ed ecologica.

Stefano sta raccontando il suo lavoro su Facebook, lo potrai seguire sulla pagina SloWays.

Che aspetti a provare il nuovo percorso? Puoi usare il treno+bici per raggiungere i due punti di partenza e di arrivo, e anche la stazione intermedia di Pavia. Trovi le tracce e le mappe su www.viafrancigena.bike

Buona strada!

 

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Oggi parliamo di Francigena con Sonia Pallai, assessore al turismo del Comune di Siena

Sonia Pallai, assessore con delega al Turismo del comune di Siena, è fortemente impegnata nel rilancio della Via Francigena. Una realtà, quella della terra senese, molto legata al cammino: un percorso affascinante, messo in sicurezza e ben segnalato , adatto anche alle famiglie con bambini e ragazzi. La città di Siena sta puntando sulla Francigena in tutte le sue dimensioni con progetti legati all’accoglienza, alla promozione, all’infrastruttura per valorizzare l’antico cammino europeo.

1. Il Trekking Urbano a Siena è una esperienza che viene portata avanti con successo da diversi anni dall’amministrazione comunale. Un modo per riscoprire lentamente la splendida città senese attraverso la storia, la cultura e la gastronomia. Da questa iniziativa è nata “#SienaFrancigena, sulle orme dei pellegrini” legata alla “Bisaccia del pellegrino”, un format ormai consolidato che piace a tanti. Queste iniziative verranno riproposte nel 2016?

Sì, #SienaFrancigena nel 2016 si svolgerà ogni domenica mattina dall’1 maggio al 26 giugno in un calendario di visite guidate sul tratto urbano della Via Francigena, passando per uno dei più antichi ospedali d’Europa, il Santa Maria della Scala per concludersi nel tratto sud e terminare all’Orto de’ Pecci, un luogo meraviglioso dietro Piazza del Campo, gestito da una cooperativa sociale, dove si trova un orto medievale con piccole coltivazioni e animali da cortile. Qui ai partecipanti viene consegnata la “Bisaccia del Pellegrino”: un pranzo al sacco a base di prodotti senesi di filiera corta. A pagamento. turismo@comune.siena.it, www.enjoysiena.it

2. #SienaFrancigenaKids, la Via Francigena da raccontare ai bambini ed ai ragazzi. Come è nata questa idea e come è andata la prima esperienza?

L’idea è nata pensando che nessuno aveva lavorato per rendere fruibile la Francigena per il target dei bambini. Naturalmente è impensabile voler far camminare una famiglia con bambini lungo un’intera tratta, i km sono decisamente troppi. Lo stesso nostro #SienaFrancigena è lungo per un bambino e sicuramente i più piccoli lo troverebbero faticoso oltre che noioso. Così, partendo dal presupposto che la Francigena può davvero essere un’esperienza anche formativa per i bambini, e che se raccontata in forma di fiaba, di storia potesse essere divertente ho pensato di trasformare il #SienaFrancigena in #SienaFrancigenaKids dove il linguaggio del racconto è diverso, i km sono un po meno. Ecco che è nato questo trekking urbano sulla Via Francigena dedicato ai bambini. La visita guidata è fatta da uno dei personaggi degli affreschi del Santa Maria della Scala, “Balia Gioconda” che permette ai “piccoli pellegrini” di scoprire storie e aneddoti legati all’accoglienza e al pellegrinaggio, a partire dal racconto teatralizzato e sotto forma di fiaba del Santa Maria della Scala.

Al termine della visita viene offerta la “merenda del pellegrino”, un  sano panino con il prosciutto e a tutti i partecipanti viene consegnato lo zainetto ufficiale di #SienaFrancigenaKids che è anche un simbolo perché i bambini tra quando entrano a quando escono hanno nelle spalle un po’ di cultura in più. Lo abbiamo già messo in calendario ogni sabato pomeriggio dal 10 dicembre 2016 al 25 febbraio 2017 (A pagamento. turismo@comune.siena.it, www.enjoysiena.it)

3. In occasione dell’apertura della Porta Santa a Roma per il Giubileo, l’8 dicembre, avete lanciato la bella iniziativa “In cammino da Siena a Roma” lungo la Francigena. Un pellegrinaggio di 7 giorni come gli antichi viandanti, rivolto a tutti, con il bordone che simbolicamente è stato portato in Vaticano. Un bell’evento promosso da Comune di Sienanell’ambito di Siena Capitale Italiana della Cultura 2015 e realizzato con la collaborazione dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino. Una esperienza di cammino che verrà ripresa in futuro?

#SienaFrancigenaGiubileo è stata un’esperienza davvero unica, partecipata e soprattutto che ci ha permesso di promuovere la Via Francigena in un modo straordinario. Quando siamo arrivati a Roma, in Piazza San Pietro la mattina dell’apertura della Porta Santa c’era così tanta energia nell’aria che voltarsi con il pensiero ai giorni indietro, al giorno in cui eravamo partiti da Siena, ai tanti km percorsi a piedi, emozionava. La nostra storia ha fatto talmente notizia che abbiamo avuto una diretta Rai direttamente da San Pietro nel momento dell’eucarestia di Papa Francesco. In quell’occasione abbiamo riproposto quello che fu il pellegrinaggio che partì da Siena lungo la Via Francigena proprio in occasione del Giubileo straordinario del 1600.

Da questa esperienza è nata “Siena in Cammino”, un calendario di visite guidate ogni fine settimana di Aprile, che il sabato valorizza i percosi giubilari tra il Santa Maria della Scala ed il Duomo e la domenica il cammino lungo la tappa “Siena – Ponte D’Arbia” per una lunghezza di 25,7 km l’evento prende spunto dal cammino fatto dalla Compagnia di Santa Caterina in Fontebranda in occasione del Giubileo del 1600 e ripercorso nel mese di dicembre 2015, da Siena a Roma, in concomitanza con l’apertura della Porta Santa. Ai partecipanti sarà consegnata la Bisaccia del Pellegrino, contenente il pranzo al sacco a base di prodotti tipici. L’evento comprende una guida ambientale e il ritorno in pullman da Ponte D’Arbia, in collaborazione con il Comune di Monteroni D’Arbia. A pagamento, su prenotazione entro le ore 16 del sabato. Costo biglietto 25 euro. Per informazioni e prenotazioni Tel. 347 6137678, 348 0216972, sienasms@c-way.it

4. Siena, città accogliente ed aperta ai pellegrini, ai viandanti, ai turisti che grazie alla Via Francigena vogliono riscoprire città. Quale contributo possono dare a Siena la Via Francigena e questo tipo di “turismo slow”?

Il Trekking Urbano, ogni prodotto, rassegna ed evento legato alla Via Francigena sono esempi perfetti di turismo sostenibile che se organizzati così come abbiamo fatto noi danno la possibilità di raccontare una città d’arte in una chiave nuova, portando le persone a camminare al di là delle vie più battute, a destagionalizzare i flussi turistici perché sono iniziative pensate fuori dai periodi di altissima stagione. Garantiscono la certezza della visita guidata indipendentemente dal numero di partecipanti e quindi diventano prodotti turistici fruibili a tutti gli effetti. Fanno vivere un’esperienza, che è quella del luogo, del viaggio e del cammino. In ogni percorso abbiamo unito la Bisaccia del pellegrino, o la merenda per i bambini, per legare l’aspetto dei prodotti del territorio al percorso di visita.

Chi partecipa a queste iniziative, non ha fretta. E anche il “turista frettoloso” leggendo le nostre esperienze può diventare un “turista lento”, più attento ai dettagli che a collezionare scatti di panorami o Chiese nel minor tempo possibile. Più riusciamo a trasmettere questo messaggio e più lavoriamo per valorizzare il turismo sostenibile.
Come ha detto il Ministro Franceschini “è sulla scia dell’anno del Giubileo che l’Italia deve riscoprire, insieme ai suoi viaggiatori, i suoi cammini”.

Luca Bruschi